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Tra Dieci Anni

by Germano on 03/03/2012
Book and Negative
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Certe volte sono un grandissimo stronzo. Certe volte, badate bene. Ovvero stronzo part-time. Perché, ci pensavo ieri sera, adesso non ho alcun tipo di problema, tranne la batteria della Peugeot a terra (già sostituita) e una multa ereditata da mio padre, che ho pagato stamattina.
Nonostante non faccia la vita dell’avventuriero ho una salute di ferro e, a trentacinque anni, ho ancora tutti i capelli in testa, e a poterlo dire siamo rimasti in pochi, tra i blogger fighi.
Per cui, perché mi sento giù? E la risposta m’è arrivata poco fa. Perché, negli ultimi dieci anni non ho fatto altro che combattere. E adesso che ho vinto, e mi sento a posto, soddisfatto, sicuro del mio avvenire per i prossimi dieci anni almeno, mi manca, per paradosso, proprio quella sensazione di incertezza.
Impossibile capire, o forse no. E in ogni caso non mi aspetto che lo facciate.
Questa idea è un meme (potenziale, ma già in atto) di Davide. Il futuro che ci spaventa, che ci fa arrovellare, che ci rilassa o ci tedia. Non ne ho idea. Sempre in questi giorni, mi sono accorto che è una cosa che non ho mai fatto, pensare al futuro. Forse perché, per le ragioni di cui sopra, non me lo sono mai potuto permettere.
Concentrato sull’istante per dieci anni. Dovete ammettere che è dura pensare in lungo termine, a questo punto. Ma dovrebbe essere, per lo meno, naturale.
E allora, dove sarò tra dieci anni? Dato che, presumibilmente, la Pandemia Gialla non sarà mai avvenuta e i Maya hanno semplicemente smesso di dedicarsi al calendario perché si erano rotti i coglioni?
Ecco, credo che…

…nel 2022 sarò diventato

Scrittore indipendente

Il che implica l’autoproduzione e il mercato digitale, due cose che, nonostante gli annusatori della carta e tutte le loro puttanate pseudo-social-chic, sono destinate a sopraffare i dinosauri e i nostalgici, due categorie che occludono lo sfintere del mondo.
Mi dicono tutti, anche i più rompicoglioni, che ho stoffa, nonostante sia (questo lo credono loro) un anarchico della parola scritta e del metodo.
E quindi tra dieci anni potrei davvero avercela fatta. Credo però che la svolta fondamentale per ottenere questo traguardo sia scrivere in inglese, perché la lingua italiana, mi duole dirlo perché la amo, non serve allo scopo.
Potrei lasciare, quindi, l’italiano e gli italiani al loro destino di autoreferenzialità masochista e approdare all’estero, tramite una semplice connessione internet.
Seconda condicio sine qua non è che la devo smettere di cazzeggiare e mettermi a scrivere sul serio, come fanno gli scrittori veri: venti pagine al giorno, tutti i giorni, accompagnate da tanta buona musica. Senza musica non c’è scrittura.

Piccolo Imprenditore

Scelta azzardata, perché implica un ingente investimento economico che non so ancora se sono disposto a fare. L’idea è trovarsi un posto tranquillo e creare un agriturismo, ma andrebbe bene anche un attività marittima di noleggio barche. Perché, nonostante non ne scriva mai, io ci sono cresciuto, al mare.
Ospitare gente, e nel frattempo dedicarmi a ciò che mi piace di più: scrivere. Ma non solo, magari riprendo in mano i pennelli lasciati nel cassetto una quindicina d’anni fa, sì perché un tempo dipingevo e pure bene (liberi di crederci o no) a olio e acquerello, dono da parte di papà che, udite udite, non mi ha mai insegnato nulla. Quando ci provava ci scornavamo.
In questo scenario, l’ideale sarebbe avere una compagna che gestisca gli ospiti. Perché sono anche un fottuto misantropo, in certi momenti, e con la gente non ci so fare, figurarsi coi clienti e le loro fisime.

