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Il Dynamic Duo

by Germano on 30/01/2013
Book and Negative
Contents

Cos’è il Dynamic Duo? Per cominciare, un paio di definizioni più o meno ufficiali:

– A nickname for Batman and Robin
Will the Joker prove to be too much for the dynamic duo?

Il soprannome di Batman e Robin
Il Joker darà prova di essere troppo forte per il dynamic duo?

***

– Dynamic Duo, a symbian relationship between 2 persons each with special abilities.

Dynamic Duo, una relazione simbiotica tra due persone con abilità uniche.

Nel cinema (e nella narrativa), la coppia che, insieme, condivide il ruolo da protagonista. Battute, scene, inquadrature equamente suddivise, perché l’uno non può esistere senza l’altro.
O meglio, può esistere, ma non funziona allo stesso modo rispetto a quando agisce insieme all’altro. Ora, tralasciando coppie storiche quali Abbott e Costello e Laurel e Hardy, persino Batman e Robin (nella quale Robin è più una spalla che un comprimario, per quanto mi riguarda), e le coppie ordinarie, ovvero quelle che preludono alla nascita di rapporti sentimentali, tipo Romeo e Giulietta, per intenderci, i quali, viste le vicende, non so nemmeno se possano definirsi coppia in senso stretto dal momento che si uniscono solo nella morte, le coppie che funzionano di più hanno alla base una condizione classica: la diversità.
Non so se sia vero che gli opposti si attraggano, ma di sicuro attraggono il pubblico. Certo, non è questione solo di aspetto fisico diametralmente opposto, di carattere, di indole, ma soprattutto del lavoro degli autori, sceneggiatori o scrittori, che a tali personaggi affidano battute memorabili.
Eppure, a volte, è merito di un’alchimia indefinibile, sulla quale sia gli attori chiamati a interpretare sia altri, futuri autori, o fans, costruiscono il mito.

***

Se ricordate, sono al lavoro con Alex su un libro scritto a quattro mani, per cui dedico al mio socio questo articolo, che serve a entrambi come documentazione e a voi per ricordare coppie storiche di altrettanti film indimenticabili.

Eddie Murphy/Reggie Hammond e Nick Nolte/Jack Cates

Sono diversi in tutto. Nolte biondo, robusto, alto, massiccio, occhi azzurri, carattere brusco. Murphy magro, elegante, curato, amante delle macchine di lusso e delle battute di spirito. Ah sì, c’è il fatto che il primo è bianco e l’altro è nero, ma quasi non importa, nonostante intere scene del loro film, 48Ore, siano imperniate sul razzismo e su altre battute politicamente scorrette. Dicevo che non importa perché a guardarli interagire, quasi non te ne accorgi.
E capisci che l’alchimia è spontanea: quando si legge, tanto per cominciare, che entrambi gli attori sono la terza, quarta scelta del casting. Murphy adirittura fu scritturato come riserva. E quando si apprende che la maggior parte dei dialoghi sono stati improvvisati sul set.
Trattasi di un Dynamic Duo che ha cominciato a funzionare appena sono stati messi uno accanto all’altro. Momento topico, la rissa nel vicolo. Sono entrambi forti e cazzuti, il primo uno schiacciasassi, il secondo più agile, e da quella rissa scaturisce l’amicizia.

Martin Riggs/Mel Gibson e Roger Murtaugh/Danny Glover

Anche qui, bianco e nero a confronto, in prospettiva ribaltata. Il nero Murtaugh poliziotto di mezza età, tranquillo, non s’è mai beccato una pallottola in vita sua, borghese, con la sua grande e felice famiglia. Riggs invece è il bianco devastato, sull’orlo del suicidio, perché la moglie è morta e lui è impazzito, vive in una roulotte sulla spiaggia e come compagno ha un cane e la mattina appena alzato fuma una sigaretta e beve birra per colazione.
Alla coppia si aggiunge il terzo, Joe Pesci, che fa da intermezzo comico, non bastassero le interazioni che vedono i due caratteri, sedentario e burrascoso, contrapporsi in continuazione facendo scintille, e rendendo i personaggi indimenticabili.

