Underground

Sul boicottaggio

 

Oggi ospito Davide Mana.
Il testo che segue, virgolettato, l’ha scritto lui.
Le mie considerazioni le troverete solo alla fine.
Buona lettura.

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È successo di nuovo.
Un’amica ha pubblicato un nuovo ebook*.
Prima pubblicazione su Amazon, arrivano le prime recensioni molto positive.
E poi, in un’ora, un pomeriggio, passa qualcuno e sistematicamente segnala tutte quelle recensioni come inutili.
E quindi come inaffidabili, false, immeritate.

Questo non solo danneggia l’autrice, ed il suo libro – un libro che riceve recensioni fasulle e inaffidabili – ma naturalmente declassa anche il valore del recensore.
Amazon ha la memoria lunga, per queste cose.

Non si tratta di un fenomeno isolato.
Succede abbastanza regolarmente – nuovo ebook, una manciata di recensioni positive, e bang!, tutte marchiate come inutili.

E ieri, quando è successo, a me ha dato da pensare.
Sappiamo naturalmente chi fa queste cose – no, ok, non il nome, chi fa queste cose non ha un nome, non ha una faccia, non ha una spina dorsale.
Ma sappiamo in generale di chi si tratta – è “la concorrenza”.

Ora, questo è curioso, perché io non ho mai immaginato di avere una concorrenza, a scrivere.
Ho dei colleghi, ho delle persone con le quali condivido un certo pubblico.
Di alcuni mi piace ciò che scrivono, di altri no – è normale.
Ma io faccio la mia corsa, loro fanno la loro.
Alla fine c’è la storia e i lettori giudicano quella.
O no?

Ecco, ciò a cui ho pensato, vedendo quell’infilata di segnalazioni è – ma come ci si sente?
Come si sentono queste persone che quando hanno iniziato si sono guaradte allo specchio e si sono dette “farò lo scrittore!”, e che ora si trovano ridotte a pratiche da teppista – vetri rotti, gomme tagliate, un pestaggio di tanto in tanto…
Come si sentono?
Come integrano questa attività nella propria routine quotidiana di scrittura?
“Lunedì: delineato un racconto, postato sul blog, scritte 8 pagine e boicottati cinque concorrenti.”
Come lo giustificano – non con gli altri, ma con se stessi?
Perché con gli altri è facile – ci si atteggia a strafighi, si dice “gli ho dato una lezione!” e gli amici ridono, e dicono “hai fatto bene!”
Ma con se stessi, quando si guardano allo specchio, come giustificano questo comportamento?
“Devo farlo perché…”
Perché?
L’unico motivo per danneggiare – o cercare di danneggiare – in questo modo un “rivale” è

Perché io non sono abbastanza in gamba.

Dev’essere terribile, essere così tragicamente consapevoli della propria mediocrità da sentire la necessità di ricorrere a mezzucci da teppista per contrastare il successo di chi, molto semplicemente, scrive meglio.

E la cosa veramente terribile è che si possono segnalare come inutili tutte le recensioni di Amazon, si può giocare ai Guerrieri della Notte con gli amici di Facebook, ma una scrittura mediocre resterà comunque tale.
E loro ne sono consapevoli – e questo peggiora solamente la qualità della loro vita.

Non credo che smetteranno.
Ma in fondo, sono persone di nessuna importanza.

——————————
L’amica è Lucia Patrizi, il libro è My Little Moray Eel, è un buon romanzo, dovreste dargli un’occhiata.

***

Per dovere di cronaca:

a) questa cosa delle recensioni segnalate l’ho scoperta io. Una va bene, ma tutte inutili no, non sono più coincidenze. Anche perché l’ebook in questione piace. Un sacco.
b) Davide ha chiuso il suo blog, lo sanno tutti. Sono lieto di ospitarlo, quindi.
c) la foto l’ho scelta io. Perché me lo immagino così, Davide, in questi giorni.
d) sì, ho tanto da dire, sulla chiusura del suo blog e soprattutto sulle risposte/piagnistei/lacrime di coccodrillo che l’hanno seguita. Ché qua non abbiamo la pancetta sugli occhi.
e) dulce bellum inexpertis, expertus metuit.

