Underground

Il Sogno

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Henri Rousseau, Il Sogno (1910, olio su tela)

Uno degli aspetti del sogno che riesce sempre a sorprendermi è la sensazione del volo.
Ovviamente, non ho mai volato in vita mia, a parte un paio di volte, in aereo, ma non conta: nessuno di noi ha mai volato, come Superman. Però forse vi è capitato di sognarlo.
La meraviglia di quei sogni, mentre sfrecciavo tra grattacieli sui quali si rifletteva il sole, era la sensazione di aver vinto la gravità, una leggerezza che il mio corpo non aveva mai provato, che può essere in qualche maniera paragonata alla sensazione di galleggiare in acqua. Solo che l’aria offre minor resistenza.
Quindi, cosa accade? Il mio cervello computa, inviandomi il sogno, la differenza tra aria e acqua e mi offre un’esperienza di galleggiamento migliorata? O cos’altro?
Come si può sognare qualcosa di cui non si ha esperienza?

Quello dei sogni è uno dei campi di ricerca più affascinanti. Perché i sogni stessi sono un fenomeno sconsciuto e, sembra sempre più probabile, nemmeno esclusivo della specie umana: dal momento che si suppone con una certa enfasi che gli animali, almeno tutti i mammiferi, siano in grado di sognare. Persiste qualche dubbio circa questa capacità nei pesci e negli uccelli, ma si stanno studiando.

Ma non soltanto il volo: nei miei sogni corro restando fermo, mi arrampico (o discendo) palazzi saltando di balcone in balcone, mentre vengo inseguito, litigo con gente sconosciuta, faccio l’amore con donne sconosciute (sì, ok, anche con qualche attrice famosa, lo ammetto). E le sensazioni sono quasi sempre vivide, reali.
Mi è capitato, a volte, di riuscire a imporre un certo controllo sui miei sogni: è il cosiddetto sogno lucido, che presuppone una capacità di compiere azioni di senso compiuto e di gestire le situazioni che ci vengono presentate in sogno.

Ma la natura del sogno oscilla tra il messaggio degli dei (o degli spiriti malvagi) nelle culture antiche, alla rielaborazione dei dati del nostro cervello: un’attività di catalogazione che avviene sempre, anche quando non ne abbiamo ricordo e, da studi recentissimi, anche in coloro che hanno subito profondi danni cerebrali.

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Molte culture antiche, quella nativa americana, cinese, persino la nostra europea, fissavano la natura del sogno come una sorta di passeggiata notturna. Una dislocazione della nostra anima, o essenza incorporea, comunque vogliate chiamarla, che in effetti vive altrove quelle esperienze che a noi restano sotto forma di sogni: quindi in teoria, io avrei volato, fatto sesso con *CENSORED*, fatto a botte con avversari situati chissà dove, sarei stato inseguito da ragazze indemoniate stile Esorcista.
Al confronto, la nostra realtà è ben misera cosa. E talmente ricchi e realistici sono i sogni, specie quelli che apparentemente contengono fenomeni di precognizione della realtà, che taluni filosofi sono arrivati a dubitare dell’esistenza stessa del mondo che noi percepiamo in stato di “veglia”.

Discorso intrigante, che ovviamente si può prestare a ogni sorta di abuso e speculazione. Ma in realtà, ridotto ai minimi termini, tutto si riconduce a due fattori, la limitatezza dei nostri organi di senso, che non ci permette di vedere ogni cosa, e la capacità, del nostro cervello, di supplire a questa limitatezza, inviandoci scorci di mondi mai visti.

Interessante dicotomia, a pensarci.

