Cinema

Kick-Ass (2010)

Dando uno sguardo in rete, sembra che l’aver letto la graphic novel da cui Kick-Ass è stato tratto, funga da discriminante nell’apprezzare o meno questo film.
In generale, gli appassionati del comic detestano alcune scelte narrative della versione cinematografica, colpevoli di aver edulcorato una trama all’origine molto più dura, cinica e realistica, qual è quella della versione cartacea.
Purtroppo non ho letto il fumetto.
Ragion per cui quest’articolo si basa esclusivamente sulla fruizione del film. E solo su quello. Dal momento che non sono andato neppure in giro a documentarmi più di tanto.
Un solo dettaglio non mi è sfuggito e voglio proporvi subito, perché indice di un certo modo di fare le cose che personalmente apprezzo moltissimo. Il regista Matthew Vaughn ha girato il film da indipendente, raccogliendo i fondi necessari a una festa, dopo che il progetto venne rifiutato da tutte le case di produzione a cui era stato sottoposto. Alla fine, Kick-Ass è stato venduto alla Universal per una cifra superiore rispetto a quella chiesta in origine dal regista.
La saggezza dei gegni del marketting è tale da incantarmi.

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Protagonista è Aaron Johnson, che qui veste i panni dello sfigato, lo studente Dave Lizewski. Appassionato di fumetti, ignorato e sfottuto dalle ragazze, con amici tanto nerd quanto lui.

Dave decide di acquistare un costume, a suo dire una sorta di muta da sub giallo-verde, e di diventare un supereroe, ovvero combattere il crimine. Si ribattezza Kick-Ass e, da giustiziere mascherato, diviene non solo un fenomeno di costume, grazie alla cassa di risonanza di internet, ma causa anche, nel mondo reale, uno spostamento semantico del termine omonimo, kick-ass, che parte come dispregiativo, ovvero calci-in-culo e diviene, stando all’Urban Dictionary, something that’s really incredibly awesome, ossia qualcosa che è davvero incredibilmente attraente. In pratica un figo della madonna.
Ora, a parte questi miracoli del linguaggio, il film prende le mosse dal mero calcolo delle probabilità. Dave è un ragazzetto comune, un po’ moralista nelle sue scelte e nei suoi pensieri, che decide di trasformare sé stesso in un giustiziere mascherato perché è statisticamente possibile che qualcuno ci abbia pensato, e in ultima istanza, per soddisfare un senso di giustizia contro i soprusi e i criminali che, al contrario degli eroi, abbondano.
Due cose sono apprezzabili, in questa scelta narrativa. E, no, non mi sto riferendo al fatto di raddrizzare i torti della società, quanto alla stupidità attribuitale, composta di gente passiva e asservita a ciò che viene loro mostrato, attraverso internet o la televisione; che sia una rissa in un parcheggio, oppure un’esecuzione in diretta. E l’idea della nascita del supereroe, il suo battesimo del fuoco, che io ho trovato, pur nelle sue sfumature da commedia, simile a quel gran bel film che è Unbreakable.

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Il primo aspetto può sembrare scontato, ma non se si pensa al ribaltamento di prospettiva, che riequilibra il tutto. Da una società di repressi e passivi, di gentaglia egoista che assiste impassibile alla violenza si passa al contraltare: proprio grazie a quello stesso modo di vedere le cose, nasce il fenomeno Kick-Ass, con milioni di visualizzazioni dei suoi filmati su YouTube, e tutta una serie di merchandising legati alla sua immagine. Soldi che il protagonista non vedrà mai, perché fondamentalmente estraneo al sistema che, al contrario, continua ad autoalimentarsi di simboli e non di contenuti.
Il secondo aspetto è la genesi: Dave non nasce super-eroe, ma riceve anch’egli, seguendo lo schema più classico, la puntura del ragno, ovvero un incidente che lo rende un po’ speciale; innesti metallici per saldare le fratture multiple subite, che abbassano la soglia del dolore e lo rendono più resistente ai colpi.

