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Dammi un po’ di zucchero, baby!

by Germano on 18/08/2010
Book and Negative
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Ovvero, le Dieci Migliori Scene di Sesso e Amore mai viste al Cinema.
Cos’è il sesso? Un mero passatempo? Scambio metafisico? Ginnastica? Amore? Non è compito mio rispondere.
Mio dovere, invece, compilare classifiche. Finalmente, la sospirata classifica sul sesso ce l’abbiamo anche noi.
Ma non aspettatevi la solita barbosa, ad alto tasso glicemico, che parte da “Basic Instinct” e finisce con “Nove Settimane e Mezzo” per passare da Demi Moore muscolosa che fa lo striptease.
Ispirato dallo Sciamano Poropat, che qualche commento fa richiedeva con fermezza e garbo una classifica sulle “10 migliori scene di sesso non (interamente) umano”, ho colto l’occasione per sondare negli angoli più bui e sordidi della celluloide (n.b.: “Possession” e “From Beyond” fanno parte a pieno titolo di un’altra classifica più seria, qui ho giocato). Scopo: mostrare al mondo cosa possono causare i vagheggiati rapporti interspecie, a base di fantasy e romance. Nel mezzo, qualche scena a dir poco memorabile.
Niente vampiri e licantropi innamorati, però. Quelli fanno ridere già di loro, non c’è mica bisogno di scriverci sopra.

Ringrazio Lo Stregatto, per avermi ricordato di Ash e così aver dato un titolo a quest’articolo, Norys e Koros, per la consulenza artistica e Matteo Poropat, come già detto, per il suggerimento.

Cominciamo:

10Gnaghi e Valentina Scanarotti
tratta da: “Dellamorte Dellamore” (1994) di Michele Soavi
interpreti: François Hadji-Lazaro e Fabiana Formica
interspecie: sì
tasso erotico: medio/alto
fattore di rischio: essere divorati da uno zombie
coinvolgimento emotivo: di breve durata, a causa della putrefazione

È buffo, abbiamo paura di una ulteriore evoluzione dell’archetipo dello zombie verso il romanticismo sfrenato e dimentichiamo che tale unione zuccherosa ha già avuto luogo in quell’ameno posticino che è il Cimitero di Buffalora.
Siete segretamente innamorati della quindicenne figlia del Sindaco. Lei va ancora a scuola, mentre voi siete l’aiuto custode del cimitero: il classico scavafosse. Per di più, non siete neanche tanto svegli, visto che vi piace collezionare foglie morte.
Ma non disperate, tanto, prima o poi, vengono tutti lì. Un’attesa di tre giorni e il vostro amore risorgerà. Potrete dedicarle una sviolinata e mettere la sua testa dentro un televisore rotto, da dove essa vi dedicherà canzoni d’amore.
Di lei è rimasto solo quello. Non è più un buon partito. E sta già svanendo, accompagnata da un cattivo odore. Ma il ricordo resterà per sempre. Puro amore platonico. Ed esempio di un cinema horror tutto italiano che è scomparso per sempre.

9Sil e il Dott. Arden
tratta da: “Species” (1995) di Roger Donaldson
interpreti: Natasha Henstridge e Alfred Molina
interspecie: sì
tasso erotico: elevato
fattore di rischio: diventi padre, a colpo sicuro
coinvolgimento emotivo: credevo che fosse una “botta e via”, e invece…

Passate le vostre giornate a dare la caccia a un’aliena bionda e sexy alta un metro e ottanta, sfuggita da un laboratorio segreto, e che ha, come unica colpa, quella di volersi accoppiare col primo che capita. Questo, durante il giorno. Di notte, ormai stanchi e affaticati, andate a rilassarvi in un nightclub dove quella stessa aliena, che è anche furba e si è tinta i capelli di nero per non farsi riconoscere, vi rimorchia, proprio voi che avete, diciamocelo, la faccia da bamboccio, e vi porta su in camera. Siete voi il prescelto, quello perfetto, quello che serve per mettere su famiglia. Peccato che si dimentichi di dirvelo, tranne che a cose già fatte, quando qualcosa già si muove nel suo ventre e dalla sua schiena fuoriescono aculei che sembrano lame affilate.
E, siccome è una mantide, ma non in senso figurato, vi stacca la testa. Non so voi, ma io ci rimarrei molto, molto male.

