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ott 01

Il livellamento culturale e la capacità di comunicare. Ovvero, noi fottutissimi blogger.

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Allora, ieri guardavo The Strain (sì, lo so, ultimamente i miei articoli sembrano tutti l’inizio di una barzelletta, ma tant’è…), e pensavo che sarebbe stato bello parlarne la settimana prossima, dopo la tredicesima puntata, il finale di stagione.
E riflettevo sul tono che avrei usato, parlandone, perché le recensioni a botta secca, che poi erano tra gli articoli più gettonati qui su Book and Negative, non tirano più, a meno che non si tratti di gettare fango su JJ Abrams, o parlare dell’ultimo film Marvel.
Ma in ogni caso il problema non si pone: non parlerò più, a meno di casi speciali, né del primo, né degli altri.
E quindi pensavo a un modo alternativo di trattare l’argomento “serie televisiva a base di vampiri”. E non l’ho ancora trovato.
E tuttavia, ancora questa settimana si parla di blogger e modo di bloggare, capacità di comunicare e di catturare il pubblico.
E allora m’è tornata in mente una scena vista ieri sera, durante l’episodio n. 12.
È importante per capire, e quindi la devo citare, cercherò di evitare spoiler.

Diciamo soltanto che uno dei protagonisti, che è un medico/scienziato del CDC (il centro controllo malattie) riesce, tramite l’aiuto di un altro personaggio, a mettere in piedi una trasmissione pirata, ovvero a comparire sui canali video per comunicare al mondo, tagliato fuori da un blackout di internet, la realtà dei fatti: ovvero che a New York è in atto un’epidemia, la gente si sta trasformando in vampiri assetati di sangue.

È importante per capire, perché da qui e da un articolo letto oggi, e da un altro letto ieri, e dall’andamento del mio blog nell’ultima settimana scaturisce un discorso piuttosto interessante. E speranzoso (che probabilmente finirà per perdersi come lacrime nella pioggia alla prossima fase di insofferenza & scazzo; tuttavia oggi #vogliocrederci).
Tornando a The Strain, i punti focali sono:

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set 30

Vertigo e l’eterno ritorno

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Ieri guardavo Vertigo, alias La Donna che visse due volte, di Alfred Hitchcock, e come sempre, la mia attenzione s’è fissata su piccoli dettagli, e su riflessioni più ampie.
Il film, lo sappiamo, fu accolto tiepidamente, nel 1958, sia dal pubblico che dalla critica.
E questo è un fatto. Come diceva Nietzsche, c’è chi viene al mondo postumo. Vale anche per le opere cinematografiche, o letterarie. Solo che Hitchcock, al tempo, la pensava diversamente, e diede la colpa in primis a James Stewart, troppo vecchio per solleticare l’interesse del gentil sesso, e far convergere gli spettatori /spettatrici al cinema, e poi a Kim Novak, sbagliata per la parte, sempre a dire di Alfred. Che poi uno se li immagina, questi registi, così lontani da siffatta logica terrena, che appartiene ormai anche a noi blogger… e invece, si scopre che ci restava male pure lui, all’indifferenza del pubblico. E reagiva da par suo…
Ma non divaghiamo.
In ogni caso, Hitchcock non lavorò mai più con Stewart. Dire che se l’era legata al dito è poco.
Sessant’anni dopo, anche grazie a James Stewart e Kim Novak, Vertigo è però considerato un capolavoro assoluto.

Quindi prima uno schifo di film.
Poi un capolavoro.

È sempre la stessa storia.

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set 29

Parlando di Gomorra (la serie)

Gomorra_La_serie

Capita che mi sia messo a guardare Gomorra La Serie.
E capita che mi sia detto, mentre guardavo, FINALMENTE.
E non è nemmeno la prima volta. La volta precedente è capitato con Romanzo Criminale La serie.

E sebbene io trovi irritante quel “la serie” piazzato lì, come fosse un dovere, per aiutare il pubblico a distinguere dai precedenti film omonimi, già dall’apertura alla “Lost”, nella sigla, non bastassero le parole di uno degli attori protagonisti, Salvatore Esposito, in un’intervista, si avverte che Gomorra aspira a essere, FINALMENTE, prodotto internazionale.
Non preti di campagna.
Non facile moralizzazione e scandali un tanto al chilo.
Non tutori dell’ordine paciocconi e padri di famiglia.
Non dialoghi scritti col Grillo Parlante.
Ma…
Musi duri.
Vite maledette.
Violenze assortite.
Dialoghi serrati, in dialetto napoletano.
Roba sporca.
E scene che fanno male (tipo la tortura ai danni di una ragazza).

Il punto è che stiamo esportando, sul mercato internazionale, non dico ciò che meglio ci contraddistingue, ma ciò che, è innegabile, di più affascina di noi altri abitanti dello stivale: la criminalità organizzata.
Nella fattispecie: la camorra.
Che ha una storia antica.
Noi italiani ce l’abbiamo nel DNA, la criminalità organizzata. Ammettiamolo.

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set 26

Il fanciullino del web

I fanciullini del web, tante Daenerys sognanti.

I fanciullini del web, tante Daenerys sognanti. Be’, forse non belli quanto lei.

E va bene, ‘sta settimana ha da passare così. Più vitale delle altre, più scontrosa delle altre, ma mai noiosa. Sembra quasi una canzone.
Ma niente polemiche, promesso.
Solo una risposta veloce e poi un ragionamento.
Mi invita il Sommobuta, a dire ancora la mia sul “giudizio via web”, ovvero ciò a cui assistiamo tutti i giorni, almeno noi “curatori di contenuti”, ovvero blogger, vlogger, addetti stampa etc…, l’utente che entra a gamba tesa dopo aver leggiucchiato il vostro articolo o spesso manco il titolo dello stesso, che vi ricopre di merda gratuita, perché lui può.

Lui, un utente del cazzo, di passaggio, può.
Voi che invece state lì, a prendervi lodi e ortaggi (da anni), no. Perché, ehi, c’è il diritto d’opinione.

Bene, mi fa felice sapere che molti miei colleghi la pensano esattamente come me, chiunque manchi di rispetto al creatore di contenuti, avrà medesima mancanza di rispetto, amplificata cento, mille volte.
Legge del taglione.
Tolleranza zero.

Eppure non mi va di fare altre polemiche. Non oggi. Le cose stanno così, e magari del giudizio via web parleremo in altro momento, tanto gli utenti casuali che insultano non mancheranno mai.

Piccolo excursus:

sì, lo so, non sto parlando di cinema.
E non sto scrivendo recensioni.
Ma, se è vero che mi seguite da sempre, allora dovreste ricordare che con le classiche recensioni di cinema ho chiuso da un pezzo.

Le cose non sono cambiate. Non vedo perché avrebbero dovuto.

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