L'Attico

Un blog di cinema

Già. Sto ancora pensando al blog. Oggi avrei dovuto parlarvi de La Nona Porta e mostrarvi infine le nove illustrazioni, quelle porte che, se correttamente attraversate, vi condurrebbero all’inferno. Per chi ci vuole andare, ovvio. Magari lo farò domani.
Stamattina, però, m’è arrivata una mail. Rispettosissima. Una di quelle che ti fanno davvero riflettere. Diciamo che gli argomenti c’erano già, la polvere da sparo anche. E persino la miccia. Mancava chi facesse detonare il tutto con una scintilla.
Eccola qua.
E così, eccoci a parlare, se volete, della natura di questo blog.
Prima di continuare, colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente l’autrice della suddetta mail e per prometterle che le risponderò di sicuro, nei prossimi giorni.
E ora…
Come ho già avuto modo di dire, questo non è un blog di cinema. Magari lo è stato all’inizio, quando, da parvenu della rete,  piccino piccino, che guardava tremante dalla finestra, credevo fosse fico riversare online i miei pareri su qualunque film mi piacesse, pescati a casaccio, nella mia videoteca, l’archivio segreto che è nei sogni dell’amico Luca visitare.
Book and Negative, da essere quindi uno pseudo clone di tanti altri blog, è divenuto un blog di passione: la mia.
Io sono uno che di passioni ne ha tante.
È bene chiarire che non disprezzo gli altri siti che si occupano di cinema, ma neppure li frequento, perché non mi interessano. Non sono affascinato dal mondo della celluloide come forse pensate. Delle star o dei registi più o meno grandi e dei loro metodi, non me ne può fregare di meno. Non aspiro a lavorare in quel mondo. Non è mai stato il mio sogno sedere su quella sedia e dirigere.
La verità è che l’etichetta recensione che accompagna i miei articoli, non è indicativa. È solo un metodo, consigliatomi da Norys, per essere meglio indicizzato dai motori di ricerca. Mai pensato, in verità, di scrivere recensioni.
Sbagliate se pensate che stia fregando. È vero invece che non ha senso scrivere e trattare di certi argomenti se non si ha un pubblico.

***

Il manuale chiuso

Quindi perché scrivo in continuazione di film e non di libri? Perché io adoro le storie e i personaggi. Tutto qua. E perché sono astigmatico e la lettura mi stanca.
Datemi una storia, vissuta da bei personaggi, e sarete coccolati e vezzeggiati dal sottoscritto.
Al contrario, datemi una storia pessima, e peggio ancora presentata come un capolavoro, e sarete distrutti.
Questo è il mio modo di fare critica. Semplice e tagliente. Premiare il merito. Stroncare la mediocrità, per coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere. Questi ultimi sono sempre meno. Sembra una ovvietà, la faccenda di premiare il merito, ma pensateci: quante volte accade? Sapete rispondere a questa domanda?
Non ho mai studiato cinematografia, né tantomeno frequentato corsi (se esistono) di critica cinematografica.
Io, se davvero vengo stimato, sono qui a rappresentare la dannazione di coloro che, essendosi fatti il culo sui libri per poter correttamente esaminare un film, non ci riescono.
Mai detto di essere un santo, in effetti. E che le mie idiosincrasie piacciano, insieme alle mie recensioni, al contrario, me l’avete detto proprio voi. Che mi sopportate nonostante il mio deplorevole eccesso di personalità. E non finirò mai di ringraziarvi, perché con voi si riesce a dialogare. Siete preziosi.
Posseggo un solo, vecchio, dizionario Mereghetti. Perché me l’hanno regalato, credendo di farmi un piacere. Ma non lo consulto mai. Se ne resta chiuso ad accumulare polvere. Però è ben scritto. Mi piace, persino.
Non ho miti del cinema, ma soltanto dee. E non perché fossero o siano brave a recitare…
Non mi ispiro a critici cinematografici famosi, perché i loro discorsi mi annoiano, con rispetto parlando, per quanto possano risultare tecnici e professionali. Non è colpa di nessuno. Sono fatto così.

