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Una realtà separata – Alex Andreev

by Germano on 08/06/2017

Dalla Federazione Russa, classe 1972.
Alex Andreev così definisce, sul suo sito (linkato in fondo) la sua arte: una realtà separata.
Ben si comprende il perché, una volta addentratisi nel suo immaginario.
Surrealismo e simbolismo, fusi insieme da un tratto pulito e evocativo.
Non a caso lo definisco surrealismo, ché apertamente, in una delle sue opere, Andreev ricorda il nome di Magritte.
Potremmo stare ore a domandarci quale esatto significato egli attribuisca a quegli esseri tentacolari che s’affacciano dai suoi dipinti.

O alle navi volanti.
O ai ragni giganti.
O, ancora, a quelle strane creature fluttuanti che, talvolta, sembrano incarnare, in questa realtà separata, l’autorità, cui l’uomo è, ancora una volta sottomesso.
È il fantasma dell’Unione Sovietica? Quel moloch così aborrito dall’Occidente?
Sono influenze lovecraftiane o di altra, coeva, narrativa fantastica?
Sono elementi concettuali?
Forse tutte queste cose insieme.

I Fantasmi del Sonno ortodosso.

Creatura divina, o demoniaca, che sembra stare camminando per qualche vicolo di Innsmouth, o altra città del Solitario di Providence.
Oppure, un mostro ideologico che infesta le strade della vecchia Russia.

It.

Non credo ci sia bisogno di specificare alcunché. Se non il fatto che, guardacaso, il ragno è una delle forme di una ben nota creatura dallo spazio profondo. Qui nell’insolita veste di un ragno al guinzaglio retto da una ragazza, in un giorno di pioggia…

Light Way.

Navi volanti, oppure, in questo caso, veicoli terrestri collocati al posto di quegli acquatici, che attraversano una “scultura” naturale ricavata dalla carcassa di una creatura gargantuesca. Un tempo, sulla Terra vivevano i Giganti…

Mars.

Giganti che, qui sopra vediamo essere all’origine di culti ultraterreni.

Migration.

In questa tavola ci vedo un tocco della tradizione folkloristica russa, con la capanna (tante capanne) di Baba Yaga, che forse migrano per sfuggire allo scetticismo della nostra e approdare, ancora una volta, in una realtà separata, dove l’immaginario sia davvero incarnato.

Deflusso.

L’acqua è la nuova autostrada verso l’ignoto.
Il fatto che per percorrerla si debbano usare veicoli impossibili, come questa barca volante, è perfettamente in linea con il senso del meraviglioso che, per parte sua, spesso viene associato all’irrealtà.
Per raggiungere un luogo che non esiste, quindi, è necessario utilizzare un mezzo di trasporto impossibile.
Chissà, forse solo pensando di poter nevigare davvero in mari inesistenti, riusciremo a raggiungerli.

‘As for me, I am tormented with an everlasting itch for things remote. I love to sail forbidden seas […].’

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LINK UTILE:

il sito dell’autore

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