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giu 14

Star Trek – Into Darkness (2013) – [Recensione]

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Prima di tutto, invoco una levata di cappello corale, per quanto virtuale. La causa è la genialità manifesta:

Star Trek – Into Darkness è il titolo originale.
Into Darkness – Star Trek è il titolo italiano.

Tre minuti di raccoglimento (e levatevi i cappelli! Anche voi laggiù in fondo! Vi vedo!).

Poi faccio una confessione che è anche memento: lo Star Trek del 2009 mi piacque, pur con profonde riserve, dettate soprattutto dall’assoluta illogicità di certi eventi. Ma ci arriviamo tra poco.

Guardando Into Darkness appaiono subito chiare un paio di cose:

a) JJ Abrams, Roberto Orci, Alex Kurtzman e Damon Lindelof (quest’ultimo noto ai più per essere l’artefice del finale scemo di Lost) non hanno visto Star Trek, o se l’hanno fatto hanno stabilito di mettere da parte non tanto l’atmosfera, ma le convinzioni sulle quali questa serie era stata costruita da Gene Roddenberry.

b) i signori di cui sopra hanno deciso scientemente di impostare il reboot per catturare gli adolescenti. Di fatti i protagonisti stessi del film sono interpretati da attori imberbi, o che paiono tali, ma che soprattutto agiscono come adolescenti: con impulsività e violenza, nel tipico squilibrio ormonale. Ciò è ancora più grave quando persino il personaggio di Peter Weller, che di anni ne ha una sessantina, agisce come un adolescente.

Quindi la sgradevole sensazione di fondo durante la visione è quella di avere davanti un equipaggio di ragazzini alle prese con un’astronave che sembra un negozio della mela ed è disseminata di faretti che ti sparaflashano dritto nell’occhio, oltre che sullo schermo, accecandoti. Ingestibile.

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giu 13

L’Intruso

Mentre dormiamo le stanze si riempiono di creature...

Mentre dormiamo le stanze si riempiono di creature…

Comune a tutte le culture del pianeta, ciascuna attribuendole caratteristiche proprie derivanti dal folklore locale, è la figura dell’intruso.
Intruso è il termine generico col quale, coloro che sono affetti da questo disturbo del sonno, definiscono quella presenza percepita accanto al letto, al loro risveglio, mentre sono incapaci di muoversi.

Statistiche alla mano, sembra che questo fenomeno particolare, alla scienza noto col nome di paralisi del sonno, affligga circa il 6,2% della popolazione mondiale. Può occorrere una sola volta nella vita, durare un paio di minuti e mai più tornare, oppure essere ricorrente, e persistere anche per svariate ore. Nel secondo caso assume forma patologica e sono necessarie terapie e trattamenti particolari per ovviare al disagio che provoca.

La scienza medica ha formulato varie ipotesi circa le cause della paralisi del sonno: la più accreditata riferisce di un disturbo della fase di sonno REM, che comporterebbe un risveglio difettoso.
In parole povere, perché sono più interessato alla parte misterica legata alle tradizioni popolari che a quella scientifica, non essendo questa la sede appropriata per discutere di patologie, il cervello si sveglierebbe prima del corpo. Quest’ultimo persisterebbe in una fase di atonia muscolare quasi totale, durante la quale, pur essendo coscienti, è impossibile effettuare qualunque movimento, il che comprende persino urlare, e nei casi più gravi, anche respirare.
Alla paralisi, spesso, ma non sempre, si associano le allucinazioni, e quindi la percezione dell’intruso, che induce anche uno stato ansioso, che sfocia in panico, poiché collegato alla impossibilità fisica, dovuta alla paralisi, di accennare qualunque reazione.