***

Il Metodo

Esiste, dunque, un metodo che seguo, al di là del merito, per scrivere i miei articoli?
Uhm, a questo punto vorrei tanto che ci fosse. Avrei potuto trarne un libro, pubblicarlo e farci dei soldi, e diventare l’idolo dei manualisti. Coloro che vivono per seguire i sistemi corretti di fare le cose, da manuale.
Quindi, no, non seguo alcun metodo. Né mi sforzo di apparire simpatico.
Guardo un film e noto i dettagli. Che, alla fine, sono quelli che impreziosiscono il tutto.
Gloria Grahame da sola è un bello spettacolo, certo. Ma senza quella mano di Glenn Ford a stringerle i capelli perde almeno il 40% di impatto visivo.
Il film, quindi, è un insieme di fattori. Bella scoperta.
Più armonico risulta tale insieme, più ci si avvicina al capolavoro. Per il resto, è tutto istinto. E voglia di originalità. Quest’ultima è mia.
Ma ho scovato questo interessante modello cartaceo con il quale la Essanay, defunta casa di produzione in quel di Chicago, dava il ben servito agli aspiranti soggettisti:

Come vedete, l’originalità, questa sconosciuta, era motivo sufficiente per respingere una proposta, ma non solo.
Metodo brutale, da stroncare i sogni. Sono d’accordo. Ma non credo si discosti poi da quelli seguiti attualmente. Se fossero applicati sul serio, ovvio.
Forse è utile ribadire che non approvo un regime di giudizio così netto. Ogni opera dovrebbe essere approcciata senza pregiudizi. Ma è utile conoscere i retroscena che portano alla scelta di un prodotto d’intrattenimento. Perché, da spettatore che si finge un critico, si capisce già dopo cinque minuti con che razza di film si ha a che fare. E si può decidere di conseguenza.
L’originalità è un bene prezioso. Non un dogma.
Il vero motore per produrre libri e film, però, è il denaro. Solo quello.
Be’, a costo di sembrare un idiota che vive, come da etichetta, tra Fantasia e Realtà, io mi dissocio. Sentire un editore o un produttore affermare che “un film/libro è girato/scritto perché deve essere venduto” è la morte artistica.

***

Il non-critico

Qui ormai sto diventando sempre più simile a Hell, il mio alter-ego. Sempre più ribelle al conformismo.
La verità è che parlare in certi termini di film e compagnia bella è possibile solo finché si è liberi. Ovvero, quando lo si fa gratis.
Se arriva il denaro sonante, o quello che fruscia, con esso se ne va l’oggettività.
E si diventa schiavi.
E allora, ogni film della Pixar è l’ultimo capolavoro prima del successivo. Ogni film di Spielberg è l’opera di un maestro indiscusso del cinema. Ogni Oscar come miglior attore o miglior attrice è più che meritato.
Inutile dire che le cose non stanno così.
Tra i critici io mi sento ancora come Ash, con il mio bel fucile a canne mozze in mano. Ash non è un critico. Neppure Hell lo è.
E mi piace sentirmi così.

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • […] che io conosca la risposta? Ma chi pensate che sia, io? C’è stato un momento, all’inizio di quest’anno, in cui mi sono sentito importante, perché una ragazza voleva pubblicare, a corredo della sua tesi […]

    • 11 anni ago

    Sarò io, ma ormai sto cominciando ad essere meno categorico. Non per quanto riguarda il blog, sia chiaro: se è personale, non ci sono soldi che tengano. Ma per quanto riguarda il “commercializzare le proprie passioni”, io lo farei. Sarà vero quello che dice CyberLuke, ma dopotutto se lui è così bravo nella grafica lo è perché ha fatto il grafico 10 ore o anche più al giorno per una vita. Non avrebbe mai raggiunto il livello attuale se avesse relegato la grafica a semplice passione. Certo a fare questa scelta si finisce per fare lavori di pupu, ma se non altro quando poi vuole dedicarsi ad un progetto personale, lo fai con le capacità e l’esperienza di un professionista. E credo che sia molto più soddisfacente poter fare qualcosa per se stessi e per i propri amici sapendo che quel qualcosa è di qualità.
    Le passioni creative mangiano tempo. E se questa passione non è il tuo lavoro, temo sia inevitabile che venga prima o dopo soppressa dalle incombenze della vita.
    Personalmente non sogno più di fare per lavoro quello che mi piace fare per passione, ma se non altro di avvicinarmi, in modo che le 8-10 ore perse per portare a casa la pagnotta possano essere d’aiuto nel migliorarmi come persona e come “artista”.

