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Jun 23

True Detective: le lingue d’asfalto

truedetective2C’è una cosa in particolare, di True Detective, che mi ha sempre affascinato: l’ambiente.
Il modo in cui questo partecipa alla storia e alla vita dei personaggi/protagonisti.
Se è vero che noi siamo, in larga parte, il risultato dell’ambiente che ci circonda, è inevitabile considerare quest’ultimo come il quinto protagonista della seconda stagione di True Detective.

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Jun 19

Il dialogo sulla Creazione di Javier Gonzalez Pacheco

pacheco1Nella tensione erotica che caratterizza il femminino, nelle tavole di Javier Gonzalez Pacheco, è presente una spinta trascendente, verso il mistero e quindi verso il divino.
Il risultato è uno stile che riecheggia i maestri dell’espressionismo, pur utilizzando al meglio gli strumenti attuali.
Pacheco è di Barcellona, e pare in effetti privilegiare il lato emotivo della realtà, composto sia di materialismo corruttibile che di astrattismo; quest’ultimo, sottendendo continuamente la materia, la trasfigura, rendendola unica.
La simbologia di questi lavori digitali è più che evidente: possiamo notare occhi e pesci(cani), simboli del divino; la donna e la mela, simbolo della Creazione (anche se in questo caso la mela sembra avere effetti letali, se non sul presente, in proiezione verso il futuro) e gli alieni, che sembrano più e più volte associati come la vera fonte della trascendenza terrestre.
La singolarità è la totale assenza della figura maschile, di cui non si sente la mancanza. Scelta estetica in luogo di una sessualità tutta orientata verso quel femminino, oppure verso l’asessualità che appartiene alle creature di là del cielo e che, secondo alcune teorie dovrebbe essere meta ultima dell’evoluzione umana; questa deduzione darebbe subito corpo all’ipotesi espressionista, che parte dall’immanenza per poi trasfigurarla.

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Jun 17

Game of Thrones – Stagione 5 (ep. 10)

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Per il finale di stagione, GOT ci serve un minestrone alla saltapicchio d’antologia, ma discuteremo tutti gli ingredienti con abbondanti SPOILER nella recensione. Buona lettura.

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Jun 15

Il Crollo di Casa Usher

la-casa-degli-usher_595Anno 1839. Settembre.
Viene pubblicato Il Crollo di Casa Usher (The Fall of the House of Usher) che, a memoria, credo sia stato il mio primo contatto cartaceo avuto con Edgar Allan Poe; che però avevo conosciuton prima, attraverso un disegno ispirato a Il Cuore rivelatore (1843): c’era un tizio, viso stravolto, inginocchiato sul pavimento, sotto un’asse divelta del quale aveva trovato un cuore umano. Pulsante. E ora se lo teneva tra le mani, offrendolo come prova.
E da ragazzo capisci subito di avere a che fare con tutta la bellezza della letteratura. Quella verace.
Quella letteratura che hanno sempre vietato a scuola. O che, se ne hanno parlato, l’hanno fatto come di un parente scemo, nascosto in cantina.
E se la figura di Madeline Usher è, personalmente, il non plus ultra dell’orrorifico femmineo, una sorta di archetipo della consunzione mentale e fisica (altrettanta selvaggia visione me l’hanno data solo i ritratti delle figlie della rivoluzione francese, sdentate, sporche, che esultavano a ogni testa nobile che cadeva nella cesta), a distanza di anni e di tante riletture, il racconto di Poe è manifesto simbolico del non detto, del non spiegato, del vecchio modo di raccontare, dell’ossessione, quella sì, di certi temi, cari all’autore, che affondavano le mani nel pallido e malaticcio. Quello che s’accompagna agli stati febbrili che non passano mai, lasciando spossati.
I sudori notturni, nella debolezza.
Come il profumo dei gigli che, se è abbastanza umido, diventa sì dolciastro da rammentare la decomposizione.

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