Cinema

Los Cronocrímenes (2007)

[contiene qualche anticipazione]

Siete sposati da almeno quindici anni. Vostra moglie è carina, e siete ancora affiatati, dopo tutto questo tempo. Ha l’hobby del giardinaggio. E in questi giorni è impegnata a curare il giardino della vostra nuova casa, una villetta immersa nel verde, che state ancora sistemando.
Una rete metallica separa il vostro terreno dal bosco. E così, mentre vostra moglie torna in città per far compere, voi vi dedicate a esplorare la boscaglia.
Non vi interessa il bird watching. La verità è che, poco prima, laggiù, tra i cespugli, avete visto una ragazza, la più bella della vostra vita, che si spogliava.
E allora siete rimasti soli, vostra moglie è via, e voi potete andare a curiosare…
Cinema spagnolo. Di nuovo.
La cosa non vi sorprende più. E vi fa dannare, allo stesso tempo.
Non brilla per originalità. Questo no. E, ahimé, già il titolo di questo film, Los Cronocrímenes costituisce uno spoiler bello e buono. Tradotto in inglese è Time Crimes.
Non credo serva molto altro per capire di cosa si tratta. Non è l’originalità, quindi, né la saggezza di chi ha stabilito un titolo rivelante. È il fatto che questi film, che pure risentono di suggestioni moderne, tratte soprattutto da serie televisive coeve di produzione americana, li facciano a poca distanza da noi. Qui, dietro casa, in Spagna.
E finiamola qui. Tanto già lo sapete come la penso su quest’argomento.
Il film non è nuovo e si basa sul paradosso temporale. Ma è un film godibile, che vale mille titoli sterili girati dalle nostre parti.

***

Suggestioni lostiane, innanzitutto. Héctor (Karra Elejalde) si muove in giardini e boschi, usando un furgone rosso, e giunge a un complesso, una struttura dalla architettura familiare, alla quale si arriva tramite un sentiero illuminato da strane luci. La struttura cela la macchina e, una volta scatenato il paradosso, vale il vecchio adagio. Impossibile porvi rimedio o alterare ciò che è stato. Il tempo, miei cari, è immutabile.
Design alla Lost, quindi, e, per i più scafati, un richiamo più che evidente a Darkman di Sam Raimi.
Inutile dilungarsi nel contenuto del film, significherebbe, al solito, rovinarvi la visione, in casi come questo.
Variazione sul tema, quindi, che rivela qualche situazione poco credibile, soprattutto nella rappresentazione dell’emotività dei personaggi che, a mio avviso, troppo facilmente accettano la realtà dei fatti, per quanto folle e assurda possa sembrare e, a volte, peccano di ingenuità nell’affrontare determinate situazioni.
Ma è interessante notare la maestria della tecnica a incastro. Decine di Fucili di Checov, inevitabili, però inseriti con sobrietà; tutti trovano la giusta collocazione nell’intreccio narrativo.

***

Bárbara Goenaga è La Chica en el Bosque, accreditata proprio in questa maniera. E allora la Spagna ti piace ancora di più. Lei è bellissima. Héctor, il protagonista, simpatico ed efficiente nonostante la pancetta. I set coinvolgenti quanto basta. Gli interrogativi lasciati insoluti, per la maggior parte.
La breve durata, circa un’ora e trenta, impedisce forzature nello sviluppo della storia che è come il serpente che si morde la coda. Non comincia e non finisce.
L’unica cosa che cambia è il punto di vista.
Certo, gli interrogativi che nascono sono moltissimi, così come i dibattiti aventi come fulcro proprio una teoria, il viaggio nel tempo, e i suoi effetti che sono indimostrabili.
Alla fine il risultato è ancora una volta buono. Intrattenimento onesto e divertente se, come me, riuscite a cogliere gli omaggi inseriti dal regista.
Ancora una volta simbolo, questo film, e rimpianto: per quello che il nostro cinema potrebbe diventare e si ostina, caparbiamente, a non essere.

