La Solitudine e l’Estetica dell’Eroe (in Taxi Driver)

mcnab
Member
La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, ovunque. Non c’è scampo: sono nato per essere solo. Questa è senz’altro la citazione che più mi rappresenta, tra le migliaia che ho memorizzato da altrettanti film. Credo che rappresenti molti di noi, anche chi è solo anche se si circonda di decine di persone. Travis è un “eroe” tragico, eroe dei nostri tempi. Non un simbolo, bensì un monito di come ci stiamo tutti trasformando, confrontandoci con un’epoca disumanizzante. Diventiamo mostri per non soccombere ai mostri. E magari manco ce… Read more »
Limbes
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Non mi convince molto il finale letto come sacrificio. Che dovrebbe portare a qualcosa, essere uno scambio, no?, ma nel film è inutile. Anzi è paradossalmente il suo rovesciamento. Il modo per inquadrare di nuovo il deviante dentro gli schemi della società. Per normalizzarlo e trovargli un suo posto, accettabile e confortante e comprensibile – anche se illusorio. Infatti la sequenza finale m’è sempre parsa la fantasticheria di un Travis moribondo o giù di lì.
Il resto dell’articolo, be’, è il nostro attuale coma generalizzato. Complimenti per l’analisi.
Saluti

Limbes

Oreste Patrone
Member

Un pezzo semplicemente stupendo.

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