Antologia del Cinema

Il Mio Nemico (1985)

Adoro i film che iniziano mostrando l’universo. Di solito si vedono composizioni ignote di corpi stellari, pianeti sconosciuti, nebulose. E poi inizia la voce fuoricampo, quella del narratore, o in questo caso affabulatore. Perché Il Mio Nemico racconta una favola.
La prima cosa che mi viene in mente, restando incantato come un bambino a vedere quella finestra di spazio profondo, è che la meraviglia non l’abbiamo persa, ce l’hanno rubata.
Non so come e quando sia successo, ma è successo.
Quello stupore, quel fascino che deriva dall’ascoltare, guardare storie ormai desuete ci è stato portato via.
Forse è l’influenza del periodo storico. La grande S, la storia, quella in cui siamo immersi e che ci accompagna giorno dopo giorno, quella che ci fa apparire buffe e obsolete le immagini televisive di appena dieci anni fa, quella che ci passa attraverso sussurrandoci storie di intolleranza.
Operazione nostalgia, in effetti. E questo film non poteva capitare in un momento peggiore per me…
E, ciò che mi spaventa di più, è che una storia come questa, fatta di rispetto, fratellanza, amore filiale e paterno, è talmente estranea a quella che è la percezione dell’intrattenimento oggi, da risultare straniante e da suscitare un certo stupore, sapete, quello che si prova quando si ritrova qualcosa che non si vedeva da tanto tempo, perché ritenuta estinta.
Questo film è come la tigre dai denti a sciabola. Non c’è più.

***

L’intreccio

XXI secolo. Gli esseri umani hanno colonizzato lo spazio. Talmente avanti hanno portato l’esplorazione del cosmo che alcuni di essi non hanno mai visto o non avranno più occasione di vedere la Terra. Gigantesche stazioni militari orbitanti sono la nuova patria di molti di loro. Come c’era da aspettarsi, però, non sono soli. Un’altra specie senziente, i Drac, dalla cultura profonda e millenaria contendono, per incomprensione e perché a volte non c’è alternativa, ai terrestri il dominio su interi sistemi stellari. La guerra dura da qualche decade. Una guerra fatta di scontri feroci, ma anche di attesa e logoramento. Durante un’incursione di caccia Drac, Willis Davidge (Dennis Quaid), pilota dell’Alleanza Terrestre, precipita sul vicino pianeta vulcanico Fryine IV. Come scoprirà ben presto, non è solo. Nel corso del combattimento, infatti, anche un alieno è riuscito a paracadutarsi e a trarsi in salvo.

***

[CONTIENE ANTICIPAZIONI]

La “miniera”

Non è un film perfetto. Questo no. Però ci sono due attoroni, anzi tre. Dennis Quaid che è tornato oggi con una buona fantascienza, per quanto risenta di cadute commerciali, Louis Gossett Jr. (Jeriba “Jerry” Shigan, il Drac), che sapete tutti cos’ha vinto, irriconoscibile dietro le scaglie da rettile, e Brion James, che alla storia è passato come uno dei nexus 6 di “Blade Runner”.
L’Oscar, per una buona volta, non fa differenza. E non credo che questo film lo meritasse, così come non credo sia un valore aggiunto per nessun film.
Forse troppo ambiziosa era la trama. Troppo elevato l’obiettivo e anche piuttosto complicato.
E il marketing, sì, proprio lui, che è peggio del diavolo, esisteva già a quel tempo.
Il problema era nel titolo inglese: Enemy Mine.
“Mine” è sia un aggettivo possessivo, “mio”, che un sostantivo, “miniera”. I produttori, temendo l’idiozia della gente, pretesero e ottennero che venisse creata e inserita nella storia una linea narrativa da ambientare in una miniera…
Ma vi rendete conto?
Certi geniacci pensano di avere a che fare con le capre. E come tali ci trattano, noi spettatori.
Ma, al di là dei sapienti ritocchi degli illuminati della produzione e distribuzione, mi chiedo com’era il film in origine e chissà se esiste ancora la versione girata interamente in Islanda, all’aperto, con un panorama naturale che è quasi preistorico.
Questa prima versione venne affidata a un altro regista, Richard Loncraine, che, manco a dirlo, litigò con gli illuminati su non ben definite scelte artistiche. Chi ha i soldi ha il potere, ora come allora, perciò la regia venne affidata a Wolfgang Petersen che rigirò tutto ex-novo, cambiando i set e inserendo le scene incriminate, per ovviare a eventuali mancanze grammaticali del pubblico.
Eh, sì, in effetti me li immagino proprio gli spettatori inferociti, all’uscita del cinema: “Allora? Dov’era quella fottuta miniera?!?”.
A parte l’assurdità della situazione, che però ha permesso a James di impersonare un ottimo cattivo, a vederli sembra incredibile, ma il panorama lavico eruttivo e il lago verde visibili durante le scene iniziali sul pianeta sono reali e situati nelle Isole Canarie, per la precisione al Parco Nazionale Montañas del Fuego. La restante parte della pellicola fu girata al coperto nei Bavaria Film Studios, in Germania.

