Stay Emotive

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32 Comments on "Stay Emotive"

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mcnab
Member
4 years 2 months ago
Non voglio disgustare nessuno, ma io non piango mai leggendo libri, racconti o fumetti. Mi è più facile – infinitamente più facile – con un film o perfino con un cartone animato. L’immediatezza delle immagini, complice magari una buona colonna sonora, sanno toccare il lato sensibile del mio animo. Che pure esiste, eccome. Come ho confessato pochi giorni fa io ho pianto perfino per Grey’s Anatomy… Ma con la parola scritta posso emozionarmi, e tanto, ma piangere mai. Le eccezioni, quelle sì, valgono la pena di essere citate: – La fine del ciclo di Endimyon, di Dan Simmons. Lacrime vere.… Read more »
ferruccio
Member
4 years 2 months ago
Per quando riguarda i film, l’ultimo che mi abbia commosso è stato il cacciatore di Cimino. Libri, in fondo alla plaude di Lansdale. Nel primo caso a suscitare la commozione era la forza d’animo che aveva de Niro nel film, nel romanzo le pagine finale che descrivevano la morte della protagonista ormai cresciuta e vittima di scelte di vita sbagliate quando per tutto il resto del romanzo era stata una bambina positiva e deliziosa. Non so ora se sto parlando di capolavori. Io a volte mi commuovo a scrivere cose che ho vissuto e fanno ridere i polli, mentre in… Read more »
ferruccio
Member
4 years 2 months ago

assolutamente, le letture dei tuoi racconti mi hanno sempre emozionato e l’emozione tende sempre a trasmettere un po’ di commozione. Dal mio punto di vista è naturale. Tornando ancora al cacciatora tu parli di disperazione assoluta, se non avessimo parlato di queste cose e tu di persona mi avresti detto “ho visto il cacciatore e mi lasciato addosso un sentimento di disperazione assoluta, be’ io ascoltando e magari guardandoti in faccia mi sarei commosso.
Cio che magari tu riesci a descrivere con freddezza ammazza il cuore di un altro

