Il problema d(e)i Superman

15 Comments

  1. Secondo me un passo in più con un personaggio di tale portata lo si potrebbe anche fare.

    Sono d’accordo sulle impressioni suscitate dal teaser di Man of Steel, quello di un Superman che prende coscienza di sè e di quello che può fare, paradossalmente, è una cosa che ancora mancava. Un Superman “work in progress”, a metà strada tra Clark Kent e Kal-El, che ancora non sa bene cosa fare. O meglio, ancora non sa bene chi è.
    Un Superman che sceglie di fare ed essere Superman è un buon concept.
    Il passo più in là secondo me sarebbe: ma ha mai avuto scelta, Superman?
    Cresciuto e pasciuto coi Kent, simboli per eccellenza degli ideali americani “buoni”, e poi addestrato nella Fortezza della Solitudine dall’ologramma di Jor El che gli mette a disposizione tutta la conoscenza universale.
    Uno così sarebbe potuto mai diventare “cattivo”?

    Non è un caso che le storie più belle di Superman sono quelle che lo vedono “fuori dal canone” classico (prendiamo Red Son, prendiamo Ultraman, versione malvagia di Superman allevato dal vicino cattivo dei Kent), o quelle in cui Superman non sa letteralmente che fare (Kingdom Come).

    Superman divinità “messianica”? Sicuramente. Il film di Synger in questo senso è assolutamente esplicito. Se pensiamo poi che il Superman della Golden Age poteva fare praticamente tutto (invulnerabilità, noncuranza alla kryptonite, viaggi spazio/temporali, eccetera) si ha davvero davanti a un Dio vero e proprio a cui occorre trovare punti deboli e avversari all’altezza.
    E anche qui non è un caso che Superman, eccezion fatta per Luthor, abbia avversari potentissimi intergalattici che gli sono pari, per intelligenza (Brainiac) o per forza (Darkseid, Zodd, Doomsday). Sulla Terra, di gente così, non se ne trova…

    1. Author

      Eh, ma a questo punto viene da chiedersi come attualizzare il tutto, o no? Perché alla fine, Superman deve sempre tornare sulla terra e avere a che fare con gli uomini.
      MI chiedo perché non si riesca a narrare qualcos’altro. Qualche altro aspetto.
      Hai mai avuto scelta, Superman? Sì, probabilmente sì, se non vogliamo tirare in ballo l’altro cliché dell’infanzia felice contro l’infanzia tormentata. Con l’evoluzione in villain nel secondo caso.
      Il punto è che, a meno di avversari all’altezza, Superman non riesco a collocarlo, se non appunto nell’eterno narrare della sua infanzia e della sua presa di coscienza.
      Ovvero, sembra una storia ormai fissa, un po’ come i Tre Moschettieri. Impossibile scriverci altro.
      In questo senso lo reputo un personaggio narrativamente scomodo.

      😉

      1. E’ un po’ quello che hanno tentato di fare gli ammeregani con i nuovi cicli dell’Uomo d’Acciaio. Attualizzare il personaggio (ringiovanendolo). Ci sono riusciti? A mio avviso, no.
        Nel leggere le storie di Action Comics di Morrison c’è questo giovane Superman che va in giro con i jeans a prendere di persona corrotti e corruttori e a consegnarli alla polizia. E’ una via di mezzo tra Batman e Spiderman, ma che alla fine fa le cose da “Superman old style”.
        Quindi non ci si allontana dalle solite cose.
        Ed è uno dei motivi per cui a me Morrison non dice nulla come autore (mentre invece tutto il mondo lo idolatra): non aggiunge nulla che non sia già stato raccontato nella golden age, nella silver age, o dal dopo Doomsday in poi.

        Questo perchè secondo me Superman è un personaggio che non può essere attualizzato. Sia perchè ormai è un’icona, sia perchè vorrebbe dire snaturare il personaggio che tutti conoscono.
        Hai ragione sul fatto che sia un personaggio scomodo, che provoca problemi – narrativamente parlando -, ma credo (e qui parla l’appassionato) che sia proprio quella “fissità” a rendere Superman grande e immortale.

