L'Attico

La Rete morta di SEO

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Oggi faccio un po’ di sano blogging come non se ne vedeva da tempo, su queste pagine. Ovvero, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe.
Tutto scorre, come diceva un mio amico dell’antica Grecia. Anche e soprattutto il blog.
Book and Negative non è mai stato uguale a se stesso, nell’arco di questi (quasi) cinque anni. Ha conosciuto momenti di gloria, di buio, di crisi.
Quello attuale è un altro tipo di momento, il momento in cui mi sto facendo un po’ di cazzi miei. Probabilmente si nota, sono meno presente in rete, sia qui che sui social network. Non è una lamentela, la mia, è una presa d’atto che, in questo momento, le cose stanno così.
E tuttavia, questo istant post vuole anche essere una riflessione sull’avvenire, di questo blog e, superbia permettendo, da blogger di lungo corso quale sono (perché oh, son cinque anni eh, non cinque mesi), sul futuro dell’interazione via web che, ammetto, tanto mi ha dato.

Tutto scorre, dicevo. Come i contenuti di questo blog, come il taglio dei miei articoli, la natura di essi. Ho da tempo abbandonato le recensioni, ritenendole, con rispetto parlando, assolutamente inutili:

– inutili a generare discussioni costruttive
– inutili a suscitare confronto
– inutili a indirizzare il lettore/spettatore medio (che tanto farà comunque il cazzo che gli pare)
– utili, altresì, a stimolare l’aggressività di chi la pensa in modo diverso, spesso in antitesi

Preferendo, alle recensioni, una sorta di saggi/approfondimenti su titoli vari. Articoli che, stando alle mere statistiche, suscitano un discreto consenso. Vengono letti e condivisi. Piacciono.
Va da sé che, data la natura di questi articoli, la loro pubblicazione regolare non può in alcun modo essere garantita.
Prima di tutto perché servirebbero due vite per scriverne a cadenza regolare.
Secondo perché lo faccio gratis (alias per passione). E allora il gratis va preso un po’ come viene. Letteralmente.

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Ma, perché il MA è enorme, questo modo di bloggare, spontaneo e istintivo, che tanto adoro, viene punito dal dio gugle, dalle regole del SEO e da tutta un’altra serie di stronzate che ci siamo (si sono) inventati per rendere la vita virtuale possibilmente più stressante di quella reale.
Cinque anni fa, non parliamo di trenta, era sufficiente scrivere un post, inserire qualche foto e metterci il titolo che più ci piaceva (per non parlare delle tag, fantasiose e divertenti), e i lettori ti trovavano comunque. Ora non bastano più nemmeno le parole chiave. Prima di cliccare il tasto “pubblica” bisognerebbe, almeno in teoria, valutare tutta una serie di fattori che, se rispettati, rendono l’articolo più “appetibile” dai motori di ricerca e, in questo modo, più facilmente rintracciabile dai lettori medi, svogliati, meno concentrati di un lama sotto l’effetto di LSD e assolutamente non desiderosi di leggere facendo un minimo di fatica.

Un connubio, quindi, di scazzo generalizzato, che spesso sfocia nella totale apatia da parte del lettore medio e del tentativo, da parte dei motori di ricerca, di assecondare questa accidia da parte di chi legge, arrivando a mettergli in bocca le notizie “migliori” (migliori sulla base di criteri assolutamente empirici e arbitrari; per dirne uno, la cazzata del numero di condivisioni).

Ebbene, da blogger, personalmente, mi sono rotto i coglioni.

Mi si viene a dire che il blog sta attraversando una fase di calo dell’utenza. E che per sopperire al calo dovrei adottare tante, piccole strategie SEO (oriented e non). Tipo, nel secondo caso: dare ai lettori ciò che vogliono di più: comicità demenziale, figa (sì, FIGA) e discussioni accese, ma semplici. Non sia mai che leggano cose complicate, altrimenti esplodono come in Grosso Guaio a Chinatown. Perché non capiscono/non vogliono capire e perché hanno fretta, hanno sempre una fretta fottuta.

