Serie Tv

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 13)

stuff&things

Questa settimana il blog me lo stanno scrivendo altri, amici e blogger a loro volta.

No, sotto non c’è un disegno preciso.
Sì, tornerò a scriverlo io, il mio blog.

Ma sono anche convinto che gli articoli di questi giorni vi siano risultati graditi. Che è la cosa più importante. Nel prossimo futuro, quindi, potranno comparire ulteriori guest post.
La recensione/racconto della puntata numero 13 di The Walking Dead è questa volta affidata alle sapienti cure di Giordano Efrodini, al quale vanno i miei ringraziamenti.
Prima di lasciare a lui la parola, ci tenevo a ribadire tre cose:

– Giordano è molto più cattivo di me.
– No, non ci siamo messi d’accordo sul contenuto e sui toni dell’articolo. Ognuno s’è visto la puntata e s’è fatto le proprie idee. Lui mi ha inviato il file e io mi sono limitato a riversarlo in questo post, curandone la formattazione.
– mentre leggevo il suo articolo mi sono cappottato dalle risate, più volte.

Buona lettura.

***

Episodio 13 (di Giordano Efrodini)

Giunto al 13° episodio della terza stagione, The Talking Dead (cit. Brian Keene) non ha mai chiacchierato tanto, e fin da subito si ha la sensazione che sarà una puntata di quelle da affrontarsi armati di santa pazienza di grosso calibro. Vi avverto, da questo momento in poi si scende nel dettaglio, si racconta l’episodio e si fanno spoilers grossi come buchi nella trama. Io ve l’ho detto.

Spoileracconto della trama!

Artwork by Giordano Efrodini
Artwork by Giordano Efrodini

Gli sceneggiatori non hanno ancora smesso di passarsi il bong, visto che Andrea, dall’alto del potere conferitole da una trama balorda che bada più all’opportunismo registico che alla logica narrativa, riesce a organizzare un incontro tra il Governatore e Rick, pur contando quanto l’Asso di Picche a Briscola – come le fa notare il Governatore, accennando al fatto che lei non ha potere né diritto di dettare legge e regole – ma non importa, i Boss s’incontrano in zona franca e tant’è.
Sono accompagnati da due uomini ciascuno.
Il Governatore porta Martinez, il messicano testa calda che ci sa fare con le armi, e Milton, il suo dottore / scienziato / factotum, o “consigliere”, come dice lui.
Rick porta Daryl, perché è un ottimo tiratore e sa il fatto suo, e poi c’è Hershel. Sì, l’anziano sgambato. È lì come consigliere? No, visto che Rick non gli rivolge parola fino alla fine, ma non corriamo.
Perché questa scelta? Semplice opportunismo registico, di nuovo.
Hershel e Milton iniziano a parlare e scoprono una certa sintonia. Milty sta scrivendo un memoriale per i posteri, la storia di Woodbury e della sopravvivenza, Hershy ne è positivamente impressionato, poi parlano di quello che hanno imparato durante la zombiecalisse e Milty chiede a Herhy di mostrargli la gamba amputata, perché è una scoperta, Hershy allora fa una battuta sul mostrare le gambe senza neanche un fiore o un invito a cena. Ih ih ih, che sciocchini.
Altrettanto succede tra Daryl e Martinez, ma in modo decisamente più rude e maschio per l’uomo che non deve chiedere mai, infatti si scambiano confidenze sulla moglie e il figlio di Martinez uccisi dagli zombie mentre ne abbattono un po’ cheek-to-cheek, cosa che fa sempre emergere la domanda: ma se li spappolano senza protezione (magari pure a bocca aperta) e si beccano gli schizzi di sangue marcio, come mai non si sono ancora presi un’infezione da stroncarli? Immagino che gli anticorpi siano parte integrante della sceneggiatura, e anche gli antibiotici nell’aria che respirano.
Insomma, si avvicinano ma è una cosa talmente veloce e buttata lì che sembra un pretesto per mostrare che in fondo in fondo non sono poi così diversi e allora volèmose bbene, lacrime napulitane, eccetera eccetera, ma anche no. Infatti niente. La storia si sgonfia alla svelta ma chissà, potrebbero sfruttarla più avanti come se si fossero scambiati chissà quali dolci segreti del cuore. Vicolo cieco evolutivo della trama o ruffianata furbetta? Staremo a vedere.

