L'Attico

La poetica dell’alba rossa

Giorni febbrili. Le idee s’accavallano in fretta. Faccio da giudice per un nuovo concorso letterario, lo sapete. L’altro giorno, Alex scriveva, parlando di me e delle mie esigenze narrative, che apprezzo la poetica dell’apocalisse. Non sbagliava e, citando Lucia, che a sua volta cita qualcun altro, qualcuno che sapeva il fatto suo, dico che l’apocalisse è dolcezza e orrore in una sola musica.
Tutto qua. Non so se vi sembra poco. O tanto.
La fine del mondo è argomento sul quale non si scherza. E, badate, non per le solite motivazioni vuote, retorica anche a parlarne, dobbiamo stare uniti, perpetrare la specie, amarci e volemose bene e bla bla bla. L’apocalisse narrativa è dramma, per cominciare, tragedia sì, che assume su di sé i caratteri di rivalsa e sacrificio, ed è anche uno scenario infinito, che davvero arricchisce e nobilita.
Per cui, attenti a parlare di apocalisse. E attentissimi a non smerdarla.
Ma non sono qui per parlare, per l’ennesima volta, del Survival Blog e delle peripezie che hanno visto la nascita del mio e di tanti altri eBook.
L’altra sera, invece, guardando pessima sci-fi, e sempre pensando all’eBook che verrà, ho ricordato Alba Rossa di Milius. L’ho preso dalla mia videoteca e l’ho rivisto scoprendone, per la prima volta, la poetica, quell’epica apocalittica a me carissima, capace di distruggere il confine del verosimile, di commuovere, di generare arte.

***

Partendo dal finale, che commemora i Caduti della Terza Guerra Mondiale, ragazzi che sono diventati partigiani e hanno combattuto senza tregua e senza un obiettivo preciso, subito è chiaro il fondamento su cui tale costrutto si regge: non importano i singoli superstiti, non importano neppure i nomi dei caduti, importano le idee immortali.
Nella mia vecchia recensione, che non ho riletto a dire il vero, giudicavo poco verosimile che un gruppo di liceali potesse diventare spina nel fianco dell’esercito cubano-sovietico, tenerli in scacco e far sputar loro sangue. Ora, a essere sinceri, non importa più.
Senza riflettere, senza crogiolarmi nella ricerca dell’errore a tutti i costi, ho ascoltato Milius, trovando la sua voce magnifica.
Quasi un romanzo di formazione, questo grandissimo film.
E prima di continuare, vorrei sottolineare come Alba Rossa detenga un misero 6, come votazione su IMDb. Guerra, nemici veri e apocalisse spaventano gli sciocchi.
Questa, d’altronde, è epoca di ipercorrettismo, anche politico. Film stupendi come questo non hanno ragione di essere, ma per fortuna molti di noi serbano gelosamente la loro copia. La memoria non ce la toglieranno mai.

***

Formazione, dicevo. Passare, nell’arco di una mattina, dai banchi di scuola, mentre si ascolta una lezione su Gengis Khan (passione di Milius) a combattere una guerra per la propria sopravvivenza, diventare adulti nel giro di mezza giornata, imparare a essere corretti, coraggiosi, a rispettare le donne e, per queste ultime, combattere ed essere spietate, come e più dei loro compagni. Guardare ai nemici non come uomini, ma come divise, semplici numeri. Osservare le esplosioni, le cui nubi infuocate svettano laggiù, contro l’orizzonte, in quel momento donando un senso di falsa sicurezza, e di angoscia, sapendo che le persone amate sono proprio lì sotto, nel fuoco e nella disperazione.
Quel com’è cambiata la nostra vita, sussurrato da Erica (Lea Thompson) davanti al falò è privato della retorica, perché non accompagnato da piagnistei, ma da stoica accettazione.
Regia granitica, quella di Milius, che raggiunge l’apice nell’amore isterico tra Erica e il Colonnello Tanner fatto di cosa, in un mondo devastato, se non di sguardi fugaci, timidezze o incredulità?
Trasformazione, quindi, per questo gruppo di ragazzi, da esseri umani sociali a sopravvissuti, con tutte le responsabilità e quel senso di liberazione dai vincoli morali che ne deriva.

***

E siamo d’accordo, si tratta di guerra, non di apocalisse radioattiva o batteriologica, eppure, nel microcosmo segnato dalla zona occupata, la Resistenza agisce in uno scenario simile, capace di smuovere l’animo, portarlo ai limiti estremi, di distruggere ogni certezza radicata da secoli di vita sociale. È strano come, da autore, ma anche soprattutto da essere umano, sia affascinato da tale cornice. Indispensabile è, senza dubbio, lo shock culturale che ne deriva e, come ho già detto, la liberazione dalle catene.
Si tratta di stabilire un modus vivendi completamente nuovo, inedito, di assumersi responsabilità sconosciute, ma non per questo meno gravi rispetto alle solite cui siamo abituati. Si tratta di fare delle scelte, ancora una volta detto senza alcuna retorica.
Arriva la scena del traditore, quando i Wolverine scoprono di avere una spia, che credevano un amico, tra le loro fila. Si tratta di decidere se diventare carnefici, condannando il colpevole, piuttosto che restare semplici superstiti. Di macchiarsi le mani. Milius lo risolve con un grandangolo, pochi individui, oltre i due da fucilare con sullo sfondo un panorama pianeggiante, contro un cielo pulito, inquadrato dal basso. Ebbene, mi sovviene l’immensità libera del Nuovo Mondo, quello che si apre dinnanzi a chi ha resistito fino alla fine e anche oltre.
Pochi individui che giungono alla resa dei conti. Il mondo che resta è molto più grande di loro, e li considera a stento, tanto sono piccoli.
In fondo, è questa, la poetica dell’apocalisse, per me. Piccoli pensieri di pochi superstiti, in una terra che nemmeno li vede più.

