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The Walking Dead – stagione 2 (ep. 8, 9, 10)

[L’articolo contiene anticipazioni]

Mi risuonano nella mente le parole di un amico: “Non potevo lasciarti senza Sceim”. E poi, la storia dell’unica goccia di sangue… che attira gli zombie come fossero squali.
Fatto sta, che per problemi personali e altri cazzi, avevo deciso di sospendere la visione di The Walking Dead e le recensioni per singolo episodio. Ma è cosa impossibile, perché appena si ascoltano le prime note della soap opera con gli zombie intorno, si è risucchiati di nuovo nel mondo dell’apocalisse brutta, brutta, brutta, in cui è brutto crescere i figli.
Si scopre, però, un dialogo eccezionale, tra circa 135 minuti in totale di questi tre episodi, 8, 9 e 10, quello in cui Andrea prende da parte la sceriffetta e le fa notare che, tra tutti i miliardi di morti e i lutti che TUTTI hanno avuto, lei è l’unica che ha ancora il marito, creduto morto, sopravvissuto a una sparatoria in un ospedale inzeppato di cannibali morti, ha ancora il figlio, sopravvissuto dopo una fucilata che ha passato da parte a parte un cervo adulto, è persino incinta di un altro figlio e, non paga, è la sola che non la smette di lamentarsi di quanto sia brutta, brutta, brutta la situazione. Se non fosse l’apocalisse, mi metterei persino a ridere. E infatti ho riso, per due momenti lollosi, l’incidente d’auto di Lori, che, in un mondo dove non c’è più traffico né persone, investe l’unico zombie impegnato a attraversare la strada, perché intenta a consultare la cartina (e perché non mandare messaggi al cellulare, già che c’è? Ah già, i cellulari non funzionano più), e la rissa dei due amici-nemici i cui versi, mentre si picchiano, non sono dissimili dai grugniti degli zombie; sarà per questo che la trentina di zombie stipati nell’edificio non li ha sentiti…

***

Una serie apocalittica parlata. Ormai è sistematico, questi qui parlano, parlano, parlano, anziché rilassarsi come possono e scopare come ricci, per chi ne ha la possibilità. Ma poi mi sovviene sempre Lori che… l’apocalisse è brutta e inadatta ai bambini, ma è quella che scopa più di tutti. Ok, è che mi riesce difficile parlare di certe cose. Specie perché, a parlare, loro sono bravissimi.
Sterminati gli zombie del granaio, i nostri cercano il contatto fisico coi cadaveri, emuli dell’assassino di Phenomena, discutendo, in presenza di venti corpi putrefatti, se sia il caso di seppellirli, muniti dei conforti religiosi, o di bruciarli. E non c’è nemmeno una mosca a ronzare intorno. Non so, bastava mettere qualche merda nei paraggi e di mosche (e di realismo) ne sarebbero arrivate a milioni.
Comunque, menzione d’onore per l’arto staccato e raccolto da Andrea, che si corica nel camion insieme ai suddetti corpi putrefatti. Non so, oltre i problemi alle adenoidi, non teme neanche il colera o la peste bubbonica, vera super-girl.
Ma ecco che la figlia del veterinario vuol farla finita, perché la mammina zombie è stata uccisa (più o meno) davanti al fienile e poi le si è rivoltata contro (ho già detto il più o meno?), sono cose che lasciano il segno.
E mentre il veterinario se ne va in paese a rinverdire l’antica amicizia con la bottiglia e Lori tenta di uccidersi con l’incidente d’auto, lo Sceriffo si scopre un duro, spietato e pronto a difendere quel poco che ha, massacrando due viventi, un panzone e uno che sembra uscito da True Blood. Poca ironia, sembra essere, questa, l’unica scena ben fatta, trasmette tensione, anche se era impossibile che le cose andassero diversamente. Ma ci può stare.

***

In pratica, il ruolo dello Sceriffo è lo stesso di Sceim, ma… con la parentesi riflessiva. Sceim agisce, spara, fa quello che serve per sopravvivere, ama pure la stessa donna, lo Sceriffo fa lo stesso, ma, come dice lui stesso, ha bisogno di una notte per pensare. In pratica, non dorme, ma pensa. Inutile sottolineare l’ennesima ilarità involontaria. Il bello è che sta diventando una specie di Amleto (o suo padre, il Re), nelle orecchie del quale la compagna versa il veleno della gelosia, mettendolo contro Sceim. La rissa nel parcheggio, ridicola pensando al casino che i due fanno che non attira nemmeno uno degli zombie presenti all’interno dell’edificio lì accanto, è esemplare: i due amici che si picchiano per la stessa ragazza. Perché il primo agisce, più di tutti e meglio di tutti, il secondo agisce con riserva. Inutile insistere, questo telefilm è strutturato secondo la logica del Grande Fratello.
Mettiamo un cast di attori su un set fisso, la casa nella prateria, diamo loro un copione e vediamo le reazioni psicologggiche, così possiamo vantare una profondità che le altre serie non hanno.
E infatti tutti i personaggi o quasi sono tormentati, Glenn più di tutti perché ha scoperto, udite udite, che in una situazione di pericolo ha pensato a salvare la sua pellaccia piuttosto che quella del veterinario alcolizzato e dello Sceriffo, e per questo non vuole più scopare. D’accordo, chiamatemi uno psicologo perché ho qualche problema a capire questi casi da manuale. D’altronde, uno che se ne va in macchina puntandosi il fucile in faccia da solo, è evidente che non sta bene.