basta chiudo 😀

mandarino
Member
4 years 2 months ago
Valore aggiunto, no, però se l’opera ti commuove, è evidente che la sospensione dell’incredulità è riuscita bene. ora che ci penso, le emozioni che mi getta addosso un buon libro mi restano appiccicate per più tempo rispetto a quelle di un film. “vergogna” di Coetzee mi ha fatto stare malissimo per una settimana, ma quello è un caso limite. Da autrice, mi è capitato di piagnucolare scrivendo un paio di scene. Non era premeditato, è semplicemente successo di immedesimarmi nello stato d’animo del personaggio. Poi, quando qualche lettore mi ha detto di aver letto quella stessa scena col groppo in… Read more »
gloutchov
Member
4 years 2 months ago
E’ raro che mi commuova fino alle lacrime mentre leggo. Diciamo che ho provato emozioni estreme, durante la lettura, solo una volta, con Parole di Giobbe (Giobbe Covatta), che mi scatenò uno stato di ilarità irrefrenabile al punto da non aver più fiato per respirare. Col cinema, invece, qualche lacrimuccia mi è scappata… forse, come dice anche Alex, per via dell’immediatezza delle immagini, e della colonna sonora. A ogni modo, è impossibile creare una pagina che possa suscitare commozione in “tutti” i lettori. Le emozioni sono molto personali, così come la sensibilità è differente da persona a persona. Però, se… Read more »
Lucia
Member
4 years 2 months ago
Io sono una frignona. Piango in continuazione, di fronte a film, libri, fumetti, etc. Ma non solo quelli strutturati per essere commoventi. Anche per quello di cui parli tu, ovvero i temi esistenziali. Mi commuove la bellezza in generale. Mi commuove l’assoluto. Per me si tratta di una reazione naturale. Non so bene da cosa derivi. E non prediligo un’opera rispetto a un’altra per il grado di commozione che mi suscita. Anche perché io mi metto a piangere, sempre, per esempio, alla scena dell’arrivo dei nostri a Jurassic Park. Ecco. Quindi per quanto mi riguarda la commozione diventa l’espressione di… Read more »
zeros83
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4 years 2 months ago
Sarò lunga, sorry! ^_^’ In questi due giorni sto versando fiumi di lacrimoni e, per rispondere subito alla domanda b), credo che, in sé, la commozione non sia un elemento di pregio: è un fatto troppo soggettivo, basta che qualcosa entri in risonanza con te nel modo “sbagliato”, anche qualcosa di marginale, e l’effetto è del tutto diverso da quello che chi ha scritto/diretto/disegnato la storia si era proposto. Di conseguenza, potrei rileggere un romanzo che la prima volta mi ha commosso molto, e uscirne senza fare una grinza perché quella risonanza non è avvenuta. Poi, certo, se il libro/film/fumetto… Read more »
strategieevolutive.wordpress.com/
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L’emozione si può simulare, si può indurre. Conosciamo registi che manipolano ad arte il pubblico, ed è come se li sentissimo, su certe scene, che bisbigliano al montatore “Adesso qui li faccio piangere!” Nella scrittura immagino esistano meccanismi affini, ma forse il contributo del lettore qui è più forte – più che indurre certe reazioni, quando scrivo devo andare a risvegliare qualcosa nel lettore, andare a toccare qualcosa che è già là. Io sono molto possibilista, ma non cerco nello specifico la scena commovente, l’esplosione emotiva. Se capita, mi piace che mi dia l’impressione di essere il più naturale possibile.… Read more »
Sandro
Member
4 years 2 months ago
Allora. Faccio una premessa. Io piango. Per un nonnulla. E per qualsiasi cosa. “Lagnoso” è stato il mio soprannome fino a che non ho steso mio cugino – il proprietario del copyright – con un paio di pugni, un’estate, nello spazio tra due file di cabine, al mare. Piango per la musica, piango per scene televisive e filmiche, piango a teatro e piango per i libri. Due minuti fa anche, leggendo il trono di spade, nella scena in cui Robb stringe la mano a Bran dicendogli che tutta la loro famiglia tornerà a Grande Inverno e che poi loro due… Read more »
Sandro
Member
4 years 2 months ago

Se posso, poi, aggiungo una cosa. Empatizzare è una cosa, esteriorizzare l’empatia un’altra. Non è che perché si piange si è per forza più sensibili di chi non lo fa. ^^

Sandro
Member
4 years 2 months ago

No, non è la commozione il fattore principale con cui giudico una qualsiasi cosa, anche perché – visto come sono – rischierei di dire che tutto è bello. Proprio perché sono troppo emotivo, non ci baso il mio giudizio. Cerco di capire se “me lo ricordo”, ovvero se di quello che ho letto/visto mi è rimasta traccia nella memoria, e che sensazione mi da il ricordare. Se sono sensazioni positive, allora ok, mi è piaciuto. E’ banale, ma per tante cose funziono ancora come un bimbo piccolo 😉

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Gianluca Santini
Member
4 years 2 months ago
Beh, arrivo tardi anche se avevo già letto ieri. Concordo con chi dice che il cinema è il mezzo privilegiato per emozionarsi. Io sono arrivato ad avere le lacrime di commozione con alcuni film, tra cui il mio preferito e uno di cui ho parlato recentemente sul blog. Il senso è come sempre il dramma percepito. Il coinvolgimento, condizione necessaria e sufficiente per la commozione. In secondo luogo si deve essere in qualche modo predisposti. In questo entrano fattori come il fatto di avere un determinato umore quel giorno e averne altri in giornate diverse, e cose del genere, che… Read more »
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4 years 2 months ago

[…] che mi ha straziato il cuore. Hell qualche tempo fa aveva scritto un bel post, una riflessione sul valore e l’importanza, reali o meno, del commuoversi. Ecco, la seconda parte […]

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