Cinema

L’Ultimo dei Templari (2011)

Eccovi là, davanti ai vostri monitor. Già le vedo, le vostre facce. E già sento il Mettiu che parte con la sua invettiva: Ma spiegami, perché ti vedi certi film? Tanto si sa già che fanno ca*are. Più o meno è così che la pensi, vero?
La risposta al perché insista a guardarli è insita nella domanda: è una certezza. Una delle poche nella vita, quella che Nicholas Cage non sappia più che pesci prendere. Quindi, per paradosso, o semplice conseguenza, L‘Ultimo dei Templari mi ha rasserenato.
Questa è un’epoca di sconvolgimenti: tasse, crisi, benzina alle stelle. Il domani è oscuro. Ma Cage rifulge nella sua aurea mediocritas, spesso, come nel caso specifico, raggiungendo vette irraggiungibili di schifo atavico. Qualcosa di assoluto, incomprensibile, simile agli orrori cosmici lovecraftiani.
Vedere un suo film, uno qualunque degli ultimi dieci anni, forse quindici, equivale ad attaccarsi a qualcosa di concreto, che non ti viene mai tolto.
È impossibile, come la sua capigliatura. Ne sforna una nuova a ogni film, sempre più ridicola. Qui, in versione cavaliere crociato (?), ha capelli lunghi fino alle spalle con colpi di sole. Pettinatura in voga durante le Crociate, lo sanno tutti. Non siate scettici, e che ca**o!
E così, magia del marketting tutto italiano, Season of the Witch diviene L’Ultimo dei Templari. Perché si sa, i Cavalieri del Tempio tirano e gli spettatori arrivano a mucchi a intasare i cinema.
Certo, come no… Va detto che, in ogni caso, ci vuole arte a pubblicizzare una cosa così, a mascherarla, a metterle i fiocchi, per così dire, con questo trailer qua:

***

Una solenne presa per il culo. Uno vede una roba di questo tipo, e i suoi occhi diventano così: *__*
È automatico, non trovate? Non ce li avete anche voi, gli occhi così, dopo averlo visto? Su, andate a controllare allo specchio…
Ecco… Ora sapete cos’è il marketting.
Battaglie campali in nome di Cristo, per punire i cattivi. Si inizia su una piana desertica. Perché è chiaro, deserto e armature vanno d’accordo. Sono fighe.
Un Cage coi colpi di sole e bolso sbruffoneggia con Ron penitenziàgite Perlman, la cui strana faccia riesce, a distanza di anni, sempre simpatica. È la presenza scenica. L’unica. I due sostengono di poter uccidere trecento avversari ciascuno. Ma poi Cage dice che ne ucciderà seicento, tutti lui.
E si passa di battaglia in battaglia. O meglio, rissa furibonda, dato che mancano cavalleria e, nonostante si sia nell’era della CGI, gli arcieri. I “Templari” si scagliano in zuffe campali, menano fendenti di spada e, caso strano, non si sporcano di una goccia di sangue. Neanche una.

***

E dire che il film, udite udite, iniziava pure bene. Eh già, ci sono tre streghe o aspiranti tali condannate a morte dal prete inquisitore di turno. Le tre vengono prima impiccate, sospese a un ponte, e poi calate in acqua, per annegarle. Il prete, però, non convinto dell’efficacia della procedura, ritorna nottetempo per issare i cadaveri e pronunciare delle formule che impediscano loro di ritornare. E fa appena in tempo, perché la seconda è colta da convulsioni. E la terza…
Be’, il tutto è portato avanti con tale sfacciataggine, per un film che non si sa cosa sia, se un fantasy di bassa lega, o un’avventura a sfondo storico, che si sta per urlare al miracolo. Uno come me, avvezzo ai b-movie, o alle paraculate di Ash e della sua Armata delle Tenebre, si trova a pensare: ci hanno riprovato.
E, calma, lo so anche io che Cage non è Campbell (e chiudiamola qui). Ma magari, si spera sempre che possa venir fuori un prodotto caciarone e simpatico, che non si prenda troppo sul serio. E invece…