***

L’alieno

Girare un film che prevede solo due personaggi che interagiscono per la maggior parte del tempo è sempre un rischio. La noia e anche lo stereotipo sono sempre in agguato. Non è questo il caso, anche se, come ho detto all’inizio, sembra, ormai, di assistere a uno spettacolo atipico: la nascita di un’amicizia.
Trattasi della storia universale del reciproco scambio culturale, allorché due etnie differenti che non hanno avuto modo o voluto conoscersi sono costrette a cooperare per portare a casa la pelle.
La sopravvivenza è la base sulla quale costruire un rapporto di reciproca fiducia.
Al di là del valore della interpretazioni di Quaid e Gossett Jr., che non sembrano eccelse e in alcuni punti risentono di eccessivo manierismo, la storia offre notevoli spunti di riflessione.
La razza umana.
Mi sono sempre chiesto, ed evidentemente se lo sono chiesto da sempre anche tutti gli scrittori di fantascienza, come sarà percepita la nostra specie in occasione del primo incontro con una stirpe extraterrestre.
Ne “Il Mio Nemico” si propende per un ritratto degli uomini dinamico. Gli umani non riposano mai, riflettono poco e compiono salti evolutivi che, di contro, gli alieni, meditabondi come appaiono, non solo stentano a comprendere, ma temono, persino.
La paura degli esseri umani, non in quanto diversi e perciò percepiti innanzitutto come brutti esteticamente, ma in quanto veloci e imprevedibili è il motivo di conflitto dei Drac nei nostri confronti.
Noi, d’altro canto, ci rifiutamo di capire. A priori vediamo in ogni creatura vivente un possibile profitto e ci diamo subito da fare. I Drac, infatti, sono preda di alcuni umani definiti di classe inferiore, non molto ben tratteggiati, che li usano come forza lavoro per l’estrazione di minerali. Quando non preferiamo, come sempre, essere preda di odio indistinto verso quelli là, gli altri. Fatale anche per noi, e sottolineato dalla suggestiva immagine iniziale del cadavere di astronauta alla deriva nello spazio tra detriti di astronavi…
Allo stesso tempo, significativo appare il fatto che tra i due protagonisti sia proprio il Drac colui che si sforza, pazientemente, di far conoscere la propria cultura a Willis, che, per tutta risposta, per strafottenza o perché tipicamente ignorante della propria storia e dei propri costumi, identifica in Mickey Mouse uno dei grandi saggi della storia dell’umanità.
Ovviamente, trattasi di uno scherzo ai danni del Drac, il quale, inconsapevole, finisce addirittura per scusarsi di aver mancato di rispetto e aver definito stupido, in un momento d’ira, il nostro grande saggio Topolino.

