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Sulle spalle dei giganti – Michael Hutter

by Germano on 21/12/2017

C’è una frase in particolare, una risposta in particolare data da Michael Hutter, a chi gli chiedeva quali fossero i maestri che hanno influenzato la sua arte, in particolare le sulfuree visioni (impressioni ad olio) che sono andate a comporre il cosiddetto Ciclo di Carcosa.

Siamo tutti sulle spalle dei giganti.

I giganti a cui si riferisce Hutter sono quelli del passato, Hyeronimus Bosch, per cominciare. A loro volta, i giganti del passato sono stati influenzati da altri giganti, ancora più antichi, in un ciclo di inseminazione-germinazione che pare infinito.

Komet

Ecco il senso delle spalle dei giganti, per sostenere, tesi con la quale io concordo, che non importa per un artista identificare, o eleggere, con precisione infallibile, il ventaglio di influenze che determinano le proprie scelte stilistiche.

Carcosa XLII

L’arte viene assorbita, e con arte non intendo solo quella figurativa, ma ogni campo dell’umano ingegno. L’opera d’arte viene divorata e poi essa germoglia in nuova arte che no, non è da considerarsi solo e unicamente derivativa.

Guardare i lavori di Hutter fa viaggiare la mente, quelle passeggiate che si fondano su passate letture, esperienze. Il ciclo di Carcosa ha preteso che l’artista variasse la sua tecnica, uno strato singolo di pittura, in luogo dei soliti tre, un tratto meno preciso, che si richiama all’impressionismo, per descrivere le impressioni di una città persa nelle nebbie del mito, che può essere scorta, o visitata, solo dopo aver visto il Segno Giallo.

Carcosa II

E Carcosa appare essere trionfo della follia, con architetture impossibili e infinite processioni di buffoni inneggianti al Re in Giallo.

Carcosa XLI

Carcosa XVIII

Accanto a Bierce e Chambers, alle suggestioni ricavate dai loro lavori, il ciclo dei Giardini merita una menzione particolare, per la potenza simbolica che questa scena, reinterpretata più volte, riesce a evocare.
È come guardare carte dei tarocchi, puro simbolismo che esige, nella presentazione di simboli così elementari e immediati, significati reconditi che, in qualche modo, suscitano inquietudine.




Queste figure nude che, aspettando, stanno di guardia davanti a cancelli abbandonati che promettono indicibili meraviglie, paiono chiamarti con la stessa cupidigia delle sirene Ulisse.

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