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Dipingere i mostri – Valin Mattheis

by Germano on 25/05/2017
Book and Negative

Ancora un californiano, Valin Mattheis, protagonista della nostra rubrica settimanale.
La California è la nuova Mecca dell’arte? Sì, e non da adesso. Sono decenni che i fermenti californiani si fanno strada nell’espressione artistica.
Seguendo un’ispirazione che, nel caso di Mattheis, prende spunto da elementi lontani e, all’apparenza, antitetici.
Preti scheletrici che officiano strani e sanguinari rituali.
Mostri giganti che gravano come ombre su villaggi arroccati.
Uomini di vimini dati alle fiamme per propiziarsi i raccolti…

C’è chi è giunto a vedere, nelle opere di questo autore, riferimenti all’esistenzialismo e alla psicologia jungiana.
Tutto è possibile. Ed è probabile che, dato il particolare stile bidimensionale, questa scelta estetica consapevole susciti il gusto per la sovrinterpretazione.

Le streghe danzano attorno a un falò, sul quale discende lo spettro della loro madre, a cavallo del diavolo sotto forma di capro.

Un cavaliere solitario, seguito da spettri di uomini e animali, viene tentato dal diavolo.

Un processione guidata da un gerofante, che va a sacrificare un bisonte o qualche altra bestia, allo stesso tempo protagonista e sacrificio.

Un leader religioso che perde sangue dal capo tranciato, di fronte a fedeli adoranti che hanno forma di scheletro.

Lo scheletro di un cavaliere trafitto da frecce, sul quale posa una coppia di avvoltoi. Ciò che resta di un immane conflitto.

Un dio dell’oltretomba che, all’ingresso, pesa le anime contro un serpente a cui è appesa una chiave.

Ciò che è sicuro è che, come dice Mattheis stesso, a volte si scrive troppo, sul suo conto e sulle sue creazioni.
La verità è che gli piace – anche – dipingere mostri.
Mettendola sul semplice.
Se poi ricordiamo che monstrum, in latino, non è necessariamente una parola collegata all’orribile, quanto al prodigioso, allora possiamo concludere che Valin Mattheis gradisce disegnare prodigi.
Che è un bel modo di passare il tempo, ne converrete.
Specie se, come in questo caso, la resa finale è esteticamente superiore.

(Thanks to Fra Moretta)

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LINK UTILE:

Strange Gods

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