No. Basta.
Non dopo aver scritto più di mille articoli. Non dopo cinque anni.
Non sono al servizio di gugle e delle voglie assatanate di gente che non conosco che, coscientemente o meno, ha deciso, cercando solo ed esclusivamente post demenziali e a contenuto pornografico fisso, di affossare tutta quella parte della rete che non vuole solo quello (e che è una tragica minoranza, prendiamone atto).

Basta.
Anche perché, a dare consigli di questo tipo son bravi tutti (“Dai, mettici un po’ di figa nei prossimi articoli! Sii più spiritoso!”), ma a stare in prima linea per cinque anni a scrivere quasi tutti i giorni ci sono stato sempre e soltanto io. E mi piace pensare di aver trasmesso un determinata immagine di me, e non mi va di rovinarla per queste minchiate.
Punito perché non pubblico tra le nove e le undici del mattino? Orario preferito dai motori di ricerca? E sticazzi non ce l’aggiungiamo?

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La passione è ok fino a un certo punto. Superata quella, tutto ciò che resta è masturbazione. E quella fa diventare ciechi. Si sa dai tempi del mio amico dell’antica Grecia.
Zio Gugle ha deciso di affossarmi perché non sto alle sue regole? Anche qui: sticazzi.

E, in ultima istanza, mi sono imbattuto in questo articolo, sulla morte dei commenti nei blog. Leggetelo.
Il punto è, secondo me, che si viene trovati (dall’internauta medio, capace di chiavi di ricerca ad alto tasso di genialata quali: “torture cazzo”, “film di John Holmes”, “RoboCOOP 2014”, “Duca di Urbino superdotato”, “Di Caprio sniffa dal culo della prostituta” e via dicendo) con difficoltà, a meno di non sottostare, come detto, a tutta una serie di trucchetti SEO che ti fan passare la voglia.
E poi, siamo sicuri che le discussioni si siano spostate sui social network, dove, tanto per fare un esempio, il massimo del contributo del lettore medio è un commento alla foto dell’anteprima che accompagna il link all’articolo e che, quasi sempre, nulla ha a che vedere con l’argomento del post (che spesso non viene neppure aperto)?

Non è che sia morta la discussione sui blog, sta morendo la discussione stessa, sotto i colpi del nulla e dell’aggressività di chi non si confronta più, ma impone e evangelizza, in misura direttamente proporzionale alla stupidità della discussione stessa. Ovvero, tanto più l’argomento è sciocco, tanto più si pretende di indirizzare l’altro al proprio modus vivendi, non accettando la diversità di vedute.
Tragedia.
Benvenuti nella rete del futuro. Un posto molto chic.

Cosa cambierà per questo posto? Nulla. Continuerò a gestirlo come voglio e ho sempre fatto. Se qualcuno ancora si ricorderà dell’URL e di come si crea un segnalibro.
Sono troppo vecchio per finire sotto il Grande Fratello. O forse sono sempre stato troppo stronzo e indipendente, per decidere di farlo con cognizione di causa, a questa età.

Buon proseguimento a tutti. Musica.

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • Quello che dici è totalmente vero per la parte relativa ai commenti , all’interazione e al “calo di attenzione” (sono gentile) mentre per quello che riguarda l’articolo di wired non è per niente vero che un blog con moderazione limita i commenti.
    Ti lascio due appunti, in quanto conosci la mia opinione e l’articolo l’hai fatto anche in base a quello XD.

    Gli orari indicati non piacciono solo ai motori di ricerca ma anche agli utenti e ai siti di condivisione di blog,
    pubblicare da quegli orari vuol dire aver usato del tempo prezioso e aver perso i possibili benefici solo per una non corretta programmazione della pubblicazione.

    Per le gif e le immagini pesanti devi considerare che google & co, penalizzano, perché segue le direttive del W3C il consorzio preposto allo sviluppo di internet anche nell’ottica dell’accessibilità, inoltre la maggioranza di utenti italiani e nel mondo non sono raggiunti dalla banda larga ma dalle internet key o altre soluzioni, dove c’è un limite mensile in gb che verrebbe esaurito velocemente.

