[Lovecraft]: Il Richiamo di Cthulhu (1926)

21 Comments

  1. E che devo dirti? *O*
    Lo sai che io sono stata segnata in profondità da HP, dal Richiamo di Cthulhu e da Innsmouth, soprattutto.
    E non è facile scriverne a riguardo, perché si corre sempre il rischio di banalizzarlo. Un po’ come succede al cinema.
    E tu non hai banalizzato e, anzi, mi hai fatto venire voglia di rileggerlo per la millesima volta

    1. Author

      Grazie. Che poi era quello che temevo, di banalizzarlo. Non volevo aggiungere nulla di nuovo a quanto non si sappia già, solo trasmettere tutto il fascino del racconto.
      Anche se credo che il Bloop lo conoscano in pochi, al di fuori degli estimatori.
      E pensare alla concidenza che si sia manifestato proprio lì, nell’Oceano, dà i brividi. ^^

      1. Che poi il punto è sempre quello: quanto conosciamo, veramente, delle profondità oceaniche? Poco, davvero poco. Qualunque cosa si annidi lì sotto è ignota.

      2. Author

        Be’, pensare che ci sia davvero una città, nelle profondità dell’Oceano, o sulle montagne dell’antartide è meraviglioso. ^^

  2. Ecco, per me “fantastico” ha sempre voluto dire questo, con tutta la fantasia della mente di HPL e i lettori, avidi di particolari e di dettagli, che ancora oggi stanno qui a fare domande, supposizioni, a scrivere materiale ispirato a “Il Richiamo”.
    Esattamente tutto ciò che il fantastico italiano non riesce a fare: innescare discussioni, suggestioni, storie, creatività. E non per colpa dei soli autori, bisogna dirlo.
    Anzi, mi devo sorbire pure lo stronzo che dice che il linguaggio di HPL è “bolso e superato”… Dall’altro di chissà quale pulpito, ancora non lo so.

    1. Author

      Sì, perché rifiutano di considerare il racconto come qualcosa che evade dal testo, che crea suggestioni. Perché la suggestione, che è personale, evade essa stessa da qualunque pretesa di regolarizzazione. Non è riproducibile in regole e misure, e questa cosa fa esplodere il loro cervello.
      E intanto Lovecraft è sempre lì. A godere di una fama che non ha mai avuto in vita, poveretto. ^^

      1. Ma quindi tu dici che anche noi… quando saremo delle salme decomposte… ?
        😀

      2. Author

        Noi finiremo come lacrime nella pioggia. 😀
        O magari no, chissà. ^^

  3. Come dissi altrove sono davvero pochi gli scrittori che nel tempo sono diventati addirittura degli aggettivi. Tale la forza delle loro visioni, dei loro metodi, della loro fantasia, della loro voce attraverso la carta, da trasfigurarli e renderli davvero immortali.
    Lovecraft è tutto questo, ed è un bene e un male, lo sappiamo, perché molto spesso chi ha seguito la strada “lovecraftiana” lo ha fatto limitandosi alla maniera, guardando le onde mosse in superficie senza vedere cosa si agitava sotto.

    E noi sappiamo che in realtà sotto non c’era Cthulhu, ma una cultura – quella sì profonda – che nasceva dallo studio antropologico e storico e riusciva a distillarne l’essenza del sentimento umano più forte, come disse lui in quella frase ormai citata da milioni, la paura.

    Il mostro nel racconto è una frazione, è un infinitesimo di apparizione, che però permea attraverso visioni, sogni, miti, la vita degli uomini. E la cosa più incredibile è che Lovecraft è riuscito con la sua opera a rendere reale tutto questo. Cthulhu ha attraversato il globo, è entrato nella mente di uomini, “semplici” lettori, come artisti di ogni genere (un certo Carpenter, tanto per restare “nel giro”).

    Per me la potenza del racconto è sempre nella sua capacità di portarti per mano verso l’incubo, facendoti sbavare di gioia per il momento in cui questo ti sommergerà. Non c’è capacità più grande in uno scrittore.

    1. Author

      Esatto, c’è riuscito con un racconto così così, almeno nella sua testa. E da quel momento è stato un continuo di scoperte, richiamo più o meno palesi, coincidenze come quella del bloop. È diventato fatto culturale.
      Sono davvero pochi quelli che ci riescono. ^^
      Per questo il racconto è POTENTE. In senso assoluto.

  4. Che dire, ottima analisi, Hell! :)
    Non è deve essere stato facile parlare di Lovecraft e Cthulhu.

    Per inciso, a me il film muto del 2005 era piaciuto. Chi lo ha realizzato si vede che è proprio appassionato dei Miti. :)

    Ciao,
    Gianluca

    1. Author

      Non è facile per niente. È veramente assurda, ‘sta cosa. XD
      Alla fine spero di aver fatto analisi coerenti. ^^
      Thanks!

  5. beh il Maestro è il Maestro, e questo Cthulhu credo sia una delle sue opere più belle, che atmosfere!! Il film invece non l’ho visto, ma il Tubo (grazie della dritta) supllirà ottimamente alla mancanza 😉

  6. Ottima analisi,sul fatto che Cthulu di solito nelle rappresentazioni di altri autori perde molto del suo potenziale è vero,ricordo ancora il goffo finale di un film spagnolo in cui il dio fa capolino…

    1. Author

      Perché diventa un semplice mostro gigante, smarrisce tutta la paura dell’ignoto. 😉
      Thanks.



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