Antologia del Cinema

Starship Troopers (1997)

Il bello di vedere un film nel periodo in cui esce è che poi puoi scrivere recensioni aneddotiche/nostalgiche più di dieci anni dopo, fingendo una sapienza invidiabile. Buon trucco, quello degli aneddoti, e ogni buon blogger dovrebbe tenerlo presente. Io, comunque, non vi ho detto niente…
Parlando di Starship Troopers del buon Paul Verhoeven, la prima considerazione si ricollega al film preso in esame ieri, Conan.
Verhoeven iniziò a leggere il romanzo di Robert A. Heinlein e poi, depressosi, lo abbandonò dopo i primi capitoli. Abbiamo a che fare, quindi, non con una trasposizione di un libro, ma con pura improvvisazione innestata su un canovaccio: la terra del futuro, la democrazia male del secolo, un pianeta di insetti che ci sparano contro asteroidi. Il tutto condito da finti spot pubblicitari della propaganda che, come in RoboCop dieci anni prima, ci ricordano che vogliamo sapere di più, oltre che fornirci un quadro parodistico dell’insieme, non bastasse la minaccia insettiforme e le partite di Rugby (?)… una falsa interattività e un’intrinseca perplessità verso una società militarista che ha individuato nella forza bruta e soprattutto nell’esercizio coerente di essa la via della pace. E ok, c’è la censura, ma le condanne a morte vengono trasmesse come il Meteo…
Questo per dire che, esattamente come Conan, ci sono i nomi, le battute, i riferimenti letterari, ma che il film è qualcos’altro, a suo modo originale. E solo su questo è bene discutere.

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Stabilito che Rico (Casper Van Dien) è di Buenos Aires (nel libro, filippino), ma come i suoi compari Ibanez (Denise Richards) e Carl (Neil Patrick Harris) è di pura razza ariana, e avendo ammirato il vessillo verde, bianco, blu del Regime, ricordo il rigurgito di polemiche che investì il film, specialmente in occasione del passaggio in tv in prima serata. I soliti bla bla bla inutili e sciocchi. È un film di fantascienza, fantastico, compito della fantascienza, distopica o non, non è presentare il mondo reale, ma mostrarci nuovi mondi che, perché no, possano funzionare anche se non sono “belli e giusti” com’è il nostro. Ok, finite di ridere dopo…
Esaltazione della forza, del valore, nazionalismo e delle virtù militari rispetto alla vigliaccheria del vivere da civili. Sono tutte cose che ci stanno, senza starci troppo a pensare. I nemici sono gli insetti. Diversi, come quasi tutti i nemici. Davvero sottile il casus belli, che vuole un’asteroide colpire la terra dopo essere stato “sparato” fuori della propria orbita dal plasma degli insetti (non si sa come)…
Insomma, guerra in risposta a un’aggressione, sembrerebbe. Ma che si trasforma in guerra d’annientamento.

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La caratteristica di Starship Troopers è l’antipatia innata di tutti i protagonisti, umani e non, eccetto uno, ma ci torneremo alla fine. Rico, col mascellone, Ibanez con la puzza sotto al naso, Carl che fa il nerd, ma è un sensitivo, in pratica esponente di una sottile evoluzione della razza umana, persino l’aracnide guerriero, nelle sue centinaia di cloni, sono tutti odiosi. Ragion per cui si assiste dapprima al reclutamento/addestramento dei terrestri, poi a una catastrofe da dieci milioni di morti, compresi i familiari dei protagonisti, e poi a una guerra che, in sostanza, scorre via placida divertendo solo ed esclusivamente dal punto di vista dell’effettaccio speciale, piatto come un videogioco, ma che ti trasmette la voglia matta di imbracciare un fucile automatico e di far fuori un po’ di insetti, dal momento che a) tutti fanno la loro parte e, ancor più importante, b) l’unico insetto buono è un insetto morto.
E fin qui, non ci sono dubbi. Purezza d’immagine degna di una sit-com,e comprimari di extra-lusso quali Michael Ironside e Clancy Brown, il primo professore a scuola, a educare i futuri “cittadini”, il secondo Sergente Istruttore. Be’, lasciate che ve lo dica, starli a guardare è un vero spasso, uno spasso che il cinema ha perso con loro. Rocciosi e cazzuti.