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giu 12

V/H/S/2 (2013) – [Recensione]

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C’è da riflettere un po’, su questo sequel e sull’intera operazione VHS. Dietro ci sono sempre Bloody-Disgusting e The Collective.
Da un lato, questo secondo capitolo mi ricorda gli intrecci plumbei, ambientati in una realtà distopica, che è simile alla nostra, se non fosse per il taglio oscuro, che è una delle caratteristiche della miglior serie televisiva dell’ultimo decennio, Black Mirror.
Dall’altro, mi piace l’idea di queste antologie spericolate, dove finalmente si riesce a vedere qualche guizzo creativo. Peccato che restino guizzi o poco più…
Vien da domandarsi se il formato ideale per questo tipo di operazione non fosse proprio quello del serial, piuttosto che il film a episodi.
Magari è una scelta dettata da criteri di distribuzione, non saprei.

L’idea di base quindi è ottima, pur presentando, VHS2, molti difetti.

La prima cosa da sottolineare è che questo secondo episodio non spaventa, nemmeno riferendomi agli jump scares. I sobbalzi meccanici.
Probabilmente non era nemmeno nelle intenzioni degli autori, o forse sì, e in tal caso hanno fallito.
In certe parti diverte. Diverte gli appassionati di determinate tematiche e generi. Ci arriviamo tra poco.

Il debito maggiore è nella riproposizione del filmato introduttivo/narrativo attraverso cui mostrare gli altri quattro spezzoni, cosa che dopo cinque minuti sa già di stantio.
Tornando al discorso serializzazione, si sarebbe potuto evitare, per dirne una, proprio questo: l’introduzione, che è anche la cornice. E che ha stancato.

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giu 11

Da Vinci’s Demons – 8° episodio [recensione] Finale di Stagione!

Da Vinci's DemonsBlogspettatori e blogspettatrici, siamo arrivati al finale di stagione del nostro Da Vinci’s Whatever. Dopo che nella puntata scorsa si erano impegnati a radunare tutti i fili delle trame, in questo episodio li vedremo annodarsi in previsione del solito cliffhanger che chiude la prima stagione, ma non fate quelle faccette tristi. La seconda – come vi ho accennato la settimana scorsa – è già confermata, quindi ci saranno tante altre spacconerie rinascimentali per noi l’anno prossimo. Adesso però vediamo com’è finita, perché quello che segue è il solito riassunto pieno di SPOILERS!

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giu 11

Game of Thrones – stagione 3 (ep. 10 – finale)

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Si intitola Mhysa, il finale della terza stagione di Game of Thrones.
Mhysa vuol dire madre, ed è il nuovo appellativo che gli schiavi liberati rivolgono alla Madre dei Draghi, Daenerys, estendendo la patria potestà dai rettili a tutti coloro che le si parano dinnanzi. Sarà un casino.

[Contiene anticipazioni abbestia!]

Finale che, com’è ovvio trattandosi di uno dei telefilm più seguiti di tutti i tempi, accerchiato da orde di fanz assetati di aderenza al testo, sta aprendo una serie di dibattiti più o meno noiosi, sulla validità o meno della scelta degli sceneggiatori che hanno voluto che il sangue, quindi l’evento più devastante dell’anno, scorresse nella penultima puntata, lasciando le ultime scene sempre a David Nutter (regista) e una sola ora di tempo per riallacciare le millemila sottotrame lasciate in sospeso e per stendere un ponte verso il 2014.

Che volete che vi dica, già serpeggiavano voci, da parte dei lettori più accaniti, che attendevano con la bava alla bocca lo scempio dei cadaveri degli Stark. Scempio che c’è, ma non si vede, o non si vede tanto.
E forse, dal momento che s’è deciso di chiudere la puntata nove con la morte di Catelyn, riproporre violenza anche dopo una settimana sarebbe stato poco incisivo, forse anche gratuito. Se doveva essere fatto, si doveva fare la puntata scorsa. Qui, attaccare la testa di un metalupo al corpo decapitato del Re del Nord sa un po’ di “sì, ok, avete visto bene, non è sopravvissuto proprio nessuno, neppure il cane. Mettetevi il cuore in pace.”
O qualcosa del genere.
Quindi bando alle polemiche.

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