Alle soglie dell’estinzione

Alle soglie dell’estinzione

2016, settimo anno.
Fanculo i bilanci. Non ho mai creduto ai bilanci, e alle classifiche con le più belle cagate del 2015; e il sei al posto del cinque è solo un numero diverso sul calendario.
Cambierà ancora.

Guardo con preoccupazione certi dati, che mi dicono che 7 persone su 10, in Italia, non capiscono ciò che stanno leggendo.
Perché sono affetti da analfabetismo funzionale.

Il che rende drammaticamente inutile questo e altri posti come questo, fondati sulla scrittura.
Rende inutile il mio lavoro di editing, rende inutile l’esistenza stessa di chi, come me, ha sperato di vivere tramite e con le lettere.

“A che pensi?”
“Che siamo disoccupati.”
“Non è meglio dire estinti?”

Ian Malcolm: from Caos (by John Larriva)
Ian Malcolm: from Caos (by John Larriva)

Già. Estinti.
Perché “meglio guardare un video di un’ora sul Tubo” che leggere un articolo che porta via tre minuti.
La realtà è sempre più distopica, anticipata da decine e decine di film di fantascienza (il genere con cui buttarsi via, cit.; che non appartiene ai veri narratori, cit.; ma che è sempre stato il più accurato nell’anticipare e illustrare l’umana follia).

Fatico anche a scrivere, in questo momento, perché in questi sette anni di blogging, oltre il tema appena cambiato (a proposito, vi piace? Sì, ok, tanto non rispondete, è come parlare con un muro), s’è aggiunto anche un gatto che, da batuffolo, è arrivato a sette chili, e che insiste a volermi dormire sulle gambe, bloccandomi la circolazione.
Ma non fraintendete… è bello, anche se rischio l’amputazione ogni volta che mi siedo alla scrivania.

I blogger finiscono a intervistare tartarughe al manicomio (April O'Neil by Ben Newman)
I blogger finiscono a intervistare tartarughe al manicomio (April O’Neil by Ben Newman)

Estinti, dicevamo?
No, magari in via d’estinzione, come le balene.
Tanti piccoli blogger, sette anni fa convinti di fare la differenza, e che magari l’hanno anche fatta, ma che sono stati ciechi, tanto da non essersene accorti. Lasciandosi convincere, da chi diceva che nessuno ce l’aveva chiesto e, vista la passione, che non dovevamo essere retribuiti, per il nostro lavoro.
Vecchia storia, sempre attuale, e che ha fatto gettare la spugna a molti.

Riguardo questo posto, posso dire che ci aspettano trasformazioni. Si estingue solo chi smette di adattarsi.

Sì, avete letto bene, vi è, implicita, una sorta di dichiarazione di guerra. Ai tempi, a tutto, a ciò che non mi piace, che non ho mai gradito della rete italica, fondata sui baci sul culo (e sullo scambio di link e commenti), e al futuro.
Sì, venite a prendermi.

Comunque, parlando tra noi, continuo con le lettere, non so che altro fare, a parte imparare a fare il pane (e ci sto lavorando, sul serio, con scarsi risultati, per ora):

– ho scritto un nuovo romanzo. Lo pubblicherò a breve. Appartiene al ciclo Perfection, vi piacerà.

– l’editing va benone, e ricordo che, se avete bisogno dell’A-Team, non riuscirete a trovarla (non più), ma se vi serve un buon editor, fatemi un fischio.

– podcast è una bella parola, che ha a che fare con l’evoluzione. Potrebbe piacermi.

– lo spirito ribelle, da lupo, col quale ho aperto questo posto, è intatto, nonostante il tempo che passa.
Qui si parlerà solo di ciò che reputo interessante, in assoluta autonomia. Niente leccate di culo.
È la costante con la quale vado avanti, da sette anni.

(by Dennis Bell)
(by Dennis Bell)

– scriverò tante altre belle cose, racconti, romanzi, perché è ciò che mi piace fare. Ciò che so fare meglio. Ci sono almeno un altro paio di “orrori italiani”, qualcos’altro da Perfection, Cavour e qualche colpo anche dall’universo di 2MM Darkest.

– la cultura pop in ogni sua forma sarà il tema dominante di questo posto. L’unica che vale la pena di essere trattata. Cultura, attenzione.

E a chi recita i rosari sperando che chiuda, dico che fareste meglio a cambiare rosari, ché questi non funzionano. Provate con quelli fosforescenti, o col rosario elettronico. A proposito di evoluzione…

Siamo ben lontani dal ponte e da Gandalf che dice che non possiamo passare. E, proprio come il Balrog, abbiamo in serbo ancora tanti colpi di coda.

Buon anno a tutti. Sì, ok, è il settimo, l’anno della crisi. Superato questo, restano solo i duri.
Ne riparliamo l’anno prossimo.

CyberLuke
Member

E stai sempre a brontolà.
Comunque, sì, io mi sono accorto che hai cambiato tema.
Preferivo il vecchio.
Gne gne gne.

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