***

L’uomo

L’uomo, Willis Davidge, è una creatura che ha del potenziale. Una volta superata la fase della competizione, assorbe come una spugna tutta la cultura aliena, ma non solo, finisce col rispettarla e onorarla, tanto che il nostro adotta il figlio che Jerry dà alla luce, essendo, come tutte le creature della sua specie, ermafrodito.
Tale e tanta la devozione che Willis dimostra e l’affetto che egli sviluppa, ricambiato, verso il piccolo Zammis che, pur ripescato dalla flotta dell’Alleanza, egli fuggirà per ritornare sul pianeta, dove nel frattempo Zammis è stato fatto schiavo, e non esiterà a scontrarsi con gli schiavisti, pur di onorare il giuramento fatto a Jerry di condurre, come da tradizione millenaria, suo figlio dinnanzi alla sua gente per pronunciare i nomi dei suoi antenati e sancire, così, la sua appartenenza alla sua famiglia.
E quest’ultimo costituisce anche il più grande rammarico per questo film. La scena che avrebbe dovuto sancire il primo passo verso una coesistenza pacifica delle due specie venne sì girata, ma nell’edizione originale e mostra, per l’appunto, Quaid recarsi insieme a Zammis davanti al Sacro Consiglio dei Drac.
Il nome di Willis Davidge sarà inserito negli annali Drac nell’albero genealogico della famiglia di Jerry e Zammis.
Un finale solo narrato, ma di grande effetto.

***

La meraviglia. Sempre quella

E infine, come da qualche tempo a questa parte sulle pagine di Book and Negative, rifletto sulla meraviglia.
E concludo che, in questo momento, solo i film del passato e i libri del passato riescono a suscitarla. In me, almeno.
Strana riflessione. E ancor più strana consapevolezza. E non credo sia solo questione di nostalgia.
E non penso sia un caso che i libri e i film che oggi troviamo gradevoli individuino le loro radici proprio nella tradizione e nel folklore popolare, vecchi di centinaia di anni.
Storie come questa, insieme a quelle dei fantasmi, sono adatte a essere narrate e a fare scuola intorno a un fuoco, anche se ormai solo virtuale.

Fonte per le curiosità:
IMDb
Altri articoli:
Archivio Recensioni Film

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • Ho visto Enemy mine, la prima volta, quando avevo 12 anni o giù di lì. Ne avevo un ricordo splendido, di una storia profonda ma semplice. L’ho rivisto pochi mesi fa e c’è stata una doppia delusione: quella di avere dei ricordi falsati e quella del film, che mi è parso scritto male e affrettato (e recitato pessimamente, almeno per quanto riguarda Quaid).
    Leggendo la tua recensione, la delusione affiora di nuovo, più simile ad un senso di colpa che a semplice rammarico: forse il problema è stato mio, non del film, io che ho perso quella dose di meraviglia di cui parli, che mi si accende sempre meno spesso. Il mio spirito critico – alla ricerca del Film a volte in modo un po’ troppo “intellettuale”, a scapito dell’emozione pura – non mi ha fatto coinvolgere in qualcosa che, hai ragione, non viene più girato. I film di fantascienza attuali, a parte qualche pellicola qui e là, sono piatti e banali e infarciti di corri bum bum bang crash, privi di sostanza… che qui c’è. Pur trattandosi di un lavoro non perfetto (e non sapevo tutta la storia della miniera… complimenti ancora una volta a certa gente che purtroppo decide ciò che dobbiamo vedere).

    Quasi quasi mi do una terza possibilità.

  • La meraviglia è più suggestivo e tangibile man mano che ci si avvicina alle radici. La base del tronco sarà sempre più evidente, forte e possente rispetto alle fronde, c’è poco da fare. Parlo per esperienza, in base a quello che ho visto e capito in questi due anni di accidentale presenza nel mondo del fantastico: la certezza di molti attuali autori (scrittori, registi, disegnastorie, ecc.) di eguagliare in tempi ridicoli la base del tronco è in realtà solo una piccola, piccolissima, quasi sempre vana speranza.

    • Off-topic (sul mio stesso blog, ehehehe):

      Non riesco a capire perché con i tuoi commenti, Lycas, scatta ancora la moderazione. Sarà questo miscuglio di Blogspot e WordPress che causa ancora problemi. Mi scuso e cercherò di eliminare il problema.

      Se vuoi cambiare avatar, visto che lo dico a tutti, devi andare su it.gravatar.com e farti un profilo nel quale inserirai la stessa email che hai fornito a noi altri o che fornirai compilando il tuo profilo qui sul blog. Otterrai un avatar universale che vale in qualunque altro sito supporti i gravatar.

