[Di incipit si muore]: Berserk, di Kentaro Miura

by Germano on 17/03/2021

A proposito di incipit accattivanti: Berserk di Kentaro Miura.
Va avanti dal 1989, giunto al 40esimo tankōbon.
La storia di un guerriero sospinto – letteralmente – dalla sete di vendetta.
Vi invito a non tenere conto di cosa sia diventato Berserk con l’andare del tempo. Può piacere o meno. Non è il discorso che ci interessa. A noi interessa, per l’appunto, il principio.
Quelle prime tavole.

Agli appassionati del fantastico ricorderanno una precisa scena di Conan il Barbaro (1982) di John Milius. Dove Conan, all’inizio (guarda caso) del suo viaggio dopo la liberazione dalla schiavitù, s’imbatte in una strega.
Citazione, certo, perché bisogna tener presente che Berserk è opera derivativa che attinge a piene mani dal cinema – piccolo excursus, le armature di piastre sono prese per lo più da Excalibur di John Boorman – ma la scena in sé anticipa moltissimo del personaggio e rivela i primi fondamentali dettagli di ciò che sarà il leit-motiv della saga, nonché aspetti del protagonista che subito catturano l’interesse e la curiosità del lettore.
Sì, ho detto derivativo, ma non c’è nulla di male nel derivare, perché qui non si tratta di plagio, ma di omaggio, e l’inserimento di questi canoni in Berserk viene assorbito dall’universo cupo del manga, e fatto proprio. I temi rinascono, quindi, per rifiorire.



Per chi – stranamente – non l’avesse mai letto, Berserk inizia in aperta campagna. Un uomo e una donna si accoppiano. Non è una scena d’amore cortese, ma sesso soddisfacente.
Cosa rende l’incipit di Miura tanto speciale ed efficace? Piccole cose.
Lei, per cominciare. All’apice del piacere si trasforma in un mostro orrendo.
Cercate, per qualche momento, di dimenticarvi tutto ciò che sapete sul fumetto, di dimenticare che la figura maschile è il protagonista della storia.
Appena aperto il volumetto, per voi, quell’uomo che ha sopra di sé quel mostro è bello che morto.
Invece, scopriamo che:



– lui non si scompone, dopo la trasformazione della sua partner occasionale. Si nota anche che è cieco da un occhio, un uomo che ha combattuto, suo malgrado
– al posto del braccio ha un cannone (come un altro personaggio celebre del cinema aveva una sega elettrica, vero?)
– il cannone spara (subito, senza aspettare i tempi di Checov), causando un cratere fumante nella donna-mostro

Lui si rialza, si veste, e la storia di vendetta di Berserk è appena cominciata. Col botto.
Ma ecco, in quelle prime tavole c’è tutto il personaggio: il furore, la vendetta, la forza, l’ossessione per la sopravvivenza, la capacità di adattamento
Ciò che non ti uccide, ti lascia senza un occhio e senza un braccio, ma tu puoi benissimo metterci un cannone, al posto di una dozzinale mano, giusto?

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* per chi fosse interessato al podcast di questa rubrica, sta arrivando, questa settimana registro il secondo episodio. Per cui sarà online a breve, stay tuned.

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