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Allora, il bello di questa messinscena sta nella quotidianità dell’eroe. Tale non a causa delle abilità che possiede, ma proprio in quanto simbolo (egli risulta efficace, quindi, per la stessa ragione per la quale è apprezzato, la sua forma, il suo aspetto), che gli consente, dietro la maschera, per incoscienza o necessità, di interpretare un ruolo, di compiere azioni folli, quali penetrare in casa di un boss mafioso e minacciarlo di spezzargli le gambe. Una situazione dalla quale non se ne esce. La figura dell’eroe è quindi idealizzata, pur se mostrata sotto la luce quotidiana della cameretta in cui lui, adolescente preda degli ormoni, continua a masturbarsi.
Più fumettosi sono i personaggi di Big Daddy (Nicolas Cage) e Hit-Girls (Clhoe Moretz), rispettivamente papà ex-poliziotto (non si sa come, ricchissimo) e figlia undicenne addestrata come una specnaz. Il primo che ricalca il Batman degli anni ’60 di Adam West, sia nel costume (attualizzato e annerito), sia nelle pose assunte durante i combattimenti e la seconda, nella furia omicida e l’abilità con le armi, che tanto contrastano con la giovanissima età dell’attrice, un manga poco noto in Italia, Gunslinger Girl, basato sull’impiego da parte dei servizi segreti di giovanissime agenti impiegate come letali macchine di morte. Red Mist (Christopher Mintz-Plasse) riecheggia ancora una volta Unbreakable e la genesi stavolta del villain, la cui essenza non si discosta poi tanto da quella dell’eroe, ma che si vota al male per il sangue, secondo uno schema classicista, che voleva le colpe dei padri ricadere sui figli, anzi essere trasmesse come retaggio, come corredo genetico. In pratica, secondo questa concezione, un criminale è tale perché non può essere altrimenti.

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Bontà o meno di questa concezione, che però segue schemi narrativi vecchi di millenni, resta un discreto fascino della rappresentazione, a cominciare dalla scenografia, e la capacità di virare dalla commedia, che poi tanto commedia non è, e lo si capisce dalla prima coltellata, al dramma vero e proprio. Abilità non comune se si pensa che nessuno dei supereroi e dei loro vestiti improbabili strappa risate involontarie. Che persino Nicolas Cage impressiona, in una sequenza di omicidi davvero efficace. Anche se la palma va a Chloe Moretz e al personaggio di Hit-Girl. Dirompente, non so quanto rispetto al fumetto, efficiente e nuovo, da un certo punto di vista. Forse un ruolo pericoloso, forse no. O forse sarebbe ora che il pubblico iniziasse a usare il cervello, anziché assistere passivamente, schiavo di condizionamenti.
In conclusione, pur con le immancabili (e attese) esagerazioni, Kick-Ass mi è piaciuto. Anche se le forzature, leggasi quel senso di rivalsa sociale del protagonista, ne annacquano la crudezza. Se si fosse osato fino in fondo, questo film avrebbe potuto essere un’epica di sangue e morte, senza scampo e senza ragione. Così com’è, invece, è solo un buon film.

Altre recensioni QUI

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • […] Statisticamente, avrebbe dovuto azzeccare almeno un film. Invece, ne ha centrato solo mezzo, Kick Ass, solo che l’altra metà degli spettatori, otaku del fumetto, nega l’accaduto. Povero. […]

  • Anch’io non ho letto il fumetto ma del film ho un buon ricordo. Però mi son fatta molto meno analisi di te: mi ha divertito e basta, mi è sembrato che mancasse qualcosa per fare il salto (per renderlo uno scott pilgrim, che io ho adorato) ma non avrei saputo dire cosa.

  • Letto il fumetto; a me sono piaciuti entrambi, film e fumetto, pur nella loro diversità.
    Sicuramente se uno va al cinema con l’idea di vedere la trasposizione, e durante il film non ha lasciato indietro quell’idea, trovandosi davanti un’opera che se ne distanzia cosí tanto facilmente rimane deluso; non ho però trovato una delle due versioni piú incoerente dell’altra e sotto certi aspetti nel finale le trovo piú simili di quanto possa sembrare.
    Mauro.

  • Quanto alla discriminante citata all’inizio: non ho letto il fumetto, il film mi ha proprio divertito, certi aspetti di “lieto fine” forse mi sono stati più gradevoli, visto che (per sentito dire) il fumetto è triste, cinico e pessimista.

    Penso che uesto film abbia goduto di un “effetto sorpresa” nel sovvertire gli stereotipi e prendere a calci il politicamente corretto; non so se un sequel (che credo si farà) riuscirebbe tanto bene.

    • 11 anni ago

    Bel film anche se la trovata del mitragliatore/elicottero mi è parsa più pacchiana che figa….
    Per Izzy: se ti preoccupa lo stile Disney fidati non centra molto con questo film; tranne la parabola di successo per il protagonista c’è abbondanza di gore e violenza da sconsigliarne la visione ai bambini ^^.