The Governor (David Morrissey) - The Walking Dead - Season 3, Episode 13 - Photo Credit: Gene Page/AMC

Intanto al carcere comanda Glenn.
Vi ricordate di Glenn?
Mingherlino, asiatico, incazzato come un furetto mestruato… lui.
Solo che adesso gli è passata.
Il bong degli sceneggiatori, io do la colpa a quello.
Adesso, quando Merle dice che è il momento di approfittarne, attaccare e uccidere il Governatore per farla finita, Glenn dice di no, che è troppo pericoloso – eh già, attaccare Woodbury da solo era geniale, invece sparargli adesso che ha solo due uomini no – insiste che è sbagliato, devono fidarsi di Rick – sì, quello che parla con la moglie morta che gli appare vestita come in un video di Enya, avete capito – infatti Merle s’incazza e si azzuffano, ma naturalmente tutti danno ragione a Glenn e Merle viene zittito.

Rick e il Governatore si stuzzicano, si girano intorno con le parole, e se attaccasse un minuetto al clavicembalo sarebbe quasi sul pezzo. Arrivano a qualcosa? Ancora no, ma restate sintonizzati, questa puntata saltapicchia da una conversazione all’altra e da un luogo all’altro. Mi sono lavato la faccia per stare sveglio, giuro.

Fuori dal “parlamento” Andrea piagnucola perché si sente inutile, adesso sa che il Governatore ha giocato con Maggie, ma non sa se a Forza 4 o a Twister. Anche quando Hershel le dice che è un uomo malato lei continua a non saper decidere cosa fare, perciò eccola lì che mi ricorda la vecchia Carol, vittima di un marito stronzo e violento ma incapace di mollarlo. Hershel le dice che è di famiglia, fa sempre parte del loro gruppo, ma che se tornerà deve essere per restare. Lei annuisce, smoccola dal naso e sgocciola dagli occhi, ma è ancora il backup di Carol.

Il Governatore racconta a Rick di quando sua moglie morì in un’incidente. Non si capisce perché lo faccia, ma immagino che sia uno degli isterici e inconcludenti tentativi degli sceneggiatori di dargli uno spessore o una profondità, farcendo di dettagli a cazzo la scheda del PG pur continuando a giocarlo male. Poi finalmente mette le carte in tavola; vuole Michonne, e se Rick gliela porta dice di essere disposto a risparmiarli – sì, e se mio nonno avesse tre palle sarebbe un flipper – perciò gli dà due giorni per decidere.

the-walking-dead-season-3-episode-13-Merle

Mentre queste belle cose vengono messe in tavola, il furetto mestruato detto Glenn si trova da solo con Maggie, allora tubano sui loro sentimenti e poi trombano dietro una saracinesca perché gli zombie smontano l’impeto erotico asiatico. Ecco, e così abbiamo sistemato il dramma di coppia a tarallucci e vino senza farla troppo lunga.

Tutti tornano a casa e quella scema di Andrea rientra a Woodbury col Governatore, che intanto informa Martinez del patto e gli dice di uccidere tutti quando porteranno Michonne, ma di lasciare la ninja rasta a lui che ha una questione personale. Poi dice ad Andrea di aver trovato un accordo con Rick, le fa un sorrisone e lei gli augura che la cosa vada in porto. Io le farei la cortesia di una morte misericordiosa, ormai il personaggio è stato contaminato da qualcosa di peggio della piaga zombie, la piaga di una sceneggiatura infame.

Rick dice ai suoi che il Governatore vuole conquistare la prigione e che ha intenzione di ucciderli tutti, di profanare le loro salme, cucirsele in un tutù e ballare sulle ceneri dei loro contratti. Lo fa per caricarli con la paura affinché combattano, ma per una volta ci ha anche azzeccato. Dice di Michonne solo a Hershel, che afferma di considerarla parte del gruppo per aver già salvato e aiutato molti di loro e quindi non sarebbe giusto venderla al Governatore, poi chiede a Rick perché gliene ha parlato e lui gli dice che sperava lo dissuadesse, perché sta cullando ancora la pia illusione che il Governatore potrebbe agire in modo inaspettato e risparmiarli (o in modo meno inaspettato potrebbe trasformarsi in un leggiadro unicorno e trasformare gli zombie in graziose fatine canterine di Broadway, dico io).
Insomma, tra la Prigione e Woodbury è guerra – dicono – anche se a me sembra ancora un po’ fredda o semifredda, anzi facciamo un tiramisù, poi mi fa il conto che devo scappare.

