Le Vendite di Joe Konrath

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18 Comments on "Le Vendite di Joe Konrath"

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[…] questo post lo scrivo in sincronia con Hell, che ha tradotto con me il post originale e che pubblicherà anche lui questa traduzione sul suo blog. La ragione del duplice post è semplice: ci sono dati numerici e idee, nel post di Konrath, che […]

Giobblin
Member
3 years 10 months ago

C’è veramente poco da aggiungere. E’ l’ennesima conferma di una profonda crisi del sistema editoriale… e del fatto che il ruolo degli autori all’interno del “ciclo produttivo” va rivalutato. Anche dagli autori stessi.
Le cifre riportate parlano chiarissimo, no? 😉

beppeiaf
Member
3 years 10 months ago

si però vuoi mettere l’ odore della carta, l’ accarezzare la rilegatura?

queenseptienna
Member
3 years 10 months ago
Il punto che più mi ha colpita: Ci hanno dato contratti prendere-o-lasciare, a senso unico e irragionevoli. Hanno fallito nel vendere adeguatamente lavori che avevano acquisito. Hanno aumentato artificialmente il prezzo degli ebook. Hanno rifiutato di negoziare migliori diritti d’autore per gli autori di ebook. Hanno imposto agli autori cambiamenti al testo non necessari. Hanno imposto agli autori cambiamenti di titolo non necessari. Hanno imposto agli autori delle copertine schifose. Hanno rifiutato di sfruttare a pieno dei diritti di cui erano in possesso. Hanno rifiutato di restituire diritti che non stavano pienamente sfruttando. Impiegano fin troppo tempo per portare sul… Read more »
cose-morte.blogspot.co.uk/
Guest
3 years 10 months ago
Non aggiungo altro. A parte che non sapevo che l’editoria americana in fondo si comportasse in modo simile a quella italiana. Se il contesto appare così vicino al nostro allora è lecito sperare che si possa intraprendere anche da noi una strada come questa. C’è da dire che l’Italia rielabora, spesso al ribasso, tutte le infulenze angloamericane e che quindi ci potrebbero essere fattori (come le tasse più alte, per esempio) che forse abbasserebbero i riusultati di vendita dell’articolo. Ma anche se minori, sarebbero risultati comunque lusinghieri, di quelli che ti fanno mandare affanculo il lavoro dipendentente per dedicarti fulltime… Read more »
Lycas
Member
3 years 10 months ago

Articolo interessante, non fosse che il caso di Konrath a mio avviso in Italia è poco applicabile. Persistono un sacco di pregiudizi da noi, e ci vuole ancora un po’ di tempo perché le cose cambino. Inoltre, il bacino di potenziali lettori è miserrimo rispetto a quello in cui sguazza lui :p

Di certo in Italia pubblicare un ebook attraverso un editore (pure con contratto regolare, percentuale discreta e editing) può giusto servire per fare curriculum. Per il resto credo sia un epic fail, ma ti saprò dire meglio in futuro, quando vedrò i numeri che mi spettano.

zeros83
Member
3 years 10 months ago
Sarò scema io, ma il punto dell’articolo di Konrath e del tradurlo in italiano non credo sia “in Italia si può, negli USA sì, in Bangladesh forse, in Togo solo a giorni alterni”. Il punto è che la possibilità ESISTE, far finta che non esista è da fessi e non fare proprio nulla per aumentarne la fattibilità in Italia è da disfattisti. E credo che non dire al resto d’Italia che non se la cava bene con l’inglese che questa possibilità esiste, beh, è da maleducati. Poi uno può decidere di far finta di niente e di aspettare che le… Read more »
Lycas
Member
3 years 10 months ago

Uhm, veramente qui nessuno ti ha dato della scema. Ho espresso il parere contestualizzando, tutto lì. Mi spiace se hai frainteso.

Marco Bango Siena
Member
3 years 10 months ago

Dopo che ne avevi parlato, me lo sono letto in inglese. Adesso me lo sono pure letto in italiano 🙂 Davanti a questi esempi, davvero, c’è da iniziare a pensare in maniera differente…

narratore74
Member
3 years 10 months ago

Aggiungere?
Non credo ci sia nulla da aggiungere. O obiettare…
In fin dei conti è un processo che, anche senza dati e numeri alla mano, si palesa da solo come ottimale e assolutamente concorrenziale rispetto all’editoria classica.
Quindi no, non aggiungo altro e anzi, inizio a documentarmi seriamente su come sfruttare questo nuovo mondo.
Mi sembra ora…

Helldoom
Member
3 years 10 months ago

L’avevo letto in Inglese, ma siccome non sono molto ferrato, avevo carpito l’essenziale.
Leggerlo, comprenderlo meglio…sono senza parole, non c’è nulla da aggiungere più di quanto abbia detto.

L’ultima parte, la dichiarazione, non so…mi ha suscitato qualcosa.
Voglia di iniziare a impegnarmi sul serio, voglia di approfondire la conoscenza dell’inglese per poter “entrare” nel mondo, voglia, anche, di impegnarmi anche dall’interno, nel Bel Paese (Bel…mha)
Sarò giovane, sarò un sognatore, forse mi sbaglio… ma c’è speranza insomma (L’esempio del mio amico che feci ieri, mi pare)
Certo, la strada è difficile e ardua…ma cosa non lo è nella vita?

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