Il nostro Dixon, invece, s’è incazzato perché non è riuscito a salvare la bambina. Bambina che non ha mai cacato in tutte le altre puntate, che nessuno ha mai visto, perché avrà pronunciato quante, due, tre battute? Ma che è diventata la causa scatenante di questa seconda stagione, una follia narrativa di proporzioni bibliche.

***

E si procede così, tra un battibecco e una rissa, una rissa e un battibecco, epico quello in cucina tra Lori e Andrea, quando la prima rinfaccia alla seconda di non fare il bucato, ma di abbronzarsi abbracciando un fucile (LOL! con evidente metafora freudiana). E tutti danno addosso all’unico, Sceim, che si dà da fare, primo fra tutti il vecchio moralista, che è sopravvissuto solo per affliggere i superstiti con la filosofia studiata dal Reader’s Digest.
E quindi, direi che, arrivati alla decima puntata, che non so quanto opportunamente si intitola “Scelte”, la realtà è che non esiste uno straccio di filo conduttore, e che solo ora i nostri stanno iniziando a pensare che sì, forse sarebbe il caso, se si riesce a trascorrere qualche notte in pace a riflettere, di uccidere per difendersi (uccidere anche i viventi. Ovvove!) e di procurarsi dei vestiti pesanti per l’inverno che verrà. Sì, miei cari, direi che è proprio il momento. E io sono nello sguardo di Sceim, che si perde nei campi, mentre lo Sceriffo guida lì accanto e gli dice che uccidere non deve essere così semplice. Infatti, meglio pensarci un po’ su.

Puntate precedenti QUI

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  • […] che mi porta poi a dire: A’ Romè, pagame! Ché è dal 28 Febbraio del 2012 che ho descritto The Walking Dead con le tue stesse parole. M’hai […]

    • 10 anni ago

    Al di là di tutto, ci sono grossi problemi oggettivi… tipo, ma siamo sicuri sicuri che quel tizio che aveva la gamba impalata torni a balzellare in giro *dopo UNA settimana*? E poi, mettiamo Dale che avrà ottocento anni a fare la guardia (che si vabbè, poi, guardia, lasciamo stare…) da sopra il camper? Ma quante diottrie potrà avere quest’uomo, cinque se siamo generosi? Vabè.
    Ais ha già espresso il mio pensiero riguardo l’idea di pugnalare uno zombie e poi tagliarsi la mano, cinque minuti dopo aver osservato che “ehi, questi non hanno morsi!”
    E com’è che quello con più buon senso di tutti è Crazy Sceim? Che sarà pure partito per la tangente, ma almeno ha un istinto di sopravvivenza che gli altri… bah.
    Sorvolo sui personaggi femminili della serie: robe da metterle in fila e pigliarle a sberle in faccia una dopo l’altra. Lori due volte.

    • Allora, il fatto è che loro, se ben ricordi, hanno messo letteralmente le mani negli zombie, nei primi episodi della seconda stagione quando s’è trattato di stabilire se lo zombie avesse mangiato la bambina. La seconda volta è ancora più lontana, nella prima stagione, quando si sono spalmati dei cadaveri addosso per puzzare come zombie e passare inosservati. Poi, sul finale nella Fortezza delle Scienze, ti ricordo che il sistema di sicurezza prevedeva la distruzione del laboratorio, tramite fiamme, nel caso una provetta si fosse “aperta”.
      Insomma, questa contraddizione riguardo l’infettività degli zombie se la portano dietro fin dall’inizio. Per non parlare, tornando a quest’ultima puntata, del fatto che dopo esseri picchiati tra loro, Rick e Sceim si sporcano abbondantemente del sangue degli zombie…
      Follia. 😀

    • 10 anni ago

    Condivido appieno la tua definizione di “Soap opera con gli Zombie intorno”, una delle peggiori delusioni degli ultimi anni, ore e ore di dialoghi inutili e insulsi.
    Il personaggio di Lori poi è ridicolo…in quanto a Sceim…se penso che nel Comics Kirkman lo fa uscire di scena quasi subito, mi viene male.
    Questa serie, mi dispiace doverlo dire da amante del genere “morti viventi” ma rasenta il ridicolo, molte, troppe volte. 🙂