Ad maiora.

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • Le “ragioni” dei boicottaggi credo le abbiate già isolate e riassunte abbastanza bene voi.
    In sostanza, dei rosiconi, specie durissima a morire e che, a mio avviso, si commenta da sé.
    Era proprio con te, Germano, che parlavamo anche del fenomeno opposto, cioè degli “incensatori” farlocchi, cioè di quelli che elevano a capolavori assoluti prodotti quando va bene risibili ma più spesso talmente scadenti da sconfinare nell’insalvabile zozzeria.
    Immagino costoro che aprono decine di account diversi per promuovere la propria, mediocre opera o mobilitano legioni di amici, parenti, conoscenti e figuranti perché lo facciano al loro posto, e mi viene – sinceramente – da sghignazzare.

    • Sì, quella è un’altra specie: si costruiscono una carriera fighissima che poi, a ben vedere, è falsa.
      Dormiranno bene, credo.
      Io non ci riuscirei.

    • 8 anni ago

    Comunque io trovo un tantino più facce da chiulo coloro che piangono sul cadavere del bolg di Davide. Ma contribuire alla sua visibilità quando era in piena vita? Questi salamelecchi dell’ultima ora proprio non li tollero. Sono così falsi.
    In quando all’ibucco di Lucia, beh, sono dispetti degli adulominkia. Fanno quasi tenerezza, evidentemente ignorano completamente l’inutilità del loro dispetto.

    • Nuoooooooooooooooooooooooooo!!! Ha chiuso!!! E pensare che mi piaceva così taaaanto!!!

      E muovere il culo prima e farglielo sapere, no?

  • Per cominciare una confessione, non credevo che si arrivasse a mezzi simili, quindi segue una risposta odiosa e irritante nella sua ripetizione, “ormai non mi stupisco più di niente”, risposta che credo inizi a puzzare di pesce marcio mescolato a rassegnazione in stile “ma tanto fanno così tutti”, e forse è vero siamo tutti uguali, però ormai sono anche stra-sicuro che in questo (ex) ridente paesino tricolore in molti siano anche “molto più uguali degli altri”.
    E fieri di esserlo.
    Quanto alla chiusura del blog di Davide sono tra quelli che gli ha detto di non farlo, ma dopo aver letto il suo ultimo post mi ha convinto del tutto che la sua scelta è quella giusta.
    E’ un’assenza pesante per la rete, per me e per tanti altri ma, come dicono “tutti”, i blogger esistono solo per pura passione disinteressata, giusto?
    Beh allora è anche giusto che ad un certo punto ci possano salutare con un:
    “francamente me ne infischio”.

    • Quoto in pieno.

      Torno brevemente sulla questione chiusura di Strategie Evolutive, perché in queste ore si sta diffondendo la diceria che il blog sia stato chiuso per mancanza di retribuzione, ovvero per una faccenda di soldi.
      Cazzate.
      Il blog, l’ha scritto Davide, non mi invento nulla, è stato chiuso per mancanza di stimoli, e per il clima tra il venefico e il disinteressato che ormai accompagnava ogni suo post.
      Al che, mi domando: e a tutti quelli, che sono sempre stati zitti, e so che non è questo il tuo caso, e ai quali Davide è sempre piaciuto, cosa costava far sentire un po’ di supporto, una tantum? Cos’è, cliccare sul mouse fa venire l’ernia?
      È sempre il solito (sì, anche questo) discorso: non ci accorgiamo di una cosa finché non ce l’abbiamo più.
      È tutto talmente patetico che mi verrebbe da ridere, se non fosse una faccenda dannatamente seria.
      😉

      • Mi trovo ancora a concordare pienamente.

