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apr 24

Una passeggiata nella casa del diavolo

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Auspicando che Ti West si riveli in crescendo, per quanto riguarda il genere cinematografico a cui ha scelto di dedicarsi, l’horror, e che soprattutto non si riveli una causa persa, come tanti giovani registi, in questo articolo scelgo di soffermarmi su un aspetto particolare di The House of the Devil: la sua struttura narrativa.
Per i neofiti di questo blog ricordo che sì, applico un’interpretazione strutturale, con elementi presi dalla teoria letteraria, al cinema, perché lo considero, al di là dell’impianto tecnico e corale che va a comporre i film, mezzo di narrazione, e come tale soggetto a schemi precisi.
Nulla è improvvisazione nel cinema, come nulla dovrebbe essere in letteratura. Specie se, come nel primo caso, in ballo ci sono milioni di dollari.
Ti West è un regista che mi piace molto, piace anche alla mia collega e amica Lucia. Piace perché gli invidio la giovane età (ha quattro anni meno di me), e la padronanza della struttura.
The House of the Devil è ricostruzione storica (e tecnica) degli Anni Ottanta, spesso ingiustamente accusato di lentezza. E presenta una struttura a stanze, o a scatole cinesi.
E sì, è ambientato, per l’ottanta percento della durata, in una casa. Quindi, oltre alle stanze figurative e strutturali abbiamo a che fare con vere stanze che, a poco a poco, ci rivelano tasselli del mosaico che il narratore sta andando a comporre:

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apr 23

Da Vinci’s Demons – stagione 2 (ep. 3) [recensione]

433521316_640Terzo episodio di Assassins Creed Da Vinci’s Demons con SPOLIERS! Entrate, leggete e commentate, prego. Non facciamo che mi abbandonate qui, nella Firenze rinascimental-fantasy. Che è, lo guardo solo io? Dai, che succede roba grossa: colpi di scena scoppiettanti come mortaretti.

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apr 22

La Rete morta di SEO

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Oggi faccio un po’ di sano blogging come non se ne vedeva da tempo, su queste pagine. Ovvero, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe.
Tutto scorre, come diceva un mio amico dell’antica Grecia. Anche e soprattutto il blog.
Book and Negative non è mai stato uguale a se stesso, nell’arco di questi (quasi) cinque anni. Ha conosciuto momenti di gloria, di buio, di crisi.
Quello attuale è un altro tipo di momento, il momento in cui mi sto facendo un po’ di cazzi miei. Probabilmente si nota, sono meno presente in rete, sia qui che sui social network. Non è una lamentela, la mia, è una presa d’atto che, in questo momento, le cose stanno così.
E tuttavia, questo istant post vuole anche essere una riflessione sull’avvenire, di questo blog e, superbia permettendo, da blogger di lungo corso quale sono (perché oh, son cinque anni eh, non cinque mesi), sul futuro dell’interazione via web che, ammetto, tanto mi ha dato.

Tutto scorre, dicevo. Come i contenuti di questo blog, come il taglio dei miei articoli, la natura di essi. Ho da tempo abbandonato le recensioni, ritenendole, con rispetto parlando, assolutamente inutili:

- inutili a generare discussioni costruttive
- inutili a suscitare confronto
- inutili a indirizzare il lettore/spettatore medio (che tanto farà comunque il cazzo che gli pare)
- utili, altresì, a stimolare l’aggressività di chi la pensa in modo diverso, spesso in antitesi

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apr 19

I sospiri della strega

Suspiria - fanart

Ne discutevo ieri con Silvia: Dario Argento è uno dei pochi che può guardare al suo passato e bearsi di aver realizzato qualcosa di duraturo.
Suspiria.

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