TWD maddafakka

FINE

Conclusioni.
In conclusione è stata una puntata dai ritmi mosci, non supportata da dialoghi interessanti, s’è voluto imbastire un episodio introduttivo alla battaglia e pompare l’idea che adesso ne vedremo delle belle, perché il Governatore è cattivo e Rick è tosto, Andrea è tormentata, tutti hanno paura e dovreste averne anche voi. Anzi probabilmente no, ma se fate finta di sì gli sceneggiatori apprezzano. Oh, però vanno bene anche una pacca sulla spalla o una scatola di biscotti, che dopo aver fumato tanto hanno sempre fame.
All’inizio mi stava calando la palpebra, così sono andato a lavarmi la faccia per restare sveglio, e sempre per non smarrire il filo ho preso appunti qua e là durante la visione. Probabilmente se non lo avessi fatto sarei finito in coma vigile sul divano. Il bello e il brutto di TWD è che quando parlano, molto spesso non dicono nulla. Se ti perdi qualcosa poi ti riagganci facilmente, ma se ascolti con attenzione hai di quando in quando la sensazione di seguire un rumore bianco di banalità. Non è sempre così, ma molto spesso sì, e questa puntata è stata una bella infornata di parole per imbastire quei due o tre concetti che sarebbero stati comodamente raccolti in mezza puntata o anche meno. Insomma hanno allungato il brodo con l’acqua e non si vede neanche un tortellino che galleggia.
Questa trattoria fa schifo. Il conto, prego!

P.S. Ringrazio Hell per l’ospitata e la fiducia. Mi sono divertito a scrivere il post e spero diverta voi leggerlo. Se poi non siete d’accordo con le mie conclusioni, pace. Il bello delle opinioni è che ognuno ha la sua, come la testa, perciò meglio usarle entrambe.

Episodi precedenti QUI

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  • […] tutti, questo è il mio secondo post su Book and Negative dopo il guest-post per la recensione del Tredicesimo Episodio di The Walking Dead, e il primo come co-autore o autore ospite o quello che è. Questa volta vi […]

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    • 9 anni ago

    Nel paesino di cui sono originario, si usa dire che “i ceci vanno mangiati per devozione”. Questo perché i ceci fanno parte del piatto tipico servito nella sagra legata alla festa del santo patrono (siamo meridionali, come cantava negli anni 80 un cantautore tuo concittadino) e vanno comunque consumati. Pertanto, io i film e le serie tv che parlano di zombie, mi sento quasi obbligato a vederli e, forse, a farmeli pure piacere, “per devozione”. Queste recensioni, però, sono veramente spassose, al punto tale che mia moglie, vedendomi ridacchiare davanti al pc, pensa che stia chattando con chissà chi! Il fantasma della moglie di Rick che va in giro vestita come in un video di Enya, poi, è semplicemente da applausi.

    • Sono davvero contento che abbia divertito anche un fan della serie, non potevo chiedere di meglio. 🙂

      In fondo però va anche detto che, sebbene in modo critico, credo di esserlo anch’io, proprio perché in ogni caso mi piace seguirla. Certo, spesso va a finire che mi diverte più la sua goffaggine involontaria che non l’intento del regista, degli sceneggiatori e degli interpreti, ma la seguo e quindi mi diverte. Credo mi piaccia proprio il lato cialtrone, quello che “ma sì dai, facciamogli fare questa cosa che non ha senso, che ci serve per arrivare a quell’altra cosa là che non so ancora come la faremo ma su, intanto facciamolo”. Ecco perché ho pensato al bong e a un gruppo di allegri e giocosi fattoni.

      Non sono d’accordo con chi la considera un’inattaccabile prodotto di qualità, ne canta esagerate lodi e sorvola sulle maldestre avventure di Rick & Co. solo perché si parla di zombie e allora è bello e basta. No, se bastasse un’icona horror per fare di un telefilm o un film un capolavoro, allora Dracula 3D sarebbe davvero da Cannes e non per finta (che secondo me i francesi ancora ridono). Come tutti gli altri temi e spunti narrativi anche gli zombie bisogna saperli gestire.
      TWD è il più delle volte una soap-opera coi morti che fanno capolino al posto delle comparse, tipo Brooke e Ridge che parlano del futuro della Forrester Creations (oppure di chi ha copulato con chi o con cosa) sparando in testa allo zombie di Taylor, che in effetti è già resuscitata un numero sospettoso di volte (ho una madre che segue Beautiful e ci tiene a rendermene edotto). Il fatto è che io con le soap-opera ci son venuto su mio malgrado, che il motto di mia madre era: «Guardiamo i tuoi cartoni animati e poi i miei», che poi i “cartoni animati” di mia madre erano General Hospital, Una Vita da Vivere e La Valle dei Pini, quindi oggi mi ritrovo a seguire Grey’s Anatomy senza battere ciglio, ma TWD bara, dichiara horror ma gioca romance, poi si segna le carte, si dimentica le regole, non porta le patatine quando è il suo turno… insomma, è cialtrone ma lo frequenti lo stesso perché ha quel lato lì che ti diverte e neanche tu sai il perché.

