La solitudine interconnessa

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[…] – e pochi minuti prima dell’uscita di questo post, ne viene pubblicato un altro che segnala altre situazioni simili. Sempre più […]

sommobuta
Member

Ci vado ancora più duro. Non è un problema di comunicazione, è un problema di ricezione.
Non credo che esista “ostilità” da parte dell’internauta medio. Bensì totale indifferenza. Puoi aver scritto/diretto/musicato un’opera pari alla Divina Commedia, ma se non interessa, non interessa.
Quindi scompari senza lasciar traccia.
E questa faccenda è peggio dell’ostilità, sotto certi versi.

Alla semplificazione del modo di comunicare si è accodata la semplificazione della comunicazione stessa. Qualcosa di più complicato è più…complicato.

sommobuta
Member

E quindi non viene recepito.

sommobuta
Member
Mah, io ovviamente ti posso parlare per me. E per quella che è la mia esperienza. E la mia esperienza dice che non c’è ostilità (che anzi, si può abbattere: ho conosciuto internettianamente decine di persone che a primo acchitto mi “schifavano” – vai a capire perchè, mentre ora sono “fan” butici), ma proprio menefreghismo. Sono comunque cose di cui abbiamo anche già discusso, per cui tu che parli di cinema, se passi ad altro, vieni sempre visto come quello che parla di cinema. Quindi magari, chessò, un giorno scrivi un articolo di astrofisica nucleare e se lo leggono in… Read more »
sommobuta
Member

Sulle condivisioni, vabbè: bisogna pensare in proporzione. Gente che ha milioni di followers non produce che poche migliaia di condivisioni. Riproponi la proporzione in base alla tua esperienza (o alla mia) e non c’è differenza, proporzionalmente parlando.
Una buona parte dell’utenza è pigra, per cui no, non condividerebbe uno status manco sotto tortura. 😛
E manco se li paghi, secondo me. XD

sommobuta
Member
Il perchè non lo so. Purtroppo. Nel senso che anche io come te mi interrogo su quali sono le motivazioni che spingono una persona a fare (o non fare) determinate cose. La sindrome dell’indice pigro è cosa nota. Forse c’è gente che nemmeno ci pensa, a condividere cose perchè…boh, perchè non ci pensa proprio. E giuro che non mi stupirebbe sapere che c’è gente sui social network e su internet che non sa che le cose si possono condividere. Ho a che fare con talmente tanti “utonti” che è una cosa ALTAMENTE probabile. 😛 Poi vabbè, sul fatto che c’è… Read more »
Mattia L.
Member

Concordo con ogni parola. anche io ho sperimentato le stesse cose, coi miei blog: condivisioni poche e commenti quasi inesistenti, la cui maggior parte di troll. Purtroppo internet è questo: se ti va bene, hai qualche fan fedele che ti commenta e ti condivide, se invece ti va male nemmeno quelli.

mcnab
Member

Secondo me sempre più gente ha meno cose da dire.
Quelle poche cose le percepiscono però come importantissime – o comunque più importanti di quelle che gli altri hanno da raccontare.
In pratica la Rete tra creando una pandemia di egocentrici con la falsa percezione di se stessi. Chiusi nelle loro stanze, davanti al PC, tutti si credono gran fighi, e pretendono il diritto di essere ascoltati senza ascoltare.
E, mi ripeto, il più delle volte non hanno nulla da dire.

beppeiaf
Member

Hai detto meglio di me cose che pensavo da tempo. Avevo fatto anche un post simile tempo addietro.
Il problema è che purtroppo l’ ignoranza dilaga e con quella anche l’ essere auto-referenziali, parlare ma non ascoltare, guardare ma non vedere.
Forse è l’ enorme massa di input che quotidianamente ci travolge ad impedirci di analizzarli e muoversi di conseguenza oppure sono solamente masse di stronzi che dilagano.
L’ importante è non mollare e continuare a guardare oltre la superficie

Marco
Member
Intanto ammetto di non aver letto completamente l’articolo, né tutti i commenti, ma da lettore silenzioso provo a dirti quello che penso. Prendendo l’esempio dell’applicazione scaricata 100 volte, ma con soli 4 like, mi verrebbe facile dire che forse non a tutti i 100 l’applicazione è piaciuta. Magari a molti non è dispiaciuta, ma non è certo sembrata chissà che, quindi hanno preferito usarla e basta. Allo stesso modo, riguardo ai post, alla condivisione o ai commenti penso che una visualizzazione non significhi per forza un apprezzamento, o comunque non per forza un apprezzamento tale per cui si senta il… Read more »
Marco
Member