    Inoltre, se il sistema non funziona e se si vuole provare a cambiarlo, lo si deve fare dall’interno.
    Se tu venissi pagato, nessuno potrebbe costringerti a scrivere cose che non vuoi scrivere. E personalmente penso ci sia sempre tempo per mandare i datori di lavoro affanculo. Dire di no a priori “perché l’Italia va avanti a pompini”, mi sembra un fasciarsi la testa prima del tempo.

    E se ho detto cose che non centrano con la tua situazione, guarda che è colpa della tua, che sei stato avaro di particolari è__é

    • No, invece sei molto in tema.
      E io sono come sempre avaro. Ma qui è internet, mica una conversazione al pub tra amici. ehehehehe 😉

      Invece è proprio quello il punto: se vieni pagato, allora scrivi quello che chi ti paga vuole. Che ti piaccia o meno.
      E l’unica maniera per uscirne e rendersi indipendenti. O incontrare un datore di lavoro che sia idealista quanto te. Allora sì, è possibile cambiare qualcosa.

  • Approvo anche io l’ipotesi dei contenuti speciali sul Survival Blog! Sarà che ci hai abituati bene, ma io non vedo l’ora di scoprire cosa tirerai fuori dal cappello a cilindro. Anche perché quella che ha tratteggiato Alex è un’ambientazione sfiziosa e stimolante ma ha il pregio di essere diventata più ampia e sfaccettata man mano che la gente postava, quindi ben vengano altre sfaccettature, per quanto “a posteriori”. 🙂

    • Bene, bene.

      Allora, non resta che rimboccarmi le maniche. 😀

    • 11 anni ago

    Hell io arrivo anche a 1000 se vuoi, ma ti prego scrivilo. Ti Prego!
    SCRIVILO!!!
    Sto svenendo. 😀

    • Da quello che vedo (anzi, che NON vedo) tra un po’ arrivi a 3000. MUAHAHAHAH 😈
      Ma stavolta te l’abbuono, dato il particolare stato emotivo.

      😉

    • 11 anni ago

    Decisamente Hell è fuori forma. Non si è neanche accorto che ho dimenticato (di nuovo) la nostra scommessa…..

    ♡♡♡ (7) e ♡♡♡ (8) 😀

    • È vero, sono fuori forma. Non me n’ero accorto… 🙄
      Ma…
      siccome devo tener fede al mio nome e mostrarmi spietato, ti dico che adesso devi arrivare a cento (100).

      😈

      @ Zeros

      E poi, “alieno”? Ma meglio alieni “defilati”, che fotocopie in fila in attesa del macero!

      Ecco, quando ho scritto interventi incisivi mi riferivo proprio a questo. Penso sempre alle parole che uso. 😉

      Comunque, visto che siamo ancora tutti qua, faccio un mini-sondaggio. Poi, quando avrò le idee più chiare, magari ci faccio anche un post.

      Che ne direste se tornassi a scrivere qualcosina sul mio SB?

      Mi spiego, di essere chiuso è chiuso.
      Ma… ci sarebbe spazio per qualche contenuto speciale
      Ovvio che, in questa operazione, ci metterei tutto me stesso. Quindi, bandita la banalità e gli stereotipi e benvenuta, al contrario, tutta la qualità di cui posso essere capace.

      Di decidere ho già deciso. Però, qualche altro parere non mi dispiace. 😉

  • Incisiva, io? wow! Grazie, ma è più che altro merito dei post che fanno venir voglia di pensare, commentare e discutere, quindi il piacere è mio. 🙂
    E poi, “alieno”? Ma meglio alieni “defilati”, che fotocopie in fila in attesa del macero! 😉

  • Be’, troppo buono.
    E poi hai ragione: lo so da tempo. Ti conosco bene.