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Goya, Il Sonno della Ragione genera Mostri, 1799

Sognamo in fase REM, ovvero quando l’attività del nostro cervello è simile allo stato di veglia, e gli occhi riproducono un movimento casuale, proprio come quando siamo svegli. Altro dato inquietante, se ci pensate.
E finora, si credeva che le aree maggiormente responsabili dell’attività onirica fossero quelle della corteccia, la parte superiore del cervello, dove risiede la nostra capacità analitica e la nostra creatività.
Uno studio recente, citato in questo articolo sul Los Angeles Times e apparso su Brain, presenta risultati notevoli: quelli di una sperimentazione su tredici pazienti affetti da Auto Activation Deficit, abbreviato in AAD, ovvero l’incapacità assoluta di avere pensieri autonomi e/o creativi a meno di non essere stimolati dall’esterno (da un interlocutore o altro), in conseguenza di gravi danni localizzati nelle aree superiori del cervello, quelle appena citate.
Il risultato dei test smentisce la teoria del sogno più accreditata, dato che persino i pazienti affetti da AAD, per lo meno quattro su tredici, hanno riportato esperienze oniriche.
Dato ancora più sconvolgente è che i sogni di costoro mancano della ricchezza e della vividezza tipica degli individui in perfetta salute. Gli affetti da AAD sognano azioni semplici: radersi, incontrare un parente, camminare. Eppure sognano, e lo fanno con la parte interna del cervello, quella che controlla il nostro istinto e i movimenti automatici (la respirazione, per interderci, tra le altre cose).

Apparentemente il sogno è un fenomeno persistente, soltanto arricchito dalla nostra creatività. In teoria, sempre in teoria quindi, a meno di non credere ai messaggi divini e alle passeggiate dell’anima, la complessità dei nostri sogni è opera nostra, e nostra soltanto.
E qui, volendo, ci si potrebbe ricollegare a quel famoso assunto che vuole ogni cosa pensata essere possibile… con tutte le conseguenze e le implicazioni.
Se credo di poter volare senza aeroplano? No… ma la logica vorrebbe che… Capite quello che intendo?

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Johann Heinrich Fussli, Falstaff nella cesta, 1792 (particolare attenzione merita la figura femminile nello specchio… che non sembra essere riflesso di nessuna delle altre due…)

E quindi gli incubi sarebbero in realtà espressione del nostro disagio? Ci facciamo del male da soli, quando dormiamo? Confessiamo le nostre peggiori paure, la nostra angoscia? (E qui vi rimando a un altro articolo sul medesimo argomento).
O è Freddy Kruger che ci viene a trovare, di tanto in tanto, per divertirsti alle nostre spalle?
I più ritengono che sia possibile, come nel caso del sogno lucido, esercitarsi a sognare, e quindi sviluppare un controllo sulle azioni e persino sui contenuti dei nostri sogni. Se gli incubi fossero, quindi, espressione della nostra debolezza, potremmo riuscire a cancellarli volontariamente: basterebbe riuscire a controllare i nostri sogni esattamente come gestiamo i pensieri coscienti.
Tornando alla sperimentazione, che rafforza l’idea che i sogni siano facoltà del nostro encefalo, esiste un solo caso documentato di cessazione totale dell’attività onirica: quelli di pazienti sottoposti a lobotomia. Che riportano la totale assenza di sogni.
Un po’ come se rinunciassimo (o fossimo costretti a rinunciare per eventi incoercibili) al nostro terzo occhio. Quello che talvolta ci porta benessere, che talvolta ci consente di trovare la soluzione a problemi del mondo conscio, tramite l’intuizione di una verità che è sempre apparsa celata, come la soluzione a un problema matematico.

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Fussli, L'Incubo abbandona il giaciglio di due figure dormienti
Fussli, L’Incubo abbandona il giaciglio di due figure dormienti

Da bambino avevo un sogno ricorrente. Niente di che, un tavolo di metallo posto nel mezzo di un incrocio di strade. Nei pressi c’era un cartello coi nomi delle vie e il senso si percorrenza. E sul tavolo c’era un vaso con un geranio, o comunque un fiore rosso.
L’avrò sognato forse cinquanta volte, sempre lo stesso, e sempre mi svegliavo urlando, perché in qualche maniera riuscivo a percepire ciò che si trovata intorno, fuori dal campo visivo: era gente che soffriva.
Poi, così com’è arrivato, decine di volte, sempre identico, è andato via, lasciandomi solo il ricordo di tante notti insonni.
Secondo Jung, ho trascurato una questione irrisolta con me stesso, che domandava attenzione. Secondo gli antichi, una qualche divinità stava sussurrando a me bambino di qualche sciagura, o uno spirito maligno stava semplicemente esercitando la sua natura…
Secondo la medicina è semplicemente l’indice che il mio cervello era ed è sano.
Ma preferisco credere che, per qualche istante, mi sia stato concesso di vedere altrove: una vista terribile.