8 Bill Lee e la Sig.ra Frost
tratta da: “Il Pasto Nudo” (“Naked Lunch”, 1991) di David Cronenberg
interpreti: Peter Weller e Judy Davis
interspecie: sì
tasso erotico: basso
fattore di rischio: beccarsi frustate da una governante nazista, ma può anche piacere per questo
coinvolgimento emotivo: acido lisergico

Con la scusa di “farle toccare la macchina da scrivere” [l’altra, quella della “collezione di stampe cinesi”, l’avete usata la sera prima in un’altra occasione, ndr] riuscite a intrattenervi con una signora interessante che è la copia sputata di una tizia che amavate prima di partire e che avete ucciso. Tutto normale, tutto metafisico. Il vostro amore diviene carne fremente e pulsante che fuoriesce da quella stessa macchina da scrivere, sotto le sembianze di un grosso insetto, e vi travolge mettendosi a vibrare come impazzito. Anche questo è amore…
Voi ve ne state lì, tranquilli, e continuate, perché tanto è tutto metafisica, simbolismo, non c’è nulla di reale. Ma le frustate della governante, quella che sopraggiunge, quelle sì, lo sono. E fanno male.

7Max e Julia
tratta da: “Cube²: Hypercube” (2002) di Andrzej Sekula
interpreti: Matthew Ferguson e Lindsey Connell
interspecie: no
tasso erotico: medio/basso
fattore di rischio: il tempo non è una costante
coinvolgimento emotivo: l’amore è eterno

Nel tesseratto il tempo e lo spazio subiscono variazioni. Tutte le stanze sono uguali, ma sono vissute in momenti diversi. Qualcuno, per sperimentare una teoria che è più che semplice astrazione, vi ha rapito e posto dentro l’ipercubo, così, tanto per vedere che succede e se siete abbastanza in gamba da venirne fuori senza le istruzioni. A un certo punto incontrate una donna in vestito da sera rosso. Scocca l’attrazione reciproca. Sfortuna vuole che, quando avete deciso di appartarvi in una stanza, proprio in quella il tempo scorre via velocemente, trasformandovi in pochi istanti in due mummie rinsecchite. Ma il vostro amore, quello no, non è sublimato, ma è eterno, come l’abbraccio dei vostri corpi sospesi.

6Angie e Cain
tratta da: “RoboCop 2” (1990) di Irvin Kershner
interpreti: Cain (il robot) e Galyn Görg
interspecie: sì
tasso erotico: medio
fattore di rischio: il metallo fa male
coinvolgimento emotivo: devozione e sacrificio

Puro cyberpunk. Quando qualcuno vi trasforma in un cyborg assassino super-armato, voi, tossici e baroni della droga, potete ancora contare sulla fedeltà della vostra compagna. Lo so, si fa di nuke e probabilmente, se potesse, vi abbandonerebbe in due minuti, o peggio. Ma siete ancora voi i più forti.
Lei, visto il vostro nuovo aspetto, vi guarderà, intimorita e ammirata, ci penserà un po’ su e, prendendovi per la vostra mano metallica, nuova estensione del vostro io, dirà: “Be’… dovrò farci l’abitudine”. Che aspettate a sposarla? Ah, già… l’avete uccisa in cerca a vostra volta di altra nuke. Brutto affare.

5Il Senatore Nado e Signora
tratta da: “Il Pianeta delle Scimmie” (“Planet of the Apes”, 2001) di Tim Burton
interpreti: Glenn Shadix e Shonda Farr
interspecie: no
tasso erotico: basso
fattore di rischio: saltare sul lampadario
coinvolgimento emotivo: “UH!”

Le scimmie non sono tanto diverse dagli esseri umani. Lo fanno in modo perverso e rumoroso. Tanto rumoroso. La mattina, però, vanno in parlamento, a dissertare sul futuro delle altre specie, tra cui gli esseri umani che hanno perso il testimone nella corsa dell’evoluzione e il titolo di specie dominante.
Il vecchio orangutan ciccione, col suo drink on the rocks in mano, è esemplare di una certa classe sociale. Davanti a lui, la sua odalisca scimmiesca si dimena con classe istruita, tipica di coloro che hanno studiato per fare quel mestiere. Non la deve mica pagare. Non è più un fesso qualunque, ora sta tra quelli che contano. Ma attenzione, perché gli schiavi posso sempre entrare a farvi visita e voi finireste impauriti e attaccati al lampadario.

4 Krem e T’Pol
tratta da: “Acquisizione” (“Acquisition”, 2002) da “Star Trek: Enterprise” (2001-2005)
interpreti: Jeffrey Combs e Jolene Blalock
interspecie: sì
tasso erotico: elevatissimo
fattore di rischio: è solo un massaggio ai lobi!
coinvolgimento emotivo: presa vulcaniana, ahia…

Persino gli alieni Ferengi trovano la nostra dea T’Pol attraente, figuratevi il sottoscritto. Qui la vediamo ancora ufficiale scientifico agli ordini di quel fesso del capitano Archer, mentre dichiara di essere “addestrata nelle arti del piacere”, ma di non avere familiarità con le perversioni del suo occasionale compagno.
Innamorarsi di lei è d’obbligo. Anche se si limita, come in questo caso, a darvi una passatina sui lobi delle vostre gigantesche orecchie. Ma tanto basta per mandarvi in orbita. Questa è Maestria, non Sparta… Così come è d’obbligo pensare che quelle dichiarazioni non fossero solo menzogne dette lì per lì, ma sordido passato.
Attenzione, se vi passa la mano sulla spalla sta per mettervi knock-out. Insensibile.

