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Parallele

by Germano on 03/04/2012
Book and Negative
Contents

Le descrizioni dei possibili io paralleli che dimorano nel multiverso. Non vedo quest’idea di Alex come le possibilità di un’unica vita, ma come tante vite diverse che coesistono, solo che non ne hanno coscienza.
E così, è venuto fuori quest’affresco duro, a volte drammatico. Erano cose che stavano lì da parecchio tempo.
Giusto due precisazioni, prima di leggere. Le seguenti, in effetti, sono tutte strade possibili, per me. Quello vero sono io, lo scrivente, e non ho mai fatto ciò che segue, ma sono arrivato proprio fino a quel punto. Tutte queste realtà parallele, quindi, si basano su idee e fatti realmente accaduti, ma che, per fortuna in alcuni casi, si sono svolti in modo diverso.
E ora, cominciamo.

Germano di Terra 2
Qualifica: Dott. Ing.
Anno di biforcazione: 1994
Soundtrack

Ho avuto paura di mio padre, delle sue urla, della disapprovazione. Ho voluto, in definitiva, il futuro che lui ha voluto per me.
Mi sono laureato in Ingegneria con un ritardo mostruoso, a trentatré anni. Ho iniziato a lavorare a trentacinque, in una compagnia d’assicurazioni che odio, facendo un mestiere che odio, seduto a una scrivania: cosa che minerà il fisico, ancor prima della mia mente.
Ho pochi capelli, mi trascuro e sono ingrassato. Non ho mai avuto una ragazza, perché non ho mai avuto i coglioni di provare ad averne una.
Sono un uomo vuoto, privo di avvenire, senza alcun interesse. I miei argomenti di discussione sono solo lavoro e tasse. Soffro d’ipertensione, retaggio paterno.

Germano di Terra 3
Qualifica: Kenzo Kabuto
Anno di biforcazione: 1981
Soundtrack

Fin da quando ho ricordi, sono stato ossessionato dai robottoni. Sogno, quello di costruirne uno, che non mi ha mai abbandonato. Dicono sia affetto da Asperger, ma la mia è solo timidezza. O forse hanno ragione loro. Non ci so fare con la gente.
E quei robottoni si sono trasformati, di anno in anno, nel sogno di costruire l’intelligenza artificiale, da mettere, magari, nel corpo della donna perfetta, quella che non riesco ad avere nel mondo reale.
Sto lavorando da anni a un esemplare che mi dà molte soddisfazioni. Oltre 3000 espressioni facciali, un chip in grado di riconoscere il mio stato d’animo e reagire di conseguenza, e anche d’improvvisare stati d’umore. Le ho dato l’aspetto di Amber Heard.
I miei studi e relativi progetti mi garantiscono un tenore di vita da nababbo. Non che ci tenga, all’arredamento o ad avere una fuoriserie, l’unica ossessione è anche il mio amore: Lei™.

Germano di Terra 4
Qualifica: legionario
Anno di biforcazione: 2000
Soundtrack

Mio padre è morto anzitempo, cosa che ha minato il mio già precario equilibrio, oltre che le condizioni economiche familiari. Ci siamo ritrovati, io e mia madre, sommersi dai debiti, io ancora lontanissimo dal trovare un lavoro, a causa anche dei miei precedenti penali: cinque anni prima, ho picchiato il mio Docente di Matematica. Sono stato denunciato e ho dovuto abbandonare l’Università.
Ho curato il mio fisico, cercando di non peggiorare la situazione, per non ferire mia madre. La Crisi Economica mondiale non ha aiutato e così ho deciso per fare un tentativo sciocco, proprio come me: la Legione Straniera.
Non ho mai pensato che mi piacesse menare le mani. E in fondo lo detesto tuttora, ma ci so fare. Sono alto 182 cm per 113 kg, conosco il Krav Maga e qualche altro trucchetto sporco, spezzare le ossa non è più solo un eufemismo.
La paga è buona. Il clima dell’Algeria caldo quanto basta. Ho avuto persino lo scolo, un paio di volte. Colpa delle puttane. Sento mia madre una volta all’anno, se va bene.
Magari riesco a mettere da parte i soldi per comprare una casa. E chissà, riesco anche a sposarmi; una di quelle donne convinte di poter redimere gli uomini.

Germano di Terra 5
Qualifica: linfonodi
Anno di biforcazione: 1995
Soundtrack

Primo anno di università, studente fuorisede. Torno a casa per il weekend e, il sabato sera, mi sbronzo con gli amici. Il giorno dopo, tra i postumi, mi infilo sotto la doccia. Lavandomi, sotto l’ascella destra sento un durone. A toccarlo fa un male cane.
Nei giorni seguenti provo un po’ di rimedi caserecci, utilizzo unguenti, ma il durone è sempre lì.
Lo confesso ai miei, con una paura del diavolo. Analisi successive confermano che c’è un problema. Un problema grosso.
Mi restano poche terapie, debilitanti, e qualche mese per pensare a quanto sia stata stupida la mia vita.
Poi, una tomba di marmo nero. E finisce la storia.

Germano di Terra 6
Qualifica: marito e padre
Anno di biforcazione: 1999
Soundtrack

La riaccompagnai a casa dopo una serata pizza e cinema, il film era Vi presento Joe Black. Le ho dato l’anello davanti al portone.
Anziché salire, è tornata a casa, la mia. È stato un Sì, contro ogni aspettativa. Mi aspettavo di ricevere un rifiuto che mi avrebbe segnato a vita.
E invece, l’unica cosa che ho segnato sono state le carte al Comune. Mi sono sposato senza un lavoro fisso, lavorava solo lei. Col tempo ho trovato di che vivere, un impiego in una tipografia di un amico di famiglia. Coltivo il sogno di diventare uno scrittore, ma non sono mai andato oltre la fase di sonno R.E.M.
Abbiamo una figlia, l’adoro. Credo di poter affermare di essere un bravo papà.

Germano di Terra 7
Qualifica: fegato
Anno di biforcazione: 1976
Soundtrack

Sono nato con un fegato normale, come tutti, anziché abnorme e speciale, come mi avevano detto. Anzi, col tempo s’è rivelato anche peggio di quello degli altri, più debole. L’alcool non lo reggo, eppure mi piace tanto. Perché ho litigato coi miei, ho preso a botte mio zio e mio cugino, e ho rovinato l’unica cosa bella che mi sia capitata, la mia ragazza.
Ho comprato una Harley Davidson, dopo aver litigato a morte con mio padre, per i soldi (su un libretto a mio nome, che però lui ha cercato in tutti i modi -legali- di impedirmi di prendere), per la moto, e perché di studiare non me ne è mai fregato nulla.
Ho continuato a bere. Il fegato ha ceduto. Il mio nome, ora, è su una lista.
Aspetto.

Germano di Gea 123
Qualifica: The One
Anno di biforcazione: 2012
Soundtrack

Mentre scrivevo al computer ho sentito qualcuno bussare alla porta. Ho guardato dallo spioncino e ho visto un altro me stesso. Identico. Con un calcio ha sfondato la porta, che mi ha investito. Dopo non ricordo più molto.
Credo mi abbia ucciso e che la mia coscienza, in qualche modo, sia finita dentro di lui, insieme alla mia forza.
Ne ha uccisi altri 122, prima di me. Io ero l’ultimo.
Ora lui è l’Unico, l’essere più forte che sia mai esistito. E lo sono anche io…

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