E voi che sogni fate?

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  • Mamma mia, articolo pazzesco! Adoro l’argomento sogni, e sono rimasto incollato qui dall’inizio alla fine.
    Io posso dirti che sogno molto, ogni notte almeno due o tre sogni diversi, e riesco a quasi sempre a ricordarmeli, almeno la mattina, poi pian piano se non ci penso li scordo. Avevo iniziato a scriverli su pc ma la cosa richiedeva un po’ troppo tempo, ogni giorno, e quindi ho lasciato perdere. Ti lascio immaginare la quantità di cavolate che vengono a farmi visita la notte.
    La cosa divertente è che molti sono sogni lucidi. Sognando molto riesco in qualche modo a riconoscere le parti ricorrenti di certi sogni, e quindi mi accorgo di essere in un sogno. Come te mi diverto a fare a botte, a fare snusnu con le donnine, e a volare. Ecco, riguardo al volo, è divertente perché più alto vado più iniziano a venirmi i dubbi… e se non stessi sognando? Oddio, ma sono altissimo, oddio, ma io non posso volare, oddio cado…
    Interessante comunque il ragionamento iniziale. Come facciamo a fare esperienze e avere sensazioni così vivide di cose che non abbiamo mai fatto?! E’ chiaro che il cervello simula nel migliore dei modi certe attività, però… beh, fa strano!

    • Secondo me la cosa è ancora da chiarire… riguardo la capacità di creare immagini e sensazioni che non abbiamo mai visto prima.
      Sai cosa si dice, che le idee appartengano al tutto, e quindi noi ci limitiamo a scoprirle perché già possibili.
      Non penso proprio che riusciremo a volare solo con le nostre forze, noi altri… eppure… 😀

      Grazie mille.

  • […] sia il sogno, ho tentato di spiegarlo in questo articolo. Si passa da una semplice alterazione della frequenza cerebrale (per i cultisti della scienza) a, […]

    • 9 anni ago

    Bellissimo articolo, grazie 🙂
    Io di sogni ricorrenti ne faccio almeno tre.

    1. città di mare deserta d’inverno, strade enormi, incroci, mare all’orizzonte e palazzi ultramoderni inacessibili. ci cammino da sola, al massimo insime a mia figlia, e cammino cammino cammino senza andare mai da nessuna parte precisa.

    2. un ascensore. stretto, buio, claustrofobico ma con una parete a vetro da cui si vedono dei mattoni disposti irregolari. non sale sempre verticalmente, a volte fa dei tratti in orizzontale. ci sono dei momenti in cui corre sul muro esterno di un palazzo, a velocità folle, così non vedo fuori ma mi spavento. QUi sono sempre sola

    2. ospedale (ma dai? dimmi che non te lo immaginavi). lì vago per questo ospedale ottocentesco, una via di mezzo tra la facoltà di veterinaria di milano e l’ospedale niguarda prima della ristrutturazione. corridoi ampi che non finiscono mai, tantissime porte che non si aprono, luce che va e che viene. Anche in questo caso sono sola.

    Ultimamente sogno persone che vengono picchiate da altre, come “sprone” a migliorarsi in quello che fanno. Questa notte era un attore inglese, preso a cinghiate dal regista del suo prossimo lavoro teatrale.

    Invece da piccola ero tormentata da sogni con ragni. Fino a che, una notte, in un sogno coscente, non ne ho diviso uno a metà. Basta, mai più sognati…

    • Be’, non sono qua a distribuire spiegazioni, anche perché sono uno strenuo sostenitore di due teorie:

      che ci siano gli dei a sussurrare all’orecchio dei dormienti

      e

      di quella delle passeggiate notturne, magari in questa realtà, o altre parallele.

