La Persona e il Tempo

mcnab
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Con me caschi male: mi va benissimo sia leggere che vedere film, e sicuramente mi impegno per fare entrambe le cose il più possibile 🙂 Di certo io ADORO la narrativa, anche se sono estremamente settoriale (odio qualunque romanzo mainstream, romantico etc). Per quel che riguarda il cinema sono invece di vedute molto più larghe. Mi piacciono sia i film di Versone, AG&G, che quelli di cui parliamo di solito, e non disdegno nemmeno le ‘mericanate tipo Avatar, Transformers etc. Riguardo ai tempi e modi di narrazione non ho particolari preferenze. Di solito mi piace di più la terza persona,… Read more »
mcnab
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“Versone” sarebbe Verdone prima del mio cicchetto di Cointreau, si capisce…

mcnab
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Sì, il Cointreau è un corroborante per la mia creatività 😀 Le mie risposte vogliono dire tutto e niente, perché io mi faccio piacere tutti gli stili, purché le storie siano buone 😉 Quando parlo della lieve preferenza per la terza persona è tutto estremamente indicativo… Per esempio il tuo SB in prima persona è molto più gradevole di altri libri il terza che ho letto nell’ultimo anno. Se poi dovessi dirti il punto di vista da scrittore e non da lettore, potrei quasi affermare che lo stile “finto-giornalistico” che sto sperimentando in queste settimane è uno di quelli che… Read more »
ferruccio
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Leggere, un pochino in più che vedere.
Scrivo in prima o terza persona, senza tante distinzioni ma prediligo il passato remoto e un’impostazione classica.
però ogni tanto ci metto anche qualche seconda persona la presente:-)

ferruccio
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Oggi ho lavorato a un racconto… presente 🙂
Be’ è vero, porca miseria, i vizi sono brutti da superare, però ho smesso di fumare, posso anche cambiare i tempi verbali dei racconti:-D

mcnab
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A me il passato remoto è sempre piaciuto 🙂

zeros83
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Come lettrice, non ho più grandi fisime legate al tempo e alla persona, l’importante è che la storia scorra e non si inceppi. Di qui l’unica grande fisima da lettrice, il fastidio (che a volte sconfina nell’odio) per l’infodump sciatto, goffo e mal fatto. Ok, è un mondo nuovo, dovi spiegarmi come e perché, ma ci sono modi e modi per dire le stesse cose. Le schede a fine libro non le trovo il massimo, perché slegano dalla storia; le note a piè di pagina possono essere carine, se scritte con la dovuta arte (vedi Pratchett; vedi “Jonathan Strange e… Read more »
zeros83
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Certo, scritte e inserite bene, anche le ricette di cucina aggiungono spessore all’ambientazione! Il punto è tutto lì: fare le cose bene. Pratchett lo fa, e riesce anche a farti scompisciare dalle risate. In “Jonathan Strange e il Signor Norrell” ci sono (dice wikipedia inglese) circa 200 note ma non ricordo che abbiano rovinato l’atmosfera, anzi, ti ci calavano ancora di più perché contenevano informazioni tratte da libri del mondo d’ambientazione. Invece “Dune” l’ho trovato fastidioso, nei suoi approfondimenti a fine libro. Utili, non ci piove, ma in alcuni punti del romanzo non capire una cippa di quel che stava… Read more »
mcnab
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Remoto suona bene. Se poi ci aggiungi anche “trapassato” davanti, sembra quasi una cosa di zombie.
Mi piace.

zeros83
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@ Alex: hai ragione, “trapassato remoto” suona molto zombie! Non avevo mai fatto l’associazione! 🙂

@ Hell: concordo, la sensazione del lettore alla fine è quella che conta. 🙂
Aspetto la mail, non c’è fretta 🙂

Izzy
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Qualsiasi punto di vista usi l’autore a me sta bene, fintanto che rimane coerente con questo. Se usa la prima persona, pretendo che interpreti sempre e solo un personaggio, poiché lo scopo della prima persona è quello di immedesimare completamente il lettore nel protagonista. A stare dentro la testa di troppi personaggi si finisce per diventare schizofrenico. Per le descrizioni, quasi sempre le trovo superflue. La fantasia del lettore è più che sufficiente per coprire quelli che agli autori potrebbero sembrare “buchi”. Sopratutto nelle ucronie, credo che evitare di descrivere i motivi che hanno portato al “cambiamento” renda il racconto-romanzo… Read more »
Lo Stregatto
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Domande interessanti e non facili da rispondere su due piedi… Mettendo un pò d’ ordine nella mia lunga carriera di lettore direi che preferisco di gran lunga la terza persona e che un bel distacco un romanzo dove le parti narrate in prima persona siano narrate da più personaggi all’ antitesi tra di loro… Non mi piace la confusione di mezzi, scrittura con il cinema , quindi in un libro voglio il passato , in un film gli avvenimenti al presente e in senso continuo ininterrotto( l’ uso continuo dei flashback in un film meriterebbe la castrazione\defenestrazione del regista e… Read more »
shamanic-journey.blogspot.com/
Guest
Non sono mai stato particolarmente categorico, nel leggere così come nello scrivere. L’importante è che narratore e tempo siano adeguati alla storia che si va a raccontare. Una bella prima persona gestita bene, col ritmo giusto e che permetta di calarsi veramente nel personaggio va bene così come una terza persona e il classico remoto. E per ora sono l’unico tra quelli che conosco ad aver usato pure la seconda persona 😉 Sull’ambientazione… a me piace l’idea che non sia necessario descrivere il funzionamento di oggetti che il lettore non conosce, ma che si possa mostrarli e lasciare alla mente… Read more »
spasquini
Member
A me piace molto leggere. Credo che il tempo e la persona siano da assoggettare alla storia e a ciò che si vuole trasmettere. Una prima persona, al tempo presente può essere efficace, ma ci sono storie che vanno raccontate in terza ed al passato. I tempi narrativi non mi influiscono in ciò che preferisco leggere, do maggiore priorità alla storia e soprattutto al coinvolgimento. Ci sono libri che mi han tenuto talmente incollato alle pagine da non riuscire a dormire finchè non finivo il capitolo e anche li, i capitoli erano conclusi con un pathos che ti imponeva di… Read more »
zeros83
Member

Parafrasando M.N.Shyamalan: “Non avrei saputo riassumerlo meglio” 😉

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