  • Parte benissimo.
    Prosegue bene.
    Poi inizia a crollare e alla fine c’è da alzarsi in piedi a fischiare.
    Media: sette meno meno.

  • […] Visita il sito bookandnegative oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

  • Pur non avendo letto il fumetto, a me non è piaciuto. L’ho trovato estremamente ripetitivo e noioso nel suo meccanismo, banale nella caratterizzazione dei personaggi e tremendo nella creazione dei villain, volgare e irritante nel solito riscatto del solito sfigato che si fa la solita fighetta stupida (trombandola tra la spazzatura!). Molti divertenti i primi 15 minuti, e in fondo belli i combattimenti anche se per due ore alla lunga stancano, nient’altro.

    Simone

    • La trash-trombata… a ‘sto punto meglio farlo in macchina…
      Ah, già, ma Kick-Ass non ha la macchina…
      🙄

  • @ Hell: la musica? La musica l’ho trovat geniale! Quell’accostamento folle “massacro + banana split”! Per non parlare del massacro su Bad Reputation! L’ho adorata, la musica di Kick-Ass, non so se si era capito 😉
    Quanto al resto, io lo vedo come una smitizzazione e al contempo un’esaltazione del super-eroe. Contraddittorio e proprio per questo molto, molto piacevole e godibile.

  • elgraeco: … ho dimenticato i riferimenti. Mi stavo riferendo a Izzy (“[Il fumetto] è coerente fino alla fine, al contrario del film”).
    Comunque ora mi sto procurando il fumetto, cosí poi potrò vedere com’è effettivamente il rapporto (l’idea che mi sono fatto è che dietro ci sia un’idea di base diversa, che richiede quindi un diverso approccio nel giudizio). Vedremo, in caso vi dirò eventuali conclusioni.
    Mauro.

  • Non so se quanto detto nel commento che ho indicato corrisponda a quanto cercato dal regista, però se si accetta quell’interpretazione – che personalmente mi pare sensata – il film è coerente; sottolineo che non ho letto il fumetto, quindi non posso dire se sia meglio (come sostengono alcuni) o peggio (come sostengono altri), ma in generale – forse influenzato dall’aver letto quel messaggio prima di vedere il film – non ho avvertito un distacco, parlando di coerenza, nel corso del film.
    Mauro.

    • @ Mauro

      E infatti mica ho detto che è incoerente.

  • A me è piaciuto, anche se posso capire che a uno che abbia letto il fumetto come CyberLuke la trasposizione possa far cadere le braccia ^_^’ Ma le trasposizioni tendono sempre a far schifo a chi ha apprezzato l’originale, chissà com’è… 😉

    • @ Zeros
      Ma, tralasciando per un attimo il fumetto, il film non è affatto male. Anche la musica, che ad esempio Luca ha odiato, io l’ho trovata molto simpatica.

      Questa qui, ad esempio, averla scoperta prima, l’avrei inserita di sicuro in GfH. Poi ho scoperto che una musica di Kick-Ass ce l’ho inserita lo stesso, ma in modo inconsapevole.

      😉

  • Come ho già scritto su una decina di forum che l’hanno recensito (spesso ferocemente), è un film che mi è piaciuto. Il fumetto è molto meglio (recuperalo, ti piacerà), ma questa pellicola, presa in sé come hai fatto giustamente tu, a suo modo funziona.

    • @ Izzy
      No, questo Kick-Ass diventa bellissimo. Un figo. 😀

      @ Alex
      Uelà! Sì, concordo. Magari dopo aver letto il fumetto m’incazzerò come ha fatto Luca. Per ora però il film non è male, anzi.
      A proposito, c’è posta per te.
      😉

      @ Tutti
      Ok, da domani ritorno al solito regime, finite le smanie da scribacchino. Mi rivedrete sui vostri blog. A pensarci, non so se è un bene…
      Stasera no, ché sono stanco morto.

      😀

    • 11 anni ago

    Ho letto il fumetto. Che è coerente fino alla fine, al contrario del film (che non ho visto, però). Troppo disney il “e tutti vissero felici a contenti”. Bah! Nel fumetto, alla fine il tipo è anche più brutto di prima, a forza di buscarle! XD

  • La forzatura è che il nerd/reietto si riscatti socialmente (leggasi si trombi la bella ragazza che l’ha scambiato per gay).
    Alla fine diventa pure figo nell’aspetto. Come fosse stato a farsi una plastica…

  • Un commento che ho trovato interessante.

    In Dave/Kick-Ass cos’è che ti sembra una forzatura?
    Mauro.