Il Blocco C della blogosfera

Il Blocco C della blogosfera

Tanto tempo fa, un gruppo di blogger s’è riunito sotto l’ala dell’indipendenza, sottintendendo che mai avrebbe fatto ricorso a trucchi vergognosi quali lo scambio di link, lo scambio di commenti e tutte le restanti affatto lecite pratiche che concorrono a dare una percezione distorta di un blog, sito o altro fenomeno dell’internet.
Ovvero che esso sembri molto più importante/grande/magnifico di quanto sia in realtà.

Questi blogger sono i blogger del Blocco C della blogosfera.
Il nostro pubblico e il rispetto ce lo siamo guadagnato nel corso degli anni.

E sì, tutto questo fa persino ridere. Perché noi del Blocco lo sappiamo benissimo che non c’è mai stato nessuno Blocco C. Non ci siamo mai riuniti decidendo di fare gruppo. Semplicemente, ci siamo accorti, col passare degli anni, di una sintonia di vedute. E questa sintonia ci ha avvicinati.

Tutto qua. Questo è il segreto del Blocco C della blogosfera.
Ma là fuori, incredibilmente, sembrano essere molti quelli che questa cosa non l’hanno capita.

Per dire, se uno si avvicina a noi col sorriso falso chiedendoci attenzioni artificiali e/o trucchetti di cui sopra, il minimo che si deve aspettare è di essere sfanculato.
Perché nel Blocco C si ragiona così: i meritevoli e onesti vengono considerati, i leccaculi e i profittatori no.

Pazzesco che non si riesca a accettare questa semplice verità.

I link, i commenti, le condivisioni sono prerogativa del pubblico. È stupido e infantile combattere questa realtà creando un circolo artificiale di attenzioni online, garantire un minimo di trenta commenti a post, scambiarsi slinguazzate e dirsi quanto si è bravi a vicenda. Non serve a nulla, perché non corrisponde a reale ritorno di pubblico e di interesse.

Il Blocco C è nient’altro che questo, gente che non ne può più dell’ipocrisia, delle vittorie stabilite a tavolino, della meritocrazia costantemente scavalcata da gruppetti e gruppuscoli di individui che decidono di spartirsi il potere o la celebrità.

Il Blocco C è alfiere dell’indipendenza intellettuale. O almeno così mi è sempre piaciuto considerarlo.

Posso anche aggiungere che, per paradosso, sono stati gli esterni, con le loro conventicole e combriccole di cospiratori, a rafforzarlo, giorno dopo giorno.

Noi rispondiamo con la qualità, e sì, talvolta con polemiche e frecciatine, perché in fondo ci divertiamo, ma quello che ci sforziamo di garantire è la qualità. Dei nostri ebook, dei nostri blog, di ogni nostra manifestazione online.

Da ieri, ci siamo anche riuniti un una pagina su facebook, dove convogliare tutte le nostre attività.

Noi siamo vivi e più motivati che mai.

Blocco C. Be indipendent or be dead.

Se volete seguirci, l’indirizzo è questo.

Ad maiora.