      • Il fatto è che se anche questa diceria fosse vera, se, ma non lo è, ma anche lo fosse quale sarebbe il problema? Non si fa che dire da tutte le parti che ci si deve reinventare, che ci si deve adattare, che bisogna dire addio al posto fisso e alle certezze di una volta e poi, si grida allo scandalo se qualcuno lo fa ci prova lo vorrebbe fare o anche solo lo accenna come tema?
        Ma ok questo è il paese dei Furbi dei predicatori e dei pubblici ministeri, resta il fatto che la diceria è fasulla per tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere il blog e il suo padrone di casa, poi ok nella terra del “sentimento popolare” si va per partito preso, conta solo la bandiera e i colori che ci stanno sopra, se diversi se non è la tua fazione si è colpevoli a prescindere.
        Sul supportare o anche far sentire una certa vicinanza è vero, come sul dare per scontate le cose, ma c’è una forte tendenza molto italica, tanto per cambiare, sul “prendere” senza lasciare “nulla” in cambio.
        E questo si fa.
        Si prende perché è aggratis, e gratis significa non lasciare non dico un commento, che magari ci si può sentire inadeguati e avere la sensazione di dire cavolate in mutande dall’alto di una sedia in mezzo ad una folla, ma neanche mettere un like o cliccare su una o cinque stelle per dare anche così un like o un dislike, e così un segno della propria presenza.
        E non di non farlo spesso ma di non farlo mai, perché tanto non è dovuto, non è dovuto niente di niente.

  • sulle recensioni ad una stellina ho già detto la mia qualche giorno or sono. Considerati gli strumenti di Amazon (restituzione e scaricamento gratis anteprima) le reputo una carognata bella e buona.
    La sindrome del cavaliere senza macchia e senza paura che mi mette in guardia dal prendere una fregatura non funziona più (per i motivi di cui sopra) quindi è palese che sia solo per abbassare la media e far scendere nel ranking.
    Perchè lo fanno?
    Invidia? Frustrazione personale? strategia di mercato?
    Non riesco a capirlo ma a questo punto ritengo che i disadattati là fuori siano molto più di quelli che pensavo e questo mi fa tanta paura!

    • Sono tantissimi. Ma spesso la ragione è una e una sola: GLI STAI SUL CULO.

      I motivi? E chi ha bisogno di motivi nell’internet 2.0?

  • Fa tanto lo snob, dice che chiude il blog, e il giorno appresso te lo ritrovi a infestare le case degli altri.
    TZE’!
    <3

    No vabbè scherzi a parte, è una pratica che ho visto oggettivamente fare "ovunque". E' come se i nostri "nemici" (virgolette d'obbligo) non avendo un buon appiglio per attaccare quello che è un buon lavoro, si limitano a dimostrarti il loro disprezzo attraverso quel "feedback non utile".
    Inquietante.

    Non so come si sentano queste persone, ma racconto questa cosa. Dopo nemmeno un'ora dalla pubblicazione del saggio uanpisoso, arriva la seconda recensione. Non verificata. Una stellina. Una stroncatura. Cinque minuti dopo, altre 2 recensioni, una stellina, non verificate anche loro.

    Un paio di giorni dopo beccai un simpaticone su un paio di Gruppi Facebook che avevano spammato il libello. Questo tipo copia/incollava quella simpatica recensione non verificata. Mai capito il perchè di tanto odio o astio.
    Quando gli scrissi: "Ah, ma allora sei tu XYZ che mi ha lasciato quei feedback su Amazon!" dopo cinque minuti non solo sparirono i commenti su Facebook; ma magicamente sparirono anche i feedback su Amazon.

    Manco il coraggio delle proprie opinioni (sebbene basate sul nulla). Avrei gradito più (giuro) un "VAFFANCULO STRONZO MI STAI TROPPO SUL CAZZO" detto in faccia. 😛

    • Detto in faccia ci si esporrebbe troppo al vaffanculo di rimando e al ban. E magari, per quelli più creativi, anche a qualcos’altro.
      Bambini del cazzo.

  • Illegittime non est carborundum.
    E in linea di massima, carpe canem 😉

    • È una figata bloggare in latino. 😎