Crea sito

ott 21

The Walking Dead S05E02 [recensione]

The_Walking_Dead_title

Nell’esagono della mappa del Granducato di Karameikos che è il mondo di The Walking Dead serpeggia di nuovo quel noto virus, più letale dell’altro che causa la resurrezione dei morti:

la logorrea

Non stanno zitti un attimo, eccetto quando camminano al rallenty. La camminata epica dell’eroe che reca seco il virtuoso peso di troppe e grandi imprese, sapete? Quella del passo dinoccolato, ma fiero.

Ci sono anche i vuoti di memoria, quelli che ha Michonne, quando tenta di afferrare la sua katana per ammazzare gli zombie, e si ricorda che non c’è più, smarrita nel ritiro bagagli di Termini, ovvero persa per l’eternità.

Puntata due. E subito le scarse speranze di veder nascere qualcosa di bello sono state annichilite.

Leggi il resto »

ott 20

D.W.N.H. Dumb Web Nazi Hunters

Immagine anteprima YouTube

Testo originale e italiano.

– Kate Bush, Heads we’re dancing (The Sensual World 1989).

Leggi il resto »

ott 17

I mostri alla luce del giorno [AHS Freakshow]

ahs-freak-show-poster-ftrQuando si parla di Florida si pensa immediatamente a Miami, ai coccodrilli, agli uragani e alle Everglades. Personalmente penso anche a Horatio Caine di CSI: Miami e alla sua immane figonaggine. Ebbene, da un paio di settimane, se qualcuno mi nomina la Florida, il primo pensiero va ad American Horror Story-Freakshow. La quarta stagione della serie, sempre realizzata da quei due figuri stravaganti di Ryan Murphy e Brad Falchuk, è infatti ambientata a Jupiter, un paesino tranquillo della Florida nel 1952. L’evergreen della serie, la meravigliosa Jessica Lange, è Elsa Mars (memorizzate il cognome, grazie), protettrice e gestrice del suo circo di mostri.
La donna più alta e la donna più piccola del mondo, l’uomo granchio (un altro punto fermo della serie, Evan Peters), la donna barbuta (ritorna Kathy Bates in ottima forma) e tanti altri soggetti che, negli anni ’50, avrebbero scatenato sdegno e reazioni razziste se fossero entrati in una caffetteria. Oggi non accadrebbe mai una cosa simile. Vero?
Elsa Mars protegge il suo spettacolo, ultimo sopravvissuto in un’epoca in cui l’avvento del cinema e della TV sta prendendo il sopravvento. Il circo che Elsa mette in scena, con umani deformi che cantano e ballano, non interessa più. Ma l’arrivo delle sorelle siamesi Bette e Dot (fatica doppia, questa volta, per Sarah Paulson), due teste in un corpo solo, porterà nuovi stimoli al gruppo. E forse anche qualche guaio. Non tutti i disadattati fanno parte del freak show di Elsa, qualcuno se ne va a spasso in libertà, semina morti, sequestra donne e bambini, e probabilmente trova perfino un socio nella comunità di umani socialmente accettati. Il serial killer Twisty il clown (John Carroll Lynch, new entry graditissima) è forse il villain più disturbato e disturbante di tutte le stagioni di AHS. E da qui l’obiettività va a farsi benedire, vi avviso, e l’aMMMore per questa serie prende il sopravvento.

Leggi il resto »

ott 15

Penny Dreadful e Dime Novel: come gli ebook

varney the vampire

Sono fermamente convinto della teoria dei corsi e ricorsi storici. Probabilmente anche dell’eterno ritorno. Quel che è importante capire è che, come sempre, conoscere la storia, che non è “inutile fardello” come qualche giovane scienziato ha stabilito, è essenziale per comprendere il nostro presente.

I Penny Dreadful (o Penny Orrible, Penny Awful, Penny Number e ancora Penny Blood) erano una pubblicazione narrativa inglese, a puntate, tipica del XIX secolo.
Storiacce, per così dire: letteratura d’evasione che raccontava di mostri, assassini, vampiri.
Tutto ciò che ci piace. Ancora oggi.
Sì, li amiamo quei mostri orribili.
Il Penny Dreadful (in americano Dime Novel) era scaturito dalla necessità, specie delle classi medio-basse, di evadere, se non con il corpo con la mente, dai quartieri puzzolenti e ricoperti della fuliggine della inarrestabile indutrializzazione.
Non c’era ancora il cinema, oppure stava nascendo, ed era un mezzo troppo rivoluzionario e vacuo per durare (vero?).
Ma c’era la pagina scritta.
Quella non sarebbe mai stata sostituita.
Non in quanto pagina, certo, infatti il supporto era spesso un cartaceo di fortuna, ma in quanto scritta.
La forza delle parole è il loro messaggio. Le immagini che riescono a veicolare.
Il mezzo, pfui, costava solo un penny.
Si voleva leggere, distrarsi, probabilmente, volare con la fantasia. E i Penny Dreadful promettevano tutto questo. Lo garantivano.
Erano di sicuro delle storie che non avevano e non hanno mai avuto posto nella letteratura alta. E di sicuro nemmeno l’hanno mai cercato.
C’è chi viene al mondo… sgraziato. Ed è bello che sia così.

Leggi il resto »

Post precedenti «