Il lato positivo del finale

Gianluca Santini
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Mi piacciono sopra ogni altra cosa i finali sospesi, come può essere quello de La Cosa, infatti. In secondo luogo preferisco quelli ambigui e non totalmente positivi. Il senso è che la vita stessa non ha un finale, o meglio ha tanti finali per ogni fase della propria vita, e se prendiamo un film o un libro come una fase della vita dei personaggi, il finale non può essere definitivo in senso stretto, perché quei personaggi continueranno a vivere. Niente “e vissero per sempre felici e contenti”, insomma. 🙂 E il finale, pur non dovendo essere definitivo, non può nemmeno… Read more »
Gianluca Santini
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Ah, anche District 9 ha un finale bellissimo.

strategieevolutive.wordpress.com/
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Tu li chiami finali sospesi, io li chiamo finali aperti. Ne ho dibattuto a lungo, con un’amica che scrive e preferisce i finali tragici. Se accoppi tutti i personaggi, dice lei (ok, banalizzo per fare alla svelta), hai la certezza di sapere come è andata davvero a finire la storia. Se li lasci vivere, chissà cosa ti combinano dopo la parola fine. Che invece è quello che piace a me – il portare la storia fino a un compimento locale, alla risoluzione del problema immediato, ma lasciare intendere che la vita prosegue. Questo perché, di fatto, la vita prosegue –… Read more »
zeros83
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Bel post! 🙂 Devo dire che non ho una preferenza a priori per un tipo di finale o un altro. Se il finale ha senso, se paia con la storia, se ne è la logica conseguenza (ma davvero, fino in fondo, senza forzature), sono felice, altrimenti mi soddisfa molto meno. Allo stesso tempo, devo ammettere che un finale “a ribaltamento” (quelli in cui sembra che tutti i problemi siano risolti e tutto abbia trovato sistemazione, senonché all’ultimo istante capisci che non è a posto nulla, che è tutta un’illusione e se possibile le cose sono anche peggiori di prima) lo… Read more »
Marco Bango Siena
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Il finale consolatorio e allo stesso tempo quello fallimentare, due opposti quindi, sono quelli che meno sopporto. Preferisco appunto un finale come quello de La Cosa che hai citato tu, dove puoi effettivamente pensare che i due muoiano. O anche no.
Qualcosa deve andare nel verso giusto, non tutto. Ho notato però per l’appunto che il tragico viene sempre considerato quelli “fico”, come patteggiare per i bad guys. Credo che anche questa scelta sia banale, il negativo sempre e comunque. Male+finale tragico= originalità, secondo molti. Io penso di no.

mcnab
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Non ho mai capito chi sente l’esigenza di un finale positivo.
La vita non è rassicurante, perché un libro o film dovrebbero per forza esserlo?
Mi piacciono i finali sensati, innanzitutto.
Poi quelli ambigui o sospesi, esattamente come te.
Per dire, il finale di Dawn of the dead (1978) lo ritengo davvero bello-bello, al pari di quello de La Cosa.

Elena Piedilato
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Mi fai venire in mente Fight Club: nel libro l’attentato fallisce, nel film i grattacieli vengono giù davanti a Tyler e Marla e la battuta conclusiva del responsabile è “Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita”. Stessa storia; in un caso finale amaro, nell’altro vittorioso-che-sa-di-disfatta. In entrambi quel minimo di ambiguità, perché non si sa come finiranno i protagonisti. Personalmente preferisco sempre il secondo, ma solo per un fatto di teatralità. Bastano un po’ di fracasso e scorrettezza per conquistarmi. (Lo so, sono un mostro.) Sul piano dell’efficacia penso la spunti la conclusione in sospeso, almeno… Read more »
Ubik
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Ciao Hell bellissimo argomento 🙂 Mi trovi d’accordissimo sullo stile Carpenter che è un gran maestro nei finali,quello della Cosa poi è superlativo. Tra i mie preferiti c’è quello di Non aprite quella porta:Sally che in stato di shock si allontana da Faccia di cuoio che “danza” all’alba con la sua motosega,dando al finale un non so che di onirico..Un’altro super finale è quello di The Cube!

Michele Settepani
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secondo me i finali migliori sono quelli che quando si arriva ai titoli di cosa ti fanno pensare “ho visto un gran bel film” e ti lasciano uno strascico di sensazioni addosso… così su due piedi mi viene in mente Leon parentesi riguardo le nozze rosse: ok spiazzano lo spettatore, lasciano l’amaro in bocca ma sono perfettamente sensate, necessarie, ai fini della trama… la serie si chiama “il gioco del trono” nel quale tutti i personaggi sanno che o si vince o si muore: non a caso sono morti Ned e Robb ovvero i personaggi più ingenui ed in una… Read more »
Lucia
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A me i finali tragici, se coerenti, solitamente piacciono molto.
Preferisco però i finali aperti, quelli che, anche in un cumulo di macerie lasciano uno spiraglio, uno qualsiasi, e che ti permettano di continuare a immaginare la vita di qualche personaggio.
Però, se devi fare un finale tragico, che sia il più asciutto possibile.
E mi viene in mente il finale di Easy Rider, che è secco e brutale.
Quanto al lieto fine, a volte ci sta. E ci serve anche.

CyberLuke
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Ci avrei giurato che ti piaceva Jennifer Lawrence… un po’ Deschaneliana, in effetti. 😉 il Senso Positivo l’ho trovato una puttanata talmente colossale da non sprecarci neanche una recensione. Fatto con mestiere e con un ottimo cast, ma… sempre di puttanata si tratta. 😀 Venendo al tema “finali”: ho sempre pensato che sono la cosa più difficile, anche nei romanzi e nei racconti. Il finale deve dare un senso al tutto, tirare le fila, soddisfare. Quanti film/romanzi belli sono stati rovinati da un finale di merda? Millemila. Non è un caso che in una mia ideale Top Three dei finali… Read more »
CyberLuke
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Ops, m’è scappato il grassetto. 😀

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