    • Sì, ma ciò non toglie che questi “provvedimenti” siano arbitrari e limitino la diffusione degli articoli di qualità. Ed è cosa innegabile.
      Non è giusto che si debba venire limitati per l’utilizzo di una gif (e riguardo a questo ultimo punto non capisco come faccia a esistere tumblr che in pratica vive solo di gif animate), ignorando il contenuto dell’articolo. non è giusto che si debba venire limitati nella diffusione solo perché chi cura i siti di condivisione dei blog non alza il culo oltre le ore dodici.
      Non sono – non siamo – lo/gli schiavetti di nessuno.
      Quindi, la mia idea, mi spiace per te XD, è continuare come nulla fosse. Non ho la testa e la disposizione d’animo per assecondare quelle che, in mancanza di definizioni più calzanti, sono solo prepotenze. 😉

      • E in ogni caso, il problema non si pone:

        1) perché non ho intenzione di rispettare queste limitazioni
        2) perché chi ha molto seguito (vedi quelli che pubblicano FIGA e cose demenziali) sfuggono a queste regole (proprio come tumblr)

        Quindi è la solita storia di prendersela coi pesci piccoli. Una tristezza immonda.

        Soluzione: diventare un pesce grosso. Ma senza piccole strategie, ché sono quelle che mi mandano al manicomio. 😉

      • Ma sì che lo è, invece. Perché alla fine ciò che conta non è la qualità del post, ma le regole stabilite da chissà chi e che, chissà come, premiano un post anziché un altro.
        Mi spiace, ma non è un lavoro, questo. Non possono pretendere nulla, dall’utenza di internet. E siccome non è stato concepito un regolamento a priori, ora lo impongono con la forza.
        Non va bene. Non sono d’accordo e non mi va di assecondare questi ritmi (e limiti) folli.
        La smettessero di farne un vanto dicendo che così premiano la qualità, perché non è vero. È impossibile premiare la qualità su base statistica.
        Se non altro stanno dimostrando esattamente questo.

      • Qui c’è da fare un’approfondimento:
        Purtroppo il sistema è cambiato, a fare da padrone e a dare peso e autorevolezza sono solo i social network, Tumblr compreso, nonostante sia un network nato per condividere file multimediali e nonostante la sua violazione totale di qualunque logica, essendo tumblr (avendo i suoi milioni di utenti) ha anch’esso peso nel dare ranking seo a qualunque sito del web ecco perché non è penalizzato.
        Il contenuto più importante è divenuto il contenuto condiviso sui social network, con maggiori +, +1, condivisioni quello che vuoi tu e a questo sistema non ci si può opporre, google sta tentando di creare da due anni un sistema intelligente (si spera) che premia i siti, blog di qualità utilizzando altri fattori e utilizzando del personale umano per valutarli, sperimentazione in USA per il momento che io sappia.
        Purtroppo ammetto che è solo questa la storia errata e pesantemente prepotente

        La storia del pubblicare in determinati orari, ha fondamenti statistici e algoritmi dietro, che si basano sulle abitudini degli utenti di un derminato paese, risveglio, lavoro, pausa pranzo, uscita, pausa cena, andare a letto. E’ come se a prima mattina una banconota per fare la spesa al mercato valesse 100 euro entro le 12.00, se tu poi sfori ogni ora cala il valore della tua moneta, in aggiunta i paperblog,liquida etc selezionano il 70% di articoli in quella fascia di orario, quindi credo che ora sia chiaro il vantaggio.
        Ecco perché la storia delle 12 non è ingiusta ne prepotente.

        La gif può stare ma il singolo articolo già è tanto che non deve superare 1 MB di peso e con le gif di oggi che altro non sono che video fino a 10 secondi in media , si arriva ad avere singole pagine di articolo che pesano nell’ordine di 5-8 MB e questo non va per niente bene.
        Al contrario sarebbe possibile linkare quelle gif come video youtube e il peso della pagina non ne risentirebbe e non ci sarebbe alcuna penalizzazione,.
        Neanche questa è prepotente, ci sono motivazioni dietro il peso delle pagine web che vanno oltre i mb di soglia traffico, oltre l’accessibilità, qui si parla dei datacenter che ospitano siti e blog, del loro inquinamento diretto e indiretto e del loro consumo diretto e indiretto, alla fine ci sono discorsi molto più grandi dietro e sono uguali paro paro ai discorsi delle caldaie del riscaldamento domestico, si parla anche del futuro della terra.