      In-topic:

      Non posso che concordare con un’osservazione talmente suggestiva. La fretta è un’altra causa della decadenza del meraviglioso? Io comincio a pensare di sì.
      E infatti ho chiuso con l’immagine del falò e dei racconti che intorno a esso venivano narrati…

      😉

  • Sì, sì, hai ragione, e io nemmeno ti ho ringraziato per aver recensito un film che ti avevo chiesto 😛
    Rimedio ora! Grazie!

    Miriam si sveglia a mezzanotte… film strano, eh. Non so ancora se non lo sopporto, o se mi piace. Ma almeno suscita emozioni, seppur contrastanti, e questo è già un evento, coi tempi che corrono.

    Kirk è imbattibile anche per me. Un vaccaro dell’Iowa che comanda una nave stellare… ed è pure un po’ maschilista ed egocentrico… Adorabile 🙂

    • Ma va, figurati! 😉
      Di serate alcoliche come questa dovremmo farne più spesso…

      😆

  • Sì, a volte SIAMO fottutamente demagogici. 🙄

    Anche più di una! Ammesso che riesca a trovarli… 🙂

    Be’, in effetti qualcosina su quei due loschi figuri la so. Però Kirk, anche per via del ciuffo leccato da una mucca, non lo batte nessuno.

    Poi, Unico Indizio l’ho recensito, e sta per arrivare anche, come da tua mail, Miriam si sveglia a Mezzanotte. Che me l’hai fatto rivedere e ora te lo sorbisci tutto.

    😉

  • E, sei ti piace l’universo di Star Trek, mi piacerebbe una tua retrospettiva tra i due comandanti storici, Kirk e Picard, a confronto.

    Ok, ok, la smetto!

  • Credo che l’esplorazione spaziale non interessi più perché è economicamente improduttiva. La conoscenza, l’evoluzione… a chi importa più? Abbiamo Facebook, il Grande Fratello… X-Factor!
    Dai, mi fermo sennò qualcuno mi dice che sono demagogico, come è successo nei giorni scorsi…

    Cmq nel week vi parlerò di un film molto a tema (esplorazioen spaziale) che forse nessuno di voi conosce 🙂

    Richiesta per Hell: ti sparo tre titoli fantascientifici

    – Capricorn One
    – Invaders from Mars (quello di Tobe Hooper)
    – Sojux 111 Terrore su Venere (questo mi sa che lo conosco solo io… sigh…)

    Ci può scappare una delle tue belle rece? 🙂

  • A me piacerebbe Marte, ma anche Titano, il satellite di Saturno.
    Impazzirei, nel senso buono, a vederci arrivare fin lì.

    E poi, Nick, hai suscitato un bell’interrogativo.
    Sono anni ormai che mi chiedo perché i nostri telegiornali, oltre a tutte le magagne che combinano quotidianamente, sono sempre più rotocalchi rosa e sempre meno mezzi di informazione.
    Questa domanda rinasce spontanea ogni volta che vengo a sapere, di solito tramite internet, di notizie veramente importanti che sarebbero di interesse universale per tutti noi. Un esempio?
    La scoperta, da parte di un archeologo italiano, di una nuova colossale città dei maya completamente ricoperta dalla giungla. Mi devi scusare, ma ora non ricordo bene il nome.

    E questo è solo un esempio. Che volete che sia colmare le lacune di una storia millenaria del nostro pianeta al confronto con l’ultima plastica al seno di qualche starlette?
    Su, siamo seri!

    🙁

    • 12 anni ago

    Eppure c’è una parte di me che spera sempre di riuscire a vedere almeno la prima missione umana su Marte o che sò io le prime prove di vita (anche non inteligente nello spazio,mi basterebbe un batterio o un ameba).
    Già quando è stato scoperto CALDOGIOVE il primo pianeta extrasolare è stato un bel momento,ma eravmo nel 1995.Possibile che non venga la curiosità su queste cose?
    Che la gente sia stuzzicata solo da Belen e Corona?
    Mia moglie all’onomastico(eh si,noi napoletani festeggiamo anche il l’onomastico) mi ha simbolicamente regalato una stella presso uno di quei dubbi siti che nascono su internet,ho apprezzato il gesto.Ma una parte di me vorrebbe ancora quel futuro che appare ne IL MIO NEMICO.

