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Da Vinci’s Demons – 1° episodio [recensione]

Visto che sono appena arrivato e le cose si fanno educatamente e per bene, vai coi saluti.
Ciao a tutti, questo è il mio secondo post su Book and Negative dopo il guest-post per la recensione del Tredicesimo Episodio di The Walking Dead, e il primo come co-autore o autore ospite o quello che è. Questa volta vi propongo una serie relativamente nuova, nel senso che se da noi è iniziata questa settimana, negli Stati Uniti sono già all’ottavo episodio. Com’è, come non è, mi è piaciuta oppure no? Beh, scopritelo leggendo, altrimenti che sarei qui a fare? Buona lettura!

Da Vinci's Demons

Questo lunedì, con un po’ di apprensione ma tanta curiosità, ho guardato la prima puntata di Da Vinci’s Demons, serie creata da David S. Goyer (Batman Begins, Blade, Flash Forward, ecc.) e una coproduzione USA & UK per BBC Worldwide Productions, da noi trasmessa da FOX sull’emittente satellitare Sky.

Certo, direte che la BBC è garanzia di qualità, ma io ancora non lo sapevo e gli unici dati in mano erano quello che mi si diceva da tutte le parti: «Se ti piace Assassin’s Creed lo amerai, altrimenti se cerchi la storia lascia perdere». Beh, ma io Assassin’s Creed non lo conosco e so giusto che è un videogioco, quindi ero un po’ preoccupato di trovarmi di fronte a una tamarrata… e infatti è così, ma una tamarrata divertente!

Mettiamoci l’anima in pace, Da Vinci’s Demons non è un documentario sulla vita di Leonardo né un insulto alla sua memoria. Non facciamo i bacchettoni privi di spirito, è una sorta di ucronia fantastica – o un fantasy storico, come lo definiscono gli autori – su un giovane e scapestrato Da Vinci, un genio ribelle e tante altre belle cose avventurose che vi andrò a illustrare.

Solo una cosa prima d’iniziare, parliamo della versione originale e di quella doppiata.

Ultimamente il pubblico più smaliziato preferisce quella originale, magari coi sottotitoli per darsi una mano, quindi vi dirò la mia opinione sul caso specifico.
Nella versione originale fa un po’ strano vedere – ma soprattutto sentire – attori anglosassoni che interpretano personaggi della Firenze Medicea con la loro particolare inflessione, soprattutto Tom Riley (Leonardo) e gli altri attori britannici. Tanto che, vedendo il trailer originale prima del telefilm, mi era scappata la definizione “Florence Upon Thames” riguardo l’ambientazione. Quando usano parole italiane poi l’effetto straniamento si acuisce per via della pronuncia, ma è una cosa di poco conto che non dovrebbe inibirvi o infastidire (comunque, adesso che viene trasmessa da Sky, la potete vedere anche doppiata).
Comunque parliamoci chiaro, sempre meglio un «Maesthrow!» con accento british che la recente tendenza nazionale alla caratterizzazione fatta da nostri doppiatori coi dialetti regionali, o la fastidiosa inflessione alla Clouseau per i personaggi francesi. Tranquilli, qui vengono tutti doppiati in perfetto italiano – persino il personaggio turco ha solo una vaga inflessione incerta – ma è anche vero che non si è ancora visto un francese, quindi incrociamo le dita.

  • Bene, ma la trama?

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Firenze si ritrova in braghe di tela quando viene assassinato il Duca di Milano, unico alleato in grado di fornire un esercito per difendere la città dalle mire di Sisto IV, a sua volta alleato con Napoli e quindi pronto a fare di questa città di eretici un bel falò. Però non è tutto, il Papa cerca anche il misterioso Turco, (Alexander Siddig, che io – da bravo trekkie – ricordo principalmente per il ruolo del Dottor Julian Bashir in Star Trek: Deep Space Nine) a sua volta sulle tracce del famigerato e a quanto pare importantissimo Libro delle Lamine (Book of Leaves, nell’originale), testo fondamentale di una società segreta nota come I Figli di Mitra, di cui fa parte lo stesso Turco che invece incappa proprio nel nostro Leonardo, al quale rivela che la madre che non riesce a ricordare, e che sparì misteriosamente quando era ancora piccolo, era in realtà una schiava turca. Non bastasse questo, gli fa altre promesse di fare luce sui misteri del suo oscuro passato.
Oltre a questi intrighi c’è anche l’incauta passione di Da Vinci per Lucrezia Donati (Laura Haddock), la favorita di Lorenzo Medici (Elliot Cowan). Sì, lo so, Leonardo era gay (con buona pace di Povia), ma uno sguardo e un commento su un giovane modello fa capire che questa cosa non è stata dimenticata, solo “ridimensionata” o chissà, forse messa da parte per il futuro. Dalla sua parte ha l’assistente Nico (Eros Vlahos), giovanotto buffo e impacciato che vale come intermezzo comico, e Zoroastro (Gregg Chillin), affascinante gaglioffo che gli procura cose illecite come cadaveri per gli studi anatomici e altre cosette. C’è anche Vanessa (Hera Hilmar), modella giovane e disinibita che riserva qualche sorpresa sul finale, ma che non vi voglio rovinare. Insomma, la formula anche se ormai nota pare solida, e la storia promette sviluppi interessanti fin dalla prima puntata, che speriamo non vengano disattesi.