      La storia che i sogni siano solo rielaborazione dati non mi convince.
      Ad esempio, il sogno di cadere, che si conclude col sobbalzo nel letto e col risveglio… ecco, siamo caduti davvero da qualche altra parte e s’è interrotta la connessione? XD

      • Molto interessante, davvero!

      • Commento anche qui, in risposta al tuo sogno di cadere e al sobbalzo che facciamo svegliandoci. Alle medie ricordo ci fece lezione il preside un giorno. Ci parlò di un sacco di cose, arrivò a toccare anche l’evoluzione e Darwin. Ricordo ci chiese ”Sapete perché sogniamo di cadere e quando stiamo per toccare terra ci svegliamo?” Ci spiegò che è un istinto che avevano i nostri antenati, ovvero quello di svegliarsi immediatamente quando stavano per cadere dall’albero mentre dormivano. Credo la spiegò meglio, sicuramente, ma il concetto è questo;)

      • Forse è il caso di cambiare divinità, non pensi? 😀

        • 9 anni ago

        al mio orecchio sussurrano solo dei arrabbiati o con una ironia tutta loro 🙂

  • Curiosa la storia del sogno infantile ricorrente, anche io ne avevo uno. Non che lo ricordi bene, era poco chiaro già allora, ma in pratica c’erano immagini che riempivano il mio campo visivo – prima una figura che piantava un fiore in un campo bianco, poi via via tante altre si aggiungevano fino a colmarlo mentre l’ansia cresceva, e alla fine una luce spalancava tutto quanto come fosse stato un portone – a quel punto mi svegliavo nel panico. L’ho fatto molte e molte volte, ma non ricordo quando ho smesso.

    Poi la mia mitologia onirica si è arricchita di luoghi, oggetti e personaggi.

    Ci sono tre case quando sogno:

    1) quella in cui sono cresciuto (che non è dove abito adesso, anche se il condominio è lo stesso);

    2) un gigantesco condominio con un grande ascensore di ottone e velluto rosso attorno al quale si avvolge una scala a chiocciola decorata da statue, vasi e altri oggetti da museo;

    3) una villa gigantesca con tantissime stanze ma nessuna parete, come un open space o un loft arredato per ambienti.

    Ci sono anche libri, videocassette (perché si vede che sogno vintage) e videogiochi che passano da un sogno all’altro, ma che non riesco mai a leggere, vedere o giocare per qualche motivo, anche se indicativamente so di cosa trattano.

    Il peggio però sono i miei Babau:

    Colui che deve essere obbedito (nome che devo aver preso inconsciamente dal racconto “She who must be obeyed” o più semplicemente “She” di Henry Rider Haggard, anche se non l’ho mai letto). È, anzi sono, una coppia di gemelli siamesi cannibali uniti per la schiena e affetti da gigantismo che vivono in una caverna in Canada e vestono pelli di animali (non li ho mai visti interamente, solo le loro gambe). Sono a capo– o per meglio dire, sono oggetto di culto di una società che raccoglie e immagazzina la paura per scopi ignoti. Uno dei loro metodi consiste nel costruire palazzi per terrorizzare la gente che viene ad abitarci; usano passaggi segreti, varchi tra le mura e altri stratagemmi. Appaino brevemente, solo nella coda nell’occhio, o può capitare che aprendo un cassetto mostrino la mano solo per un attimo. Credo occupino sia la mia casa natale che il grande palazzo, ma non la villa senza pareti (però sospetto che vaghino nei dintorni).

    Doctor Humaine, uno “scienziato” sadico e immortale (per quanto ne so) che ho sognato in varie epoche (anche mentre collaborava con nazisti e fascisti), ma la prima volta è stato nell’Inghilterra vittoriana, dove lavoravo per lui nutrendo le sue cavie umane nella cantina-stalla in cui erano tenute ai ceppi, tra la sporcizia e i ratti, allo scopo di studiare le infezioni. Una notte li ho liberati e ho dato fuoco a tutto quanto, da allora mi perseguita (sembra una cretinata scriverlo adesso ma ti assicuro che era tutto molto realistico, roba da farsela sotto). In un altro sogno partecipavo a un’indagine su sequestri e violenze, ma una volta scovato il laboratorio ho capito che si trattava di lui e ne ero così terrorizzato da volermene andare. Ogni volta che ci incontriamo mi riconosce, ma non dice nulla, si limita a guardarmi con un espressione di minacciosa sufficienza (non saprei come descriverla meglio).

