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Habemus Artist – JAGO

by Germano on 20/07/2017
Book and Negative

Di recente, solo di recente, purtroppo, mi sono imbattuto, sfogliando la Home di Facebook, in una foto d’un vecchio.
Pareva un fantasma, uno zombie dei ghiacci di Game of Thrones. Poi ho capito che quella purezza era del marmo.
Ho approfondito.
Il vecchio è il Papa delle dimissioni, Benedetto XVI. Scultura del 2009 di Jago, al secolo Jacopo Cardillo, Frosinone, classe 1987.
L’opera si chiama Hamebus Hominem, e ti guarda.
Nel senso che ti segue con gli occhi…

Sì.
Prima, però, vorrei fare un piccolo preambolo: essendo la situazione letteraria italiana ai minimi termini storici, gioisco del fatto che almeno le arti figurative e la scultura, date per morte dopo l’onta e l’ostinazione astratta, così magistralmente ridicolizzata da Sordi, che ha seguito il modernismo oggi siano più vive e vitali che mai.
Artisti in grado di plasmare i colori e le forme, di “spoliare” la roccia, e il marmo, ritrovando – o scoprendo – l’opera in esse imprigionata non sono un’eccezione dei secoli addietro, di un genio italico che non c’è più.
L’arte è viva e internazionale.
Ed è perfetta. Bellissima.
Richiama il meraviglioso e, esattamente come sostiene lo stesso Cardillo, esige contemplazione; e nella ricerca del significato, del messaggio, e nel mero appagamento estetico.

Trovare un giovane artista che scelga il marmo come mezzo espressivo, che più classico non si può, ancora più dei colori a olio, è conferma di questa riscoperta artistica, che oggi testimoniamo.

Scoperta, perché spesso le opere “in nuce” di Jago vengono alla luce tramite cesure. Quelle cesure che sono state traslate dalla tela (Fontana, ndr) dove squarci s’aprivano sul buio dell’attesa, al marmo che, sinonimo di solidità, diventa, dopo i colpi di scalpello, all’apparenza così duttile da sembrare morbido.

Tanto morbido da poterlo affettare con un coltello.

I volti dei vecchi rugosi, pensosi, sonnecchiano o sorvegliano dentro le uova della creazione, da finestre appositamente aperte.

Un bambino che nasce dalla testa d’un uomo a sua volta rinvenuta in un uovo (cosmico).

Arti affulolati, dettagliatissimi, che si lasciano ammirare in prigioni che sono nicchie. In quanto tali esigenti, abbiamo detto, quella pausa necessaria a impadronirsene con uno sguardo lungo il giusto.

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LINK UTILE
il sito dell’artista

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