    Così come conosco voi altri che venite a farmi visita e che occupate la colonna a destra.
    A voi ci tengo.

    Suppongo che un certo tipo di mail, esclusa quella dell’incipit (quella ragazza la ringrazio davvero, non era ironico), continueranno ad arrivare. Sempre.

    Bello sapere di non essere il solo alieno a questo mondo.

    Grazie.

    😉

  • beh quel che penso di ‘sto posto lo sai da tempo. La passione per la meraviglia è la prima qualità che perdiamo, nella maggior parte dei casi, ed è la più difficile da recuperare.
    Perché non è vendibile se non adattandola ai gusti altrui (e diventa passione per meraviglie di altri).
    Perché è pericolosa, la gente che ha passione fa sempre danni, vuole cose che gli altri non vogliono e magari si lamenta pure.
    Perché non è mai abbastanza, quindi chi se ne nutre è raramente sazio.

    Negando quindi gli assunti base delle nostre società

    denaro – qua è tutto gratis, non c’è il tasto “compra”, incomprensibile a molti, ancora
    velocità (fretta,…) – ci vuole tempo per leggere veramente i tuoi post
    sazietà – la meraviglia non sazia mai, come la soddisfazione da una propria passione, così come la lettura dei post

    un posto come questo blog diventa fastidiosamente interessante per chi lo vuole usare (proponendoti magari certi scambi) e non ha capito (e non capirà mai probabilmente) come è fatto B&N (ma anche I.B.S.O.D.M. e molti altri).

    Per me la critica è l’analisi comparativa di un fenomeno, possibile in base alle proprie conoscenze dello stesso. Tu hai le tue e offri una TUA critica, innegabilmente, usando tutta la tua passione per farla.
    E a me questo basta per rimanere affascinato da quello che scrivi.

  • Sarò cinica, sarò diventata stronza, ma ho imparato a non avere più aspettative, di fronte a un parere o una recensione; prendo tutto con le pinze e valuto solo il contenuto, non il blasone, senza aspettative: se è un parere argomentato e approfondito, il mio cervello lo classifica solo come quello di una persona che si è sbattuta e informata e che ha pensato. Se poi quella persona ha titoli di studio o altro, è ininfluente. Se è pagato o no per dire quel che dice, non cambia il contenuto e non lo rende certo più autorevole. Ho imparato a prendere tutto con le pinze. Perché a volte il critico blasonato prende solenni cantonate o lecca chiappe come ne andasse della sua vita, e altre volte se ne esce con un’analisi approfondita e che condivido fino in fondo; ma succede anche con il generico blogger.
    Quel che conta, credo, è la passione e l’impegno.

    Le tue non saranno esattamente recensioni, ma trasmettono passione. Come quel bacio in Human Desire.
    A me interessa che rimanga quello, il resto conta un po’ meno 😉

    P.S. Bellissimo il modulo Essanay! ^_^

    • @ Luca
      Quoto.
      Per l’altra faccenda… in effetti, sbirciando tra le statistiche Histats, qualche lettore statunitense c’è… 😀

      @ KM
      Visto.
      E devo dire di essere d’accordo col tuo giudizio estetico.
      E, senza falsa modestia, io sono meglio.
      Non sarò un cantante o quello che è, ma mi so difendere.

      ahahahahah È bellissimo fantasticare con voi altri! Persino rilassante.

      @ Zeros
      Sono felice che la pensi così. Perché, come ho detto, questo è proprio un blog di passione. O almeno ci provo. Lieto, quindi, che questa mia passione giunga a qualcuno.
      E, posso dire che è un piacere averti da queste parti a commentare?
      I tuoi interventi sono sempre incisivi. ^__^

    • 11 anni ago

    Beh io quoto tutto quello che ha scritto Luca nel commento qui sopra. Non ci potevano essere parole più adatte.
    Ehm… Hell, visto che mi sembri particolarmente giù col morale, ti posso dire che sono andata a curiosare su qualche fan-site di Zooey Deschanel e ho visto alcune sue foto insieme al marito. Devo proprio dire che lui è bruttino. Cioè, non me l’aspettavo così tanto brutto!! 😀
    Lo sai come sono i matrimoni negli USA, non è una cosa seria.
    Io faccio il tifo per te. 😀 E ti ripeto, al posto suo, a leggere una cosa così, dedicata a me, io avrei preso già l’aereo per venire in Italia…..