    • ‘Sta cosa dei ceci non la sapevo mica, sai? Devo essermi perso qualche passaggio… ^^”
      Credo che tutti le guardiamo mossi dalla passione, anche io divoro qualsiasi film sugli zombie, ne ho visti moltissimi ultimamente. Film dei quali non scriverò mai perché sono davvero, davvero pessimi. Talmente tanto che TWD ci fa un’ottima figura, al confronto. Per la stessa ragione guardo anche questo telefilm, e poi sì, mi diverte prenderlo un po’ in giro, e leggere di altri che lo prendono in giro, perché si spera sempre che possa migliorare, tipo nella puntata del parto di Lori…
      Speranza vana… ^^

  • Io vorrei premiare tutta la crew per come hanno scritto, girato e realizzato la scena della riunione tra il Governatore e Rick. Sembravano due amici che si vedevano dopo 20 anni e non avevano un caspio da dirsi, ma dovevano per chissà quale motivo parlarsi. “Oooh, ho portato del whisky!”

    • Tra l’altro io vorrei capire una cosa: ai fini della narrazione, che senso ha mostrare fin dall’inizio che il Governatore ha incollato una pistola sotto il tavolo, e non fargliela usare?

      • Il segreto del suo successo secondo me va pericolosamente vicino a quello di Twilight, ossia una lenta ma costante carenza nell’offerta della qualità da una parte e di richiesta della medesima dall’altra, produzione e fruizione si stanno adattando a uno standard sempre più basso. Poi sì, il tête-à-tête tra Govy e Ricky di quando in quando puzza di San Crispino o di Amaro Montenegro, almeno per la regia.

      • Sono più che normali, visto che fa un botto di ascolti in tutto il mondo. ^^”

      • Però la scena è imbarazzante. Troppo. Nel 2013 girare una cosa del genere con silenzi e sguardi sbigottiti degli attori e la sceneggiatura improvvisata, è da processo. E gli hanno confermato la 4a? Ma sono normali?

  • Uau, commento sul mio stesso blog! Sensazione strana. XD

    Io volevo far notare, stavolta, l’ottima scenografia, probabilmente hanno sfruttato qualche posto abbandonato (in USA ce ne sono tanti). Mi riferisco agli esterni in cui s’è svolto il colloquio tra Rick e The Governor. 😉

    Andrea è la morte dell’emancipazione femminile. Sigh.
    E sinceramente, non si capisce perché farsi tante storie per arrivare a questa cavolo di resa dei conti. Ah già, devono raggiungere le 16 puntate.

    • Io ormai alla scenografia non ci faccio quasi più caso, stesso discorso per gli zombie.
      Poi mi domandavo: non ci sono prede in giro da mesi (probabilmente) ma gli zombie spuntano lo stesso come la gramigna, segno che: a) hanno un piano migliore degli umani, qualunque esso sia (va bene anche camminare e digrignare i denti); b) cadono a pezzo mooolto lentamente, anche se a dieta stretta; c) hanno trovato un modo di riprodursi fuori dall’inquadratura.
      Dai, non è possibile che ne abbatti uno e ne spuntano cento, non è mica l’Idra di Lerna. Da dove vengono? C’è una linea di autobus, tipo la Graveyardhounds?

      • Atlanta, come in Via col Vento. 🙂
        Solo che in VCV bruciava, qui invece è un rave di viventi svantaggiati. XD
        Sì, dubito che ci abbiano pensato, immagino che li usino nella sceneggiatura come segno di interpunzione. Se non ci fossero il titolo a ricordarmi che è davvero una roba di zombie, penserei che è una soap-opera interrotta regolarmente da un flash-mob alla Romero.

      • Io ho ipotizzato che, siccome non si sono mossi, fondamentalmente, di nemmeno dieci chilometri, siano ancora vicinissimi alla metropoli che si vede nella prima stagione. Cos’era, Phoenix? Non ricordo. Lì ce n’erano un botto.
        Ma naturalmente sono tutte ipotesi razionali che dubito siano passate per la mente degli sceneggiatori: gli zombie li infilano quando serve, per giustificare il nome del telefilm. Li hanno messi completamente in secondo piano, anzi ora sono stati degradati a tappezzeria.