  • Sì, ma questo Leonardo, com’è?

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Beh, come volete che sia? È una seria d’avventura, quindi è un personaggio avventuroso. Giovane, si presenta sfrontato e ambizioso in giacca di pelle… no, non è Renzi. Anche se operano entrambi a Firenze, Riley è molto più gnocco. Questo Da Vinci è un genio come l’originale, ma è un prodotto della nostra epoca più che della sua, pensato per l’intrattenimento e che non ha nulla a che vedere con la ricostruzione storica. Come ho già detto, è un personaggio alternativo come in questi anni ce ne sono stati altri nel cinema (Van Helsing, Lincoln, ecc.) o qui sul Web (Cavour e Leopardi, per fare due esempi a me noti). Perciò consideratela come un’avvertenza. Se vi piace questo gioco con la storia, vi divertirete. Altrimenti, se non riuscite a scindere le due cose – e magari vi dà anche fastidio che lo si faccia su schermo, carta o web – lasciate stare, inutile complicare la vostra vita o trollarla a chi invece si diverte.

  • Qualcosa sulla regia e quelle cose lì.

Da Vinci's Demons 2013

Io non sono un esperto, ma il taglio registico è dinamico con un tono equilibrato tra la commedia e l’avventura. Certo, la preferenza va a quest’ultima, ma senza dimenticare la prima che la stempera nel modo giusto, impedendole di prendersi troppo sul serio diventando pesante e insostenibile. La fotografia presenta scene dal taglio “moderno”, come la sequenza nella quale Leonardo libera tre storni dalla gabbia e, mentre la scena si svolge al rallentatore (tipo Matrix, per capirci), disegna rapidamente alcuni schizzi del moto alare, della dinamica del volo eccetera, tutti alternati come animazione grafica al girato, un effetto gradevole per rendere il concetto del genio all’opera. Genio che qui, essendo un fantasy storico, va anche un tantino oltre l’originale, infatti crea una colombina meccanica che vola autonomamente per accendere i fuochi d’artificio al Carnevale di fine Quaresima, cosa che a me ha ricordato un po’ Bubo in Scontro di Titani (Clash of the Titans, 1981), ma non sto a dire se fosse voluto o no perché magari è solo psicopippa mia.

  • Conclusioni.

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Ve l’ho detto. È fantasy. È ucronico (forse anche negli esiti storici, staremo a vedere). È divertente. Se una di queste tre cose vi interessa, allora potrebbe fare al caso vostro. Io continuerò a guardarlo, voi fate come meglio credete, ma una possibilità vi consiglio di dargliela. Ammetto di essere partito un po’ prevenuto; temevo di annoiarmi, di trovare una tamarrata vuota e piatta, una mezza ricostruzione storica farlocca o un’irritante operazione fallimentare di qualche tipo. Beh, mi sono dovuto ricredere, e anche in fretta. Il tono leggero ma ben giocato, gli interpreti azzeccati e tutto il resto, hanno creato una dimensione nella quale ci si dimentica in fretta dell’altro Leonardo, quello dei libri di storia eccetera, e s’impara a scindere le due cose. In una parola, funziona. Buona visione.

  • Ah, interessante, potrebbe essere niente male, gli darò un’occiata. Grazie per la segnalazione!