Leon/Jean Reno e Mathilda/Natalie Portman

Ecco, questo è un Dynamic Duo particolare, lui è un killer per la mafia italo-americana, dorme con un occhio aperto, su una poltrona, si nutre soltanto di latte e quando non lavora, si esercita a pulire le armi, fa le flessioni e accudisce una pianta, oppure compra il latte. Lei è una ragazzina di tredici anni a cui viene sterminata la famiglia da un poliziotto corrotto che smercia droga.
Lui le salva la vita quando apre la porta permettendole di entrare. Da lì, la vita equilibrata di Leon viene turbata. La presenza di Mathilda lo addolcisce, permettendogli di scoprire sentimenti a lui sconosciuti, ma lo indebolisce, anche. Lei guadagna la figura del padre/mentore/istruttore severo che le consente di trovare uno scopo nella vita, per quando aberrante (ossia diventare un killer a sua volta). La conclusione, a causa anche dei nemici, diventa tragica, ma comunque bellissima.

Tyler Durden/Brad Pitt e il Narratore/Edward Norton

Il Narratore è un narcolettico impiegato di una compagnia di assicurazioni che viaggia ogni giorno recandosi a esaminare relitti di auto incidentate, dove l’apparecchietto per i denti s’incastra nel portacenere a causa dello schianto, e il grasso s’è fuso con la maglietta alla pelle del sedile, perché c’è stato un incendio.
Lui è un pazzo che vive in edifici da abbattere, sa un sacco di cose e per mettere da parte un po’ di soldi prepara il sapone, mettendoci il grasso delle persone ricche, rubato in sacchi dai cassoni dei rifiuti ospedalieri delle cliniche di bellezza.
In più due attori agli opposti, Pitt biondo, atletico e strafottente, Norton che s’è finto malaticcio, bruttino e piegato dalla vita.
Il risultato è esplosivo. Anche se alla fine si capisce che in realtà uno è la creazione dell’altro, etc…

Lisbeth/Rooney Mara e Mikael/Daniel Craig

Coppia recente, da The Girl with the Dragon Tattoo. Funziona non solo perché sono diversi sotto ogni aspetto, ma perché si capiscono più di ogni altro.
In sostanza lei ostenta diversità, d’aspetto, di sentire, ostenta il disagio che prova nei confronti del mondo, quello stesso mondo dal quale non vuole/è sicura di essere giudicata, una sfida continua. Lui non vede questa sua sfida, o pur vedendola la rispetta non dandole alcun peso, e trattandola come una donna, dandole fiducia senza domandarle nulla.
Alchimia degli attori, certo, e ottima scrittura dei personaggi.

Thelma/Geena Davis e Louise/Susan Sarandon

Coppia famosissima. Due donne maltrattate in un viaggio con una destinazione ultima. Il dynamic duo che si scopre tale pian piano, cambiando aspetto esteriore al mutare della consapevolezza e con l’aggravarsi della situazione. Il viaggio, per una volta, si lega all’autocoscienza progressiva dei personaggi, il cambiamento è tangibile.
La coppia si oppone a tutto il resto in un urlo che è anche desiderio di libertà. Scontro di libertà, infine, alle estreme conseguenze.

Batman e il Joker

Stavolta senza andare a scomodare film. Dynamic Duo anche loro, solo che questi due sono nemici. Sono nati tali e nessuna forza al mondo può e vuole che collaborino.
La loro essenza è la lotta. Più che la diversità, qui è l’analogia che colpisce. Entrambi hanno un passato travagliato, Bruce Wayne ha perso entrambi i genitori, ammazzati da un rapinatore, il Joker… be’, in qualche modo quelle cicatrici se le è pur fatte, no? In qualche modo, nel passato, deve aver perso il senno.
Entrambi vestono una maschera che esteriorizza il loro io interiore, il loro rapporto conflittuale col mondo. Certo, il primo si nasconde nella tenebra, fedele al suo simbolo, il secondo ostenta umorismo per sottolineare la follia del mondo. Impossibile per loro non scontrarsi. e d’altronde, per tutti i fan, è il Joker IL NEMICO di Batman. Da sempre e per sempre.

A volte il dynamic duo si completa, a volte si repelle, l’ingrediente segreto sine qua non è la diversità. Non esiste altro, a ben guardare.
Facile anche capire perché, personaggi simili scompaiono, si confondono, esattamente come in quelle coppie in cui l’uno è schiavo dell’altro, e non esprime la propria personalità, divenendo un’ombra.
E voi, quali sono le vostre coppie preferite?

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