Altre recensioni QUI

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  • Eh… è quello che ho pensato anch’io dall’inizio alla fine del film.

  • Visto ieri sera, grazie ad Hell. 😉
    Non facilissimo da seguire, ma una volta afferrata la sua logica, ne rimani invischiato fino alle ginocchia.
    Bassissimo budget, ma ottime le location, e più che decorosi gli interpreti.
    A poterne fare, di cose così, qualche amico e qualche migliaio di euro a cucire assieme il tutto.

    • 11 anni ago

    Ho visto questo film qualche mese fà e devo dire che per quanto un pò confusionario negli eventi creati dai paradossi per me ha due pregi non da poco: personaggi che dimostrano la loro normalità nell’ essere preda di eventi fuori dall’ ordinario e un ritmo serrato che lo fà scorrere che è un piacere.
    Ora come Alice si può dire che gli attori forse non sono ideali per le parti e la storia( sulla ragazza del bosco stenderei un velo pietoso: bellissima ragazza , non male nella recensione ma nelle sue azioni mi è sembrata una celebrolesa per tutta la durata del film)ma a questo darli una palma d’ oro per peggior film ce ne vuole.
    Faq about time travel è un ottimo consiglio che mi permetto di darvi anche io ma con una piccola precisazione: l’ umorismo di fondo del film e la trama ben mescolata con sapori di cultura nerd/amazing stories potrebbero non essere apprezzato a pieno da tutti…

  • Lo vedi, tu riesci sempre a toccare i tasti giusti con me…
    E ora?
    Mi devo andare a cercare anche questo?

    • Ma no!
      Questo è già bell’e pronto. Comunque è inferiore all’altro…
      Credo venerdì…

      😉

  • “Perché, non si può?”

    Si può pure, a ciascuno il suo, per carità.

  • Ti ha spinto a guardarlo una donna nuda nel parco?
    Mah…

    • Perché, non si può?

  • Cerco di essere propositiva e consiglio un film sui paradossi temporali:
    Faq about time travel. Film inglese, il migliore che abbia visto negli ultimi anni. Una sceneggiatura complessa ma ben gestita, avvitamenti che non scadono nell’originale, niente scivoloni antipatici.
    Parliamoci chiaro: se io domani avrò a che fare con un viaggio nel tempo, per la prima volta nella mia vita, difficilmente mi troverò invischiata in avvenimenti che porteranno o inizieranno o si concluderanno con una donna che si spoglia nel parco.
    Faq è intelligente nonostante viaggi dentro a canoni soliti ma… è perfetto, divertente e inquietante.

    Insomma, io lo consiglio davvero tanto tanto…

  • Temevo già di leggere una recensione sbrodolante… è positiva, ma almeno non sbrodolante
    Fai conto che gli ho assegnato mentalmente la palma d’oro per il peggior film di sempre. Lo detesto come ho detestato pochissimi film.

    Già una roba che inizia così:

    “E così, mentre vostra moglie torna in città per far compere, voi vi dedicate a esplorare la boscaglia.
    Non vi interessa il bird watching. La verità è che, poco prima, laggiù, tra i cespugli, avete visto una ragazza, la più bella della vostra vita, che si spogliava.”

    per me è già da segare in principio.

    Trama pessima e sconclusionata, gli attori li ho trovati non credibili.
    Insomma, mi è piaciuto meno di The Human centipede (detentore della palma d’oro, che aveva rubato a sua volta ad Hostel…).
    Chissà chi sarà il prossimo vincitore.

    • per me è già da segare in principio.


      Per me no. Anzi, è il motivo che mi ha spinto a guardarlo.
      😛

  • come sempre co la tua rece riesci a convincere 🙂

    • Mini-recensione stavolta. Ma il tempo è quello che è. Purtroppo. 😛

  • Visto tempo fa, e apprezzato!
    E’ uno di quei film in cui spicca la trama e la recitazione, non basandosi affatto su effetti speciali o cose simili.
    Non perfetto, come in effetti dici anche tu, ma godibile.