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La rinascita barocca di Roberto Ferri

by Germano on 15/06/2017
Book and Negative

Tarantino, classe 1978.
Abbiamo respirato, presumibilmente, le stesse dosi massicce di polvere di ferro e ruggine.
Ora, per chi si stesse chiedendo come possano nascere sogni enormi all’ombra delle ciminiere, ecco la prova.
Roberto Ferri dipinge in olio su tela, come i grandi maestri.
Riscopre il sapiente impiego della luce, la bellezza dei corpi, colti con le loro proporzioni strazianti e straziate, coi loro difetti, buchi, ferite, dolore, sudore, scabrezze varie.
La luce non le scopre, le sue figure, le crea.

Crepuscolo del mattino

Non le scolpisce, trattasi di creazione melliflua.
S’è parlato di influenze barocche, di Caravaggio, anche se contaminazioni mitiche e stregonesche esulano dai classicismi adorati dalla Chiesa.
Osservate la Nascita della Sirena.


Ditemi se, oltre i colori, le forme che mutano dalla fisionomia femminile, coi preziosi dettagli dei capelli, non riuscite anche a evocare nella mente gli odori.
Trattasi di odori selvaggi, primordiali, non proprio nettare degli dei, quanto di creature marine spiaggiate. Quell’odore insieme funebre e dolciastro, un canto muto in grado d’attrarre i marinai.

Lacrime d’avorio richiama una configurazione quasi lacoontica. La conclusione, o la seconda fase di un sacrificio agli dei, con la vittima sacrificale bendata, rasserenata meglio che rassegnata al proprio destino, dal tocco gentile di questo vecchio dio cornuto.

Il Paradiso Perduto è insieme sogno, consapevolezza e disperazione, mutazione. L’angelo caduto che si fa donna, permea la terra, si tramuta in vegetazione malata.

Tomba lacrimata, forse il dipinto d’impostazione più classica, che meravigliosamente offre scorsi femminei che sfuggono a drappi e lenzuola. Forme generose, dettagli incredibili, come le unghie traslucide, le forme dei muscoli tratteggiate da un chiaroscuro tenue. Il naso deformato dal contatto col braccio, in una smorfia raccolta di dolore provocato dalle dita che scavano la pelle. Dallo squarcio non cola sangue, ma pare emergere qualcos’altro, l’essenza della mutazione, una metamorfosi nuova e insieme antica, come i vetusti miti che ispirano l’arte di Ferri.

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LINK UTILE:

il sito dell’artista

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