        Se a ciò aggiungiamo pure che l’industria fumettistica ha paura di osare e che prendono ordini da Hollywood perchè questi poi devono fare soldi su soldi, si comprende come sia difficile andare avanti in questo senso…

      2. Author

        Ecco, allora siamo d’accordo nel ritenere che non può evolvere.
        Devo dire che a me piacque anche il ciclo post mortem, coi quattro sedicenti superman. Il problema è che è sempre stato così, Superman.
        La vera meraviglia è che sia giunto fino a noi. Tra vent’anni fa un secolo e ci sarà ancora di sicuro.
        Il problema è che il continuo ribadire le origini, cosa comune a tutti i personaggi dei fumetti trasferiti al cinema, con Superman io lo subisco in misura persino peggiore, proprio per le caratteristiche macroscopiche che ha.
        Per quanto si possa ribadire com’è nato, sarà sempre il ragazzo cresciuto dai Kent, timido e moralista (anche se in senso positivo, stavolta).
        Insomma, non l’ho mai visto godersi la sua diversità.
        E vorrei tanto conoscere una storia diversa, di tanto in tanto. Magari anche la sfida che lui rappresenta alla morale odierna, se fatta in modo intelligente potrebbe venir fuori un ottimo risultato.

  2. Attualizzare Superman rappresenta una sfida notevole. Forse potrebbe farlo Gaiman, ammesso che gli possa interessare, o il Walt Simonson dei tempi d’oro. Personalmente lo vedo come potenziale soggetto per crisi psicotiche, proprio per la sua totale unicità. Vivere in mezzo all’umanità senza farne parte, essere formato da una cultura che si scontra con la propria essenza credo sia uno scenario da delirio.

    Il paragone con Capitan America o con American Dream secondo me non regge. Loro sono diventati super, non sono nati con quelle capacità. Se Kal-el ha scoperto di essere diverso in tenera età gli altri sono passati attrraverso un evento che li ha trasformati quando erano già adulti. Hanno un passato a cui appoggiarsi, una parte di vita in cui erano normali.

    Un altro lato interessante da esplorare potrebbe essere l’origine di Superman. Nel senso che i suoi inventori si sono pesantemente ispirati ad altre figure (chiedere a Davide Mana) e la prima versione del personaggio, quella che non volava ed era praticamente invulnerabile, era solo apparentemente più semplice.

    1. Author

      Capitan America l’ho citato in quanto anche lui rappresenta un personaggio anacronistico, come Superman.
      American Dream è, in teoria, forte quanto Superman e vive molto a lungo. Alla distanza, la diversità d’origine conterebbe molto poco, secondo me. I problemi che si palesano sono uguali.

      Ecco, la crisi psicotica è l’evoluzione più ovvia, in un certo senso. Quella che mi piacerebbe evitare.
      La sfida è collocare il Superman in un contesto attuale, e in modo verosimile.
      Magari noi con 2MM abbiamo questa possibilità.

  3. Anche a me il personaggio di Superman continua a piacere, ma è vero che riuscire ad attualizzarlo sembra impossibile (davvero non so nemmeno se è possibile !). Vedo che non sono l’unico a cui è piaciuto il film di Singer…

    1. Author

      Il film di Singer ha come colpa il fatto di essere un sequel dei vecchi film, ma di presentare contenuti identici (omaggi) a quello del 1978.
      Per il resto non è malvagio, ma forse ha un’impostazione troppo classica, quasi parodistica. ^^
      L’attore non era neanche malvagio.

  4. Mettiamoci un po’ di pulp.
    Il Superman delle origini è di fatto un rip-off di due popolari personaggi dei pulp – John Carter e Doc Savage.
    Come Carter, Superman è un alieno su un mondo a gravità più bassa, per cui risulta capace di spiccare balzi poderosi ed ha una forza sovrumana.
    Come Doc Savage, Superman si chiama Clark, possiede una fortezza della solitudine fra ighiacci polari, e se Clark “Doc” Savage è “The Man of Bronze”, Clark “Superman” Kent è “The Man of Steel”.
    In effetti Lester Dent, principale autore di Doc Savage, non fece causa a Siegel & Schuster solo perché non aveva voglia di perder tempo in tribunale, ed aveva delle remore a rovinare due persone che considerava comunque “colleghi”.

    In effetti, pochi si sono occupati delle radici pulp dell’uomo d’acciaio.
    All’origine affrontava gangster con il tommygun, robot giganti rapinatori, l’occasionale pericolo giallo.
    I problemi, per quel che mi riguarda, sono cominciati quando è diventato troppo codificato e “fumettevole”.
    La formula del pulp era più elastica, manteneva la suspance con meno dispendio di minacce colossali.
    Il fumetto ha innescato una contrazione degli utili – se salvo New York… pardon, Metropolis (aqltro rip-off), questa settimana, la pèrossima dovrò salvare l’America, fra un mese dovrò salvare il mondo ecc ecc.

