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Game of Thrones – stagione 4 (ep. 5) [recensione]

by Giuda on 08/05/2014
Book and Negative
Contents

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Nel mezzo del cammin della stagione
mi ritrovai tra SPOILERS e plot-twist
che il FANdamentalista perse la ragione.

Prefazione

game-of-thrones-season-4-poster-daarioI versi che ho rubato e pasticciato a Dante qui sopra sono per dire che da un po’ di tempo – troppo, in effetti – quando esce l’episodio nuovo si sentono soprattutto le polemiche dei fandamentalisti (o talefans) disposti a farsi esplodere con una carica di spocchia di fronte alla HBO se non vengono rispettate anche le virgole della saga, dimenticando bellamente che George R. R. Martin stesso l’ha approvata.

I fandamentalisti però non ci stanno. Per una qualche cocciuta follia tutta loro, credono di essere i veri proprietari della storia, quando in realtà l’hanno solo affittata (ne parlavamo qui a fine recensione).

Il mio punto di vista è semplice. L’autore crea la storia, l’autore crea l’ambientazione. L’autore è l’unico proprietario di quel mondo.

Ogni adattamento da lui approvato è pertanto valido nella sua forma creativa, bene o male che venga. Il fan ha il diritto di gradire o meno, chiudere il libro o spegnere il televisore, ma non può sostituirsi a lui.

In tutta onestà, disapprovo anche le Fan Fictions.

Sono un esercizio fine a se stesso che se all’inizio può essere divertente, alla lunga diventa una pastoia della creatività da cui non c’è scampo (su questo argomento vi rimando all’ottimo post di Davide Mana su Strategie Evolutive). Scrivere FF è come disegnare unendo i puntini senza seguire i numeri – ci si sente ribelli e per un po’ è anche divertente – ma pensateci; quanto sarebbe più bello disegnare a mano libera senza questa libertà illusoria?

Il fandamentalista fa una cosa simile ma meno creativa, dedica una buona fetta della sua passione a un libro, una saga, una serie televisiva o all’autore stesso, ma la sua è una passione corrotta, gelosa e possessiva. Dice di amarlo e di difenderlo, ma in realtà fa il bullo e gode in modo possessivo della sua passione, anche mettendosi contro l’autore stesso.

Ogni Fandom è a rischio di fanatismo perché soggetti di questo tipo si trovano ovunque, riempiono sacche vuote della propria vita con lunghe polemiche e improbabili aut aut. Tutto questo per nutrire il loro Ego; ma il rispetto per l’autore dov’è? Questa domanda cade nel vuoto, come un fiocco di neve che non atterra in nessun luogo. (cit. Nirvana, 1997)

King’s Landing

game-of-thrones-season-4-poster-cerseiTommen viene incoronato e potrebbe persino essere il primo Re decente e onorevole dopo fin troppi sovrani folli, beoni o crudeli. Lo dice Cersei ma ne convengono anche tutti gli altri. La domanda è quanto possa mantenersi puro un sovrano tanto giovane su un trono così scomodo, ma sono risposte che lasceremo agli sceneggiatori e all’autore.

Interessante il dialogo tra Cersei e Margaery sulle nozze a venire, mi sono domandato per tutto il tempo se la nostra Queen of Madness fosse sincera o meno.

Il suo odio per Tyrion resta forte, cocciuto e radicato, io sarei curioso se gli dedicassero un approfondimento. Intanto getta l’esca del processo col padre, che non abbocca, e con Oberyn, ma il discorso si sposta sui figli e sulle perdite.

Prima o poi dovranno mostrare anche Dorne e quello che accade laggiù, ma credo se ne parlerà a fine stagione o addirittura nella prossima.

The King’s Road

game-of-thrones-season-4-poster-aryaDue coppie lungo la Via del Re. Brienne e Podrick da una parte, che lentamente cominciano ad affiatarsi, e Arya e il Mastino dall’altra, che sono già affiatati – anche se non lo ammetterebbero neanche sotto tortura – ma hanno più di un “battibecco” in sospeso.

Sandor peggiora le cose insultando la memoria di Syrio Forel e di tutti i braavosiani, ma di Braavos ne parleremo probabilmente più avanti, anche in relazione alla questione della Iron Bank (la Banca di Ferro di Braavos) citata da Tywin in questo episodio e da Davos Seaworth nel precedente.