  • Eh, ok 😀
    E levata di cappello alla tua onestà.
    Ciò non toglie che mi piace quello che scrivi, e di cosa scrivi.
    Un blog, come il tuo, come il mio (quello di Alex è un po’ più serio 😀 ), non ha pretese (beh, il mio non ne ha), e credo che questo i nostri lettori lo sappiano.

    Gli idoli attuali stanno in televisione, o al cinema: difficilmente se ne trovano tra le file dei bloggers, semplici appassionati di cinema o critici blasonati che siano.

    Con Internet, (attenzione: banalità del giorno, e forse del mese in arrivo) tutti hanno una voce che chiunque, se ne ha voglia, può stare ad ascoltare.
    È come alla radio: la accendi, trovi una canzone che ti piace, e la ascolti.Poi ne passano un’altra, e ti piace pure quella, e dai un’occhiata al nome della stazione che appare sul display. Poi una terza, e allora memorizzi quella stazione premendo un pulsante.
    E ci torni il giorno dopo.
    E quello dopo, almeno finché non ti rompe, e allora cambi stazione.
    Dopotutto, ci ritroviamo intorno persone a cui piacciamo: cosa ci può essere di meglio? 😉

    ps ok, lo so cosa ci può essere di meglio, che tra i tuoi lettori comparisse Zoey Deschanel, magari attirata dalle keywords apparse nei tuoi capitoli del SB… ma magari, c’è davvero. 😉

  • Io adoravo i Lunapop.
    Mi rivolgerete ancora parola?

  • Ti ho letto con attenzione in passato, e credo che continuerò a farlo anche in futuro, fosse anche solo perché, nove su dieci, i tuoi gusti incontrano i miei (il restante uno è il genere horror, di cui apprezzo solo qualche rara e straordinariamente ben fatta incursione).

    E, fatti i dovuti distinguo, ciò che dici sullo scrivere roba “addomesticata” si può traslare, paro paro, sul mio lavoro.
    Io sono pagato per fare l’art in un’agenzia, ma quello che produco è roba che mai e poi mai farei di mia iniziativa.
    Grossi clienti vuol dire rigide guidelines, vuol dire che ti chiedono di essere creativo ma muovendoti dentro binari precisi, vuol dire riciclare la stessa idea o lo stesso claim trenta volte con minime modifiche restando nello stesso mood, che è quello “approvato” dall’alto e che deve restare immutato.

    Nessuno ti paga (più) per fare l’artista, ciò che fai deve portare quattrini, punto. Che sia a un’agenzia di comunicazione o a una casa editrice, non fa differenza.
    E sarà anche giusto, non dico di no.
    È il sistema ad essere “sbagliato”, come dice Alex.
    Ma è così che funziona… e non saremo noi a cambiarlo, non saranno dieci o cento o mille di noi, o anche un milione.
    Se fossimo un milione, potremmo fondare e rinchiuderci in una cittadella e cantarcela e suonarcela da soli.
    E fuori, il mondo procederebbe.

    • @ Luca
      Senti, per me è un piacere averti qui. Quindi da parte mia mi impegnerò perché la qualità di questo blog sia sempre adeguata alle tue aspettative.

      Colgo l’occasione, anche se più volte tu e molti altri mi avete assicurato che non c’è problema, per scusarmi del tono particolarmente virulento di questo articolo.
      Lo so, non è necessario farlo, è il mio blog e posso esprimermi come mi pare, etc… ma io lo voglio fare lo stesso.