    1. Author

      Questa storia del rip-off è sempre attualissima.
      Avevo letto di Doc Savage, infatti.
      Però poi Superman è diventato quel che è, in pratica un impiastro. Perché è come Zeus, ma si diverte un decimo, anzi non si diverte per niente. E quindi si va avanti di minaccia colossale in minaccia colossale, giusto per fare qualche graffio sul suo costume.
      È proprio ciò di cui parlo. 😉

      1. Io credo che questo problema sia comune a molti supereroi.
        Io Superman l’ho scoperto quando ho scoperto una pila alta così di “Nembo Kid” di mio zio, in soffitta a casa di mia nonna. Doveva essere il 1975, i fumetti erano del ’60 e rotti.
        I suoi principali proiblemi (di Superman, non di mio zio) erano
        . nascondere la propria identità a Lois Lane
        . salvare Lois Lane o impedire che si cacciasse nei guai
        . dissuadere Lois Lane da fare cose poco femminili come pilotare un aereo o intraprendere un safari
        Ah, sì, certo, poi c’era Luthor che aveva piani diabolici di dominazione mondiale del tipo, inserire messaggi subliminali nei juke box, con l’effetto di trasformare Lois Lane (chi altri?) in una sgallettata col giubbotto di pelle.
        C’erano parechie storie in cui Superman faceva bonariamente la figura del pirla.

        Era una versione un po’ triste ma funzionante della filosofia del Batman di Adam West, e qui concordo con Morrison – erano storie che piacevano ai bambini, perché erano zap! bang!, e storie che piacevano agli adulti perché erano assurde, un po’ satiriche, e relativamente spensierate.
        Un adolescente certe cose può solo odiarle.
        I fumetti sono diventati “adulti” quando si sono orientati al pubblico degli adolescenti.
        Batman ha una valanga di traumi, Superman ha una dannata scopa in c#lo.
        E qui parte la contrazione degli utili – perché si può solo più andare in una direzione..

      2. Author

        La conclusione è interessante, perché se i contenuti adulti sono in realtà destinati agli adolescenti… ma ancor di più la questione del gradimento adulto, nel caso in cui i contenuti siano assurdi.
        Guarda che spiega tante cose. Spiega perché certi film vengano fatti col filtro. Perché gli adulti non vogliono vedere nelle cose di intrattenimento altri problemi rispetto a quelli che già hanno?
        È inquietante,,,

  5. In realtà, molti fumetti “adulti” presentano personaggi con problemi che un adolescente crede che siano “adulti” – e qualunque riferimento a Sandman è puramente casuale.

    Ho ripescato la citazione esatta di Morrison, perché è interessante…

    “The Sixties Batman works because when you’re a kid you take it really seriously and when you’re an adult, you think it’s pretty funny. But when you’re an adolescent and you’re getting into Batman as an idea of something cool and mysterious and reflection of your own darker moods – that’s when you really hate that Adam West stuff. It’s anathema to the adolescent concept of Batman as a tortured, angst-ridden loner. But obviously the older you get, the funnier it gets. Like the fact that they almost never mention Batman’s parents had been killed. There was no real explanation that he had suffered any trauma at all. I kind of love that idea that, just because he has loads of money, why the fuck wouldn’t you?

    “The characters are easy to understand. The set-ups are clever. The villains are cool and weird. It hit on a lot of levels, and I’m sure hippies were enjoying it, people who were tripping were enjoying it, little kids were enjoying it. This is what people thought of that franchise for a long, long time. It was so powerful. Color TV was new, and it made a big impact. It really took the Frank Miller Dark Knight to break that image.”

    Il Batman di Adam West ha un sacco di soldi, perché non usarli per combattere il crimine?
    Allo stesso modo, Superman ha dei superpoteri fighissimi, perché non usarli per combattere il crimine?
    È semplice, ma non necessariamente semplicistico.

    Il filtro è dovuto – io credo – al fatto che gli adulti intelligenti sanno che non esistono problemi standardizzati, che invece sono la base della dieta dell’adolescente medio.
    Se noi due, separatamente, facessimo una lista di problemi adolescenziali, sarebbero quasi identiche – se lo facessimo di problemi reali di adulti reali, per essere uguali le liste dovrebbero essere così generiche da essere inutili.
    Perciò, sì – gli adulti superficiali di problemi ne hanno abbastanza dei loro, gli adulti svegli sanno che cercare di fare “un grande discorso sui problemi di una generazione” al ciunema capita di rado, e quindi preferiscono evitare…

    1. Author

      Sono alquanto spiazzato. .D
      Però è un discorso affascinante. Io continuo a prediligere le storie complesse e problematiche, senza la pretesa ammaestratrice.
      Però mi rendo conto che ho gusti di nicchia. Spesso detestati dai miei coetanei che ormai cercano, a tutti gli effetti, mero intrattenimento, qualcosa che li allontani dall’angoscia.
      E temo sia un riflesso condizionato, in effetti, causato dalle difficoltà quotidiane, lavorative, etc…
      Io invece continuo a appassionarmi. Ma faccio parte di quella schiera di adulti che intimorisce i mediomen… 😉


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