Vabbè sull’esempio dell’app fai finta che il 90% la valuterebbe con un 3 stelle. Una sufficienza. Perché perderci tempo?
Certo, se mi è sembrata una merda lo voglio far sapere a tutti affinché non la scarichino.
E lo stesso se mi è sembrata ottima di norma lo dico volentieri.
Ma una sufficienza…

La non condivisione è uguale.
Leggo tutti i giorni molti articoli, ma mi capita molto di rado di condividerli.
Certo, spesso li trovo “interessanti”, ma più come lettura informativa/passatempo.
Difficilmente trovo articoli così interessanti da dire “Ehi, guardate cosa ha scritto questo qui…” ma in quel caso condivido volentieri.
Negli altri…

CyberLuke
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Tempo fa, forse proprio su Book & Negative, feci notare come uno dei blog più seguiti d’Italia, quello di Zerocalcare, ricevesse decine di migliaia di visite (con punte di cinquantamila il lunedì, il giorno in cui bisettimanalmente posta le sue storie) a fronte di 2-300 utenti che lasciano un (invariabilmente, entusiastico) commento. Come scrive qualcuno qui sopra, fatte le debite proporzioni il mio o il tuo blog ricevono il medesimo trattamento. Forse la percentuale di chi si esprime è fissa rispetto quella di chi non lo fa, indipendentemente dai contenuti proposti. È materiale interessante per uno studio antropologico. Non so… Read more »
Luigi Maria Briglia
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La verità è che non gli piaci abbastanza. Sei un po’ come quelle tipe bruttine e un po’ sfigate che trovano il tipo che se le ciula. Però non la presenta mai agli amici e si vedono sempre e solo in casa e sempre e solo per chiavare. Ne ho avute un paio di amiche così con lo stesso problema tuo. L’unica cosa che potevo dire loro in tutta onestà era: “La verità è che non gli piaci abbastanza”. P.S. Questa è la prima volta che ti leggo. Non prendere quello che scrivo come un giudizio su di te o… Read more »
Kara Lafayette
Member
Siccome hai fatto una chiara similitudine nei confronti dell’autore che leggi per la prima volta, è ovvio che dovrebbe prenderlo come un giudizio. Quello che denuncia Hell è la realtà del mondo in cui viviamo, lui ne sottolinea la componente internettiana, e leggendo l’articolo non ho potuto fare a meno che riscontrare le medesime osservazioni a livello globale. Tu, ad esempio, hai colto l’occasione per esprimere un tuo parere che sottolinei in maiuscolo (e grazie che è tuo se scrivi tu, dobbiamo temere che possa essere del tuo amico immaginario?), rafforzando la riflessione dell’autore. La verità non è affatto “che… Read more »
Kara Lafayette
Member

PS: E poi scusa, se il post non ti interessa, per quale motivo sprechi il tuo tempo a rispondere? Mi pare una contraddizione grande come una capanna.

Luigi Maria Briglia
Member
Ma dove ho scritto che il post non era interessante? O_o Che bello deve essere avere dei paladini in armatura scintillante e pronti a difenderti! Perdonami la battuta Silly, ma davvero ho trovato questa tua difesa donquijottesca! Vabbé che ultimamente sono ingrassato, ma scambiarmi per un mulino a vento?? 😛 Sottolineare il livello privato e personale delle proprie opinioni doveva servire a smorzare la possibile veemenza di quella frase che proprio non ti è andata giù. Prendilo come una professione di modestia retorica. Forse avrei potuto farne a meno, ma leggendo sia l’articolo che le risposte dell’autore ad alcuni commenti… Read more »
Kara Lafayette
Member

Scusa, ma dopo donquijottesca mi sono addormentata.

Blallo
Guest
“la comunicazione globale ha alterato la nostra capacità di comunicare.” Non sono d’accordo. L’ha solo amplificata. Questo post mi puzza tanto di “le cose buone di una volta”, quando nessuno si ricorda che 100 anni fa si moriva di semplice diarrea. Internet ha solo amplificato la nostra comunicazione, con tutti gli svantaggi del caso: se hai un audience più ampio, riduci la lista di argomenti che puoi sfruttare, quindi di conseguenza anche l’interesse verso questo o quell’articolo. Senza contare che coinvolge anche persone veramente poco interessate alla lettura in generale. La comunicazione è sempre stata un “io parlo e la… Read more »
Angelo
Member

secondo me è la barba che ti frega

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