La Zona Perturbante

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37 Comments on "La Zona Perturbante"

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mcnab
Member
4 years 1 month ago
Beh, invero molto interessante! Partendo da un commento banale, ti confermo che io stesso provo un certo disagio nel vedere i prototipi di certi robot antropomorfi giapponesi (i giappo sono pazzi!). Insomma, mi sembra più innaturali che non un software “intelligente” che gira su un normalissimo computer. La forma umana metta a disagio? A me spesso e volentieri sì. Dove tu scrivi: ” ogni qual volta state per conoscere una persona nuova, un disagio, anche minimo, lo provate sempre”, io confermo. In molti casi si tratta di un disagio così forte che m’impedisce di dormire la notte precedente a questi… Read more »
Helldoom
Member
4 years 1 month ago

Lessi tempo fa di questa teoria a quanto pare è proprio questo per cui nei film animati, quelli tipo gli incredibili o shrek per capirci, i personaggi non sono perfettamente caratterizzati perfettamente come umani, ma sono esagerati per certi aspetti.

Bell’articolo 😀

Gianluca Santini
Member
4 years 1 month ago
Interessante, muy interessante. Sai che il termine “perturbante”, nell’opera freudiana, è definito dalla parola “unheimlich” che è la negazione di “heimlich”, ovvero “familiare”? Freud prende spunto inoltre, per la sua teoria, da quella portata avanti da E. Jentsch, il quale fa arrivare al concetto di “perturbante” la presenza in racconti/romanzi/opere/etc di esseri inanimati o presunti tali, in cui non viene chiarito se sono effettivamente inanimati oppure sono “vivi”. Certo, Freud poi va avanti e arriva a parlare di rimozione inconscia e altre cosette varie, ma il punto di partenza è quello lì ed è molto molto vicino a quello che… Read more »
Max "Helldorado" Novelli
Member
4 years 1 month ago

Interessantissimo, mi sono goduto questo post così particolare…

Lucia
Member
4 years 1 month ago

Le bambole. I manichini. I Golem.
e perché non i Clown che sono comunque un’immagine distorta di una risata perenne.
Sono tutti simulacri sfruttati da sempre da letteratura e cinema perturbanti.
Per esempio, l’immagine che hai messo da Alien: cosa c’è di più perturbante di un androide con la testa tagliata che ancora parla e vomita quella robaccia bianca?
O Bub che ci assomiglia così tanto che quasi possiamo specchiarci in lui, che in alcuni gesti o movenze sembra addirittura la caricatura grottesca di un bambino?
Adesso mi metto paura da sola e stanotte non dormo.
Post monumentale, Hell 😉

Bruno_bac
Member
4 years 1 month ago
Avevo letto qualcosa su questo argomento…. in pratica il robot/simulacro ecc… fino a che è evidentemente non-umano non fa troppa impressione, ma se assomiglia troppo a una persona (e però non perfettamente) scatena delle reazioni che si giustificano anche evolutivamente: ovvero la sana paura per i cadaveri o gli ammalati gravi, che ti fa risparmiare un sacco di malattie… Però penso sia vero anche il disagio del contatto con “l’altro,” insomma nel momento in cui l’essere artificiale (o robotico o zombie) si presenta a noi c’è un terribile straniamento, del tipo “che cavolo vuole questo da me?” Nota divertente: avevano… Read more »
Giuda
Member
4 years 1 month ago
Della Zona Perturbante non sapevo nulla, molto interessante. In qualche modo si ricollega ad alcune impressioni che ho avuto nel corso della mia vita di fronte alle salme dei miei cari, o in casi meno tragici davanti a bambole molto realistiche, solo che allora non sapevo come definire quella vaga intuizione. Sempre restando in tema, mi viene in mente l’esempio degli automi; per esempio quelli da luna park o sala giochi, talvolta in fattezze di mago o zingara che prevedono la sorte – previo inserimento di moneta o gettone – su cartoncini colorati. È un gioco, una sciocchezza, però ricordo… Read more »
Hot
Member
Hot
4 years 1 month ago

Menschliches, Allzumenschliches.
(Friedrich Nietzsche)

bangorn
Guest
4 years 1 month ago

Una costante che si ritrova anche nel Kalevala, tanto per citare un testo poco conosciuto. Dopo la morte della moglie, assassinata da un nemico, il fabbro Ilmarinen se ne crea una di oro e argento, nella sua fornace. Facile intuire le reazioni dell’eroe nel confrontarsi con una moglie di metallo, fredda al tatto e nell’anima.

cily
Member
cily
4 years 1 month ago
Post davvero interessante e intrigante da un punto di vista narrativo. Mi hai fatto venire in mente una cosa, non so se vado un po’ OT ma mi va di condividerla. Nel film Shining, Kubrik scelse le due bambine nella stanza sporca di sangue in modo che fossero sorelle e non gemelle. Tra le due bambine che lui ci presenta come gemelle (vestite uguali, pettinate uguali) c’è una differenza di un paio di anni mi pare e soprattutto una è più alta dell’altra, tanto che dovettero farle il vestito più lungo per attutire (ma non annientare) l’effetto della differenza di… Read more »
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CyberLuke
Member
4 years 1 month ago

Argomento estremamente affascinante anche per il sottoscritto.
Ricordo gli dedicai un post, proprio QUI.
E vorrei aggiungere altro, ma sto andando a letto. Giornata lunga pure oggi.

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[…] Fonte: Wikipedia e blog bookandnegative […]

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[…] tema, affascinante, è spuntato in una discussione di qualche giorno fa sulla Zona Perturbante. Il doppio, o doppelgänger, pare essere la quintessenza di tale concetto. Teoria strettamente […]

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[…] da sempre, forse più di ogni altro. Perché appartiene (e suscita) il Perturbante, quella Uncanny Valley che ci fa sentire umani, proprio dalla consapevolezza di trovarci di fronte a qualcosa che imita la […]

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[…] si abbandona completamente, e volontariamente, all’inganno, sprofondando persino nell’Uncanny Valley, quel perturbante che l’assale nei momenti d’intimità, quando s’avvede che il […]

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