        Le caldaie e le auto che si pensa rappresentino la minor fonte di inquinamento al contrario sono maggior fonte di inquinamento e di spreco di risorse, per questo si sta lavorando attualmente in Italia e in Europa a stringere i regolamenti e a sanzionare chi produce prodotti inquinanti ed ad alto consumo.

    • 8 anni ago

    What’s motore di ricerca? What’s gugle? quello che noto nel mio orticello è che la platea di commentatori è sempre esigua in rapporto alle visualizzazioni? perchè parlo di cinema? può darsi anche perchè quando parlo della mia professione ( sono veterinario) vedo che il seguito è comunque buono, anzi quando faccio qualcosa di nuovo l’audience è lì pronta ad incoraggiarti…ci parliamo addosso? sicuramente si, ma io ho una specie di antidoto: scrivo soprattutto per me stesso, il mio blog è una sorta di diario che finchè avrò la forza aggiornerò quotidianamente parlando delle cose che amo….dobbiamo coltivare la nostra passione, lo facciamo per questo….e io ricordo sempre che il primo mese che ho avuto un blog le mie visualizzazioni totali sono state 321 e la metà erano le mie perchè non avevo ancora disattivato il counter delle mie visite….se continuavano a essere 300 visualizzazioni al mese avrei continuato? forse no…ma ora sono in ballo e continuo a ballare e spero che blog di qualità come questo continuino a ballare come me, c’è bisogno di gente che non si uniforma alla massa che vuole solo sesso, figa soprattutto e argomenti scottanti per attirare la plebe….

    • Il motore di ricerca e gugle sono i fattori che ci stroncano, fidatevi. Non bastassero le piccole invidie dei colleghi del do ut des, ne abbiamo già parlato.
      E la cosa non mi va giù, proprio per nulla.
      E trovo che sia ingiusto tacere, a riguardo. O fingere che non importi.

      Il discorso è che detesto essere penalizzato perché non rispetto “regole” arbitrariamente imposte da cose come gugle. Mi spiace, ma a me le dittature mi stanno sulle palle. Seguite immediatamente dall’idiozia della massa.

      Cioè, per fare un esempio pratico? Non posso inserire in un post un’immagine un po’ più pesante delle altre, tipo una gif animata. Perché? Perché altrimenti gugle s’incazza, giudicando la pagina in questione troppo pesante. Conseguenza? Sbatte il mio articolo in culo al mondo, dove non verrà mai trovato (e letto) da nessuno.
      Ecco. Si può andare avanti così? Io dico di no.

  • C’è questo post di Germano e poi c’è l’articolo di Wired linkato, confrontateli e poi datevi una spiegazione

  • Io nel mio piccolo non posso lamentarmi, ho una sorta di isolotto felice dove chi mi segue sa contribuire sempre in modo adeguato al dibattito. Ma è vero che, in generale, i commenti sono in crisi. E perché? Perché il mondo virtuale è sempre più veloce ed interconnesso, perché è così tanto veloce che vige la regola del TLDR.

    Secondo me bisogna forse adeguarsi il giusto ma senza snaturarsi. Una evoluzione. Tu continua pure come hai sempre fatto, che fai bene, perché sei consapevole del mondo che circonda il tuo blog.

    Moz-

    • Il discorso è che la maggior parte dei siti che lamenta un calo (di visite e/o partecipativo), lo ribadisco, a parità di argomenti e qualità, è stata punita (e continua a essere punita) dai motori di ricerca e, solo in secondo luogo, dall’incompetenza/ignoranza dell’internauta medio.
      Ed è uno stato di cose, quello di scomparire perché non fai contento gugle, che sinceramente non tollero più. Non è possibile sottostare a questa dittatura.
      E poi sì, girano le balle non poco, perché in fondo lo scopo di noi blogger è essere letti, ci mancherebbe. Ma non essere letti soltanto perché non pubblico a una certa ora e non adopero certe parole chiave è davvero sciocco e frustrante. Per cui sì, mi ci incazzo.
      Anche se me ne frego, allo stesso tempo. 😉

      • Per farti trovare da Gugol :p

        Moz-

      • Ma nemmeno per sogno. E a che pro, poi? 😀

      • Allora potresti pensare a recensioni diverse, o di opere non proprio mainstream.

