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Apocalypse. NOW.

by Germano on 22/12/2012
Book and Negative
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Dunque, sono stato nominato tre volte, qui e qui e anche qui, in un meme ideato dal mio amico Alex. Avevo intenzione di parteciparvi, ma c’è un fatto: l’apocalisse era prevista per ieri, 21 Dicembre.
L’apocalisse non c’è stata.
E io sono di molto incazzato.
Perché speravo, una volta tanto, in un diversivo su scala globale che ci avrebbe distolto dalle nostre cazzate quotidiane, grazie alle quali ci stiamo affossando da soli.
Sapete, quel vecchio adagio? Ubi maior minor cessat? Ecco, una cosa così.
E invece niente.
Non che credessi sul serio che un calendario interrotto mille anni fa potesse sortire chissà quale effetto. Ma la mia anima geek è dura a morire, e sta sempre a fantasticare.
E così, rinuncio a partecipare al meme così com’è, e lo trasformo, coi poteri conferitimi da me stesso, nelle Otto migliori apocalissi che ogni mondo dovrebbe avere.
E prima di cominciare, le ultime due cose:

a) Parlo sul serio? Sì. No. Forse.
La verità è che se davvero vi state ponendo questa domanda siete irrecuperabili. Per cui, questa classifica ve la meritate.

b) Amo l’apocalisse. Ve l’ho già detto. Fatevene una ragione.

E ora cominciamo.

***

8 – Nucleare

Il buon vecchio Mad Max, o Kenshiro, se volete. Oppure la versione tragica, quella di The Day After. In sostanza, due superpotenze (sono sempre due), fanno a cazzotti, usando tutto l’arsenale nucleare di cui dispongono.
Tenete presente che io sono nato nel ’76 e cresciuto con lo spauracchio dei missili nucleari sovietici che ci sarebbero dovuti cadere in testa da un momento all’altro, invocando lo scudo stellare di Reagan e godendo di tutto quel cinema propagandistico americano. Il mondo era ben delineato, c’erano i buoni, ma soprattutto i cattivi. Per un bambino è il mondo perfetto, basta scegliere da che parte stare.
Comunque, ovvio che mi piacerebbe la variante Mad Max, magari quel piccolo pezzettino di paradiso terrestre, l’oasi in mezzo al deserto, da condividere con una compagna, magari. E magari anche un paio di cani, per tenerci compagnia. Qualche libro, e delle pareti rupestri dove incidere bassorilievi, perché son bravino in disegno.
Prospettiva allettante, in fondo. L’unica controindicazione sarebbero il maledetto fallout e tutte quelle radiazioni. E vabbé…

7 – Biologico

Un virus, un’aranciata (cit.), un prione. Insomma, un agente patogeno che si diffonde e ci fa la festa. Scenari d’allucinazione pura, montagne di corpi che bruciano, disperazione. Terrore del contatto umano.
Diciamo che quello biologico è uno degli scenari più terribili. La coscienza che un microrganismo ci stia scalzando dal posto più alto della catena alimentare è dura da mandare giù.
Ah sì, in questo senso si potrebbe configurare uno scenario zombie. E allora la questione diventa divertente.
Se volete sapere cosa farei nel caso di questa apocalisse, vi basta leggere questo libro, aggratise.

6 – Vulcano

Il Krakatoa, o qualche suo parente, solo mille volte più potente. Il cielo viene oscurato dalle ceneri, i raggi del sole non passano, e il mondo diventa una fredda distesa desertica e buia. La vita animale e vegetale di estingue nel giro di un mese, e gli uomini s’aggirano mangiandosi tra loro, esaurendo il cibo in scatola, e adorando falsi dei, che soppianteranno quelli in voga finora.
Brutta storia.

5 – Glaciazione

L’effetto serra era solo il preludio a una nuova glaciazione. La Terra viene ancora una volta strozzata dalla coltre glaciale. Sopravvivono solo nelle regioni equatoriali e nelle zone calde del pianeta, tipo Australia, Africa e America del Sud, con un conseguente nuovo assetto dell’ordine mondiale. Cosa che, in verità, non mi dispiacerebbe affatto.
E poi, ho sempre sognato le spiagge di Rio.
Se poi mi trovassi a dover vestire i panni di Luke sul pianeta Hoth, su una slitta trainata da dodici cani, facendo buchi nel ghiaccio per pescare o per recuperare cimeli delle città sepolte, be’… non sarebbe male. Più probabilmente, però, finirei congelato. Un statua esposta millenni dopo in un museo.

4 – Evento Anossico

Dicono che si sia già verificato, nei miliardi di anni della storia del nostro pianeta. È una fase in cui l’ossigeno, quello che ci consente di vivere, cessa di esistere. Varie ipotesi e speculazioni, ma nessuna certezza tranne una: moriremmo tutti, a meno che non impariamo a respirare idrogeno.

3 – Intelligenza artificiale

La creiamo, questa s’accorge di quanto siamo dannosi come specie e decide di farci fuori. Skynet, Terminator, il Giorno del Giudizio.
Mi ha sempre affascinato l’ipotesi del ritorno di un Messia. E perché mai il Messia non potrebbe tornare creato da noi stessi sotto forma di un’intelligenza lucida e spietata?
E quindi finirei come il Tenente Reese, con un codice a barre stampato a laser sull’avambraccio, fuggendo su un tappeto di teschi e ossa umane agli sterminatori robotici, che notte e giorno battono a tappeto le lande desertiche per stanare e distruggere ciò che resta delle scimmie intelligenti.

2 – Infertilità

Gli esseri umani di sesso maschile divengono sterili, a poco a poco, proprio come ne I Figli degli Uomini. Fino a quando, sulla terra, si verifica il Giorno Zero, quello in cui non vengono registrate nuove nascite sull’intero pianeta.
Ai superstiti non resta che invecchiare e morire, con la consapevolezza che non ci sarà mai più nessuno a ereditare il mondo. Tutto torna alla natura.

1 – Inquinamento

È lo scenario che preferisco, il più probabile. Causato dalla nostra idiozia, puro e semplice. Abbiamo avvelenato l’acqua, l’aria, abbiamo sterminato gli animali, devastando l’ecosistema. E, ancora, abbiamo lasciato ai nostri figli un bel dono: la disgenetica, ovvero malformazioni congenite che hanno reso la loro vita impossibile. In compenso, possediamo una tecnologia superiore.
Scenario Cyberpunk, distopico, realistico, che in un certo senso prelude a tutti i precedenti. Basta solo aspettare.

Buon weekend.

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