***

La cosa che mi fa ridere è che in rete c’è chi l’ha trovato un buon film e ha anche avuto la faccia tosta di consigliarlo. Questi sono brutti segnali, ve lo dico io. Perché, ok, il gusto è arbitrario e personale, ma ci sono valori universali. Se una cosa è merda, dovrebbe essere merda per tutti.
Scopro inoltre, spulciando sulla scheda di IMDb, che nel cast di questo obbrobrio figura anche Christopher Lee.
Eh? Cosa? E chi l’ha visto!?
Deve essere comparso mentre dormivo. Sicuro.
Comunque, c’è una strega, Claire Foy. Altrettanto certo è che c’è Cage, l’ho visto. E Penitenziagite. E che quest’ultimo dovrebbe decidersi a fare un film decente. È un peccato vederlo ridotto così.
Per il resto, come dicevo all’inizio, ne ho ricavato una nuova dose di certezza nella vita. E tre quarti d’ora buoni di sonno. Non so neppure come finisce. Ed è meglio così.
Alla prossima, Nicholas!

Altre recensioni QUI

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
    • 11 anni ago

    Ormai la vera arte del cinema sono i trailer… peccato che faccia schifo come dite, dal trailer sembrava avere potenziale.

  • […] sono dei film che mi fanno sprofondare nel sonno, lo sapete. Il più recente è stato L’Ultimo dei Templari, con il nostro splendido Nicola Gabbia coadiuvato dalle sue straordinarie parrucche. Ho dedicato, […]

  • A me di Segnali dal Futuro non ha convinto la fine, mentre in generale non mi era dispiaciuto; un film con Cage di cui ho un buon ricordo è Lord of War, ma l’ho visto una vita fa.

  • Signori, se vi vien voglia di vedere Segnali dal Futuro leggete la mia rece:
    http://mondifantastici.blogspot.com/2010/08/segnali-dalla-schifezza.html

    …e poi ringraziatemi per avervi risparmiato una rottura di palle.

    Però capisco che uno può essere trascinato dal fascino orrendo di Cage, come giustamente sottolineato in questa mirabile recensione… Stavo per cascarci anche io, ma mi sono trattenuto a forza.

    • @ Bruno
      Thanks!
      E non credo che lo guarderò a breve, Segnali dal Futuro.
      😉

  • Ah, la cara questione dei debiti… vecchia, ma sempreverde!
    Be’, con questa inizia a spiegarsi il perché ce lo ritroviamo in decine di film, ma non spiega comunque perché tutti i film che fa incontrino una mega-distribuzione internazionale, a cominciare da questo.
    Mumble, mumble…

    😉

    • 11 anni ago

    Nicholas Cage a me è simpatico. Nel senso che ha sempre l’aria di non sapere dov’è capitato e di aspettare che arrivi qualcuno che caritatevolmente glielo spieghi.
    Dev’essere pure non intelligentissimo dato che si è messo nei guai con l’IRS, fa film per pagare i debiti.
    Ron Perlman è uno dei miei preferiti, con quel’aria di essere pronto a strapparti a morsi un orecchio.

  • L’unico film di Cage che salvo (e che ho pure comprato) è Segnali dal futuro. Ti era piaciuto?

    • Non l’ho visto. Non ce l’ho fatta. Però questa tua confessione mi sorprende quel tanto che basta per aver voglia di recuperarlo. 🙂

  • […] Visita il sito bookandnegative oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

  • Alex: a me Ghost Rider è piaciuto; non un filmone, ma mi ha divertito. L’Ultimo dei Templari mi ha pesantemente annoiato. Fatti i tuoi conti.
    Mauro.

