Underground

Parlando di personaggi, dee e supereroi

Riaprendo il blog mi sono reso conto di non aver preparato nulla da dire, in questi cinque giorni di assenza. Belle giornate, colme, piacevoli.
La mente lontana da internet e dalla scrittura, eccetto che per due temi costanti, rimasti in qualche angolino a far danno; le pale eoliche di Offshore, dal quale sto avendo più feedback che dalla mia Ragazza (ringrazio a tal proposito tutti quelli che l’hanno letto e hanno voluto farmi sapere qualcosa a riguardo) e Marilyn.
Chi è Marilyn?
Cominciamo con l’escludere il campo dai falsi sospetti: non ha nulla a che vedere con la Monroe. Non canterà mai “Happy Birthday Mr. President”.
Marilyn è la mia nuova ossessione scrittoria, senza che abbia scritto ancora una riga su di lei.
Ha l’aspetto di Amber Heard, e nasce da questa foto:

***

Non so neppure quale sia la marca dell’automobile, ma mi piace pensare che sia una Cadillac, o una Porsche degli anni ’50 o ’60, o una Mustang così che possa ascoltare queste note, mentre la osservo.
A quel punto, mentre già mi perdevo nell’ambientazione supereroistica dell’amico Alex, creata dopo non so cosa, se Southern Comfort o Cointreau, ma fantastica a ogni modo, ecco che nasce l’idea: creo, per la prima volta, non essendo né volendo essere esperto del settore supereroistico, il mio primo “supereroe”: bionda, perfetta, morbida, bellissima, vintage, pucciosa come un leccalecca, o un Chupa-Chups…
Solo estetica, penserete voi, ma in realtà no. Anzi, procedendo con la caratterizzazione ci sono andato giù pesante, aborrendo sostanzialmente l’idea canonica di supereroe tutto tuta e sorrisi smaglianti alla telecamera, mi sono divertito a pensare a qualcosa di alternativo, limitante perché no, poco super-eroistico, in definitiva, e ho deciso di imbastire sul mio personaggio una storia breve che, tempo e imprevisti permettendo, dovrei dare alla luce e alle stampe virtuali entro dieci giorni/due settimane.
Molti altri stanno facendo altrettanto, a partire da Alex, del quale vi consiglio il nuovo eBook, stiloso e immediato come un albo a fumetti (ne parlerò in maniera più approfondita tra qualche giorno).

***

Tornando a Marilyn, senza anticipare troppo, per non togliervi il gusto di leggere, vi dico che l’idea della mia Super è associata a un potere limitante, debilitante, più un intralcio che uno splendore, secondo la vecchia convinzione che la parte difficile, nel creare un mondo siffatto, sproporzionato e tendente al powerplaying, sia collocare l’eroe in un contesto quotidiano, sempre in nome di quel realismo che, per la riuscita finale, non deve mancare mai.
In sostanza, anche un Dio come Thor, elmo alato e martello, deve sembrare a casa sua, sulla Terra. Stesse ragioni che mi portano a mal sopportare Superman, il power player per antonomasia, con un costume anacronistico che lo fa risaltare, a suo danno, in qualunque contesto lo si collochi. Motivi opposti che, invece, fanno adorare Batman a molti, o Iron Man.
La mia idea è rinunciare a un costume, forse anche a un nome in codice, giocare con gli stereotipi del genere. Non credo sia una novità, è già stato fatto, se non erro nella serie Ultimates, che riportava a un livello umano troppo umano tutti i super-eroi più famosi. E da M. Night Shyamalan nell’amato (da me), odiato (da altri) Unbreakable.

***

Resa del film a parte, il mio pensiero a riguardo lo trovate qui, ho sempre apprezzato il concetto supereroistico che da esso se ne ricava. Chiave di lettura che è contenuta, a ben guardare, nel film stesso:
il fumetto è accentuazione di caratteristiche reali, perché il messaggio in esso contenuto sia chiaro e immediato. Quando Elijah, l’Uomo di Vetro, mostra una tavola a un cliente, in cui un eroe combatte contro il cattivo, pone l’attenzione sulle caratteristiche rassicuranti dell’eroe, accentuate per l’appunto: la mascella, le spalle larghe, un’estetica rassicurante e atletica, l’idea di possanza e perfezione fisica, di contro alla sproporzione inversa del cattivo, spesso ritratto con gambe piccole e tratti che non si fatica a definire umanoidi, più che umani, e che quindi lo collocano immediatamente nella sfera dell’altro, del diverso in senso alieno, deteriore e pericoloso.
Ma nel film siamo nella realtà, per cui queste stesse sproporzioni, ingiuste e manichee devono ritrovarsi sotto l’aspetto anonimo, quotidiano. Non devono essere visibili, ma devono esistere. E allora abbiamo Willis, con la mascella volitiva e l’aspetto solido e rassicurante, con la mantella che altro non è che un poncho per proteggersi dalla pioggia e Elijah che ha la sua sproporzione nella fragilità ossea, che gli ha avvelenato anche l’animo. Concetto banale, quest’ultimo, dite?
Sì, come lo sono i fumetti, d’altronde, nella loro semplicità. Eppure ci piacciono lo stesso.

