La Casa dalle Finestre che ridono (1976)

narratore74
Member

Bellissima pellicola, uno dei migliori film del panorama nostrano che abbia mai visto. Ormai sono passati quasi dieci anni dalla prima volta che ho avuto il piacere, ma ogni tanto, quando lo sconforto del cinema moderno mi assale, infilo il dvd nel lettore e me lo gusto ancora senza problemi.
Di film così ne esistono pochi, forse meno di quello che penso, e certi capolavori andrebbero salvaguardati.

Narratore

Lucia
Member

92 minuti di applausi 😀

Io credo che sia proprio il “provincialismo” di certe pellicole a renderle uniche e speciali. Non serve imitare gli americani sul loro stesso terreno. Invece ti inventi una bella storia, radicata nel profondo nella realtà del tuo paese e la rendi universale.
Peccato che Avati non si sia più ripetuto a questi livelli.

Lucia
Member

neanche troppo: hanno dato non so quanti milioni di euro ad Argento per girare Dracula 3d 😀 😀
E glieli ha dati lo stato, pensa…immagina il mio sgomento.
Non era male neanche un horror recente di Avati, il Nascondiglio, che andai a vedere al cinema.
Tante volte mi sono chiesta cosa sarebbe accaduto se Fulci avesse avuto un budget decente per girare L’ aldilà…e sì, sarebbe stato un sogno impossibile all’ epoca, figuriamoci oggi che di horror (e di cinema di genere) non se ne producono affatto.

Lucia
Member

E’ stato il ministero della cultura, li mortacci loro!

wildboyz80
Member

Capolavoro assoluto, e prova spettacolare di Avati, che spero riprenda a girare di nuovo horror al più presto. Credo sia, ormai, l’unico regista italiano a riuscire sempre e comunque a restare ben sopra la sufficienza (quando si cimenta nell’horror).

Gianluca Santini
Member

Adoro questa pellicola, uno dei gialli all’italiana che preferisco. 🙂

Bell’articolo, bisogna mantenere sempre vivi i ricordi e le suggestioni di film del genere, che anche grazie al taglio artigianale rimangono impresse nella memoria collettiva.

Ciao,
Gianluca

Roberto Moretta
Member

Uno dei film che più di tutti mi hanno smerdato col finale. Lasciandomi con una faccia tipo “cervo bloccato dai fanali dell’auto”. Tanto di cappello ad Avati per avur saputo mostrare il marcio sotto il provincialismo. E mostrato che il sangue scorre anche qua da noi.

alice
Member

Argh! Due post arretrati di due film che ho visto e che mi piacciono! Vediamo se riusciamo a “litigare” 😛
Vado a leggere.

…..

e invece no, invece è proprio un bel pezzo e, come al solito, mi hai fatto venire voglia di rivedere il film. Ed in questo caso lo so letteralmente a memoria, uno dei miei primi film di genere, ricordo che mi sconvolse. oggi viene fuori un po’ l’ingenuità (ed i miei occhi sono pure meno smaliziati) ma è un film (indovina?) imprescindibile.

mcnab
Member

Uno dei miei film preferiti in assoluto.

alice
Member

Hell, pure a me piace, se non s’è capito 😛

CyberLuke
Member

Zeder, ecco quello che mi ricordavo.
Mi piacque di più.
Ma non era platealmente ispirato a Pet sematary?
Chi era venuto prima?

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Max "Helldorado" Novelli
Member

Uno degli ultimi film acquistati su VHS in allegato con un quotidiano…grandi brividi! Avati a me piace anche quando racconta le pochezze della classe borghese, soprattutto quando sta in forma. A chi non piace “Regalo di Natale”?

CyberLuke
Member

Perché, Impiegati no?

trackback

[…] Avati. Del trio, in verità: lui, Antonio Avati e Maurizio Costanzo. Zeder è la controparte de La Casa dalle Finestre che ridono. È l’horror italiano che rende Rimini, una Rimini vista di taglio, senza inquadrare il mare, […]

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