Immagine dell’alba presa QUI

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • […] trailer ho pensato a una fastidiosa analogia con uno dei miei, sì diciamolo pure, film prediletti, Alba Rossa. Impossibile non farvi riferimento quando il soggetto è un gruppo di adolescenti in un contesto di […]

  • […] spesso in tragedia. Era un film doloroso e lento. Un film apocalittico, come afferma anche Hell in questo suo […]

  • Sì. E l’ho traovato molto impressionante (in senso positivo). Che la paura fosse quella di uno scenario apocalittico è evidente. Alla fine i protagonisti sembrano quasi sopravvissuti in stile Mad Max !

    • Ottimo, mi fa piacere che abbia apprezzato. 😉

  • Alla fine ho recuperato anche questo ! E sempre spinto da una tua recensione ( come era successo altre volte!). Continua così Hell !

    • Hai già avuto modo di vederlo? 😀

  • […] giorno fa, il mio amico e Capitano Hell ha scritto questo articolo, parlando di un film maltrattato un po’ da tutti e considerato mera propaganda reganiana. A […]

    • 12 anni ago

    lo vidi all’ epoca della Guerra Fredda, quando i russi erano cattivi,brutti e sporchi. Ripensandoci ora, era veramente fantascienza!

    • Io ero piccolino, non ricordo granché. Ma credo che nel 1984 dovesse comunicare per forza la sua valenza partigiana. Chissà, magari la mia visione è possibile soltanto perché la storia è finita in un certo modo.

  • […] Visita il sito bookandnegative oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

  • Bellissimo articolo :’) xD
    Il film purtroppo non l’ho visto ancora, ma sospetto che prima o poi lo farò mmm…:D

    • Oh, ma non l’ha visto nessuno? È famosissimo! 😀
      E poi dicono che in Italia non c’è la censura…

      Thanks! 😉

  • questo film mi è sempre piaciuto…

    Mi sono sempre immedesimato:-)

    • Ah, chissà perché non l’avrei mai detto, sai? ^^

  • È un film che ho rivalutato solo parecchi anni dopo la sua visione.
    Con tutto un suo romanticismo sottotraccia. Capisco bene che possa piacerti e vada a toccare alcune tue corde. 😉
    Sai che c’è? Che quasi quasi me lo recupero da qualche parte (la VHS chissà dov’è finita) e me lo rivedo.
    Buon vecchio Germano. 😀

    • Abbiamo avuto lo stesso percorso, quindi. All’inizio l’ho considerata una spacconata, ma poi… 😀

    • 12 anni ago

    Ma che bel post…
    belle parole, bellissimi concetti…
    Il film mi manca ma dopo aver letto quello che ha scatenato in te, penso proprio che correrò a recuperarlo 🙂

    • Operazione recupero! E come ho detto, ne vale la pena. Al di là della facile sparata sulla propaganda anti-sovietica che è solo incidentale. 😉
      Grazie mille.

  • Poetica ed epica dell’ apocalisse, per quanto riguarda Alba Rossa. Che poi, pur con tutti i distinguo del caso, la guerra è l’ apocalisse, o almeno una delle tante apocalissi possibili.
    Alba rossa è un film splendido. Qui da noi considerato alla stregua di mera propaganda, ma si sa che non capiscono un cazzo.
    E’ commovente, poetico, epico, come il tuo articolo, d’ altra parte 😉

    • E a ben guardare, con la propaganda non c’entra una ceppa, hai ragione. Quella è la maniera più superficiale di guardare questo film, non c’è dubbio.
      Ti ringrazio per avermi ricordato quella splendida frase, che riassume tutto.

      🙂

  • Eheheh 😉

  • Con “dentro di te” intendevo fegato, intestino, polmoni, che avevi capito? u_u Ok, me lo segno. 🙂

    • Sei infetto, dì la verità. 😀

  • Ecco, io non ho visto il film di cui parli, però ho apprezzato molto il tuo articolo. Per i motivi che ti avevo detto nel commento al post in cui avevi chiesto di dirti quali tuoi articoli preferivamo. Quindi, anche questa volta, grazie di aver sollevato un pochino il velo e averci fatto sbirciare dentro di te. 😉

    Ciao,
    Gianluca

    • Ehi! Io sono gelosissimo della mia privacy! 😀

      @Gianluca
      Vedilo, Alba Rossa, ché ne vale la pena. 😉 Non ne resterai deluso.

      @Alex
      ahahahah, ok, non lo facciamo apposta. Siamo fatti così, c’è poco da fare. 😀 A me piace la poesia della distruzione…

  • Articolo veramente perfetto, in tema col concorso. Quando dicevo che tu apprezzi la poetica dell’Apocalisse e io i risvolti geo-fanta-politici non scherzavo.
    A riprova di tutto ciò c’è il dossier che dedicai a Red Dawn (http://mcnab75.livejournal.com/346732.html), analizzandone l’aspetto più militaresco.
    Siamo un team perfetto, c’è poco da dire 😀