      Io non mi azzardo a mettermi a paragone con te che nel tuo campo sei un professionista.
      Purtroppo il cinema non è il mio settore.
      Io dovrei trafficare con la letteratura e la lingua latina.
      Per questo, viste le mail che mi sono arrivate, ho voluto sottolineare il fatto che no, non sono un critico cinematografico di professione, né ho mai studiato per diventarlo. Così, a mio parere, non possono sorgere equivoci di alcun tipo.
      I lettori di questo blog devono sapere con chi hanno a che fare.
      Era un’esigenza che sentivo già da qualche tempo e che ho voluto chiarire.

      In secondo luogo, non mi illudo certo che un articoletto estemporaneo sul mio piccolo blog possa cambiare le cose. Ma trovo che, ogni tanto, sia giusto sfogarsi.
      La “colpa” della mia indole è di mio padre. Che era pittore e scultore e che, avendo la testa come la mia, mandò, nonostante la sua bravura, la sua carriera alle ortiche perché nel modo più assoluto non voleva essere parte di quei meccanismi imperanti.
      Sono come lui. Non credo avrò mai la capacità di cambiare atteggiamento. E sono pronto ad accettarne le conseguenze. Lo sono già da un po’.
      Se questo significa che non diventerò mai uno scrittore, allora è questo che accadrà.

      Il mondo, come dici tu, andrà avanti.

      @ Alex
      Stai rischiando di mandare all’aria la nostra collaborazione. Sappilo.
      😀

  • E mi avrebbero anche accusato “di avere una pettinatura indecente” e “di ascoltare la Pausini e i Lunapop”.

    ahahahahahha 😆

    Grande! È tornato Norys! Sia lode agli dei di Kobol! E alle cylone (tutte).

    😉

  • Mi sono immaginato una scenetta con te ospite al programma “Cinematografo” di Gigi Marzullo, inutile dire che avresti fatto una porca figura, ahimè quasi sicuramente saresti stato “Portato via” alla Darth Vader maniera 😀

    P.s.
    Spettacolare il modello della Essanay.

  • Ammetto senz’altro di aver frainteso.
    La tua affermazione mi sembrava sul genere “è bello lavorare gratuitamente, perché almeno si è liberi”.
    Il che è in linea con un certo spirito ribello che piace a tutti, ma che non riempie il piatto a pranzo e a cena 😛
    Letta la tua risposta, di cui ti ringrazio, ora il concetto mi appare così “è uno schifo che per essere liberi si debba lavorare gratuitamente, da indipendenti, ma lo facciamo” 😉
    … E quoto tutto al 100%.

    Ho segnalato il tuo post perché mi pare piuttosto interessante!

    • Ringrazio te per aver portato alla luce il punto debole del mio post…

      tsk, tsk… la colpa è della stanchezza di questi giorni. 😛

      Grazie della segnalazione!

  • Allora, andiamo con ordine.
    Tanto per cominciare l’ “oscurità” di questo post è stata una scelta voluta perché, per questioni di privacy, non posso spiattellare il contenuto della mail.

    Questo credevo fosse chiaro, ma è bene ribadirlo.

    Poi, mi rivolgo ad Alex, perché dovrei prenderla come una critica al post?
    Il tuo pensiero è anche il mio.

    Mi spiego: mi ritengo offeso a essere associato a certa critica cinematografica proprio per quel motivo. Se vieni stipendiato non puoi più dire quello che pensi liberamente.

    Non so altrove, ma in Italia accade proprio questo.
    Sui perché e i percome. Io che ne so?

    Se ho dato l’impressione di accettare quella frase, allora vuol dire che mi sono espresso male.
    Ma la mia era più una constatazione rassegnata.

    In sostanza, sono arrivato alla quintessenza del masochismo.
    Ovvero, come dice Orlok, rifiuto proposte perché

    1) so già che arriverebbero le imposizioni del tipo “parla bene di…”. Che è una forzatura bell’e buona

    e

    2) preferisco morire di fame piuttosto che dar loro questa soddisfazione.

    In conclusione, poi, mi incazzo quando l’immagine che con questo blog trasmetto è quella di uno che ha percorso, per poter parlare di queste cose, i canali tradizionali.
    Nessuno è più distante di me, da quegli inciuci.