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Gli insetti sono una marea. Ondate su ondate di aracnidi guerrieri, dalle falci che grondano sangue e, soprattutto, i loro parenti giganti che cagano plasma azzurro proiettandolo in orbita, potente da abbattere navi spaziali enormi.
Da un film di guerra, senza quartiere, senza spessore, ci si aspetta solo ammazzatine a raffica, come le scariche dei fucili e i missili nucleari, che fanno piccoli funghi atomici senza onda d’urto. il futuro è bello e comodo.
Non so quale sia il sottotesto applicabile agli insetti che più volte si rendono maestosi e per la loro solennità, per il fatto che sputano fuoco come i draghi, per il non trascurabile dato che, sì, è vero che hanno sparato l’asteroide, ma è pur vero che ormai si trovano a combattere una guerra di sterminio, ma qualcosa c’è se è vero che l’assedio al campo militare richiama, con svariate battute, un altro assedio, quello delle tribù africane ai colonizzatori bianchi asserragliati con il loro orgoglio e la loro superiore potenza di fuoco nel film Zulu (1964). E questi erano i padroni che le colonie tentavano con ogni mezzo di scrollarsi di dosso. Quindi, la Fanteria dello Spazio è lì per fare cosa?

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Ma in fin dei conti non importa. Resta il fatto che non sono il solo a restare allibito di fronte all’insetto capo, quello intelligente, che trascinato in catene di fronte a Carl, ormai perfetto in uniforme nera come la pece, prova paura.
Be’, non lo so, a distanza di anni tale scena mi rattrista sempre. Gioire della paura di una creatura intelligente? Mah…
E poi, gli insetti cominciavano a piacermi, perché si erano organizzati, compivano attacchi coordinati e succhiavano i cervelli, come nella migliore fantascienza anni cinquanta, compreso il cervello di quell’idiota di Zander, rivale in amore di Rico e collega di Ibanez, e uscito dritto dritto da qualche telefilm deficiente di quegli anni, Melrose Place, mi pare, ma non ci giurerei. Succhiargli il cervello era un atto dovuto da parte di qualsiasi senziente, a rischio di intossicarsi.
Insomma, morale ambigua, trasposizione alterata e, in fin dei conti un film che resta nella storia per la maggior quantità di colpi mai sparata prima. Tutto materiale buono non già per i sequel, ma per una serie televisiva.

Altre recensioni QUI

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  • Il libro l’ho adorato, ma per me resta sempre un film godibilissimo, e certa satira sulla società non la si vedeva dai tempi di Robocop e Running Man.

  • Meno male, perché a volte… brrr… 😉

  • Il film mi è piaciuto e ne conservo sempre un bel ricordo. Il professore è un grande, il sergente istruttore un piccolo mito (ma nel libro è meglio!). I momenti di ghigno sono svariati, le scene e le immagini che mi sono rimaste in testa sono tante (per dirne una, il tizio con un solo arto sano del banco arruolamento e la sua geniale battuta “La Fanteria ha fatto di me quello che sono”).
    I due slogan sono ottimi e azzeccati, anche se quello sugli insetti mi fa pensare tanto ai Tiranidi di WH40K (ma non so se son venuti prima i Tiranidi o se i tizi di WH hanno copiato l’ennesima cosa ^_^’).
    E gli effetti speciali non me li ricordo malaccio, ma forse guardandolo oggi mi si arriccerebbero le palpebre dall’orrore 😛
    Però il libro… Già solo la prima frase, “Mi viene sempre la tremarella prima di un lancio” (vado a memoria) bellissima; il proseguimento è ottimo, la lotta con gli Insetti ha più senso che nel film e soprattutto Rico è un paio di tonnellate meno inutile 😛
    Perché sulla valutazione dei personaggi del film non c’è storia: gli unici che si salvano sono Dizzie, il prof e il sergente istruttore, gli altri sono odiosi (Rico in primis!).

    • Gli effetti speciali se la cavano anche adesso… 😉

  • Bellissimo film, libro non lo conosco.
    Ispirazione del mitico ( 🙂 ) libro game Obscura Genesi, soprattutto per gli insettoni senzienti.

    • Wow, Google+ funziona! 😀
      Ri-benvenuto!

    • 11 anni ago

    Premessa n.1; il libro da cui trae ispirazione Verhoven è molto meglio del film IMHO. Premessa n.2; Verhoven era avanti dieci anni come uso del linguaggio mediatico (vedi anche Robocop).
    Che dirti se non che il film mi è sempre sembrato un cartone animato particolarmente mal riuscito e che ho rimpianto la vittoria degli umani? A parte i due grandiosi caratteristi che hai citato, l’unica cosa veramente bella sono i finti spot (mi sembra di aver detto tutto).
    P.s. trovatemi qualcuno con le palle di Heinlein adesso. Anzi, qualcuno che abbia anche solo la metà delle sue palle.

