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L’identità dell’arte – Jorge Rodriguez-Gerada

by Germano on 13/04/2017
Book and Negative

Con Jorge Rodriguez-Gerada si riscopre l’aspetto concettuale dell’arte.
Benché la sua opera mantenga, a dispetto di altri concettualisti, ben saldo il piede nell’estetica, curatissima, oltre all’apparenza semplice e magnifica, è bene soffermarsi anche alla tecnica e all’idea dietro molte sue realizzazioni.
Se la tela è la finestra ideale da riempire con la propria visione, Gerada la colloca altrove, e la libera delle sue dimensioni contenute.
Ogni muro, ogni campo aperto, può diventare una tela.

L’arte di Gerada si esplica attraverso svariate serie, ognuna trae spunto, per cominciare, dal luogo in cui le singole creazioni vengono portate a termine.
Prendiamo ad esempio la serie denominata “Identità”.
Come il nome suggerisce, l’essere è l’oggetto di tale ricerca.
Sono ritratti di persone “fino a ora” sconosciute, dei signori nessuno (ovvero fino a cui non vengono scelte per essere immortalate) riprodotti in scala gigantesca sulle facciate di edifici.
Degli sconosciuti che, dopo essere divenuti tela, acquisiscono l’identità, che non è propria o privata, ma condivisa col luogo che li circonda.
Sono ritratti realizzati in carboncino, ma lo strumento è l’ultimo passo del procedimento. Prima c’è la scelta della città, del palazzo e persino della persona da ritrarre. Niente è lasciato al caso.
Il modello deve possedere un qualche legame, reale o ideale, con la città in cui viene ritratto.

E ancora, la serie “terrestre”. Sono sempre ritratti giganteschi, ma qui la peculiarità, oltre che nella scelta del luogo e nel rispetto dello stesso (le opere vengono infatti realizzate con materiali reperiti a chilometro zero), sta nella distanza.
Da vicino, i “terrestri” sono solo una serie di linee più o meno spesse, dai colori diversi.
In questo video possiamo assistere alla creazione di uno di questi. Assistiamo a una profonda pianificazione.

L’immagine viene scomposta, sottoposta a studio e calcolo. Vengono coinvolte più persone nel procedimento, che diventa opera corale il cui risultato, alla fine, è possibile godere solo attraverso una singola distanza, e prospettiva.
Per paradosso, più ci si allontana dalle creazioni di Rodriguez-Gerada, meglio le si apprezza nel loro insieme.
I terrestri sono godibili da un elicottero, o da un drone, attraverso lo schermo sul quale vengono trasmesse le riprese video.

Da vicino non sono intellegibili, o meglio sono ingannevoli, perché si mimetizzano coi colori e col materiale del luogo d’origine.

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LINK UTILE

il sito dell’artista

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