Impiegato statale

Ecco, ce l’hanno fatta. Non ho avuto il coraggio di tentare la mia strada e sono stato ingabbiato in una vita di stenti. Nulla contro gli impiegati statali, eccetto quando non fanno il loro lavoro, e lo sappiamo che cosa vuol dire. Solo che per me, questa prospettiva è la peggiore.
Probabilmente non raggiungerò mai la pensione, e tirerò avanti decenni col fisico che avvizzisce, un matrimonio che sta su attaccato con lo sputo, e una figlia adolescente che mi causa un sacco di guai, e magari un’altra che mi ama.
Eh già, il futuro in questo caso, non potrebbe essere più nero. Anche perché è stata tutta colpa mia. Ma dopo solo dieci anni e la salute che barcolla, e quel senso di sicurezza (?) dato dalla pagnotta assicurata, magari ancora spero, a 45 anni, di riuscire a evadere.

Piccolo Imprenditore (parte II)

Con un paio di amici ho messo su un’azienda di consulenze ambientali. Loro sono ingegneri, io ho sempre avuto a che fare con le Lettere, il che significa gestione delle risorse umane e public relations (l’azienda è mia e mi attribuisco la qualifica che voglio io). E funziona, perché quando si tratta di dire alla gente ciò che vuole sentirsi dire, sono un Maestro Sith. È un’arte oscura, la mia, e infatti diventerei ricco, perché nella zona in cui vivo le consulenze ambientali sono proprio ciò di cui c’è bisogno, e i miei due soci sono tipi in gamba che conoscono il mestiere e hanno capitale e i contatti giusti, ma nel frattempo avrei venduto l’anima, un po’ come l’Avvocato del Diavolo.
Nel frattempo, ho conseguito la mia seconda laurea, in Legge. E quindi la trasformazione in essere inumano sarebbe completa.
Soldi a palate, sordidi patti col Lato Oscuro. Un matrimonio con un’arrampicatrice sociale, o magari no, solo il letto che si riempie della tipa di turno al weekend, e si vuota al lunedì. Niente figli. Non che io sappia.

Viaggiatore

Ho deciso di mandare tutto al diavolo e di sperperare tutti i soldi viaggiando, non viaggi di crociera, ma quelli di formazione, perché, anziché mettermi a scrivere, ho seguito, meglio vagheggiato l’idea romantica e sciocca dello scrittore che è tale pur non scrivendo un cazzo.
Per farlo, ho dovuto necessariamente affrontare e sconfiggere una grandissima paura, quella del viaggio stesso, di lasciarsi tutta la sicurezza alle spalle, di dormire sempre in un posto diverso.
Ho conosciuto gente in gamba, durante i miei spostamenti, ma sono sempre rimasto solo. Perché sono sempre misantropo, ricordate?
Alla fine ho acquisito un bagaglio di esperienze umane enorme. Ho letto tantissimo, su un e-reader, ma anche sui libri di carta, sgualciti, perché li tengo nello zaino. Ho vissuto, come diceva Neruda. Potrei essere il nuovo Miller, solo che le accuse di pornografia non tirano più come un tempo, sarei solo uno dei tanti, col solito diario di vita che non interessa più a nessuno, e tanti ricordi.

E alla fine, il bonus:

Blogger

Ho scritto un articolo, corredato di un video scemo, in cui magari reinterpreto qualche canzone di Avril Lavigne, qualcosa tipo Girlfriend, per il mio ennesimo eBook pandemico, articolo che mai avrei pensato di pubblicare, ma che è stato rubato, pubblicato e visualizzato quel qualcosa come un’ottantina di milioni volte. Nel frattempo sono stato sputtanato in tutto il mondo e dalla causa che ho intentato ho guadagnato quei quindici milioni di euro che mi hanno aperto le porte del possibile.
Sono diventato un blogger indipendente, e tanto famoso da riuscire a guadagnare col proprio sito scritto, ovviamente, in lingua inglese. E la vita diventa pure rilassante, se solo non fossi costretto a tenere quel dannato blog sempre aggiornato, sennò le visite e gli introiti e tutta l’illusione crollano in un soffio.

Ecco, concludo dicendo che ci credo davvero ad almeno un paio di questi scenari. Ringrazio ancora Davide per l’idea. Il futuro più bello resta ancora da scrivere. E ora, musica

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