    Non sogno mai di volare davvero, ma piuttosto di fluttuare a qualche centimetro dal suolo. Altre volte invece sogno di essere sulla sedia a rotelle (come stanotte), oppure di muovermi faticosamente come se un peso o la gravità mi schiacciassero. Non faccio neanche la fatica di psicanalizzarmi, so già tutto. Altre volte – raramente però – mi trasformo in fumo per allontanarmi da un pericolo, ma se divento consapevole di sognare non riesco a controllarlo o interagire più di tanto perché mi sveglio quasi subito.

    A ben vedere ho fatto una lista da incubo, ma non è sempre così brutto, e sognare resta comunque una delle mie attività preferite.

    • Ecco, ora dimmi che i Gemelli e il Dottore non sono reali in qualche universo parallelo, dove tu vai sempre a rompegli le palle, come una specie di Fox Mulder. XD
      Sarebbe spettacolare.
      Dunque, no, io entità non ne ho, ne case ricorrenti, però ogni tanto mi capita un fatto, sogno case che non conosco. Le esploro, entro stanza per stanza, vedo tutto nei minimi dettagli.
      Una volta mi trovai (insieme a altra gente) a esplorare una casa in un bosco, simile a quella della Strega di Blair, ma più rifinita e arredata. Ebbene, sapevo che lì dentro abitava un pazzo pericoloso, che in effetti non tardò a manifestarsi, inseguendoci per la casa e poi per il bosco, prendendoci uno a uno, tranne quando arrivò a me, che non avevo nessuna intenzione di morire. Infatti reagii…

      Però la questione della casa, del mobilio, erano troppo vividi i dettagli, come se l’avessi esplorata sul serio…

      • WOO-HOO! Psicopippa power! XD

      • Be’, però il fatto che sia fatto di sangue e materia grigia elettrica non è un fattore limitante, se si pensa alla teoria secondo la quale in un atomo può celarsi un intero universo in miniatura. XD
        Dici che esageriamo? Che ci frega? È bellissimo speculare…

      • Più si fa coerente la mia mitologia, più diventa difficile ignorare l’idea di una realtà alternativa, però il cervello è un posto fantastico e magari quell’universo è fatto di sangue, elettricità e materia grigia, abita tra due orecchie e non dorme mai, siamo noi che ci scivoliamo dentro quando non siamo vigili.

        Anch’io sogno in modo molto dettagliato, cosa che mi affascina ogni volta. Tra l’altro mi hai ricordato altri posti ricorrenti, una cattedrale di cui avevo anche scoperto un passaggio segreto e un museo, completo di giardino grottesco tipo ninfeo, che nei mie sogni dovrebbe essere a Parma ma che in realtà non esiste. Argomento affascinante.

  • Innanzitutto, ottimo articolo, applausi! 😀

    Io non ho grande capacità di ricordare i sogni al risveglio, infatti quando riesco a ricordarli mi piace un sacco. Non ho nemmeno avuto grandi sogni ricorrenti, ma da bambino sognavo che camminavo di notte vicino al porto e una sorta di cyborg con una siringa enorme al posto del braccio mi dava la caccia, mi costringeva a tuffarmi in acqua per sfuggirgli e da lì iniziava un circolo: andavo sott’acqua per sfuggirgli, ma poi non respiravo più e allora riemergevo e me lo ritrovavo di fronte che cercava di pungermi con la mega-siringa e allora mi rimmergevo e così via. Sogno allegro, eh? 😀

    Vorrei tanto avere un po’ di controllo per avere sogni lucidi, ma non ci sono mai riuscito. 🙁

    Ciao,
    Gianluca

    • Dicono che svegliarsi mentre si è ancora in fase REM aiuti a ricordare i sogni. Se ci fai caso, con gli incubi ci si sveglia quasi sempre di soprassalto, ecco perché li ricordiamo quasi sempre, a differenza dei sogni. 😀
      Per ciò che concerne il controllo sui sogni, a me è capitato: ma non mi sono impegnato nel tentativo.
      Difficile da spiegare, era come se, nonostante stessi dormendo, fossi cosciente di dove mi trovassi, quindi riuscivo a avere il controllo. XD
      Un’altra volta invece mi è capitato di riprendere lo stesso sogno, dopo averlo interrotto essendomi svegliato.

