Cinema

Headhunters (2011)

Comincio ringraziando Hot per la segnalazione.
Cinema europeo. Per la precisione, una produzione tedesco-norvegese in grado di soddisfare qualsiasi voglia di snobismo (film sconosciuto ai più), ma anche no: Hodejegerne, per gli amici Headhunters, è davvero un buon film. Che sia europeo non stupisce, ancor più nordico. Insieme agli australiani, dal nord Europa hanno davvero qualcosa da dire. E lo fanno, senza remore, senza complessi di inferiorità o invidie assortite per l’oltreoceano.
Il thriller, col gusto sopraffino per la commedia degli equivoci, le tessere del mosaico della trama che si incastrano alla perfezione e, davvero apprezzato, ogni singolo dubbio che si insinua nella mente dello spettatore critico, alla fine, viene sciolto. In pratica, questo film non ha punti deboli, se non il gusto del singolo fruitore. Sì, quello è imprescindibile.
È raro che faccia uno sbrodolamento del genere nelle prime righe di una recensione, ma stavolta è realtà oggettiva. Headhunters, tratto da un romanzo di Jo Nesbo, è stato realizzato con perizia, evitando tempi morti, permettendosi anche sentimenti nobili e contaminazioni assortite, a tinte pulp soprattutto, e tuttavia restando fedele allo scopo: intrattenere, senza smaccate parentesi autoriali. Lo stile del regista, sapete, o la mancanza di esso.
Quindi regista e produzione al servizio della storia. Forse. O forse soltanto convergenza felice. Non perdiamocelo, in ogni caso.
Il risultato è intrigante. Non da panegirico allucinato, ma è impossibile non ammirare il lavoro di cesello.
Certo, ci si deve abituare ai paesaggi del nord, agli attori del nord, con la loro pelle pallida, gli occhi cerulei; il più noto, tra essi, è Nikolaj Coster-Waldau, più familiare come Jaime Lannister.
La fotografia è lattea. Paesaggi naturali, ville faraoniche e quadri preziosi. Anche buchi nell’acqua, coi cerchi concentrici che paiono usciti da un quadro di Munch, paragone non azzardato, credetemi. C’è di tutto, servito in salsa regale.

***

L’idea: Roger Brown (Aksel Hennie) è un uomo basso, 168 cm. Per compensare è ambizioso e s’è costruito, letteralmente, una vita superiore a molti altri. Ha un moglie altissima, sui 180 cm, una villa lussuosa e una carriera invidiabile, fa il cacciatore di teste (individua i talenti da assumere) e, a completamento, vive al di sopra dei suoi mezzi. Per riuscire a pagare tutto il lusso col quale si circonda ha anche un secondo lavoro: il topo d’appartamento. Specializzazione: quadri preziosi. Che egli sostituisce con copie, e rivende al mercato nero.
La regia di Morten Tyldum, supportata dalla voce narrante, ricorda quella secca e pulita di American Psycho. Sembra, all’inizio, di avere a che fare con una sorta di riedizione, pur essendo priva della componente psicotico-sadica del corrispettivo americano. Ma non è così, l’intreccio si estende dal microcosmo dei furti di opere d’arte per divenire sospetto di tradimento coniugale (come in True Lies) e addirittura intrigo a base di spionaggio industrale, fino a quando non comincia a bagnarsi di sangue, e concedersi una serie di scene di violenza assortita tanto realistica quanto opportuna.

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Da notare: l’immersione, completa, in una latrina colma di letame. Se riuscite a non vomitare, la scena è tensiva, schifosa, allucinante, grossolana. Ma, quando capita, si è ancora nel campo della commedia.
La lotta con un pitbull.
Il travestimento di uno dei personaggi, da damerino a mothafucka sfregiato, completamente rasato, pieno di tagli grondanti sangue.
Il merito è che si ride, ci si appassiona, ci si interessa alle possibili svolte dell’intreccio, venendo (almeno questo è ciò che sembra, da una prima visione) costantemente sorpassati e spiazzati dal film.
Come dicevo prima, una trama a incastro efficace come poche. Che si permette il lusso di sfruttare personaggi tipo, due gemelli alti e grassi come poliziotti, un commissario accessorio, un antagonista più figo e in gamba del protagonista che, senza paura, si rende odioso in molte occasioni, ma che si guadagna la benevolenza. Tendenza odierna, simpatizzare col negativo, farlo proprio, esorcizzarlo.

***

La giustizia al cinema assume sempre più contorni rarefatti, che sanno di relativismo. L’archetipo del personaggio ingiusto, che non paga per le sue colpe e che trova espiazione nell’inganno gentile, è figura sempre più attuale. Certo, non si pretende il cavaliere dalla bianca armatura e in fondo, in un mare di ultra-violenza, il pentimento è considerato presa d’atto della propria colpa, ma la realtà è un’altra, ovvero la spinta all’autoconservazione. Qualcuno mi correggerà, o forse no, ma noto che il cinema esalta sempre più il concetto di superstite, spesso a tinte fosche, che si redime con le proprie forze, inventando un modo per raddrizzare i torti, spesso anche personali. Personaggio affascinante, nuovo, forse anche pericoloso. Ma quanto faccia bene al godimento di un film, lo stiamo scoprendo soltanto adesso.
Consigliatissimo, se non avete il pelo sullo stomaco.