***

Per capirci, visto che è difficile ultimamente, NON ho intenzione di scopiazzare Unbreakable, ho solo detto che ne condivido l’interpretazione, ma la storia, la mia, si svolgerà sotto altra luce e prospettive.
Il tentativo, il mio, sarà quello di ritrarre un supereroe spogliato delle caratteristiche accentuate, collocato in un contesto normale, anche se speciale, come può essere la realtà di Due Minuti a Mezzanotte. Round Robin alla quale non partecipo, ma che mi permetto di coltivare in questo spin-off indipendente.
Ci riuscirò? A voi il giudizio.
E, già che siete qui, ditemi, qual è il vostro concetto di super-eroe?

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • unbreakable è un gioiellino ingiustamente sottovalutato, e forse l’unico, “vero” film sui supereroi mai girato.
    Serie tv come Heroes devono parecchio a quel film, ed è una visione iperrealista sui superpoteri che fa sembrare il cosiddetto “realismo” di Nolan e del suo Batman una pagliacciata per bambini.
    Restando su Batman, ricordi cosa ti dissi a proposito del costume?
    Quando lo indossavo, avevo i movimenti impediti. La visione periferica drasticamente ridotta. Il mantello che intralciava anche le azioni più semplici. Semplicemente improponibile in un contesto “reale”.
    E non parliamo di andarsene in giro con un’armatura volante… ;D

    • Be’, in fondo si finisce per prediligere Kick-Ass (fumetto), o Unbreakable, al quale imputano proprio l’assenza di “pagliacciate”, secondo me. Ma noi ce ne freghiamo. ^^

  • Un’attesa particolare per me questa… 😉

  • Supergod, Nemesis, Wanted…basta questo no? xD
    Sopporto poco i supereroi dc per l’estrema bontà che esprimono in quasi ogni situazione .-.

    • Ah sì? Quelli della Marvel sono più stronzi? 😀

  • Non sono un grande esperto di supereroi, ma tendenzialmente mi piacciono quelli che non hanno veri e propri superpoteri (Batman) o in generale il concetto di potere limitante più che powerplayerante (sarà per questo che mi piace la serie Misfits mentre a tanta altra gente fa schifo). Ergo attendo con fiducia il tuo spinoff superoistico. 🙂

    Mi pare che “Unbreakable” fosse piaciuto pure a me. Ma non ricordo granché bene.

    Ciao,
    Gianluca

    • Ottimo. Spero di non deludere. Anche se, volendo variare lo stile… potrei incontrare qualche difficoltà, o magari no? 😀

      • Gli ostacoli sono sfide. Sarà interessante, vedrai. 🙂

  • Unbreakable, capolavoro!
    Quell’idea di supereroe mi fomenta tantissimo! ^_^ Anch’io sto mettendo insieme materiale e idee per uno spin-off di 2MM, che è veramente un’ambientazione faighissima! 😀
    Infatti Alex aspettati a breve una mia mail perchè devo chiederti delle cose… U_U

    Visto che sei uno dei pochi (che conosco) ad apprezzare Unbreakable, e visto che Matilyn è una gnocca, sono in trepidante attesa di leggere!

    • Oh, benvenuto! Mi fa molto piacere. 😉 Così come l’idea, che condividiamo, del supereroe minimalista, che non vuol dire poco tosto o cazzuto, ma non appariscente nell’utilizzo delle sue capacità.
      Ecco, vedremo se riuscirò a proporre la storia come ce l’ho in testa.
      Sono curioso anche di leggere le vostre, a questo punto.
      🙂

  • Bell’articolo, con molti spunti di riflessione.
    Io i supereroi li adoro incondizionatamente. Negli ultimi anni ho ripescato anche quelli della Golden Age, improbabili ed eccessivi, ma ottimi per un restyling (spesso malinconico) in chiave moderna.
    In realtà i miei preferiti sono però quelli che sfiorano il realismo. Gli Ultimates, più volte citati, tanto per andare su nomi noti. Ultimates 1 e 2 è quanto di meglio ho letto in tema supereroistico negli ultimi tempi, insieme a titoli molto noti agli appassionati: Incognito, Irreemedable, Supergod.
    Credo che RR avrà molto da dire, se il tutto non deraglierà clamorosamente.
    Spin-off come il tuo sono una manna: che vengano a più non posso!
    Io con Libby mi sto divertendo un casino, senza ansie pregresse e costruite non per mie volontà negli ultimi mesi. Divertiamoci, che la vita è già quel che è 😉