The Eyrie

game-of-thrones-season-4-poster-sansaPetyr conduce Sansa a Nido dell’Aquila, dove quella matta di Zia Lysa prima l’accoglie come la nipotina perduta pucci pucci e poi l’accusa di fare sesso anche con gli stracci. Un filo di gelosia che sfugge al rammendo. Personaggio riuscitissimo, secondo me. Matta il giusto, anche nella rivelazione dell’omicidio del marito per mano sua su istigazione di Petyr, e non dagli odiati Lannister. Zietta è anche un filino chiassosa, specie quando tromba col fresco maritino strillando come il falco degli Arryn sullo stemma della Valle. Nel bel quadretto non vogliamo dimenticare il figlio idiota e altrettanto psicolabile, altro bel trionfo di stronzetto (per non farci sentire troppo la mancanza di Jeoffrey).

The Wall

game-of-thrones-season-4-poster-branBran & Company sono sempre ostaggio dei Ribelli comandati da Karl, al quale Jojen predice morte entro l’alba. In presenza di profezia in un libro di Martin, io mi gratterei, ma Karl non sa di essere un personaggio e con gran sicumera insiste nel minacciarli di tutto, dallo stupro alla programmazione del pomeriggio di Canale 5. Intanto i Guardiani arrivano alla Fortezza di Craster.

Locke si separa dal gruppo per cercare Bran che trova insieme agli altri – appena abbandonati dai Ribelli per correre a difendersi dai Corvi – ma Bran ha l’asso nella manica: esce dal suo corpo ma, invece di entrare nel lupo, sceglie Hodor come Pazuzu scelse la piccola Regan. Solo che Hodor, invece di vomitare verde e insultare la madre di Locke, gli spezza il sollo. Bran vorrebbe salutare Jon ma devono seguire la visione dell’albero sacro per raggiungere il Corvo con Tre Occhi.

La profezia di Jojen però è al lavoro, infatti Jon trapassa il coppino di Karl con la spada facendogli uscire la lama dalla bocca. I ribelli vengono sconfitti, le donne di Craster liberate (che scelgono di andare per la loro via) e la Fortezza completamente bruciata.

Meereen

game-of-thrones-season-4-poster-daenerysLa città è presa e anche la sua flotta, non gigantesca ma adatta ad affrontare il Mare Stretto e raggiungere Westeros. Tuttavia Jorah porta brutte notizie da Astapor e Yunkai, dove i governanti lasciati da Daenerys sono stati rovesciati e gli schiavi rimessi in catene. Nostra Signora dei Draghi e della Misericordia valuta da una parte la flotta mingherlina e dall’altra le necessità delle terre appena conquistate, così decide di restare per governare come una Regina.

Sui tentennamenti di Daeny potremmo farci tutto un capitolo, ma è corretto il suo punto di vista già espresso in altri episodi secondo cui in Westeros lei è solo un nome, mentre qui si è fatta da sé e ha delle responsabilità. Una buona Regina, una grande Khaleesi, secondo me.

Postfazione

game-of-thrones-season-4-poster-tywinOra vedete anche voi che, anche se qualche cambiamento c’è stato rispetto ai libri, la serie è perfettamente godibile così com’è. Martin dopotutto è uno sceneggiatore e conosce il linguaggio televisivo, le necessità di produzione, i ritmi e i tempi. Non è uno sprovveduto né lo sono gli sceneggiatori o la produzione, perciò ogni polemica che vuole fare un improbabile quanto sbagliato raffronto tra saga e serie è vuota e sterile.

Quando si passa da un mezzo espressivo all’altro è inevitabile quanto indispensabile un adattamento. Non capirlo è ingenuità o arroganza.

Come pubblico abbiamo tutto il diritto di commentare l’una o l’altra per quello che sono, tuttavia non dobbiamo confonderle. Pregi e difetti dell’una e dell’altra vanno presi come tali, non confusi.

Vi piace leggere Martin? Bene.

Vi piace la serie TV adattata da Martin? Bene.

Non vi sta bene che qualcosa cambi dai libri alla serie? Ragazzi miei, se la seconda funziona comunque, state facendo le pulci al pelo nell’uovo, desistete, rilassatevi, divertitevi. Oppure cambiate canale. Ciao.

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