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L’altra realtà

by Germano on 11/02/2012
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È un fenomeno che noi blogger conosciamo bene: prima o poi, nel mondo reale o anche qui in rete, sotto forma di troll, incontriamo lui o lei; un individuo sgradevole, la cui compagnia aborriamo, che vuole riportarci alla realtà, dicendoci che sarebbe il caso di lasciar perdere tutte queste stronzate e concentrarsi sulle cose serie, sulla vita vera!
Di solito, costui/costei pone l’enfasi su vita vera!, come se la conoscesse davvero, e davvero sapesse di cosa parla.
Ebbene, questo post, bizzarro perfino per i miei standard, nasce dalla volontà di dare a questi stanchi e inutili moralizzatori una risposta definitiva: vivo in un’altra realtà, che mi è stata donata da anni di contro-cultura.
E, a essere onesti, non mi dispiacerebbe fare a cambio, se questo significasse smettere di stare a contatto con la pochezza umana, cosa che capita ogni giorno. Sospetto, d’altra parte, che se io sparissi, il piacere a quel punto sarebbe reciproco (così com’è reciproco il disprezzo).
Come tutti i post weird di questo blog, la foto qui sopra vuol essere indicativa: è un argomento inadatto ai poveri di spirito. Ovvero quegli strani figuri citati all’inizio. Sì, ce l’ho proprio con voi.
E adesso, entrate, siete i benvenuti:

I) La Foresta.
Vivo in una sconfinata foresta dove sorgono alberi giganteschi, i cui rami, lassù, si sono intrecciati fino a formare volte naturali; in alcuni punti il sole riesce a filtrare, dando l’impressione di passeggiare in una navata, non fosse per tutti quei piccoli rumori, il cinguettio dei passeri, i richiami degli insetti, che mi fanno capire che è un posto vivo e pulsante.
La foresta è disseminata di scorci incantevoli, posti piccoli e nascosti che si possono raggiungere solo conoscendo l’ambiente a menadito, cascate, laghetti, tempietti della fortuna e, naturalmente, la mia baita. Dove vivo di caccia, pesca e micro-agricoltura. Mi diletto anche a intagliare il legno. La scrittura l’ho lasciata nel vecchio mondo.

II) I Folletti.
La Foresta è vitale, ma la creatura più bella e inquietante che vi capiterà di incontrare, se decideste di abbandonare il sentiero e di esplorarla sono i folletti, gli spiriti della foresta di Mononoke. Corporei e al tempo stesso immateriali, sono migliaia, timidi e giocosi, tendono a stabilire un contatto imitando i vostri movimenti e accompagnandovi nel cammino. Attenzione a mantenere la calma, però, sono molto sensibili…

III) I Fuochi.
Arrampicandovi in cima al fusto più alto, potrete osservare quel che resta della civiltà, una distesa di luci sotto nubi cupe, tagliate da fulmini azzurri. Di tanto in tanto, sotto la pioggia costante che bagna i grattacieli, si possono ammirare sbuffi di fuoco, eruzioni improvvise che rischiarano la notte per chilometri. Dicono che laggiù ci viva ancora qualcuno. Quelli che sono andati a indagare non hanno mai fatto ritorno.

IV) Il Villaggio.
Dopo la fine della civiltà, si sono salvati in pochi. Quei pochi hanno costruito un villaggio nella foresta, sperando di durare e di raccontare fantastiche storie ai loro figli. La gente del villaggio è superstiziosa, ma fondamentalmente innocua; non potendo rinunciarvi, ha creato un proprio pantheon di divinità naturali, benefiche, ai quali vota piccoli gesti quotidiani e sacrifica minuscole prede.
In corrispondenza dei crocicchi, sorgono piccole are in legno o in pietra raffiguranti queste divinità.
Di notte, in concomitanza coi giorni di festa, si possono udire i loro canti e la loro musica, al ritmo della quale ballano nella piazza.