    • Di Libby ne parlerò, fidati. 😉
      Sì, il punto è che può essere l’ennesimo, bel progetto corale e può dar vita a scenari interessanti. Le potenzialità ci sono tutte.
      Il realismo io lo trovo necessario dal momento in cui si passa dalla carta alla carne e le ossa. Mah… vedremo come ne verrà fuori Marilyn. Per me è un esordio totale. ^^

      • Un esordio per tutti, mi sa 😀
        In pochi in Italia hanno osato scrivere di supereroi (ovviamente non parlo di fumetti, ma di racconti).
        Siamo incoscienti e fighi 🙂

      • Fighi, soprattutto. 😎

  • Devo ammetterlo è da molto tempo che non leggo più nulla in tema di supereroi… Ma l’idea di realismo di cui parli mi sembra un buon spunto narrativo. Sono curioso di vedere che ne uscirà .

    • Eh già, tu sei il gemello cattivo, quello che non legge supereroi. ^^

      • Si. Ho entrambe le prime due serie (quelle di Millar e Hitch). Lo considero uno degli esempi migliori di storie sui supereroi. Poi Loeb ha snaturato la serie purtroppo….

      • Be’, non lo so, fate un po’ per uno. Magari tu ti fingi buono e viceversa. Coi gemelli non si sa mai. 😀
        E Ultimates? Non l’hai mai letto?

      • Oddio non è che non legga più niente. Solo che le storie moderne non riescono a prendermi come quelle di un tempo (con le dovuto eccezioni).
        Oh no !Io credevo di essere il gemello buono ! 😉

  • Un super eroe con le mutande sopra il pigiamo non può andare lontano ! 😀
    Bentornato….
    P.S: lei è magnifica

    • Questo è ciò di cui parlo? Ma nemmeno uno con le maniglie dell’amore vestito in tuta di latex. 😀

    • 10 anni ago

    Bentornato. 😉

  • Non avevo fatto il collegamento tra quella foto in auto e l’idea della tua Marilyn, ma a guardarla bene il legame è ovvio! 😀
    Supereroi… Mi piacciono, mi piace pensare di identificarmi con un super invincibile, ha il suo piccolo, edonistico fascino (sarà il senso di rivalsa, lo sfizio di guardare le cose da un’angolazione invulnerabile, non so). Alla lunga, però, un personaggio come Superman diventa stantio e, a modo suo, caricaturale. Per contro, uno come Wolverine, simile a Superman per l’indistruttibilità, è sufficientemente sfaccettato da soddisfare il gusto del power player pur rimanendo sempre piacevole.
    In sostanza, credo che dipenda da come uno mette in scena il suo super-eroe, da come lo pensa, da come lo caratterizza.
    Ah, sì, io ho amato molto Umbreakable! U_U

    • È un argomento complesso, a ben guardare, perché tutti i supereroi hanno bisogno di un restyling, per continuare a esistere, ma al tempo stesso, possiedono caratteristiche costanti, la giovinezza, un legame sentimentale, personaggi corollari, che non devono mai essere eliminati, quasi fossero parte integrante dell’ambientazione.
      Wolverine ha dalla sua il fatto di essersi liberato del costume, degli X-Men, di essersi reso indipendente, creando tutta una serie di avventure originali. Ecco, lui ha subito una evoluzione in senso realistico, pur conservando le caratteristiche sovrannaturali.

      Eh, già, quella è Marilyn. Ha anche gli stivaletti rosa shocking. 😀

      • ahahah XD Sì, può essere. Però il taglio non sarà così umoristico come quello di Jojo, almeno spero. ^^’
        Dai una strizzatina al gatto da parte mia!
        😉

      • Finalmente ce l’ho fatta a focalizzare cosa mi faceva venire in mente quello di cui mi parlavi domenica a pranzo: gli spunti che elencavi mi ricordavano un po’ Le Bizzarre Avventure di JoJo! 🙂

      • Appunto, sono gli stivaletti rosa schocking che mi hanno illuminata! 😀
        Sì, Wolverine ha saputo rinnovarsi, ma Wolvie fin dall’inizio aveva sufficiente spazio di manovra per potersi rinnovare; Superman è un grosso Gary Stu, paraculato oltre ogni dire, al punto che per fargli accadere qualcosa di brutto devi far per forza intervenire la kriptonite o maltrattargli una persona cara… 😛
        (saluti dal gatto assassino che voleva inserire una riga intera di “000”, così, perché sì 😛 )