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Normali Esercizi di Scrittura e anche Due Parole sul Festival del Cinema di Venezia

by Germano on 05/09/2009
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Attese

Attese

Originariamente questo articolo si sarebbe dovuto intitolare semplicemente Esercizi di Scrittura, ma successivamente si sono aggiunte altre riflessioni, altri spunti. Altri capolavori. Come le canzoni non cantate del telefilm la femme nikita cercate chissà come e chissà dove da uno dei nostri visitatori. Avete mai sentito o letto nulla di più geniale? E’ astrattismo nella sua forma più pura, anzi, spazialismo. Se uno toglie le Attese e ci mette le Canzoni non cantate, il risultato è il medesimo: inquietudine, movimento, angoscia, spazio inferto. Solitudine.
La stessa solitudine che affligge la penisola italiana durante il mese d’Agosto. Tutto, nel senso di Ogni Cosa, va a puttane. Invogliato dall’afa che, tra l’altro, è pure tornata facendomi svegliare incazzato e in un mare di sudore.
L’estate è così, vanesia, effimera, vuota, superficiale; l’unica cosa che mi è rimasta di quest’estate, perché si fa sentire, è la spina del riccio di mare conficcata in profondità nel tallone. Fa un male cane.
Tornando alla questione Esercizi di Scrittura. Cosa ne pensate? No, no, assolutamente no. Non ho intenzione di spiegarvi come si scrive, primo perché non si può, e quindi c’è già un’impossibilità oggettiva, secondo perché, poniate pure il caso che voglia prendervi in giro tirando su un teatrino della bella scrittura e mettendomi a sproloquiare sullo stile e sull’uso appropriato delle figure retoriche, ma pensate davvero che avrei la pazienza e il tempo di far durare a lungo questa recita? Quanto potrebbe continuare? No, dai, non vi voglio così male. Sono un pessimo insegnante, l’ho sempre saputo. Ma qui non si tratterebbe solo di insegnare, ma di illudere. Qui si tratta di avere dentro l’ossessione, quel tipo di ossessione che ti fa cambiare il mondo, a volte santa, a volte stolida, a volte incredibilmente efficace. E io non ce l’ho mai avuta. Perché il mondo mi piace così com’è. Per quello che è. Strabiliante, deludente e imparziale.
Se siete intenzionati a morire di fame tentando la carriera di scrittore come me, siete masochisti, esattamente come me. Fatevene una ragione. Che poi abbiate successo o meno, è tutto da vedere. Giudico voi nell’insieme, è vero. Ma nessuno di voi in particolare.

Lisola tropicale

L'isola tropicale

Davvero credete che con storielle di depressione, droga e drammi familiari ve la comprerete quella sospirata isola tropicale? Se lo credete sul serio non siete solo masochisti, ma anche schizofrenici (come Megan Fox, ma non altrettanto attraenti, mi dispiace). Wilbur Smith c’è riuscito, a comprarsi l’isola, scrivendo solo romanzi d’avventura. Certo, lui è avvantaggiato, vive in Africa. Dovunque si volti c’è esotismo, storia millenaria e avventura.

Lalbero dei romanzi (da musicaos.wordpress.com)

L'albero dei romanzi (da musicaos.wordpress.com)

D’accordo, d’accordo, ci sono anche fame, povertà, mortalità infantile, miseria nera e tutti i mali del mondo. Un gigantesco inferno. Ma Wilbur Smith scrive avventure, non saggi o relazioni da presentare all’ONU. E incassa miliardi, talmente tanti da comprarsi la sua bella isola tropicale dove trascorrere su spiagge bianche incontaminate quel che gli resta da vivere, raccogliendo conchiglie e coralli, alla faccia nostra. Beato lui.
Esercizi di scrittura, dicevo. Luoghi dove scrivere tutto quello che mi passa per la testa.
Nonostante tutto, scrivere mi piace ancora parecchio. E siccome mi sono stancato persino dell’intenzione di leggere e commentarvi libri (per lo più brutti) scritti da altri cosiddetti e riconosciuti professionisti, d’ora in poi lo farò io, scriverò per voi. Senza falsi moralismi, senza dolore, senza depressione. Se volete queste cose basta che vi affacciate alla finestra o che andiate al festival del Cinema di Venezia a vedere chi fa il cinema d’autore.
Le cariatidi entrano in laguna, dopo essersi imbottite di antiemetici contro il

La Sedia del Regista

La Sedia del Regista

mal di mare – perché immagino che vomitare sul red carpet sia decisamente poco chic – fanno bella mostra di sé, addobbati da pinguini, assaliti dalle urla poco gentili dei fotografi. Vogliono convincerci di rappresentare qualcosa di importante. Che mestiere fai? Sa, sono un REGISTA! Cazzo… neanche avesse detto sono un cardiochirurgo o un’atronauta. Sì, abbiamo capito, fai il regista, e allora? E quel pezzo di fi*a vicino a te è la tua nuova attrice e protetta protagonista. Sa recitare? Che importa? L’essenziale è che si vesta elegante, così che anche i sarti possano dire la loro. Un coro di gridolini estatici all’apparizione dei monopolisti del cinema nei telegiornali che fanno il loro mestiere, criticano, elevano e stroncano, sempre allo stesso modo, cortesemente. L’educazione, innanzitutto. Ma tutti gli altri poveri coglioni che vogliono fare i critici cinematografici e che vogliono magari farlo in televisione al TG5 o al TG1 come devono fare? Attraverso l’uso ben calibrato di un fucile da cecchino?
I suddetti registi, nel frattempo, si fanno fotografare in pose molli, da debosciati, col pugno sotto il mento e l’espressione sognante di chi è strafatto di antidepressivi. Le tipiche pose di chi non ha mai fatto un cazzo in vita sua. Di chi se la prende comoda, tanto… fa il regista. Gli portano il caffé, i cornetti, gli massaggiano la schiena, i piedi, mentre lui, il regista, sgrida la troupe, maltratta i tecnici e insegna il mestiere a quegli idioti a cui ha assegnato la parte, insegna loro ad essere più espressivi, ad entrare nei personaggi. Tutto molto interessante. Tutto molto festival, o sagra di un paese che si risveglia dal coma estivo.
Voi cominciate ad andare dove dico io, che poi, tanto, vi raggiungo. Sono assolutamente destinato a raggiungervi. Ah, a proposito, non mi riferisco a nessun regista in particolare… è proprio l’intera categoria a starmi sui… uno deve essere davvero bravo per farmi dimenticare quanto so essere cattivo.
Invoco il diritto al contraddittorio. Possibile che sia così difficile, per gli altri, accettare che le parole non sono nulla più che semplici rumori?

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