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Il Demone del Meriggio

by Germano on 18/05/2012
Book and Negative
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Capita di ripensare al cinema, a film come Dust Devil e alle tradizioni popolari della terra in cui si vive. E di scoprire analogie sottili e inquietanti. Che vanno dal Sudafrica al Sud Italia, mettono radici nell’antichità, fin dall’epoca greco-romana e più antiche, attraversano il buio medioevo e risiedono nella luce.
Il vero orrore si cela nella luce accecante del meriggio.
Ripenso sempre a una vecchia recensione di Shining di Kubrick. Tra i meriti, abbiamo la “novità” della luce. Se ci fate caso, i fatti di sangue, in Shining, avvengono sempre in piena luce. Tutto l’Overlook Hotel è illuminato, che sia la stanza 237 o il salone delle feste da ballo. Il cuoco che viene ammazzato da Jack Torrance, viene colpito al cuore dall’accetta sotto l’unico candelabro acceso della hall. Le gemelline si mostrano in piena luce, in vesti “viventi” e fatte a ciocchi insanguinati. Ogni cosa è mostrata, per fotogrammi, o per lunghi istanti. E sedimenta nella coscienza, e dà i brividi.
Il Mezzogiorno, soprattutto durante la stagione estiva, quando il caldo stordisce, la luce si riflette sui sentieri polverosi e acceca, l’aria brucia, gli odori si fanno fortissimi, secondo le antiche credenze popolari è l’ora in cui è possibile incontrare i demoni.
Nella zona in cui abito io, poi, si dice qualcos’altro, legato al canto delle cicale. Quando le cicale smettono di cantare, sta passando il diavolo…

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Credevasi volgarmente, a dir di S. Girolamo, che v’avessero certi Demonii particolari, chiamati meridiani, e fra gli Ebrei è commun sentimento che la voce Keteb, che si ha nel testo originale del Salmo (90, 6), significhi un Demonio fierissimo, che assalisce apertamente e di giorno, mentre gli altri meno arditi si contentano di tendere insidie di notte. Non può dedursi dalle parole del Salmista che egli credesse ai folletti o agli spiriti vaganti precisamente nel tempo del meriggio, ma bensì che Ebrei fossero persuasi della loro esistenza. […] (Giacomo Leopardi, Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, 1815)

Il Keteb è un demone ebraico ricoperto di capelli (vi rammenta la descrizione della Strega di Blair, vero? ^^), dotato di un solo occhio posto vicino al cuore. Si dice che attacchi rotolando in maniera forsennata. Perciò immaginate di percorrere un sentiero campestre e di vedere ruzzolare verso di voi una creatura umanoide di tale fatta. Incontrarlo vuol dire morte certa.
In riferimento a Blair Witch Project, dobbiamo ricordarci di una cosa, oltre al fatto che la Strega pare manifestarsi solo di notte. Le testimonianze dei cittadini all’inizio del mockumentary. Tutti coloro che l’hanno vista, sotto forma di nebbia o di vecchia orribile e pelosa, l’hanno vista di giorno.
Questo perché la parte più pericolosa della giornata è costituita dalle dodici ore che vanno da Mezzogiorno a Mezzanotte. Siamo in perfetta tradizione popolare, per un film che si crede completamente inventato.

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Ancora Pupi Avati, nel bellissimo Magnificat. Sconosciuto film d’ambientazione medievale. Al di là dei meriti, i demoni non vengono mai mostrati, eppure si sentono voci terribili, che richiamano a morti violente, la donna annegata, l’uomo bruciato nel forno. Nel medioevo, quasi ogni fenomeno naturale era segno divino, o di qualche entità dell’altrove, impegnata a comunicare. La visione radicale del medioevo voleva attribuire a qualunque evento, specie quelli infausti, una natura soverchiante.
Gregorio di Tours (538-594) racconta la leggenda del Prete Impiccato. Un sacerdote che venne assalito in pieno giorno da un demone e fu trovato impiccato nella sua casa. Caso di suicidio, o magari omicidio, ma si preferiva ricollegarlo all’intervento di una forza maligna.
I sensi obnubilati dal caldo torrido, il sonno, la percezione alterata della realtà: migliaia sono le testimonianze che vedono apparizioni spiritiche manifestarsi sempre in piena luce. Spiriti e diavoli, che spesso assumono le sembianze di monache o altre figure religiose. Apparizioni di tale ferocia, perché tutte attaccano e provocano il male dell’uomo, associabili anche alle streghe (il cui unico scopo è il male, come si sostiene in Suspiria) che possono essere contrastate solo con esorcismi e pratiche magiche.

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Ora, tutte queste credenze sono mutate nel corso dei millenni. Si è partiti dalle apparizioni divine, le divinità greche infatti erano solite manifestarsi ai pastori, per recare annunci, per sedurre giovani donne o accoppiarsi con giovani vigorosi. Da queste unioni nascevano prodigi, mostri. E secondo una precisa evoluzione storica, Gesù viene tentato dal diavolo, guardate un po’, nel deserto, tra dune lucenti e rocce, di sensibilità e crescente timore popolare dettato dalla superstizione (il medioevo), ma anche dalla Zona Perturbante, l’apparizione, magari del tutto naturale e giustificabile, di figure simboliche, come preti, suore, oppure pazzi o ammalati (ricordiamo che i malati mentali erano quasi sempre considerati posseduti dal demonio) creava quell’effetto di disagio, associato magari al malessere che il caldo torrido porta con sé, che degenerava in pieno terrore irrazionale. La chiave, però, è sempre la stessa, la consapevolezza che ciò che vediamo voglia imitare in qualche modo la natura umana, come un essere che percorre un sentiero campestre, ma che non sia propriamente un uomo. L’imitazione porta con sé il terrore del rivelarsi, e l’angoscia legata alle intenzioni della stessa, sempre malvagie.
E tuttavia, giacché di suggestioni parliamo, esse sono sopravvissute e sono sbarcate al cinema. Storie antiche, come antico è il terrore che le genera.
Trattasi di sentimento affascinante, che in ogni caso crea dipendenza. Si sa che è irrazionale, ma non si può fare a meno di indulgere in esso.
Chi abita dalle mie parti, in ogni caso, può capire. Che magnifico aspetto abbiano quei sentieri polverosi, limitati da muretti a secco, case imbiancate a calce battute dal sole, le strade deserte, i rami degli olivi mossi dalla brezza, quelle ore magiche, in cui il mondo si nasconde, si svuota, viene abbandonato per divenire deserto. La conseguenza è pensare che, sparendo, si lasci il posto a qualcos’altro… qualcosa che non vede l’ora di venire alla luce, la luce divorante del Meriggio.

Link utili:

I terrori del mezzogiorno e l’immaginario fantastico degli antichi
Il Demone (Po)Meridiano

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