    • Non ce n’è. Fine della storia. 🙂

  • Ho un bel ricordo di questo film, mi era piaciuto. Anche per la vena satirica che permea tutto, quegli spot erano grandiosi, per quel che ricordo. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    • Be’, vedere i bambini che si litigano un fucile d’assalto ha il suo perché… 😀

  • E Dark Star, altrettanto ovvio! 😉

  • e va beh, pure la cosa, ovvio:-D

    Non mettevo in dubbio che tu l’avessi rivisto (figurarsi!).
    2001 proprio non mi piace, l’ho visto tipo 15 volte ma fatico ogni volta a finirlo. Non fa per me. Preferisco Dark star! 😛

  • Considerato che per me è IL film di fantascienza, con Terminator e poco altro, speravo in una rivalutazione più decisa. Tutto sommato mi pare che lo demolisci (avevo scritto sottovaluti, non credo sia il termine esatto) parecchio.
    La satira sociale secondo me è ben delineata e presente in ogni inquadratura o quasi, spesso pure nelle battaglie, e già per questo io mi esalto ad ogni visione. E poi, cacchio certo, ci sono gli insettoni, motivo numero due della mia esaltazione.

    Il libro non credo lo leggerò mai.

    • Be’ come sempre l’ho rivisto prima di scrivere. Che te devo dì, sono in fase melanconico-sentimentale, come detto poc’anzi. Poi per me il number one è La Cosa. 2001 è un altro campo da gioco…

      😉

  • Come ti dicevo, a me era piaciuto e piace ancora. Non ho il DVD, ma quando passa in TV lo guardo sempre volentieri. Non ho mai letto il libro, anche se mi era già stato descritto come molto diverso (c’entra un cazzo) con la versione cinematografica, però – volendo prendere questa storia a sé per quello che è – non è niente male. Sì, ogni tanto (spesso) facevo il tifo per gli insetti, e il regime terrestre fascista è simpatico come una pugnalata nel cavo popliteo, ma proprio il fatto che siano un plotone di merde rende il tutto originale e divertente. In un certo senso, personaggi a perdere di cui non sentirai la mancanza. Rico è un cretino e si arruola per ragioni cretine, Ibanez è una smorfiosa gatta morta e doveva crepare lei al posto di Dizzy, gli altri sono sulla stessa lunghezza d’onda… però – sono d’accordo con te – almeno ci sono Clancy Brown e Michael Ironside, i veri fighi. I seguiti, credo di aver visto uno o due film TV (o per lo meno, il livello era quello e pure scarso), fanno pena. Si tratta di palle invereconde, trifolature di coglioni con una goccia di limone.

    • Il terzo lo vedrò per le stesse ragioni che hanno portato Rico ad arruolarsi. 😀
      Rimpiango solo Dizzy che, in fondo, era l’unica simpatica di tutta la Terra. A ‘sto punto, morire per morire, sì, dovevano far succhiare il cervello di Ibanez dall’insettone!

      😉

  • Starship Troopers è un bel film coi suoi toni estremi e il suo atteggiamento apertamente parodistico (ma senza prendere apertamente per i fondelli la materia che sta trattando).
    Ovviamente è triste, tristissimo, fare un film che si basa sul libro di Heinlein senza avere le tute potenziate.
    Tuttavia il film è divertente, e poi le mazzate che non si tirano… la scena dell’attacco all’avamposto è una delle più belle scene di battaglia nella mia classifica personale.
    Quanto alla paura del ragno intelligente… in un film in cui si capisce chiaramente che è “noi o loro” la pietà ha poco spazio. Io come spettatore mi chiedo semmai come sarebbe una scena in cui un umano si trova prigioniero, a parti invertite.

    • Interessante osservazione. Nel senso, mi chiedo se a parti invertite si proverebbe pietà per l’umano o no…
      Sto diventando sentimentale, c’è poco da fare.

      😀

  • Be’ a me era piaciuto il film e sono anche un estimatore del libro rispetto a Lucia (però lei può dire tutto quello che vuole e per me ha sempre ragione).

    Manca la tutta potenziata, mancano per conto mio alcune finezze presenti nel libro, ma alcuni spezzoni sono magnifici, però mi sta tanto sulle palle la buonda che si prende una cotta per Rico:-)

    Io quasi quasi mi metto Rico adesso, per un paio di giorni:-)

    • Ah, e bravo Ferruccio!
      A me sta più sulle palle Ibanez, perfettina e col sorriso che più finto non si può. E infatti si dimostra per quella che è…

      😀

  • Quanti ricordi…
    Ho perso il conto delle volte in cui ho visto questo film. Lo preferisco di tre o quattro spanne al romanzo di Heinlein (sì, lo so, bestemmio) e ci ho sempre trovato una vena satirica irresistibile.
    Oltre alle mazzate, ovviamente…

    • Alla fine sembra tutta una presa in giro… Gli umani sono vincenti, ma col dubbio. 😀