3 Sharon e Helo
tratta da: “La Conversione di Baltar” (“Six Degrees of Separation”, 2004) da “Battlestar Galactica” (2004-2009)
interpreti: Grace Park e Tahmoh Penikett
interspecie: sì
tasso erotico: elevatissimo
fattore di rischio: nucleare
coinvolgimento emotivo: diventi padre, anche qui, sigh! e scopri che la tua donna è un fo**uto tostapane

Da questo punto di vista Battlestar Galactica è un telefilm pragmatico. Come già detto, io amo la pragmaticità. E anche le cylone.
La praticità è averle create tutte uguali e tutte belle. L’effetto è che uno non se li pone mica i dubbi, se farlo o meno, se starci con una di quelle o meno: TUTTI ci starebbero. Il difetto è che questa verità va a scapito della sospensione dell’incredulità. Vogliono darci a bere che la gente sarebbe un tantino ristrosa ad andare a letto con Boomer o Caprica 6? L’unico dubbio, a mio avviso, sarebbe la scelta: con quale delle due, prima?
Tra l’altro, colgo l’occasione per apostrofare Gaius Baltar come merita, ovvero “imbecille”, dato che, se avesse montato uno specchio sopra al letto , come ogni erotomane che si rispetti fa, avrebbe scoperto immediatamente il modo per distinguere i cyloni dagli esseri umani: è il fattore K.I.T.T.
Ovvero, le donne cylone, giunte al culmine, trasformano la loro spina dorsale nel visore anteriore di supercar. Manca solo il woosh-woosh caratteristico.
Altro che test, esperimenti e via dicendo. Basta uno specchio. E, se ve lo state chiedendo, no, non serve neppure saperci fare, basta dir loro “ti amo” e cadranno come pere cotte ai vostri piedi.
Il bello è che BSG è durato quattro anni, e su queste basi… dovevo essere proprio innamorato perso.

2Frank e Jane
tratta da: “Una Pallottola Spuntata” (“The Naked Gun: From the Files of Police Squad!”, 1988) di David Zucker
interpreti: Leslie Nielsen e Priscilla Presley
interspecie: no
tasso erotico: incalcolabile
fattore di rischio: nullo
coinvolgimento emotivo: LA STORIA D’AMORE della vostra vita

Voi siete andati a mettervi “qualcosa di più comodo” e ve ne tornate con un elegante completo a giacca che più tardi toglierete con un dito; la vostra Jane, con indosso solo una vostra camicia per non macchiarsi, “non ancora”, se ne sta in cucina a scaldare il vostro “pezzo di carne” che dal suo canto consiglia di prendere “caldo e sugoso”.
In più, vi confessa che pratica il “sesso sicuro”. E vi calate in un “titan” in latex.
Devo aggiungere altro? È storia del cinema. Puro e semplice.

1Howard e Beverly
tratta da: “Howard e il Destino del Mondo” (“Howard the Duck”, 1986) di Willard Huyck
interpreti: Howard T. Duck e Lea Thompson
interspecie: assolutamente sì
tasso erotico: incalcolabile
fattore di rischio: finire in una gabbia allo zoo o su un tavolo da laboratorio sotto i ferri
coinvolgimento emotivo: chi può dirlo?

Sfogliate un numero di “PLAYDUCK” e, con sguardo libidinoso, vi soffermate sul “centerfold”, il paginone centrale… Il fascino e anche il terrore delle realtà parallele in questa incarnazione folle e irripetibile della Paperopoli disneyana  in salsa Sci-Fi prodotta da George Lucas.
Niente e nessuno può battere Howard il Papero e la sua scena con Lea Thompson.
È stato osato l’inosabile, concepito l’inconcepibile, nel figlio più inconsapevolmente kitsch e trash degli Anni Ottanta.
Fratellanza universale? Di più. Un rapporto che “viola qualsiasi legge di natura” non può che finire trionfante al primo posto.
Il cinema è stato anche questo. Il sesso al cinema, non praticato, è stato anche questo. E qualcuno se lo ricorda ancora. Così come si ricorda delle piume che si rizzano sulla testa di Howard, quando Beverly gli infila, sinuosa, una mano sotto la camicia…
Apocalittico.

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