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Marilyn

by Germano on 10/05/2012
Book and Negative
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Marilyn è la protagonista del mio prossimo eBook, spin-off di Due Minuti a Mezzanotte, intitolato Lollipop. Il racconto è terminato, sarà impaginato da Matteo Poropat, e dotato di una spettacolare copertina disegnata da Max Novelli in collaborazione con Giordano Efrodini.
Piccolo post celebrativo, quindi. Perché, prima ancora che lo leggiate, il risultato finale mi soddisfa molto. E Marilyn, la sua storia, segna un passo importante.
Scritta in terza persona limitata, al passato remoto. Un ritorno al classicismo. Direi che la missione è riuscita, ma questo sta a voi giudicarlo.
Come per Offshore, nato da una canzone, Lollipop è nato da una foto. La conoscete già, proviene da un servizio realizzato da Amber Heard per Details. È questa:

Più tardi, grazie all’occhio allenato del Doktor Mana, e a quel mostro di bravura di gugle, avrei scoperto che l’auto è una Corvette (potete anche notare il simbolo sul portachiavi inserito nel quadro, indicato dalla freccia), incerto l’anno di fabbricazione, ma si suppone nei Sixties e che le scarpe, rosa shocking, sono sandali Givenchy. E tutto fa bene al personaggio della storia.
A questa suggestione potente ho aggiunto una colonna sonora che è partita dalle Chordettes e da Link Wray, fino a giungere al 2011, con l’album di una band sconosciuta, tedesca, Electric Moon, genere rock elettronico/psichedelico.
Il risultato è, come preventivato da alcuni di voi nell’articolo precedente, una storia veloce, diretta verso il precipizio.

***

Quindi, per scrivere Lollipop, stavolta è bastata una foto, intorno alla quale ho imbastito la storia, e l’ascolto della musica. Non sono neanche uscito a cena col personaggio come faccio di solito, per carpirne l’emotività, perché la brevità (una notte) e l’intensità della vicenda non lasciano molto spazio alle elucubrazioni.
Il variare del genere musicale, dagli anni cinquanta allo psichedelico moderno ha avuto solo il merito di rendere più immediata una vicenda che era già così nella mia testa, cancellando quegli intermezzi di cazzeggio involontario, fumettistico.
E vi dirò di più, mi ci sono talmente affezionato, a Marilyn, che metterò mano a un secondo episodio, senza nemmeno aspettare gli esiti del primo.
Ma ciò di cui mi preme discutere, in verità, è l’occasione che ha visto scaturire il tutto, un racconto robusto, di 11500 parole: una foto.
Ecco, personaggio e intreccio derivano da una singola foto.
A voi è mai capitato niente del genere?
Stiamo forse parlando di ispirazione?
Be’, se pensate che la mia Ragazza è frutto più di calcolo che di altro (esigenze profonde alla base, vero, ma sempre di calcolo narrativo s’è trattato, persino nella scelta della protagonista), direi che sì, stiamo parlando di ispirazione. E la definizione migliore, più calzante, che mi viene in mente per descriverla adesso è: innesco.
Cui segue la deflagrazione.
Ditemi la vostra. Nel frattempo ascoltatevi Lost and Found Souls.

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