  • Meno male che c’è l’affetto, Salvatore (avevo capito che parlavi di lui) è un personaggio notevole 🙂

  • Hell, Christopher Lee dovrebbe fare il vescovo impestato, quello che da a Cage il compito di scortare la strega.
    Che poi Perlman, o Penitenziagite, come lo chiami tu, qualche film caruccio di recente l’ha fatto, ovvero i due Hellboy 😉

    • Penitenziagite in senso affettuoso, of course. (QUI)
      Temevo fosse proprio quello, Christopher Lee, il vecchiaccio appestato.
      🙁

  • Passo, passo!
    Diciamo che peggio che in “Ghost rider” non può fare, ma non ci tengo a sperimentare con mano questa mia teoria 😛

    Nicola Gabbia a parte, mi stupisco come le grandi produzioni riescano sempre a trasformare in “brutto” ogni film potenzialmente bello. Mah!

    • Eh, ma la domanda giusta se la pone Luca. Il vero enigma è come faccia a lavorare tanto, pur essendo quello che è.

      Sarà un rettiliano. Qualcuno cui la suddetta parentela ha spalancato le porte del potere assoluto, perché altrimenti non si spiega.

  • Mi sono sempre chiesto come è possibile che Nicolas Cage faccia l’attore: è impedito, inespressivo. appena c’è qualche suo film all’orizzonte impreco e cambio canale.

    A proposito di film, martedì prossimo c’è terminator 3 : le macchina ribelli

    La Loken è tutto il contrario di Cage:
    http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/4064/arriva-t3-ma-si-pensa-gia-a-t4/

    🙂

  • Nicholas Cage non sa più che pesci prendere, ma gli assegni, quelli sì.
    Continua a lavorare indefessamente, al ritmo di uno/due film l’anno, in parti di buono, di cattivo, di così-così, fantascienza, commedia, dramma, storico, tutto, tutto ciò che ti viene in mente.
    Alla fine, un suo film te lo becchi per forza.
    No, ma vi rendete conto che per un soffio non è stato il Superman di Tim Burton??
    Superman.
    Tim Burton.

    Poi, già, certo, la (stretat) parentela con Coppola.
    Non si può ignorare, ma non può spiegare tutto.
    Ecco, Cage è il vero Grande Engima del cinema moderno.
    Qualcuno me lo spieghi.

  • Non posso dirti nulla 🙂 perchè… l’ho visto anch’io!!! C’era zio Nick e io i film con lui me li vedo tutti. Però a ‘sto punto se sei un vero uomo ti devi vedere Drive Angry, magari in 3D, che al cinema io con gli amici ci siamo fatti delle risate assurde 😀

    Comunque anch’io all’inizio speravo in una cosa decente, ma alla fine… quella fine… no, inguardabile proprio, un pessimo fantasy 🙁

    • È questo il punto, è noiosissimo. A parte la solita infarcitura di retorica che non se ne può più.

      Apoteosi della comicità, quando Ron e Nick si lamentano di essere costretti a entrare in città per mancanza di viveri quando, poco prima, hanno appena dato fuoco a una fattoria abbandonata, con almeno un centinaio di capi di bestiame indisturbati a pascolare. Ucciderne un paio e seccare la carne no, eh? LOL

      Ma se almeno si ridesse, sarebbe stato un filmone. Manco quello.
      Drive Angry? Mmmhh, chissà…

      😀

  • Tranquillo, nel finale non ti sei perso nulla. Se non altre cazzate più o meno inspiegabili e il classico buonismo perché sí.
    Sono andato al cinema sapendo che i Templari non c’entravano nulla e preparandomi a un film abbastanza ignorante; non a livello di Drive Angry, ma non cercavo né attendibilità storica, né il filmone epocale. Ho trovato un film decisamente inutile e noioso, che si rovina da solo per tre quarti della durata togliendo l’incertezza su cui dovrebbe fondarsi (nell’ultimo quarto si rovina da solo e basta); e sarebbe bastato così poco per fare altrimenti…
    Mauro.