V) Cappuccetto Rosso
C’è una ragazzina che indossa una mantellina rossa, e che si aggira nella foresta per andare a trovare la nonna che, come me e pochi altri, vive in un posto isolato.
È una presenza costante e quando si muove, ai margini del bosco, tra le fronde, è possibile scorgere l’ombra del lupo che la segue.
Rappresenta insieme l’estetica, data dal fattore cromatico, e la paura.

VI) La Capanna dello Zio Shaw.
George Bernard Shaw è sempre stato lungimirante, e anticonformista. Si salvò prima di tutti gli altri, da solo, seguendo le proprie convinzioni. Adesso vive in una capanna a dieci chilometri dalla mia baita, borbottando tutto il giorno. Mi rispetta perché sa che, quando c’era il vecchio mondo, disprezzavo il Nobel, creazione del demonio, e anche l’Oscar, creazione di sua sorella.
Chiacchieriamo poco, in verità. Ma ogni volta che lo vado a trovare mi offre una minestra calda e un tozzo di pane (fatto da lui), che consumiamo accanto al fuoco.

VII) Due Calzini.
È un lupo con le zampe anteriori macchiate di bianco. Ha fatto un film con Kevin Costner. Ogni tanto lo incontro, lungo la strada o che fa capolino dai cespugli intorno alla baita. Se ne sta lì a guardarci, attento e vispo. Di solito se la cava da solo, ma io gli do comunque qualcosa da mangiare.
Ancora non accetta niente dalla mia mano, però. E forse, è meglio così.

VIII) Il Necronomicon.
È il mio segreto. È il libro della Scienza. Lo custodisco in un luogo remoto e inaccessibile del bosco. È un fardello, ma non conosco nessun altro disposto a portarlo. Nessuno di cui mi fidi abbastanza, per lo meno. Grazie alle formule contenute in questo libro il mondo potrebbe riaversi, ricominciare tutto daccapo, centrali nucleari, energia, carburanti, medicina, sprezzo della vita. Un grande potere, certo.
Ho pensato anche a uno stratagemma per evitare che venga trovato. Esistono tre libri… eheheheheh.

IX) Lauren.
È proprio lei, e dal vivo è così come la vedete, in bianco e nero. Vive in una baita più a valle, circondata da stanze dall’arredamento vintage, coi poster di Bogart affissi alle pareti. In realtà, non si sono mai sposati. A lei non interessano né uomini, né donne. Adora il bourbon, ogni tanto lo beviamo assieme discutendo di quanto fosse attraente il cinema, quello antico, il suo.
Adoro starla a sentire. Con la voce che ha, dovrebbe parlare solo lei. Mi offre sempre una sigaretta. L’accende con un fiammifero mentre mi guarda.

X) La Madonna della Flanella.
La conocete già. Vive nel posto più inaccessibile della foresta, accoglie i viandanti distrutti dalla fatica e speranzosi di intraprendere nuove sfide. Perché conceda i suoi favori dovete presentarvi al suo cospetto propriamente vestiti, come nel film di Woody Allen. Vi inginocchierete e lei sarà così magnanima, se lo meriterete, da concedervi la propria benevolenza, ponendo una mano sul capo e lisciandovelo.
Se non vi scappa da ridere, riuscitere a compiere un’impresa epica. XD

XI) Mia moglie.
Sapete tutto. Sapete anche che non mi piace starmene da solo. Voglio qualcuno accanto con cui passare questi anni felici, lontano dalle malebolge del mondo che fu. Non siamo sposati e non ci importa. Stiamo insieme e andiamo d’accordo. Le piace dormire. Ogni tanto vuol venire insieme a me a trovare Lauren. A lei il vintage piace un sacco. Come ballare nelle sagre del villaggio.
Ogni tanto, un pochino di umanità riesce persino a far bene.

Telecamera che si allontana, grandangolare con panoramica sulla foresta, musica, dissolvenza.

Che film, signori. E i vostri? 😀

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