  • Bell’articolo! In effetti mi hai incuriosito, però aspetterò prima di dedicarmici, non voglio ritrovarmi una serie da n-stagioni. Probabilmente lo guarderò proprio quando sarà finito per sempre e non avrà troppe stagioni. 🙂 Sì, lo so, sono strano con le serie tv. 😀

    Ciao,
    Gianluca

    PS: Ah, grazie per il link a Leopardi. ^^

    • Su IMDb è stato premiato con un 7.8 che promette bene, e loro sono molto più avanti di noi. Se TWD (nonostante sia quello che è) ha portato a casa un 8.7 e tre stagioni, forse Da Vinci’s Demons può aspettarsene almeno una seconda, ma staremo a vedere perché dipende tutto dalla presa che avrà sul pubblico. 🙂

      P.S. Leopardi dovevo citartelo, ci stava a pennello col discorso dei personaggi storici rivisti e poi è stato un piacere! 😀

      • Molto meglio questa di TWD. 😀

    • Io dubito che ne vedremo mai una seconda, proprio a causa della natura della serie. Però, mai dire mai. 😀

      • Mi tanto, a me piace! :'(

      • Beh, in tal caso, meglio così. 😀

  • Eh, caro Giordano…

    Ti dirò, avendo scritto Cavour, tuttora in corso, nonostante i miei quarti di luna, e che la maggior parte della gente non legge perché gne gne gne la lettura su schermo mi stanca, gne gne gne quando fai il pdf?, gne gne gne non riesco a leggere per capitoli… meglio aspettare che fai l’eBook (che non leggerò) …avendolo scritto in un certo modo, dicevo, non posso che amare questo telefilm così ribelle.
    Ieri ho visto il secondo episodio, che promette faville fantascientifiche! LOL
    Spettacolo, non credevo fosse possibile.
    L’unico che non mi convince, paradossalmente, è proprio il protagonista. Troppo guascone. Non so, ci devo fare l’abitudine. Mi ricorda il giovane Shakespeare interpretato da Joseph Fiennes. Chissà…

    • Sì, anche a me ha ricordato lo Shakespeare di Fiennes (che tra l’altro ha lavorato con Goyer in Flash Forward), e anche la definizione di guascone è perfetta. Forse è perché nei primi episodi il personaggio va lanciato in modo super simpatico per ammiccare al pubblico, una strada che con me non funziona granché perché noto lo sforzo fatto in quella direzione, però il corollario di personaggi, ambientazione e quant’altro aiuta a mettere il tutto in un quadro più armonioso. Spero che assestatosi meglio lui nella parte e passato il periodo “oddio ci cancellano, dobbiamo fare ascolti a tutti i costi”, il tutto proceda più serenamente. Comunque promette bene, e poi ho visto solo il pilot quindi attendo evoluzioni e segreti svelati. 😀

      • Il taglio dei costumi mi pare che si prenda certe libertà, ma era già stato fatto nel Il Destino di un Cavaliere, dove oltre a un certo taglio moderno si ballava pure sulle note di Golden years di David Bowie. XD Alla fine si tratta solo di entrare nello spirito e divertirsi. Poi può piacere o non piacere, ma uno deve decidere in base al suo gusto personale. 😀

      • C’è un segretone già nella seconda puntata, che ti fa fare la faccia così :OOOO

        Promette benissimo. Non mi dispiacciono nemmeno i costumi e la CGI, le ricostruzioni dei monumenti sono molto valide. 😀

    • 9 anni ago

    mmmmmmmmmmmmmmmmm… credo di non aver dimenticato nessuna “m” 😉
    Non lo so. Non mi ispira. Ma se lo dici tu ci provo. Poi in caso mi paghi una birra. Rossa però.
    E inoltre ieri sera mi sono beccato la prima sberla della midseason… il pilot di hemlock grove di eli roth è una palla stratosferica. Ma spetto qualche altro episodio. Sperém bén… :B

    • Sicuramente è una serie destinata a separare il pubblico, piace o si detesta. 🙂
      Prima di vederla, dovendomi basare su trailers e spot, la pensavo come te. Temevo davvero di farmi due palle a zeppelin che mi avrebbero portato nel Magico Mondo di Oz, dove avrei cercato uno specialista in orchiti fluttuanti e due scarpette rosse numero 44 per tornare a casa, invece mi sono dovuto ricredere. Mi piace perché non si prende troppo sul serio, cosa impossibile essendo una sci-fi giocata sopra le righe di un funambolismo fantasy (questa la vendo a Ciak se mi danno i soldi, che mi è uscita proprio da critico impegnato). Ci si dimentica anche in fretta del vero Leonardo, agilmente condotti in una storia che solo incidentalmente sembra portare nomi, eventi e luoghi di memoria storica. Io la consiglio perché mi ci sono divertito, ed è in questo spirito che andrebbe vista. 😀