Underground

Il Vintage di Weird Tales

Sono sicuro che non c’è bisogno di spiegarvi cosa sia Weird Tales, cosa ha rappresentato a suo tempo e quanti e quali nomi, divenuti poi di culto, abbiano firmato i racconti che sono apparsi sulle sue pagine. Oggi, colto da un po’ di nostalgia per le storie di Robert E. Howard, ho pensato di omaggiare lui e la rivista che gli diede asilo, radunando alcune delle copertine a lui dedicate. D’accordo, non sono certamente le illustrazioni di Frazetta o di Buscema, e vedere un Conan magro e dietro le sbarre può apparire involontariamente comico. Ma intatto resta il fascino del tempo, di come all’epoca si voleva che fosse la damsel in distress, la donzella in difficoltà, bidimensionale come gli affreschi dei palazzi reali dell’India nonostante il chiaroscuro, oppure nuda, censurata da strategici veli o arti che, per caso, coprivano la visuale.  E ricordiamoci che, tra quelle pagine ingiallite dagli anni, si cela ancora tutta la potenza immaginifica e narrativa del Cimmero, dei mostri ancestrali contro i quali egli si trovava a combattere, degli stregoni e delle favolose città turrite e abbandonate, costruite in pietra verde all’alba della civiltà dell’uomo, così fervide e reali nella mente del loro creatore, Howard. Non è sembrato anche a voi di averle viste sul serio quando leggevate i suoi racconti? Tralasciando il fatto che la terza copertina, quella di Colosso Nero, poi, è un vero capolavoro.

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  • […] personaggi femminili, che non si discostano molto dai manichini disegnati sulle copertine di “Weird Tales” dedicate a suoi racconti. Attenzione, questo è Howard come lo vedo io. Non Howard come è o […]

  • Nota a margine: il comune senso del pudore mi sembra più rigido e bacchettone ora che non allora.
    Per assurdo basta un click per trovare i peggiori siti di pervertiti, eppure, se disegni una copertina di un libro/fumetto con un mezzo capezzolo, ci sono associazioni di genitori pronti a querelarti e siti come Myspace, Facebook etc che “respingono i contenuti non adatti”.
    Una sorta di puritanesimo ipocrita che nasce da chissà dove e che trovo davvero disturbante.

    • Quoto.
      E c’è da aggiungere che, spesso, queste associazioni non hanno neppure una vaga idea del prodotto contro cui si scagliano. Basta ricordare la [inutile] crociata contro GTA San Andreas, imbastita solo sul sentito dire e non sulle qualità o demeriti oggettivi del gioco.
      Però i nudi ci sono sempre, basta anche accendere il televisore o appunto digitare indirizzi internet. Mah… Copertine come quelle di “Terror” ad esempio sarebbero oggi oggetto di cause e censure.

    • 12 anni ago

    Vedere sulle copertine i nomi di Howard, Clarke Ashton-Smith e in altre di Lovecraft fa sempre un certo effetto.
    Ma alcune copertine non sembrano molto inerenti ai racconti…?

    • Ma sì, non essere fiscale. Erano più che altro suggestioni. 😉