    • Vero, Sceim viene fatto fuori quasi subito, nel fumetto, in un modo pulito e efficace. Però, ti dirò, meno male che qui c’è lui, altrimenti la serie sarebbe stata di una noia mortale. Almeno di ride un po’… 😀

    • 10 anni ago

    Bravo, hai ri-assunto il ruolo che ti tocca, anche se sappi che mi dispiace 😉 Già scrivere della prima puntata e prendere ulteriormente coscienza delle idiozie a valanga mi ha intristito, immagino quanto ti sarai intristito tu. Epperò secondo me, come già ti avevo detto, son cose che vanno assolutamente criticate in ogni dove. E di Eric Forrester non parli? Vecchio rompicoglioni. Lo sto odiando in questa seconda parte di stagione.

    • Il vecchio mi sta diventando simpatico, in fondo. Adesso che ha ricominciato a bere s’è subito ringalluzzito. Ci riserverà delle sorprese. 😀
      Dai, sono tornato al mio posto. In fondo mi mancava. Grazie del supporto. 😀

        • 10 anni ago

        No no, intendevo il vecchio della compagnia, di cui non ricordo manco il nome. Quello che trama contro Sceim.

      • Ah! Quando hai detto Eric Forrester ho subito pensato al patriarca. Sì, il vecchiaccio è insopportabile, ora che non ha più il cappello anche di più! 😀
        Ci vedrei bene una scena in cui viene picchiato. (Così il moige avrà dei motivi per sparare a zero anche contro noi blogger :D)

  • La definizione di “soap opera con gli zombie intorno” merita da sola la fatica di vedersi ‘sta menata!
    Io prenderei tutti a schiaffi. Perfino Rick, che a lungo è stato, insieme a Glen e forse a Dale-dell’-inizio, l’unico che mi stava simpatico.
    Ora, Andrea la gonfierei di sberle, Sceim è uno squilibrato con l’espressione stolida & vacua, e anche se ormai l’hanno capito tutti… stanno lì a pensarci, Glen ha iniziato la sua personale soap-nella-soap con Maggie La Borderline e ci siam persi pure lui, Lori è solo un grande “boh”… E Rick ha abbandonato la logica per strada da non so nemmeno più quanto. ‘Sto povero ragazzino che era finito con la gamba sulla cancellata è capitato in mezzo a un manicomio…
    Per come trattano gli zombie dovrebbero essere tutti infettati (hai APPENA detto che i due zombie in divisa devono aver contratto il virus per dei semplici graffi, e tu TI TAGLI per attirare degli zombie che COMUNQUE verranno verso di te?)
    Peccato, una volta ogni due-tre puntate tirano anche fuori dieci secondi buoni (carino lo zombie che si scartavetra la faccia per passare attraverso il parabrezza dell’auto di Lori; e ha un certo humor nero ripescare la bimba che tutti cercano da giorni nel fienile in mezzo agli zombie, LOL!)

    • Ottimo e abbondante, Ais. 😀 Dai, Sceim è identico a Salvatore de Il Nome della Rosa, ogni episodio diventa più brutto, secondo me perché somatizza la cattiveria (o l’idiozia).
      Infatti, il ragazzo ferito, alla fine viene malmenato non si capisce perché. E Rick ci deve pensare sopra una INTERA notte perché non riesce a decidere cosa fare? Ma stiamo scherzando? O lo salvi e se non ti fidi lo rinchiudi, oppure lo fai fuori. Che ci vuole a decidere? E invece lo trasportano come un sacco di patate. E lo sbatacchiano di qua e di là. 😀

      Il rapporto/follia che hanno con gli zombie è quello: hai visto Andrea che si mette sul camion in mezzo a dieci corpi? È inutile insistere. ^^

      • L’unico mio problema è che progettavo una recensione globale conclusa la serie, ma hai già detto tutto tu! ^_^ Preparati, sarai uber-linkato!

      • Sarà un onore! 😉

  • È davvero il Grande Fratello, non esiste sceneggiatura e i rapporti tra loro non hanno senso! Quando sono spuntati gli altri due – quello di True Blood e il ciccio – ho sperato che ammazzassero tutti e cambiasse il cast (pia illusione, lo so), invece è stata l’unica volta che Rick si è messo a sparare. Ma vaffanculo! La scazzottata tra Rick e Shane poi mi è sembrata una lite fra innamorati maneschi. Intanto, Madre Lori Teresa fa le prediche a casa. Lei, che è inutile. Con un personaggio che è solo la moglie di, la madre di o l’amante di. Ormai lo guardo per le tue stesse ragioni, è una soap opera coi morti intorno (identica a Beautiful, in effetti). Per il resto sono d’accordo su tutto quello che hai scritto, a partire da Glen… ma come si fa? Prima gli puzza la vita quel tanto da limonare una doppietta e poi molla l’unica ragazza che lo caga. Dadaismo.

