Crea sito

Edward Mordake, l’uomo dai due volti

by Germano on 24/10/2014
Book and Negative
Contents

two_faces

Ebbene, sto guardando American Horror Story Freakshow.
Siamo al terzo episodio, andato in onda mercoledì scorso negli USA, e ci si avvicina alla vigilia di ognissanti: Halloween.
Festività pagana particolarmente sentita dalla produzione di AHS e apprezzata, per il lato suggestivo, anche dal sottoscritto.
Nell’episodio numero 3 si è voluto richiamare un personaggio leggendario, che io avevo incrociato in internet, intento in altre ricerche dedicate a un mio ebook: Edward Mordake (o anche Mordrake), l’uomo dai due volti.
Come capita a tutti quelli che lo cercano e lo cercheranno dopo aver visto la puntata in oggetto, ci si imbatterà in questa inquietante fotografia, che mostra Edward e il suo gemello cattivo, o gemello parassita, che prendeva la forma di un secondo volto, completamente formato, posizionato sulla nuca di Edward.

Verità o leggenda?

La foto è vera, ma non ritrae Edward, ma una sua ricostruzione ideale: è una statua di cera.

Per ciò che concerne la vera storia diciamo, come spesso accade, che la storia di Edward Mordake è un misto tra verità e finzione.
Pur essendo citato in Anomalies and Curiosities of Medicine di George Gould e Walter Pyle, testo del 1896, non esiste documentazione ulteriore che possa gettare luce sulla effettiva bontà della vicenda.
La parte leggendiaria è contaminata, tra l’altro, come sempre accade dalla tradizione orale di chi, nelle notti di Halloween, si divertiva a terrorizzare i bambini con storie di paura, da innumerevoli varianti e ha cancellato buona parte della verità.

Quasi sicuramente, infatti, il nome Edward Mordake è fittizio.
Non esiste nient’altro a supporto dell’esistenza di questo sfortunato individuo, che, vuole il mito, era un uomo estremamente acculturato, esperto e appassionato di poesia, letteratura, musica e altre arti umanistiche, nonché rampollo di una nobile e ricchissima famiglia inglese. Una delle più importanti.
I teorici del complottismo potrebbero supporre che, proprio per questo, perché faceva parte di una famiglia così potente, questa abbia operato una damnatio memoriae sul proprio erede. Possibile, certo.

Edward Mordake interpretato da Wes Bentley in American Horror Story Freakshow

Edward Mordake interpretato da Wes Bentley in American Horror Story Freakshow

Edward era, di fatto, per le sue straordinarie qualità, una sorta di incarnazione di Dorian Gray, solo che, esattamente come il personaggio del romanzo di Oscar Wilde, celava un segreto scioccante: nel suo caso, un gemello parassita.

Il piccolo, e maligno (secondo le testimonianze) gemello di Edward era un volto perfettamente formato e capace di movimento: poteva muovere gli occhi, fissando i visitatori, sorridere e anche piangere e lamentarsi.
Ma non è tutto, la parte più spaventosa e probabilmente più romanzata della vicenda voleva che Edward fosse perseguitato dal suo gemello, tanto che non riusciva più a dormire a causa dei continui bisbligli del picccolo volto, che era solito riempirgli le orecchie di frasi terribili.

Tutte le leggende concordano nella conclusione: Edward Mordake si suicidò all’età di ventitré anni e stabilì, nel suo testamento, che il piccolo volto fosse distrutto prima della sua inumazione. Volto che lui considerava emanazione maligna. Roba satanica, o una cosa così.

Eppure, per quanto la storia del “povero Edward” sia frutto di una ben calibrata fiction dell’orrore, l’eventualità del gemello parassita è ben conosciuta, documentata, dalla storia medica.
Chang Tzu Ping, cinese quarantenne, salì agli onori delle cronache negli anni ’80, quando da uno sperduto villaggio della Cina volò fino negli Stati Uniti per sottoporsi a un intervento teso a liberarlo del suo gemello parassita, consistente, nel suo caso, in una seconda bocca, provvista di dentatura, posizionata sulla guancia destra, che si muoveva in sincrono con la bocca principale.

Link utili:
la pagina di Book and Negative su facebook
Il mio ebook citato a inizio articolo

Fonts by Google Fonts. Icons by Fontello. Full Credits here »