        Moz-

      • Io credo sia vero quando scrivi un blog tematico, come il mio. Esempio, recensire un film come WOlf of Wall Street implica che il tuo articolo, a meno che non sia perfettamente orientato, scompaia dalle pagine di gugle perché si perde nelle migliaia di altri articoli tutti uguali.
        Quindi sì, io ritengo che sia possibile.

        Paradossalmente, articoli meno tematici e più improvvisati, come questo invece, garantiscono un ritorno in termini di visite e commenti che prescinde da gugle.

        Tutto sta a come si vuol bloggare e ai temi che si vogliono trattare.
        Io fino a poco tempo fa recensivo, e ti assicuro che la fortuna di un post era affidata quasi del tutto al posizionamento nelle pagine di gugle.

      • Ma tu credi sia davvero… vero che scompari se non usi tattiche seo ecc?
        Io non le uso, non faccio alcun tipo di strategia, eppure visite e commenti mi aumentano. Non so, magari faccio tutto involontariamente! 😮

        Moz-

  • Non mi dilungo a lasciarti un commento chilometrico, aspettati un articolo in risposta direttamente.
    Per il momento mi limito a dirti che con “Di Caprio sniffa dal culo della prostituta” avrai risultati assicurati sul lunghissimo periodo. XD

    • Ah sì, lo so. Impazziranno. XD

      E grazie del futuro articolo! 😉

  • Le recensioni sembrano sempre più inutili anche a me. Ma del resto, hai perfettamente ragione, non ci si può piegare a parlare di sciocchezze, fare battutone e a diventare blogger trash solo per avere audience.

    • O meglio, lo faccia chi si diverte a farlo. Io non mi ci sono mai divertito.

  • Se dovessi bloggare in funzione degli accessi o dei commenti (ahahahahah) avrei smesso da tempo. Penso che sia passione mista alla speranza di fare qualcosa di utile.
    Dopotutto lo diceva anche quell altro …fatti non foste ecc ecc

    • No, per quanto mi riguarda è che, dopo cinque anni, mi rode il culo lasciare andare questo posto alla deriva. Ma allo stesso tempo, nel portarlo avanti, mi urta pensare di doverlo fare sottostando alle regole astruse inventate da altra gente.
      Quindi tanto vale soccombere e continuare a bloggare con divertimento. Almeno questo.

  • “Non è che sia morta la discussione sui blog, sta morendo la discussione stessa”

    Sì, completamente d’accordo. La gente ha sempre meno capacità di instaurare discussioni, commentare, argomentare. Fruizione rapida e frettolosa, scroll scroll scroll click click scroll. A questo si sta riducendo il popolo di Internet.

    • Sì.
      E tutto questo è successo nell’arco di cinque anni. Un tempo ridicolo.
      E poi per motivi ignoti, tra l’altro.

      • Credo che una parte della responsabilità sia pure da attribuire al proliferare degli smartphone. È molto più difficile leggere un post su un cellulare.

      • Ormai i cambiamenti sociali seguono tempistiche molto più brevi di prima.
        Sospinti dai cambiamenti tecnologici che sono più veloci di prima.

  • Ti fanno passare la voglia, è questo il problema. Già uno ha, come dici giustamente tu, i cazzi suoi, se si aggiunge il disinteresse generale e la sensazione desolante di parlarsi addosso, vien quasi la tentazione di mollare tutto.
    Però poi si va avanti, per motivi praticamente ignoti.
    Si va avanti e basta, come si è sempre fatto.
    Io quasi per inerzia.

    • Sì, si va avanti perché è l’unica cosa che è rimasta da fare. Andare avanti, per coerenza. Inutile aspettarsi supporto, stima, etc…
      Lo si fa per coerenza.