    • Tu hai il dono della sintesi, specie nell’identificare la nullità che è il personaggio di Lori, in pratica senza identità. E nella lite tra gli innamorati, che si picchiano non volendosi abbandonare alla passione. Però, non so, da girare forse dev’essere divertente, tu che dici? 😀
      Ah, cacchio, ho dimenticato l’altro momento lolloso, quando Rick ammazza i tre zombie in sequenza, che gli finiscono addosso uno dopo l’altro fino a seppellirlo! LOL!

  • No, vabbè, io fatico a crederci. Il bucato, i fucili, il vecchio (senza cappello), il cinese che non scopa più…
    tra un po’ puccioseranno anche sceim, o lo faranno fuori e continueranno a parlarsi addosso all’ infinito.
    Che brutta, brutta storia…

    • Lucy, ma non sei morta dalle risate vedendo Glenn col fucile puntato in faccia? Quello è un fucile a pompa, gli porterebbe via un terzo del cranio in un soffio. 😀 😀
      Dai, non puoi perderti questa epicità. 😀

      • No, infatti, devo recuperare assolutamente.
        Io sono morta dal ridere nel dialogo tra il vet e lo sceriffetto nel bar. Non volevo crederci. E anche la faccia che fa Glenn dopo la sparatoria è impagabile.
        Però sono ferma lì, cavolo! adesso recupero, non posso lasciarmi sfuggire cotanta superba arte comica

      • Che se gli porta via la cabeza in macchina, non possono nemmeno chiamare il signor Wolf a sistemare il casino 😀

      • Infatti, proprio un bel casino. 😀

      • Ah sì, però il vet dice una cosa giustissima, che sono come una piaga, sono arrivati e hanno distrutto tutto. LOL

  • La soap opera con gli zombie intorno… LOL!!!
    A me non è piaciuta affatto nemmeno la prima stagione, ho arrancato per finirla, perciò con la seconda non ci ho nemmeno provato. Però leggo questa recensione, ne leggo altre, mi faccio i miei filmini mentali, mi giro il “mio” Walking Dead… e mi diverto XD

    • Eh, ma… è una droga, appena inizi a guardarla di nuovo, non ne puoi più fare a meno. È una soap opera, sì, mi ricorda tanto Beautiful. 😀

      • Preferisco le recensioni, grazie XD

      • Mmmhh, gusti difficili! 😀

  • Eh, sì, non potevo lasciarti senza Sceim. Che se ci pensiamo, è più contagioso lui degli zombie. La sua idiozia iniziale ha ormai colpito tutti, e lui da bravo portatore del gene, è il prodotto perfetto, tanto che non ha i difetti logici evidenti negli altri. Lui spara, ammazza, pugnala alle spalle e poi, solo più tardi, cerca una scusante da proporre agli altri. Rick ci deve pensare una notte. L’unica volta che non ha riflettuto, ha sparato ai due tizi appena conosciuti. In compenso non ha voluto lasciare il ragazzo con la gamba trafitta nel cancello. La logica se ne va alla deriva, le definizioni dei personaggi non esistono più. L’episodio di ieri poi, alternava momenti davvero esilaranti (Sceim e Rick nel campo degli scout) a quello pallosissimo delle donne che litigavano e cercavano di far desistere la depressa. Cosa avresti fatto senza Sceim? 😀

    • Che poi è vero, appena si fermano a pensare sono dolori. Non devono pensare, e infatti Sceim, essendo l’unico che non pensa, sta riuscendo là dove gli altri falliscono. 😀

      • Spero che si ripigli Daryl che consideravo l’unico che poteva salvare tutti. Ora però si è dato ad altri hobby, come appendere animali alla corda del bucato, insieme a orecchie marce. 😀

      • Sì, sta prendendo la piega del Colonnello Kurtz. In più insulta la mammina, che è pure in lutto.
        Non si fa così. 😀

      • Epica. Con urlo incorporato. 😀

      • Sto cercando la scena di Sceim che lancia la chiave inglese. Spettacolare 😀

      • E Glenn con il fucile in faccia… Oddio, sto morendo. Peggio della pistola nei pantaloni!

      • La scena di Glenn col fucile in faccia l’ho dovuta rivedere tre volte per essere sicuro,
        non ci credevo. 😀

    • Mi sarei puntato il fucile in faccia come Glenn, discutendo se sia il caso o meno di farmi la ragazza. 😀 aahahahaha, almeno ridiamo un po’, dai.