    Poi, lo dici anche tu, in chiusura:

    “ma ovviamente la cosa è quasi impossibile.”

    Quindi, ci stiamo rassegnando? Tutti?
    Siamo stati assimilati.

    Cazzo, non sai quanto vorrei essere pagato per ciò che scrivo! Ma serbando sempre intatta la libertà di pensiero.
    Questa sì che pare un’astrazione, ormai.

    🙁

  • Tutto fila liscio finché dici: “La verità è che parlare in certi termini di film e compagnia bella è possibile solo finché si è liberi. Ovvero, quando lo si fa gratis.”
    Il che è vero e sacrosanto, ma mi fa girare il culo.
    Perché non sopporto più l’idea che certi lavori, in Italia (e sottolineo l’attinenza geografica) siano per forza di cose vincolati ai paesi forti.

    Ok, le passioni son passioni, ma ci dovrebbero essere comunque le possibilità per trasformarle in un lavoro retribuito, senza dover chinare la testa davanti al capoccia di turno.

    Perché, piaccia o non piaccia, credo che l’ambizione di ciascuno di noi sia quella di vivere delle cose che sa fare meglio.
    Non è nemmeno giusto risicare sempre ore dalla vita privata per gestire delle opinioni che possono essere libere solo se gratuite.

    Non è una critica al tuo post, ma al sistema.
    Del tuo post “critico” semmai la frase che ho citato, perché non mi pare comunque giusto accettare questo assioma.

    Poi ciascuno la può pensare come vuole.
    Io non so se avrò la forza per tenere sempre certi ritmi. L’unica occasione sarebbe trasformare tutto in un lavoro, ma ovviamente la cosa è quasi impossibile.

  • Sì.
    E chissà quanti altri ce ne sono come me.

    Oppure, delle due l’una:

    1) ho studiato e me la sto tirando dicendo che non l’ho fatto

    2) non ho studiato e allora, per una buona volta, si deve ammettere che i manuali e alcune discipline sono fondate solo sulle chiacchiere. E queste ultime possono essere benissimo sostituite dall’esperienza diretta.

    Io ho solo guardato dei film. Quindi?
    Cos’è, guardo meglio degli altri?
    O sono i critici che si atteggiano a grandi sapienti? E vengono anche pagati?

  • Quindi in pratica hai scritto un post per spiegare che sei più ignorante in materia di quanto gli altri pensino? 🙂
    Giornatina pesante eh 😉

    • 11 anni ago

    A parte che sei l’unico a considerare una cosa del genere offensiva.

    • Ma non ce l’ho con nessuno in particolare, eh. È solo che devo essere onesto: non ci vuole alcuna sapienza arcana per parlare di cinema.
      Basta avere occhio.
      Strano, ma vero.

  • Oddio, sempre nel mio angolino. Sul qualche rivista. Non certo sui canali nazionali. Lì non ci sono arrivato. Ancora.

    😀

    • 11 anni ago

    In sostanza il nostro amico ha mandato all’aria un’altra buona occasione. Alcuni direbbero ottima.
    Perchè è un pazzo bastardo indipendentista. Vero?

    • Sì, questo è un altro modo per dirlo.

      È che proprio questo ambiente non fa per me. Non ho alcun rispetto per la critica. E non voglio essere preso come tale, men che mai come uno che ha studiato per diventarlo.
      È offensivo.

      E se fossi pagato, a quest’ora starei spoilerando a tutta forza come fa una certa signorina alle 13.25 tutti i giorni in televisione.
      Non è questo che voglio.

  • E quindi mi fa ridere che venga considerato un ESPERTONE di cinema, di quelli che si mettono in posa, con la luce di sghembo, per sembrare fighi.

    E che mi si chiedano consulenze… addirittura.

    E che la gente creda che abbia frequentato chissà quali università o corsi di critica per esprimere giudizi che, in fin dei conti, basta un minimo di obiettività per poter formulare.

    In sostanza, la sapienza non è nei manuali.
    O al contrario è questo blog a essere una grande presa per il culo.

    Autocritica. Oppure alternativa. Chissà.

  • sì okay
    e quindi? 🙂