Altre recensioni QUI

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
    • 10 anni ago

    Germano, visto il gradimento ti suggerirei un altro film.
    Altro mondo… altra ambientazione… un grande Diego Luna. Tre brave attrici, tra cui spicca Ariadna Gil.
    … a mio parere un grande film:
    http://www.imdb.com/title/tt1078600/

    • Mai sentito! Indagherò.
      Grazie, Hot. 😉

      • Ok! 😉

        • 10 anni ago

        Dimenticavo: potresti trovarlo come “Just walking”

        • 10 anni ago

        Le attrici sono quattro… senza volerlo ho praticamente fatto uno spoiler!

  • Non lo so . Di solito scelgo di che film parlare in base all’umore, così di impulso… Potrei recensirlo , ma potrei anche non farlo.

  • Ed infatti ti faccio sapere ! Visto con i sottotitoli in inglese. un film ottimo , non c’è che dire. Sono rimasto incollato allo schermo per tutta la visione. Ben pochi film riescono in ciò.Verissimo anche il tuo discorso sull’empatia verso personaggi negativi…

    • Bene, bene, mi fa molto piacere. Lo recensirai? 😉

  • La trama mi sembra familiare… Quindi , conoscendomi , mi sa che devo averne letto da qualche parte e poi averlo dimenticato ! Fortuna che ne hai parlato tu ! Questo lo cerco !

    • 😀
      Fammi sapere!

  • E’ pronto nella mia videotecuccia (gh) e domani lo vedo!
    Quello che scrivi è fascinosissimo piuttosto anzichenò.
    Quando leggo queste cose sui film europei mi scatta sempre un certo rimpianto…

    • Riflessione che si collega all’altro film che abbiamo visto di recente… circa l’empatia verso i “cattivi” ^^

      • *wooooosh*

        Be’, più o meno, dai. 😀

      • Se il cattivo non è macchiettistico e scritto coi piedi, diventa facile empatizzare con lui. La buona scrittura benedice i personaggi negativi.
        Ebbi parlato 😀

  • Vidi proprio ieri il trailer, guarda un po’ il caso xD.
    Già avevo in mente di vederlo e questa recensione non fa altro che spingermi verso questa decisione.
    Devo ammettere che non ho mai letto nesbo (in parte perchè come al solito sommerso di roba che non posso leggere per via dell’università ahah, e in parte perchè non mi ispirava molto), ma ho visto che mi sono sbagliato di grosso.
    Il cinema europeo, invece, so da tempo che è di qualità. Volevo fare un post sui film tedeschi di questi ultimi anni che mi è capitato di vedere nelle feste di natale poi la cose è sfumata, ma vabbè. In ogni caso i film erano davvero ben fatti, pian piano penso che l’europa stia andando verso un livello cinematografico elevatissimo (parlo da profano eh xD), anche il cinema italiano si sta evolvendo, a parte i cinepanettoni, vergogna cosmica, che dovrebbero essere nuclearizzati 😀

    • Consigliato!
      E tu, riprendi il post che avevi in mente, ché mi interessa. Mi raccomando. 😉

      • Se ritrovo i film, ci proverò u.u

  • Io… devo… resistere… e… non… segnare… nella… lista… Devo… resistere… devo… Segnato… *O*

    Sarà che Jo Nesbo me lo hanno anche consigliato quando avevo fatto il mio post sulla trilogia Millennium, quindi la sinergia di consigli non si può ignorare così. 😀

    Ciao,
    Gianluca

    PS: Ma quanto è bello il tuo header di Innkeepers…

      • 10 anni ago

      Gianluca, Nesbo te l’aveva consigliato la Ric… che da tempo ho contribuito a convertire alla conoscenza di questo scrittore.

        • 10 anni ago

        Vanno letti in ordine cronologico… comincia con “Il pettirosso”.

      • Sì sì, ricordo, e prima o poi seguirò il consiglio. 😉 Ogni tanto quando passo in libreria controllo nella zona dei nordici per vedere qualcosa di suo. 🙂

    • È ottimo, credo ti possa piacere. 😉

      ps: è uno dei miei header preferiti. ^^ D’altronde se dovemo fa riconosce… 😉

      • Eh, per quello ringrazia il signor Pugno. 😉

        • 10 anni ago

        Sbavo per quello di Nikita!

    • 10 anni ago

    Ci riproveremo!

    • 10 anni ago

    La recensione che avrei voluto scrivere io.
    Sono contento che il film sia stato apprezzato. Si tratta in effetti di un piccolo capolavoro del Thriller (sì, con la T maiuscola), che terrorizza, che fa fremere di attesa per ciò che sta per succedere, che fa tremare, anche.

    Una storia di cui non ci dimentica facilmente, ben costruita e chiusa in maniera intelligente e non frettolosa come capita talvolta. In poche parole buon cinema!

    Alcuni particolari, come Germano ha colto, sono da sottolineare: I poliziotti gemelli che fungono da airbag… il protagonista che appare insopportabilmente antipatico all’inizio e di cui si scopre una differente personalità… Tutto merito dell’autore della sceneggiatura, quel Jo Nesbo dei cui romanzi consiglio senza remore la lettura.

    Un ultimo particolare: mi sarò detto cento volte durante la visione: “dove ho già visto questo attore?”. Grazie Germano per avermi fatto mettere a fuoco dove avevo già visto Nikolaj Coster-Waldau.

    • Troppo buono.
      Ottima segnalazione per un cinema, quello scandinavo, che non guardo (quasi) mai. Sbagliando.
      Quindi, se ne hai altre, di ‘ste perle, non esitare a dirmelo. 😉

      Grazie a te.