  • Adoro sognare.
    È una vera e propria dimensione parallela, dove tutto è permesso, e non esistono conseguenze.
    Una delle cose che più desidererei al mondo è poterli registrare.
    Perché ne ho fatti di bellissimi, indescrivibili.
    Sì, anche di volare: sopra il mare, soprattutto, proprio io, che non so nuotare e ho paura di annegare.
    Darei un anno di vita per volare un’ora come volo nei sogni. Seriamente.
    Poi, sì, certo, anche gli incubi.
    Una volta, ho sognato Alien. Mi ha mozzato talmente il fiato che mi sono svegliato.

    • Teoricamente, è possibile registrarli. Così come sarebbe possibile duplicare il nostro cervello (o almeno la composizione dei dati in esso contenuti, oltre che i dati stessi), su un supporto di silicio, dato che trattasi di impulsi elettromagnetici non dissimili da quelli di qualunque PC. 😀
      Bisogna creare l’interfaccia adeguata. Però la cosa che continua a meravigliarmi è la capacità di fare sogni impossibili. Cioè, come facciamo a saper volare? Va che è strano eh… 😀

  • I miei sogni ricorrenti sono abbastanza sgradevoli.
    La maturità: devo rifarla. La cartolina del servizio militare: mi arriva di nuovo e ci devo andare nonostante tutte le contestazioni che tento di fare. Questi due sogni diventano più rari ma sono capitati anche di recente. Per diversi anni sognai mio padre, dopo che era morto. Adesso non succede più.

    Sogni di volare? no. I miei incubi sono rari, talvolta ho avuto quella sensazione di voler correre ma di muovermi lentissimamente. A volte “capisco” che l’incubo è solo un sogno e lo faccio cessare pur senza svegliarmi.

    Bello o brutto che sia, spesso sogno questioni di lavoro, ufficio, cose quotidiane.

    • Ecco, questi mi sembrano sogni spiegabili. Ad esempio, a me è capitato una specie di sogno premonitore. Quando morì mio padre, si sospettava che potesse essere stato a causa di un tumore ai polmoni non diagnositcato. La lastra venne effettuata il giorno prima che morisse, quindi occorse qualche altro giorno per sapere i risultati.
      Ebbene, la notte precedente alla lettura delle lastre sognai di accompagnare mi padre in ospedale. Mi disse che non aveva alcun tumore ai polmoni, e che i problemi erano stati altri.
      Ciò che poi si è verificato.

      Diciamo che sì, ci potrebbero essere delle spiegazioni razionali, ma un po’ di domande me le faccio lo stesso.

      • È spaventoso, in effetti. E spiegabile sempre da un punto di vista psicologico, anche se… c’è quel lato particolare, ovvero la coincidenza dell’evento, che mette i brividi.
        Io una volta sognai il lupo, che per esperienza fu simile alla paralisi del sonno alla quale ho accennato nell’altro articolo linkato, ma se poco poco vado a vedere la simbologia del cane come custode dei sogni, ecco… un po’ ci resto. 😀

      • Ho fatto anche io un sogno che mi è sembrato spettrale, quando vidi (e mi pareva di essere compeltamente sveglio) sulle coperte il gatto che era stato “eutanasizzato” qualche giorno prima, a guardarmi timoroso come se volessi cacciarlo giù dal letto.
        Gatto che abitava in un’altra casa e aveva già un orecchio amputato per il tumore, ma nel sogno l’orecchio era a posto, per questo ho avuto la sensazione di aver visto il suo fantasma. C’era il senso di colpa perché, per non soffrire, non ero andato a salutarlo nel suo ultimo giorno. Cose cui si possono dare spiegazioni razionali, ma che mettono i brividi ogni volta che ci si ripensa.