Underground

Il Compleanno Giallo

Musica.
Prima di tutto, me la prendo con me stesso. Per non essere riuscito a scrivere questo post in tempo, ovvero un giorno addietro. Per me tutto è iniziato il 27 Novembre. Mentre il primo assaggio, di quella che poi sarebbe diventata la Pandemia Gialla, comparve il 26, compleanno di Alex, che mi fornì la sceneggiatura adeguata, azzeccando in pieno, neanche a dirlo, quello che potrebbe essere il mio spirito, durante l’Apocalisse Gialla: una sola foto, tratta ovviamente da 28 Giorni Dopo. Una foto che significa tanto. Significa essere ancora, resistere, vivere.
Da quel momento si scatenò il delirio. Per alcuni solo narrativo, per me di immedesimazione totale, nella storia della fine del mondo. Periodo di forte stress, il Survival Blog fu seduta terapeutica, che m’ha fatto tornare a scrivere, a sognare, che m’ha permesso di mandare affanculo il mondo intero, di sopravvivere a esso e alle sue ceneri.
Sono discorsi che abbiamo già fatto, innumerevoli volte, ciascuno fornendo la sua versione della storia. Perché, con nessuna modestia, oso dire che la nostra apocalisse ce la siamo guadagnata, lirica e terribile. Bellissima e appagante. Tanto che non riusciamo a lasciarla andare via.
Hell è da qualche parte in Irlanda, impegnato ad andare avanti. Sono davvero convinto che sia lì, a cavarsela. E io, da quest’altra parte, sono il suo cronista (tramite l’eBook), nonché il suo io potenziale. Mica male, a pensarci.
Insomma, poche parole per ricordare una delle esperienze più belle della mia vita.
Il Survival Blog compie un anno, tutti anelando la Pandemia che verrà. E i suoi frutti.
Nel frattempo, ci godiamo i numeri di quest’impresa. E tutto quello che siamo stati capaci di creare.

Pagina Ufficiale del Progetto Survival Blog

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • Credo anche che lo scenario apocalittico goda di quella familiarità (voluta o meno) che l’ha resa fruibile a tutti.
    Chi non ha mai visto un film sugli zombie o una puntata di Survivors?
    Io sono felice per il SB sia rimasto open source, senza diventare un libro tradizionale. Se avessi scelto la strada della pubblicazione “classica” secondo me ora, dopo un anno, tutto ciò apparterrebbe alla categoria dei ricordi remoti.

    • Vero, anche perché siamo riusciti a fare cose che, a mio inutile parere, la via tradizionale ci avrebbe impedito di seguire… ^^

  • Auguri, SB! 😀

    Sottoscrivo il grande risultato del progetto, quello di sbloccarci. E anche sul fatto che ci risulta molto difficile distaccarcene, perché è un progetto che ci ha dato tantissimo e che continua a darci emozioni e coinvolgimento.

    Bello anche il commento di Angelo! E a proposito, anche io celebro a mio modo il SB sul mio blog, proprio con la pubblicazione dell’intervista a Angelo! 😉

    Ciao,
    Gianluca

    • 11 anni ago

    Il Sb come catarsi la dice lunga su parecchie cose, nonché su parecchie persone (me compreso). L’impatto che questo progetto ha avuto, la sua stessa nascita, la diffusione (pandemica, verrebbe da dire) oltre le previsioni fanno capire che c’è tanto spazio per queste cose. Singolare che persone tra loro molto diverse per qualsiasi fattore considerabile si siano ritrovati con quest’urgenza di creare una loro storia per il disastro a venire. Qui si sconfina nella psicologia, sia personale che di massa.
    Non a caso i SB più riusciti dal punto di vista emozionale vengono da persone che con questo progetto si sono sbloccate e che da allora hanno fatto altre cose sull’onda di quell’energia. Onestamente non considero SB come finito. La mia percezione però è cambiata, lo vivo in una chiave differente. Questo mi sta rallentando molto nello scrivere la seconda parte della storia della mia SCC anche se so già cosa voglio raccontare. Deve cambiare il modo di scrivere perché il mio alter ego deve fare cose diverse nella seconda fase del mondo post pandemia.

    • Ottimo intervento, che sottoscrivo in pieno. Sia per quanto riguarda l’urgenza che tutti noi partecipanti abbiamo avuto di narrare questa fine, sia per il coinvolgimento. Sono cosa da non sottovalutare, soprattutto per quelli che, dicono, di occuparsi di letteratura e spettacolo.

      Anche la mia percezione del progetto è cambiata. Non a caso sto faticando molto per recuperare la giusta atmosfera. Aggiungerei che si tratta di una conseguenza logica e inevitabile. Sul cambiare il modo di scrivere.
      Mah… è un argomento sul quale riflettere. Magari in un prossimo articolo.

  • Condivido le parole di bangorn, ovvero mi dispiace non esserci stato durante il progetto, ma sono felice di esserci ora.
    Tanti auguri al Survival Blog 😀 😀

    • MI ricorderò anche di voi… 😈

  • buon compleanno 🙂

  • Grazie, grazie. Il Signor Hell si ricorderà di voi, quando sarà il momento. 😀

    • 11 anni ago

    Posso solo dire “Tanti auguri Survival Blog”. In allora non c’ero, ma sono felice di essere qui nei paraggi nei giorni dell’anniversario. Cin!

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  • Buon compleanno alla Pandemia e al signor Hell ;)!
    Skål!
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