Survivors (1975) – stagione 1

16 Comments

  1. La serie è entrata di buon grado nella mitologia di chi, come noi, ama il catastrofismo.
    Vista col senno di poi appare datata, soprattutto nelle scenografie ultraspartane, che ora come ora sembrano quasi amatoriali.
    Le nuove generazioni non apprezzerebbero di sicuro.
    Rimane comunque un solidissimo prodotto inglese, che di catastrofismo ne sanno tanto (basta pensare a quanti libri di fantascienza sono usciti in materia, tra gli anni ’50 e ’70).
    Il remake è gradevole e ben girato, ben quel poco che sono riuscito a vederlo.

    1. Author

      Ero qui in giro, rispondevo ad Elvezio nell’articolo del secolo sulla crisi dei blog… 😀
      Non tutti forse apprezzerebbero, abituati come sono ora ad angeli e arcangeli che si pestano a colpi di mazze ferrate mettendo in mostra addominali scolpiti, però c’è ancora speranza che a qualcuno piaccia. Se non altro per la bellezza delle storie, assolutamente non scontate e che sono riuscite a sorprendere in positivo un appassionato come me che, oramai, resta colpito sempre più di rado.
      Certamente le scenografie dell’epoca non deporrebbero a suo favore rispetto al pubblico odierno. Ma non si vive solo di estetica, no? O forse sì?

  2. Grande serie, all’inizio l’avevo sottovalutata ma poi mi sono dovuto ricredere.

    @elgraeco forse un mio amico mi presta il secondo cofanetto, lo saprò questa sera 😛

    1. Author

      Il tuo amico è un grande e, in quanto tale, sarà presto inserito nell’elenco dei Grandi di Book and Negative!

      LOL

  3. Questa serie che, come dice Elgraeco, rasenta la perfezione nella sua semplicità ha inoltre il grosso merito di essere stata prodotta nella nostra poco telefilimica propensa Europa.
    Quello che vorrei aggiungere all’ interessante recensione (stasera sono in lecchino mode a quanto pare…) e che se la fotografia è un pò blanda la sceneggiatura è di un livello ben superiore alle americanate a cui siamo abituati in tema di apocalissi e post-apocalissi…
    Mi viene da ridere pensando agli angeli anabolizzati ideati da una popolazione che in tema di religione è forse atea come i giapponesi..

  4. Io ho cercato delle immagini e altre informazioni su internet, dato che da ignorante non la conoscevo e sono venuta a sapere che la serie degli anni settanta è ancora venerata da moltissimi ammiratori, tra cui c’è anche il nostro El a quanto pare….. Poi concordo sul fatto che una serie realizzata con semplicità abbia poca presa. Visivamente mi ha ricordato Jessica Fletcher o derrick!
    Va bene, mi avete convinta, le darò una guardata. 😀

  5. Author

    @ Lo Stregatto
    Come si dice, melius abundare quam deficere. Storia spettacolare e immagini così così. Anche se, per quanto mi riguarda, non è vero. Le immagini e le scenografie sono più che adeguate. Mi hanno ricordato, in alcuni momenti, gli sceneggiati a colori che trasmettevano sulla RAI.
    Lo so, sono un nostalgico.
    Per ciò che concerne il mode on/off, non ti preoccupare, siilo pure. Fa piacere. LOL

    @ KM
    Ti proibisco di paragonare Survivors a Derrick o alla Signora Fletcher!
    Niente ma! Non si può e basta!
    Un mese di sospensione!
    👿

  6. Secondo me invece sottovaluti il paragone Fletcher – virus che distrugge l’umanità.
    Se ci pensi dovunque vada la signora in giallo muore qualcuno, almeno una persona, e un’altra viene condannata. Cosa c’è di più simile all’azione di un virus?
    Che poi a lei servirebbe più tempo per sterminare tutta l’inutile umanità, è assodato.
    Ma una puntata alla volta… 😉

    A parte questo, bell’articolone, su una serie della quale ho visto solo un paio di episodi quando ancora avevo l’adsl e che, come il prigioniero, mi ha affascinato per tematiche e atmosfera, elementi che sappiamo si son praticamente persi (o nascosti per la vergogna) negli ultimi 20 anni di cinema e tv.

    1. Author

      Grazie! 😉
      Oh, ma è incredibile! Avevo sentito le voci su quella signora là, l’innominata, ma non ci volevo credere. Ieri dopo aver letto l’intervento di Keyem l’ho cercata [l’innominata] su IMDb e non appena ho aperto la scheda relativa è cascata la connessione e sono rimasto senza internet per un paio d’ore.
      Ha una potenza mostruosa!

      *fa gli scongiuri, doverosamente*

      Io, com’è intuibile, Survivors l’ho ri-scoperta da poco e sono rimasto veramente soddisfatto. Qui in Italia, se non sbaglio, è stata trasmessa solo una volta, decenni fa, poi più nulla fino all’edizione in dvd in tre cofanetti, passata sotto silenzio. Recentemente RAI 3 ne ha trasmesso il remake, ma non ho intenzione di vederlo fino a quando non completo questa del ’75.
      Ti consiglio vivamente di recuperarla. Ne vale la pena! 😉

  7. Io lessi il libro, qualche secolo fa. Era un residuato post-bellico trafugato dalla biblioteca di mio padre. Ancora i catastrofismi cinematografici non andavano di moda e rimasi molto molto colpita da una storia simile.
    La serie però non l’ho mai vista, ma non ne sono molto attirata, chissà, mah…

    P.S. mio papà ha buttato il libro… non lo perdonerò mai!

    1. Author

      @ Cyb
      Per quanto ne so, sono solo due i romanzi dedicati a Survivors.
      Attenzione, però! Sono libri tratti dal telefilm e non viceversa!
      Il primo di Terry Nation, intitolato Survivors (ma va?) basato su alcuni episodi della I stagione. Il secondo è di John Eyers, Genesis of a Hero, basato a sua volta sul libro di Nation.

      Be’, dai, fai un fioretto e guardala! Poi mi dirai… 😀

  8. Coooosaaa!!!?? O_O
    Non ho parole…

    Mi hai tolto una delle poche certezze della vita… e adesso?
    Io ho letto quello di Terry Nation e, lo giuro sul canguro, ho sempre pensato che la serie avesse preso ispirazione da questo… guarda te l’ignoranza quante vittime fa…

    1. Author

      Povero canguro! 😀
      Vabbé l’autore è sempre lo stesso. Sceneggiature e racconti suppongo siano dello stesso livello! Alcune storie contenute nel libro avevano però, come peculiarità, finali completamente diversi rispetto agli episodi della serie!
      Ragion per cui, si può tranquillamente avvicinarsi ad entrambi senza timore di sapere già come va a finire!


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