  • Purtroppo han capito che lassù ci sono solo sassi e sogni, e di entrambe le cose non se ne fanno nulla 🙁

  • Questo è vero. La decadenza delle arti, intendo. Ed è ben visibile.

    A me piacciono entrambi: cyberpunk e space opera. È sulla decadenza o estinzione della seconda che mi interrogo.

    Del resto anche la NASA ha mandato a puttane tutti i suoi programmi più ambiziosi.

    Ce ne vogliamo stare sul nostro piccolo sassolino che chiamiamo Terra.
    Ed è un peccato perché da bambino sarei impazzito per un viaggio su una base lunare o marziana.
    Be’, anche adesso…

    😀

  • Marrò! è stata una delle prime tre VHS che ho noleggiato dopo aver acquistato il videoregistratore! Che ricordi!

    Comunque condivido il commento di Nick. Nel 1985 la razza umana aveva aspettative e ambizioni, alla faccia della Guerra Fredda e di tutto il resto.
    Ora è chiaro che siamo in decadenza, fatto che si rispecchia anche nelle arti.

    La fantascienza ha presto sempre più la trama cyberpunk (soprassiedo sui blockbuster movie, tanto sai cosa ne pensi). Il cyberpunk è da sempre sintomo e veicolo di visioni distopiche.
    La space opera no.
    La space opera, oggi, è un genere morto.

  • Grazie, Nick! 🙂

    Magari in questo gli americani stanno messi peggio… con la bilancia voglio dire, per non aggiungere altro.

    Be’, e un problema, quello della specie umana che, da appassionato di sci-fi e da scrittore a tempo [molto] perso, mi pongo spesso.
    Come ci vedono, ammesso che riescano a vederci?
    Come una specie aggressiva, sempre pronta a usare il nucleare? Come dei pazzi ossessionati dalla sessualità? Voyeuristi all’ultimo stadio? Masochisti? O gente, tutto sommato, ancora brillante e dal potenziale evolutivo infinito?

    • 12 anni ago

    Mi piace molto quest’articolo.Condivido molto la parte finale credimi non sei il solo a provare queste sensazioni.
    Non ero a conoscenza del fatto che il film fosse stato interamente rigirato quindi grazie per quest’informazione.
    Chiudo con una considerazione all’epoca il film presentava una razza umana pronta a fare balzi evolutivi,una razza dinamica ed attiva e noi ci credevamo,oggi invece anche se mai un giorno l’uomo riuscirà ad arrivare sulle stelle temo che comunque l’unico balzo evolutivo a cui riusciremo ad arrivare sarà quello della bilancia a causa dei vari fast food ed affini.

  • Ho un ricordo particolare legato a questo film, di cui ti sono intimamente grato di aver parlato,
    Mi ero beccato un’influenza di quelle che i primi due giorni ti sdraiano con la febbre alta, stavo a letto con la testa in fiamme e le energie di un gattino appena nato.
    Mossi a compassione, i miei familiari mi portarono in camera un televisore col videoregistratore. Io chiesi se potevano noleggiarmi qualcosa che non avessi già visto, e mia sorella tornò con la Vhs del “Il mio nemico”.
    Lo misero dentro, il nastro venne agganciato con una serie di clac ormai estinti anche loro, e partì la sequenza dell’universo, proprio quella che hai descritto tu.
    Per due ore, non sentii dolori né febbre, e venni rapito nella favola sci-fi prima di sprofondare in un sonno/ delirio in cui anch’io ero da qualche altra parte, in un punto indefinito dello spazio pur se col corpo febbricitante in un letto.
    Quando mi rimisi in piedi, il film era già stato riconsegnato, ed ebbe per lungo tempo su di me l’effetto di aver vissuto un sogno in technicolor.

    • Bellissimo intervento, Luca. 😉